Una Scarica Elettrica per renderci Pro-Accoglienza

di Michael Sfaradi
“Aktion T4” è il nome convenzionale con cui gli storici chiamano il Programma nazista di eutanasia che, sotto responsabilità medica, prevedeva nella Germania hitleriana la soppressione di persone affette da malattie genetiche inguaribili e di portatori di handicap mentali.
Cioè delle cosiddette “vite indegne di essere vissute”. La ricerca dell’uomo perfetto è sempre stata la prerogativa di tutte le dittature, di destra o di sinistra, atte a perseguire l’eliminazione di chi, secondo il regime, era un peso per la nazione. Modus operandi tipico del regime nazista o fascista, oppure di quelli comunisti con i Laogai, i famigerati campi di rieducazione cinesi, o con i Gulag sovietici. Metodi diversi per raggiungere lo stesso fine.
Vi chiederete perché alla fine estate del 2019 stia scrivendo di cose che dovrebbero essere relegate nel capitolo degli orrori di tutti i libri di storia, la risposta è semplice: troppi sono i segnali che qualcosa si stia nuovamente muovendo, anche se con mezzi moderni ed estremamente tecnologici, verso lo stesso fine. Cioè creare l’uomo perfetto che pensi in maniera “corretta” secondo degli standard condivisi da “chi ne sa di più”…

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Un libro pratico che ti aiuta a diventare il vero e unico padrone della tua vita!
(+ in Regalo il file audio mp3 "Interruttore di Talento" e il libro "No Limits" di Natascia Pane)

È uscito il nuovo libro di Natascia Pane, scrittrice, ipnotista e coach esperto.
Si intitola "È in tuo potere" ed è un libro ipnotico.
Ti spiega come avere più Potere personale e, mentre fa questo, che tu lo voglia o meno... ti dona Potere. Infatti il modo in cui è scritto fa sì che il tuo inconscio riceva i giusti messaggi e apra tutti i canali necessari a sprigionare maggiora forza, consapevolezza e Potere personale.
Nelle tre sezioni in cui è strutturato il libro - lavoro, tempo e relazioni - troverai non solo idee e strategie per recuperare la forza necessaria a fare i cambiamenti che desideri da tempo, ma ti imbatterai anche negli utilissimi Mantra di Potere... ›››

Diego Fusaro: chi è George Soros e cos’è la “Open Society Foundation”

di Claudio Messora
Chi è George Soros e cos’è la “Open Society Foundation”? Lo spiega ai lettori di Byoblu Diego Fusaro, filosofo e ricercatore.
“Dopo il 1989 il conflitto di classe si ridispone. Da una parte, i globalisti apolidi composti dai signori della finanza e del “big business”, che vorrebbe il mondo intero come un Open Space senza confini e senza diritti, dall’altra, la classe dominata: il vecchio proletariato e la vecchia borghesia, che una volta confliggevano, ma che ora sono accomunate dal fatto di essere precarizzate, non solo nelle condizioni lavorative ma anche nelle condizioni di vita, grazie alla distruzione della famiglia, dello Stato sovrano nazionale, passando per la scuola pubblica, per i sindacati, per la salute pubblica e così via…

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Quello che i “bocconiani” non vi dicono…

Intervista di Luigi Tedeschi a Ilaria Bifarini
Tutto l’impianto dell’attuale modello economico neoliberista, perfettamente riprodotto dall’Unione europea, è basato su dogmi fallaci. Con il processo di globalizzazione e iperfinanziarizzazione in corso, la dottrina dei mercati diventa sempre più assoluta. Nel frattempo, le politiche di austerity nemiche della crescita fanno il resto…
D: Il sistema economico neoliberista si è imposto, in quanto legittimato da fondamenti scientifici. Ma ogni teoria scientifica necessita di una verifica nelle sue concrete realizzazioni. Sembra invece che le teorie neoliberiste debbano essere applicate all’economia, prescindendo dai risultati effettivi conseguiti. Ci si chiede dunque come possano essere perseguite politiche economiche che incidono in modo rilevante sulla vita della società, ma i cui principi vengono periodicamente smentiti dalla realtà. Forse perché gli equilibri spontanei dei mercati teorizzati non traggono origine dalle analisi della realtà economica e sociale dei popoli, ma vengono imposti alla realtà come dogmi ideologici assoluti ed astratti cui la realtà deve conformarsi?

