È Partita la Carica: Vaccini per Tutto…

di Max Del Papa

Vaccini per tutto con prospettiva ventennale. Ovviamente da imporre con la solita ricetta totalitaria.

Tutti i media da destra a sinistra, finita l’operazione Covid, sono passati a pubblicizzare i vaccini omnibus “per non ammalarsi nei prossimi venti, trent’anni”. Per questo non ne usciremo, se mai, rivivremo tutto, come e peggio di prima. A meno che…

Se fai questo mestiere da trentacinque anni non puoi stupirti di come funziona, non puoi stupirti più di niente. Se una mattina trovi che tutti i giornali da destra a sinistra pompano i vaccini per le malattie che non ci sono ma ci saranno, vaccini per ogni genere di cancro possibile, di infarto eventuale, vaccini per tutto, da sinistra a destra tu capisci subito alcune cose, una: che l’industria farmaceutica è tornata alla carica e li paga tutti, due: che bisogna far dimenticare in fretta le scoperte e le ammissioni sul vaccino Covid che ha fatto più morti del virus Covid, nato da alchimie di laboratorio sofisticate e prolungate come appena ammesso da Fauci al Congresso americano e meglio dettagliato dalla biologa molecolare canadese Alina Chan che lavora al Massachusetts Institute of Technology (Mit) e ad Harvard e ha scritto il libro “Viral: The Search for the Origin of Covid-19”: una mole crescente di prove fa pensare che il virus sia “fuoriuscito da un laboratorio di ricerca di Wuhan, in Cina; se così fosse, si tratterebbe dell’incidente più dannoso nella storia della scienza”.

Calcolato in almeno 25 milioni di vittime, ma per difetto, mentre l’ottimistica leggenda sui 20 milioni di vite salvate dai vaccini sa tanto di trovata esoterica, come quelle di Fauci, “I made up everything”, e sicuramente per esubero. (Si continua con questa storia del virus uscito da un laboratorio… ma è l’ennesima menzogna. Se può anche essere vero che abbiano provato a creare un virus letale, possiamo dire che non gli sia riuscito molto bene, visto che in ospedale dovevano somministrare ai malcapitati farmaci per eutanasia, intubarli fino a far loro scoppiare i polmoni e altre “cure” mortifere per arrivare a conteggiare così tanti morti.

La verità è questa… che purtroppo quasi nessuno ammette… quasi nessuno ne parla se non quei pochi testimoni sopravvissuti alle “cure” o che sono riusciti a scappare… o i parenti di altri che hanno in seguito testimoniato di come i loro parenti siano stati uccisi negli ospedali in circostanze assurde – da medici e infermieri pagati all’inverosimile per tenersi la bocca chiusa e applicare i mortali protocolli  – e spacciati come morti per covid.

Per non dire dell’altra squallida menzogna: codificare come “morti per covid” tantissime persone morte per tutt’altro. In questo modo hanno creato i morti di cui avevano bisogno e che servivano alla narrazione della “pandemia” per poi poter spacciare al mondo i salvifici sieri…  – nota di conoscenzealconfine)

“Ne usciremo?” mi chiedono amici e giornalisti. No, rispondo, non si esce dalla ruota, non si esce dal condizionamento perenne, dall’incubo perenne. Ci sono giovanissimi, potenziali neoelettori che dicono, o gli fanno dire, ma loro non si sottraggono, che “voterebbero per Draghi”, quanto a dire il più feroce distruttore delle loro libertà fondamentali, del loro futuro immediato.

Speranza gira ancora a provocare le vittime vaccinali e i loro parenti e querela chi fa libri critici del suo operato. Nessuno col coraggio di dire: ci siamo sbagliati, abbiamo esagerato. Lo stesso Conte si dà la zappa sui piedi, in una trasmissione radio del servilismo pubblico ammette di avere mentito su tutto, Pensavamo saremmo morti tutti, non sapevo cosa fare perché nessuno mi informava” (sapevate benissimo cosa facevate… – nota di conoscenzealconfine): lo sbando totale, ma lui si presentava e diceva: sappiamo tutto, abbiamo tutto sotto controllo. Poi in segreto, coi suoi, diceva: ma com’è che non si ribellano, ma davvero possiamo fargli tutto questo?

