Monti e l’arrivo dell’ “Effetto Tsipras”

di Alessandro Visalli
Sul “Corriere della Sera” Federico Fubini ha pubblicato una intervista al senatore a vita ed ex premier Mario Monti, nel quale quest’ultimo ha prodotto una serie notevolissima di affermazioni e minacce.
Inizia chiamando “realtà oggettiva” la “realtà internazionale”, con i suoi rapporti di forza e la divisione del lavoro che comporta [1], e quindi “apparenza fittizia” la condizione materiale nella quale vive la maggioranza del paese, con la quale questo governo, nel bene come nel male, ed in entrambe le sue componenti, è in contatto come non accadeva da decenni; più precisamente, ha paragonato lo stato delle forze politiche che dall’opposizione sono giunte nelle stanze dei bottoni (o, meglio, come vedremo, nella sua anticamera), a “l’equivalente politico di una bolla speculativa”.
Leggiamo:…

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Parigi non abbassa i toni: “Contro lebbra nazionalista comportarsi bene con i partner”.

Il portavoce del Governo francese attacca Roma dopo il ritiro dell’ambasciatore. Toninelli: “Francesi popolo amico, ma chiedano scusa per la Libia”.
“Se si vuol fare indietreggiare la lebbra nazionalista, se si vuole fare indietreggiare i populisti, se si vuol fare indietreggiare la sfida all’Europa, il modo migliore è di comportarsi bene con i propri partner”. È quanto ha detto il portavoce del governo francese, Benjamin Griveaux, intervistato da Europe 1, sulla crisi diplomatica tra Roma e Parigi. “Le battute di Luigi Di maio e Matteo Salvini sulla Francia, non hanno evitato all’Italia di entrare in recessione”, ha aggiunto il portavoce del governo francese.
Griveaux ha voluto chiarire, che la miccia dell’escalation tra i due paesi, è stata scatenata dall’arrivo del vice premier dei Cinque Stelle in Francia, per incontrare i ‘gilet gialli’. “Cortesia istituzionale vuole che si avverta il governo locale, quando si va in un paese vicino”, ha detto…

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Processo “Diciotti”: comunque vada, ha vinto Salvini (e hanno perso i Cinque Stelle)

di Alberto Quaranta
Se sarà processato diventerà un martire. Se non lo sarà, la sua azione politica verrà presa a modello. E i Cinque stelle? Fregati: tra la tenuta del governo da un lato e una difesa indigesta alla base grillina dall’altro, non c’è scampo. Preparatevi a vederne delle belle.

“Vincerà comunque Salvini. Se sarà processato diventerà un martire. Se non sarà processato la sua azione politica verrà presa a modello. Io l’ho detto ai miei: c’ha fregato. A questo punto dobbiamo sperare che si torni a parlare di altro. Di lavoro, disuguaglianze…”.
Palazzo Madama, in aula si vota il decreto semplificazione che ha prodotto uno scontro con la presidenza del Senato. Fuori, nel Salone Garibaldi, il Transatlantico del Senato, un viceministro di peso, di rito grillino, si confida con Linkiesta scolpendo un ragionamento che suona così: “Salvini c’ha fregato: comunque vada vincerà lui”. In sintesi, le truppe di Luigi Di Maio starebbero per perdere questa mano di poker e starebbero per tirare i remi in barca….

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La “putrefazione” politica della Sinistra

Come regalare altri milioni di consensi e voti all’odiato “populismo”, e come al contempo riuscire nell’ardita impresa di farsi odiare visceralmente da quel “popolo” con cui non si hanno più relazioni, né umane né tantomeno politiche?
Ce lo sta mostrando in questi giorni la “sinistra”, o almeno una parte rilevante di questa, intruppatasi a difesa dei Benetton e del capitalismo privato. Le immagini e le parole nauseabonde urtano ogni sensibilità popolare, collaborando col nemico pur di salvaguardare la propria rendita intellettuale messa in crisi dal populismo di governo.

Michele Prospero (foto sotto), ad esempio, ovvero il prototipo più conseguente del baronismo universitario, legato mani e piedi al regime “democratico” post-comunista, così scrive dalle colonne del…

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“Manifesto dell’Antimodernità”

di Massimo Fini
Un modello di sviluppo atroce, sfuggito dal controllo anche di chi pretende di governarlo, ci sta schiacciando tutti, uomini e donne di ogni mondo.
Proiettandoci a una velocità sempre crescente, che la maggioranza non riesce più a sostenere, verso un futuro orgiastico che arretra costantemente davanti a noi – perché è lo stesso modello che lo rende irraggiungibile – crea angoscia, depressione, nevrosi, senso di vuoto e inutilità.
In occidente questo modello paranoico è riuscito nell’impresa di far star male anche chi sta bene (566 americani su mille fanno uso abituale di psicofarmaci). Esportato ovunque, per la violenza dei nostri interessi e quella, ancor più feroce, delle nostre buone intenzioni, il modello occidentale ha disgregato popolazioni, distrutto culture, identità, specificità, diversità, territori, tutto cercando di omologare a sé…

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Sindacare sulle opinioni di Savona, esula dai poteri di Mattarella

di Paolo Flores D’Arcais
L’articolo 92 della Costituzione garantisce al presidente della Repubblica la possibilità di rifiutare la nomina di un ministro proposto dal presidente del Consiglio incaricato. Ma il margine di discrezionalità di cui può avvalersi il presidente della Repubblica, è stabilito con precisione dagli articoli 54 e 95.
Quest’ultimo stabilisce che chiunque sia nominato a una carica pubblica deve adempiere il suo mandato con disciplina e onore. Il presidente della Repubblica può perciò obiettare alla nomina di un ministro che gli sia stata proposta dal presidente incaricato, se rileva nei comportamenti passati del candidato, qualcosa che confligge con l’onorabilità.
Nessun rilievo del genere è stato avanzato dal presidente della Repubblica nei confronti del Professor Savona. Quanto alla disciplina, il titolare della unità dell’indirizzo politico del governo, è solo il presidente del Consiglio come inderogabilmente stabilito dall’articolo 54.
Esula perciò dai poteri del presidente della Repubblica sindacare sulle opinioni politiche dei candidati ai singoli ministeri. Nel caso del Professor Savona, il presidente Mattarella ha invece fatto esplicito riferimento alle sue opinioni, riguardanti la possibilità di fuoriuscita dall’euro…

