“Italiagate”: il Governo Conte accusato di essere responsabile della Frode elettorale contro Trump

di Cesare Sacchetti
A quanto pare, non è solo la Svizzera ad aver avuto un ruolo cruciale nell’operazione di hackeraggio internazionale contro le elezioni americane.
L’autore e ricercatore svizzero e americano Neal Sutz ha spiegato il ruolo decisivo della Svizzera nella frode elettorale perpetrata contro Donald Trump. La Svizzera infatti ha acquistato il codice sorgente di Scytl, il programma legato a sua volta a Dominion Voting System, la società canadese che ha legami con la famiglia Soros e i Clinton, accusata di aver spostato centinaia di migliaia di voti da Trump a Biden.
La Svizzera è stata fondamentale nella frode perché era perfettamente informata dei difetti strutturali di Scytl, ma non ha avvisato in alcun modo l’amministrazione Trump del grave malfunzionamento di questo software. Ad ogni modo, c’è un Paese che potrebbe essere persino ancora più coinvolto e considerato come diretto responsabile dell’hackeraggio nelle elezioni americane, e quel Paese sarebbe proprio l’Italia…

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Esperto di intelligence: “Operazione STING” in corso per riconoscere le schede elettorali contraffatte tramite filigrana speciale

di Kelen McBreen
Steve Pieczenik ha dato una notizia bomba durante la trasmissione di giovedì di War Room con Owen Shroyer.
Secondo Pieczenik, il presidente Trump aveva previsto che i democratici avrebbero commesso qualche stupidaggine  per impedirgli di assicurarsi un secondo mandato attraverso le elezioni del 2020. Per garantire che le elezioni rimanessero eque, il POTUS ha ideato una trappola avanzata.
Filigrane nascoste e tracciabili sarebbero state inserite nelle schede in modo che potessero essere verificate se necessario. “Questa è davvero un’operazione pungente (STING), contrariamente a quanto hanno detto tutti gli altri”, ha spiegato Pieczenik. “Abbiamo contrassegnato ogni scheda elettorale con il codice di crittografia blockchain QFS. In altre parole, sappiamo abbastanza bene dove si trova ogni scheda, dove è andata e chi ce l’ha”

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Russiagate, Trump incastra i democratici: “La Clinton orchestrò un piano contro di lui”

di Eugenio Palazzini
Ricordate il Russiagate? Un presunto scandalo che due anni fa rischiò di travolgere Donald Trump? I democratici americani accusarono poi il presidente degli Stati Uniti di abuso di potere e ostruzione del Congresso, provando a giocarsi la carta dell’impeachment.
Peccato che adesso l’inchiesta sui presunti legami (mai realmente provati) fra Trump e Putin, potrebbe diventare una brutta tegola per i dem. Il numero uno dell’intelligence Usa, John Ratcliffe, Director of National Intelligence (Dni), ha infatti declassificato un memo inviato nel 2016 dalla Cia a James Comey, allora direttore dell’Fbi. Ebbene, dai documenti si evincerebbe che Hillary Clinton, candidata alla presidenza Usa, avrebbe orchestrato un piano per collegare la campagna dello sfidante Trump all’hackeraggio del Democratic National Committe. In pratica, la Clinton avrebbe tramato per collegare l’allora candidato repubblicano alla Russia e lo avrebbe fatto “per distrarre il pubblico” dallo scandalo Emailgate…

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