Ma sentite un passaggio di questa propaganda giornalistica di cui è inutile citare la fonte perché si trova, pressoché identica, su tutti i giornali da destra a sinistra: In Gran Bretagna migliaia di persone ammalate di cancro in stato avanzato sono state coinvolte ed arruolate, a spese del servizio sanitario pubblico, in una vasta sperimentazione che mette a disposizione vaccini prodotti con la tecnologia mRna, personalizzati caso per caso, e progettati per preparare il sistema immunitario di ogni singolo paziente oncologico selezionato, a riconoscere e distruggere tutte le cellule tumorali in circolo, in modo da debellare la malattia presente e ridurre a zero il rischio di recidiva”.

Coinvolte ed arruolate, più da cavie, da sottouomini che da esseri umani, individui inviolabili. E parlano di sperimentazione, dai cancri all’Alzheimer, alla demenza, con proiezione decennale, roba che una volta si riservava agli animali da laboratorio, obbrobrio ora superato ma solo perché a un certo punto si è scoperto che costava troppo, si poteva passare direttamente agli umanoidi e poi dire che li salvavano mentre li ammazzavano.

Wuhan (…la farsa covid – nota di conoscenzealconfine), la pietra tombale sulle residue illusioni democratiche, sulle distinzioni ideologiche di lana caprina tra mondo libero e regimi totalitari, anche su quanto resta dell’informazione che sforma, disinforma e se ne vanta.

Più personaggi pubblici muoiono e più si ha cura di omettere la causa e questa coda di paglia è segno sicuro di effetto avverso. Crolla una costumista Rai, Francesca Frongia, e nella tempesta di messaggi e cuoricini da scuola dell’obbligo, “sei una stella”, “sei la vita”, “sei sempre con noi”, e il fatidico “come faremo senza di te”, non c’è modo di capire di cosa accidente sia morta questa poveretta. Ho dovuto girare una dozzina di testate per intercettare un passaggio allusivo e sibillino, “il male che l’ha consumata”. Quale? In quanto tempo? Dopo quante dosi?

Il sindaco Sala, primo cittadino di una metropoli ormai fuori controllo, trova il tempo di ricevere in pompa magna il cantante Vasco Rossi che dice: “Milano la prima a capirmi”, ma cosa c’era da capire in uno che recitava il vitalismo dannunziano, “sono drogato drogato drogato” e si definisce “supervissuto”, con enfasmi semantica dannunziana, e poi si avventura in lezioni di politica spericolata: Con la Meloni si va verso l’autoritarismo, siamo agli anni Venti, libertà derise e sono molto preoccupato”. Non lo era però quando i predecessori Conte e Draghi rinchiudevano tutti, ricattavano, mentivano, imponevano la vaccinazione di massa che non immunizzava ma avvelenava e insomma applicavano tutte le prescrizioni sino-americane che Fauci si era “inventato sapendo che non avevano senso ma qualcosa dovevo fare, dovevo alzare il polverone perché se la gente la terrorizzi la smette con le stronzate e ubbidiscono tutti come cani”.

Allora il Blasco non era preoccupato, non sentiva soffiare il vento diciannovista, anzi si produceva, fingendo di barcollare sul palco, lui è uno che sul falso mito della rockstar barcollante ci campa da una vita, farfugliando“mi sono vaccinato, tre dosi ne ho fatto!”e il pubblico coglione gli mandava l’ovazione. Lui come tutti gli altri preoccupati dall’autoritarismo di una che non è in grado, perché non vuole, perché vuole durare, di arginare nessuna forma di disordine, di provocazione teppistoide a prato basso. Lui come il Venditti sempre più somigliante a un personaggio di Stephen King, come il Pelù diventato sordo dopo non si sa quante dosi di vaccino ma lui scarica la colpa su un fonico che gli ha fatto esplodere le cuffie nelle orecchie. E l’informazione complice finge di prendere per buone tutte queste stronzate, per dirla come Fauci.