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Meluzzi: “C’è un Piano per distruggere l’Italia con le Ong”

Le Ong, braccio armato della Globalizzazione. Hanno il compito di abbattere, anche simbolicamente, come accaduto a Lampedusa, le frontiere: è un disegno prodromico alla realizzazione della Globalizzazione.
Ne parlano Diego Fusaro e Alessandro Meluzzi. Secondo Meluzzi esiste un vero e proprio piano per occupare l’Italia, destrutturandola prima attraverso l’immigrazione di massa. “In alcune stanze in cui si muovono le fila del mondo c’è chi starebbe pensando a fare dell’Italia una pizzeria a basso costo per tedeschi e un deposito per migranti, una sorta di grande campo profughi”.
“Era – evidenzia – un luogo ideale per farne un grande hospot per lasciare qui i più derelitti provenienti da un’Africa derelitta”. “Prendere – prosegue Meluzzi – qualche mediorientale o qualcuno utilizzabile per le fabbriche tedesche, lasciando qui i più disgraziati ad uccidere ragazze come Pamela Mastropietro, a spacciare droga o a raccogliere pomodori a cinquanta centesimi all’ora. Questo era il disegno ed è ancora in atto, sarà difficile fermarlo”

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Il 5G può essere un’arma?

 di Maddalena Camera
Gli Stati Uniti sono vicini a scatenare una guerra con la Cina per la tecnologia 5G, ossia le piattaforme tecnologiche che supporteranno lo sviluppo delle nuove reti per gli smartphone e i servizi del futuro.
Ma perché una nazione come gli Usa ha tanta paura dei giganti cinesi, “Huawei” e “Zte”, che sono le principali depositarie di questa tecnologia? Il motivo è questo: il 5G non è solo una rete per la telefonia mobile, dove transitano voce e dati. Facciamo un passo indietro: la connettività da mobile dipende attualmente da una rete composta da “celle”, che rendono possibile il collegamento a Internet. Ma se nel 4G odierno, ogni singola cella può trasferire dati pari a 1 Gb, con il nuovo 5G ciascuna di queste avrà una velocità fino a 20 Gb. In parole povere, il 5G sarà fino a 20 volte più veloce della attuale rete 4G.
Tutta questa potenza, permetterà di trasformare l’infrastruttura in un “hub”, ossia un centro, tramite il quale si potranno comandare moltissimi oggetti “smart”. L’intelligenza artificiale, la realtà virtuale e quella aumentata, la robotica, l’ “Internet of Things” e la sensoristica, sono quindi solo alcuni dei settori interessati dall’avvento del 5G…

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Milioni di euro dagli speculatori globali al partito della Bonino

“+Europa”, l’ultima incarnazione dei Radicali, è la dimostrazione di come anche gli speculatori finanziari possano dimostrarsi dei pessimi investitori.
Soros è stato un grande finanziatore dell’ultimo flop di Bonino, l’ennesimo… Ma Soros non è l’unico miliardario a finanziare Emma Bonino. Altri 100mila euro sono arrivati da Peter Baldwin, marito di Lisbet Rausing, erede dell’impero svedese della “Tetra Pak”, nonché fondatore dell’ “Arcadia Fund”.
Baldwin ha anche finanziato direttamente altri candidati boniniani, per un totale di almeno 1,6 milioni di euro. Nello specifico, 260mila euro sono stati regalati al solo Benedetto Della Vedova…

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L’economista M. Chossudovsky: la NATO senza la disinformazione dei media, crollerebbe come un castello di carte!

Intervista con l’economista canadese Michel Chossudovsky, professore emerito di economia all’Università di Ottawa e presidente e direttore del Centro di ricerca sulla globalizzazione, presente al Convegno internazionale “I 70 anni della Nato: quale bilancio storico? Uscire dal sistema di guerra, ora”, svoltosi a Firenze il 7 aprile 2019.
D: Qual è il risultato del simposio?
Michel Chossudovsky: L’evento è stato un grande successo, con la partecipazione di relatori provenienti da Stati Uniti, Europa e Russia. Abbiamo presentato la storia della NATO. Abbiamo identificato e documentato attentamente i suoi crimini contro l’umanità.  E alla fine del Simposio, abbiamo presentato la “Dichiarazione di Firenze”, un modo per uscire dal sistema bellico.
D: Nella tua introduzione, hai affermato che l’Alleanza Atlantica non è una vera alleanza

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Giulio Tremonti: 3 Profezie sul “Nuovo Disordine Mondiale”

di Nico Spuntoni
Giulio Tremonti, già ministro dell’Economia, spiega alla NBQ le sue “tre profezie”, contenute nel suo ultimo lavoro. E ci parla delle tendenze che hanno rapidamente portato al “Grande Disordine Mondiale” di questi anni.
Da una globalizzazione troppo accelerata, fino al processo di trasferimento di sovranità dalle nazioni europee all’Ue. Il suo ultimo libro si intitola “Le tre profezie”. E di profezie, Giulio Tremonti, se ne intende non poco: chi segue la sua attività saggistica, sa bene che molte delle sue previsioni si sono poi rivelate azzeccate.
Già nel 1993 nel volume “Nazioni senza ricchezza, ricchezze senza Nazione”, analizzava le contraddizioni tra l’internazionalità dei mercati e le politiche economiche degli Stati. Nel 1995, a pochi mesi dall’accordo della WTO sul libero commercio mondiale, che segnò l’inizio della globalizzazione contemporanea, l’ex ministro dell’Economia evocava il ritorno del “fantasma della povertà” in Occidente, con i movimenti da Sud verso Nord di masse di manodopera a basso costo, attirate dalle immagini virtuali dell’opulenza occidentale…

