La rivoluzione della verità: Marcello Foa alla guida della Rai

di LibreIdee
Che succederebbe, se diventasse presidente della Rai l’uomo che più di ogni altro, in Italia, ha denunciato le malefatte quotidiane degli “stregoni della notizia”? La nomina di Marcello Foa nel Cda di viale Mazzini, caldeggiata dalla Lega e appoggiata dai 5 Stelle, sarebbe semplicemente qualcosa di favoloso.
Gli “stregoni” ovviamente sono già al lavoro: da quelli de “L’Espresso”, querelato da Foa per aver insinuato che il giornalista possa aver avuto un misterioso ruolo nella presunta sparizione in Svizzera del “tesoro-fantasma” del Carroccio, all’Enrico Mentana che, a caldo, in prima serata al Tg de La7, ha presentato Foa – liberale, anticomunista e noto estimatore di Trump – come un intellettuale “non amico” degli Usa.
Un benvenuto a colpi di “fake news”, dunque, per il giornalista italiano, allievo di Indro Montanelli, che dal suo blog sul “Giornale” ha additato senza esitazioni le notizie false spacciate regolarmente per vere dai media mainstream a reti unificate. Notizie pesanti: dalle armi chimiche in Siria (mai usate da Assad contro i civili), alla foto straziante del bambino messicano in lacrime, presentato come profugo separato ferocemente dai genitori per colpa del perfino Trump, pur essendo invece solo un piccolo attore, impegnato in una drammatica performance di protesta in Texas. Marcello Foa alla guida della Rai? L’impossibile, che diventa possibile: qualcuno finalmente comincerà a dire che “il re è nudo”, e lo farà dagli studi del Tg1?…

Vai all’articolo

HAI MAI DATO UN'OCCHIATA ALLA NOSTRA SEZIONE DEI LIBRI SUPER-SCONTATI?

Il Sistema è prossimo al collasso… dalla Sicurezza Nazionale all’insicurezza vaccinale

di Marcello Pamio
“Stanno accadendo cose che voi sudditi non potete immaginare…”.
Anagrammare la citazione di “Blade Runner” diviene obbligatorio per descrivere quello che sta interessando gli Stati Uniti d’America. Talmente dirompenti sono alcuni eventi che giustamente nessun giornale, telegiornale o radio in Italia ne ha parlato. Quando ciò avviene, quando i megafoni del mainstream evitano di parlarne significa che l’affare è molto grosso!

Andiamo per ordine. Donald Trump è indubbiamente uno dei presidenti più criticati della storia americana. Non ci vuole poi tanto visto che non avendo filtri mentali gli drena fuori tutto dalla scatola cranica, per cui non riesce a celare l’arroganza, la tracotanza e l’ignoranza abissale; non può nemmeno nascondere il toupè…

Vai all’articolo

SCOPRI I BENEFICI DERIVANTI DALL'ASCOLTO DI MUSICHE RILASSANTI TERAPEUTICHE

Multinazionali pro gender e migranti: la Silicon Valley patria del Neo-Comunismo

di Adriano Scianca
Qualche decennio fa, Giorgio Locchi e Alain de Benoist fecero scalpore con il loro saggio su “Il Male americano”, in cui arrivarono a definire Washington come “la capitale del neomarxismo”. All’epoca si poteva sorriderne, forse, ma oggi quell’intuizione ci sembra geniale.
Dovendo rifare oggi il punto della situazione, ci sarebbe solo da fare una piccla correzione: non Washington, ma la Silicon Valley è oggi il punto di riferimento del progressismo più spinto. Non è del resto un caso se esso coincida con il quartier generale del capitalismo globale.

È di pochi mesi fa la notizia che James Damore, ingegnere di Google, è stato licenziato in tronco dalla multinazionale, per aver pubblicato un documento di 10 pagine in cui ha affermato che donne e uomini sono…

Vai all’articolo

Ecco come sarà il mondo nel 2035, secondo l’intelligence americana

di Michele Crudelini
L’intelligence USA ha delineato come potrebbe essere il mondo nel 2035. Diciotto anni possono sembrare un lasso di tempo molto breve per poter osservare dei cambiamenti radicali. Eppure molti osservatori sono concordi nel ritenere i prossimi venti/trent’anni come i più rivoluzionari di tutta la storia del genere umano.

Inoltre basta guardarsi alle spalle e osservare i cambiamenti avvenuti nei vent’anni precedenti, per verificare come tale lasso di tempo sia più che sufficiente per dei mutamenti radicali. Diciotto anni fa il mondo doveva ancora assistere al crollo delle Torri Gemelle, alla conseguente guerra al Terrore, agli interventi militari in Afghanistan, Iraq e Libia, nonché alla crisi finanziaria del 2008. Insomma cambiamenti sconvolgenti.
Il

Vai all’articolo

La lotta mortale tra due ‘Americhe profonde’