Ne usciremo? Assolutamente no. Le illusioni democratiche seppellite a Wuhan, la tecnologia del controllo che ogni giorno fa passi da gigante, la lezione del terrore vecchia ma sempre attuale, sempre efficace.

Quel che è peggio, l’assoluta concordia di tutti, da destra a sinistra, dall’OMS all’Italietta via UE “che bisogna cambiare”, nell’inventare nuove pandemie per imporre nuovi vaccini a prezzo di nuove vessazioni, sotto l’ombrello del presidente in carica o di quello che verrà. L’orrore ciclico che ci attende.

Ma se ieri il rumore di fondo ci stordiva, ci confondeva, adesso abbiamo l’esperienza, condotta su noi stessi, sulle cavie che siamo stati. Solo la memoria potrà salvarci ma dipenderà dal nostro istinto di conservazione, dalla consapevolezza che i vampiri al potere non muoiono mai e, in caso, si riproducono.

Articolo di Max Del Papa

Rivisto da Conoscenzealconfine.it

Fonte: https://www.ilgiornaleditalia.it/news/salute/618179/e-partita-la-carica-vaccini-per-tutto-con-prospettiva-ventennale-ovviamente-da-imporre-con-la-solita-ricetta-totalitaria.html

OLTRE LA TEMPESTA
Come torneremo a stare insieme
di Paolo Crepet

Oltre la Tempesta

Come torneremo a stare insieme

di Paolo Crepet

Un libro che risponde a tutte le domande che ci siamo fatti in questi lunghi mesi di pandemia

Una domanda che tutti, volenti o nolenti, ci siamo posti durante questi lunghi mesi è: che cosa succederà alle nostre vite dopo la fine della pandemia? Tornerà tutto come prima?

In questo libro Paolo Crepet prova a rispondere ai numerosi quesiti che sorgono pensando al dopo e a come l’epidemia di Covid-19 possa aver modificato irreversibilmente il mondo del lavoro, della scuola, delle relazioni.

Ad esempio viene spontaneo chiedersi se il distanziamento sociale ci abbia trasformato in una comunità algida o se alla fine ritroveremo, magari in modo diverso, «il filo dei nostri sguardi, di parole sussurrate, di confidenze e dichiarazioni d’amore»; forse continueremo ad avere, come chi è stato scottato dall’acqua bollente, una certa ritrosia a credere e ad affidarsi all’altro o forse invece quel timore si scioglierà lentamente per scoprire una nuova bellezza comunicativa.

E il piacere dell’ascolto, dalla musica al teatro, dal cinema alle conferenze, dopo lunghi mesi di astinenza sarà lo stesso di prima? E le nostre città cambieranno, non tanto in termini urbanistici, ma in quanto luoghi di fruizione sociale, di libero scambio emotivo e affettivo?

Crepet si concentra anche sul lavoro, domandandosi se ne muterà l’organizzazione, se automatizzazione e robotizzazione prenderanno sempre più il posto del lavoro umano, se lo smartworking entrerà a pieno titolo nelle nuove modalità di lavoro e con quali conseguenze sulla prestazione, sulla psiche e sulle relazioni familiari.

La scuola, poi, è stata uno dei temi più caldi e spinosi nella gestione della pandemia, con un continuo succedersi di aperture e chiusure. È quindi naturale domandarsi quali conseguenze avrà tutto questo sulla crescita dei bambini, se sapranno affrontare il rientro e il riavvicinamento ai compagni e in che modo genitori e insegnanti possono aiutarli e facilitarli.

Infine, l’interrogativo più spinoso e cruciale: che cosa abbiamo davvero imparato dalla pandemia in termini di rispetto, di empatia, di umana complicità?

...

Un commento

  1. Si, adesso abbiamo imparato che sono criminali che ci riprovino….

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