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Documenti dal Golpe

di Paolo Borgognone
Ciò che ci si attendeva, è stato. Mattarella rifiuta Savona come ministro dell’Economia per ragioni di opinione e riafferma il principio oligarchico secondo cui la sovranità appartiene ai “mercati”, cioè agli speculatori internazionali, e non al popolo.
Il giochino dello Spread che saliva è stato innescato da Draghi per preparare il terreno mediatico al golpe, cercando di far credere ai pensionati che i loro risparmi sarebbero stati “a rischio”, qualora Savona fosse diventato ministro dell’Economia in un governo M5S-Lega. L’inganno dello spread come apripista per agevolare e legittimare il golpe. La Costituzione cambia de facto, l’articolo 1 non ha più alcun significato. Siamo nell’era del compiuto disincanto… Il governo “tecnico” che si prospetta è la dittatura dei mercati legalizzata. Il momento è drammatico nel vero senso della parola.
La storia della “democrazia italiana”, anche formalmente, finisce qui, il 27 maggio 2018…

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Le emergenze immaginarie sono sorelle delle fake news

di Piero Sansonetti
L’Italia ora è di fronte ai suoi problemi strutturali. Fondati sulla realtà, non sulla percezione costruita dai mass media.
L’Eurispes certifica un dato del quale questo giornale ha parlato già in altre occasioni: non è vero che l’Italia è il paese più corrotto d’Europa. Del resto esistono varie ricerche le quali dimostrano che il coefficiente della corruzione, in Italia, è perfettamente in media con il coefficiente europeo, anzi è lievemente inferiore. L’Eurispes ci racconta come esista un baratro che divide la corruzione reale dalla corruzione percepita. L’Italia è il paese dell’Occidente dove la percezione della corruzione è la più alta. Non è però un paese particolarmente corrotto.
Qual è il motivo di questo gap tra realtà e percezione?…

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Pescare nel torbido

di Luigi Orsino
Credo che in Italia “pescare nel torbido” sia lo sport preferito da molti, almeno da quelli che si trovano nella posizione giusta per poterlo praticare, nella certezza che la faranno sempre franca.
Tra i vari tipi di “pesca” oggi voglio parlare di coloro che traggono benefici dalle mafie. Per essere più chiaro non voglio, in questa sede, trattare della loro pericolosità sociale e del loro potere corrosivo. Voglio additare al vostro giudizio coloro che traggono profitto, pane e companatico, dall’esistenza della criminalità organizzata.
Poiché vi sono molte categorie che godono di grandi benefici ed ingrassano grazie all’esistenza del potere mafioso, viene da chiedersi: “C’è realmente la volontà di combattere efficacemente le mafie e, possibilmente, sconfiggerle?”  Sinceramente crediamo di no…

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Occorre una Commissione parlamentare d’inchiesta su Napolitano e Monti

di Paolo Becchi e Giuseppe Palma
All’apertura della nuova Legislatura, sono avvenute due cose che hanno sorpreso molti. Da un lato, Giorgio Napolitano in un discorso del tutto irrituale dallo scranno di Presidente (provvisorio) del Senato, ha rivendicato il diritto delle forze anti-establishment che hanno vinto le elezioni a formare il nuovo governo, dall’altro Mario Monti, in una trasmissione televisiva ha affermato di non condividere i governi tecnici, preferendo quelli politici.
Che cosa ha spinto a queste prese di posizione? Noi crediamo che siano il segno di un timore, il timore che una eventuale intesa di governo tra Centro-destra e M5S abbia come conseguenza l’apertura di una commissione parlamentare d’inchiesta sui gravi fatti avvenuti dal 2011 al 2014, una lente di ingrandimento sui due personaggi che giocarono in quegli anni il ruolo di protagonisti: per l’appunto Napolitano e Monti.
Deve anzitutto essere chiarito il ruolo che l’ex Presidente della Repubblica ebbe nel condurre alle dimissioni l’ultimo esecutivo guidato da Berlusconi, nonostante non vi fosse stata alcuna crisi di governo, né parlamentare né extraparlamentare. Ci sono testimonianze importantissime che potrebbero relazionare in merito a quei fatti. Pensiamo, ad esempio, all’ex Segretario al Tesoro della prima amministrazione Obama, Timothy Geithner, che nel suo libro “Stress Test” parla di “alti funzionari europei” che chiesero aiuto agli americani per far cadere il governo Berlusconi…

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Vite a perdere!

di Alberto Bergamini 
Le persone sono talmente abituate a ragionare attraverso il pensiero “monoegoico” che non si accorgono che il loro è in realtà un karma di massa. Imprigionate in una ragnatela composta da casualità in cui sguazzano inconsapevoli o consapevoli, sono troppo invischiate nella materia per reagire.
Il senso del possesso è ben radicato per far sì che possano emergere emozioni e sentimenti più elevati, e quando questi, “tirati” da mani benevole verso l’alto, cercano di manifestarsi e spiccare il volo, ripiombano poi con maggior gravità verso il basso. Sembra, infatti, che sia presente, oltre la normale forza di gravità, una gravità spirituale, che ci attira verso il suolo…

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