Donald Trump

di Giulietto Chiesa
Questo popolo americano (la grande maggioranza) non piace all’America dei grandi giornali e della grandi tv mondiali, delle Banche e delle Grandi Corporations.
Una è quella che ha eletto Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Profonda perché rappresenta bene  il “popolo” americano. Non quello che da decenni ci viene raccontato instancabilmente dai corifei dell’America hollywoodiana, quella delle bollicine di superficie, quella della Coca Cola e di Silicon Valley, quella delle “modernità”, degli i-phone, della globalizzazione, della crescita, del progresso, dei consumi, dei record, del siamo i migliori, e siamo insostituibili.
Insomma: il popolo americano era ed è altra cosa rispetto a tutta questa paccottiglia propagandistica…

Vai all’articolo

È la fine… la Merkel ha un piano segreto per l’Europa

È la fine... la Merkel ha un piano segreto per l'Europa

di A. M. Rinaldi
“Non possiamo fidarci di Trump”, la Merkel  nasconde l’esistenza di un ‘Piano segreto’ per domiare l’intero Continente europeo.
Non vi nascondo che quando ho letto questo articolo su Il Sole 24 Ore del 29.5.17, mi è venuta la pelle d’oca perché immediatamente mi è ritornato in mente cosa scrissi nel 2013, in “Europa Kaputt (s)venduti all’euro” e che desidero ricordare:
“Ribadiamo ancora una volta che nutriamo grande rispetto e ammirazione per il popolo tedesco, ma abbiamo ancora timore che quando singole persone o gruppi si insidiano alla guida di quella nazione anche con mezzi democratici, pensando però che i metodi da loro adottati siano i migliori al punto da pretenderne l’imposizione ad altri, siamo più che legittimati a dubitarne e ad attivarci con tutte le forze ed energie possibili affinché questi loro disegni non vengano realizzati”

Vai all’articolo

Hanno “normalizzato” Trump

Donald Trump

di Marcello Foa
Verrebbe da dire: c’era una volta Trump…
C’era, fino a poche settimane fa, un presidente che prometteva un’America diversa da quella di Obama ma anche di Bush, di Clinton, di Bush padre. Un’America intenzionata a rompere nettamente con la dottrina neoconservatrice, che in nome della lotta al terrorismo e di un mondo migliore ha ottenuto, dal 2001 ad oggi, esattamente l’opposto: più instabilità in tutto il Medio Oriente, più fondamentalismo islamico, la nascita dell’Isis e una serie di attentati nelle capitali europee. Quell’America si proponeva di non essere più il poliziotto del mondo e pareva ansiosa di fare la pace con Putin.
Non fatevi ingannare dal rumore mediatico degli ultimi mesi: a disturbare l’establishment americano e quello Stato Profondo (Deep State) che in realtà governa l’America e che accomuna repubblicani e democratici, non era solo la persona di Donald Trump, quanto, soprattutto, le sue idee, quel progetto di America…

Vai all’articolo

Il Programma di governo di Donald Trump in 16 punti

Programma di governo di Donald Trump

di Antonio de Martini
Poichè durante la campagna elettorale USA ci siamo occupati dell’elastico delle mutande di Trump e del marito di Hillary, ritengo di fare cosa buona elencando in sintesi il programma di governo di Donald Trump, grazie al contributo della newsletter di Giovanni Palladino da cui ho attinto.
1) Metterà un termine al numero di volte in cui un parlamentare può essere eletto. (richiede un emendamento costituzionale). L’assenza di questo limite ha trasformato il Senato in una casta di bramini inamovibili. Ad esempio John Mc Cain siede in senato da sedici anni e precedentemente ha soggiornato alla Camera dei rappresentanti per diciassette anni. In tutto 33 anni. È ora che vada a casa…

Vai all’articolo

Tremonti alla prima di Trump: “È la fine della globalizzazione”

eidon - 585706 ABI - Assemblea annuale 2011 - ABI - Assemblea annuale 2011

Tremonti è l’unico italiano ad essere stato invitato all’Inauguration Day. “Questa data ha una portata storica simile alla caduta del comunismo”.
Giulio Tremonti guarda al 20 gennaio, il giorno dell’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca: “È la fine di un’epoca. È la fine dell’utopia della globalizzazione”“Seppur in modo soft – spiega l’ex ministro dell’Economia al Corriere della Sera – questa data ha una portata storica simile alla caduta del comunismo”.
Tremonti è probabilmente l’unico italiano ad essere stato invitato alla cerimonia a Washington…

Vai all’articolo

Donald Trump denuncia il Nuovo Ordine Mondiale (NWO) e il Governo Globale – VIDEO

Donald Trump

di Luciano Gianazza
Tutti ormai sanno che i cosiddetti poteri occulti cercano di asservire il mondo intero per i loro interessi privati di ricchezza, potere e desiderio di dominare.

Le persone che stanno dietro al cosiddetto NWO conoscono la struttura della mente umana, le varie, chiamiamole dimensioni, del mondo spirituale e sanno come agire in esse e creare effetti in quelle dimensioni che poi si riflettono nel mondo fisico.

Queste conoscenze sono ben note nei gradi più alti della Massoneria (quella deviata dal suo scopo originario) e vengono usate non per liberare l’uomo ma…

Vai all’articolo