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La Patrimoniale è scritta nell’Agenda dei Globalisti. Monti, Draghi e Cottarelli sono solo esecutori

di Alberto Rovis
Da sempre ci sono politici di professione che propongono una “Patrimoniale secca” come panacea di tutti i mali. Dal loro punto di vista, tassare una tantum il patrimonio immobiliare degli italiani, permetterebbe di riequilibrare la situazione tra ricchi e poveri, a beneficio della maggioranza.
Il problema è che la patrimoniale non è efficace se applicata soltanto ai ricchi, in quanto produce entrate fiscali molto limitate. In primo luogo perché i ricchi sono pochi e la maggior parte risiede all’estero. In secondo luogo perché i ricchi sanno come spostare altrove i loro capitali quando sentono odore di patrimoniale. E sanno anche come nascondere la propria ricchezza dietro società di comodo, prestanome, enti, fondi comuni, fondi immobiliari, fondi chiusi, ONG, Onlus. Loro, o meglio, i loro consulenti e commercialisti, sanno come gira il mondo e come difendersi da ogni attacco del fisco…

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Importiamo Dequalificazione ed esportiamo Eccellenze

di Davide Mura
Persino il lavoro qualificato in Italia risponde alla logica della domanda esterna. Formiamo, a spese nostre, laureati e persone altamente qualificate che poi emigrano all’estero. In più nessuno ci paga per farlo. Politiche predatorie “allo stato puro”.
Il rovescio della medaglia è la massa di immigrati economici che arrivano dall’Africa; per lo più gente dequalificata, che finisce per ingrossare le fila della malavita straniera e italiana, e di quell’economia sommersa fatta di sfruttamento, disumanità e lavoro nero.
È un fenomeno questo che rende il nostro paese più povero, economicamente, culturalmente e professionalmente. Importiamo dequalificazione, decompetenze e consumatori di welfare, ed esportiamo eccellenze, professionalità e inventiva. E la domanda è: fin quanto potremo sopportarlo?…

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Niente miracoli… ma qualche buona azione

di Marco Cedolin
Chi si aspettava che il governo Conte si facesse artefice di una rivoluzione epocale, realizzando il miracolo di rivoltare questo Paese come un calzino e mettere fine alla miriade di storture che ammorbano questa Italia targata UE, ormai svuotata di ogni sovranità e privata di qualsivoglia margine di manovra, è sicuramente ormai andato incontro ad una cocente delusione.
di Marco Cedolin
Chi si aspettava che il governo Conte si facesse artefice di una rivoluzione epocale, realizzando il miracolo di rivoltare questo Paese come un calzino e mettere fine alla miriade di storture che ammorbano questa Italia targata UE, ormai svuotata di ogni sovranità e privata di qualsivoglia margine di manovra, è sicuramente ormai andato incontro ad una cocente delusione.
Non si è lavorato per costruire un “Italexit”, non abbiamo abbandonato l’euro; non è stata risolta la piaga dell’immigrazione selvaggia; non sono nati per incanto milioni di posti di lavoro; non è stata bloccata la sperimentazione farmaceutica vaccinale; probabilmente ci sarà un reddito di cittadinanza, ma ne usufruiranno più i furbetti di coloro che ne hanno realmente bisogno; non sono diminuite le tasse; forse sparirà un mostro come la TAV Torino-Lione, ma resteranno le altre grandi opere inutili; non cambierà radicalmente la nostra politica estera; continueremo probabilmente a pagare il canone RAI e tutte le accise sulla benzina ed i soliti noti seguiteranno ad accumulare fortune miliardarie, attraverso le concessioni delle autostrade costruite con i soldi degli italiani…

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Il debito pubblico è Terrorismo di Stato

di Stefano Mariotti
3 dicembre 1944: la prima strage. La Guerra Fredda iniziò il 3 dicembre 1944, anche se i libri di Storia non lo diranno mai.
Quel giorno ad Atene ci fu una grandiosa manifestazione di popolo contro la cacciata (imposta da Churchill) dei comunisti dal governo. Era una manifestazione pacifica con donne, bambini e famiglie. All’improvviso, cecchini inglesi, soldati e fascisti greci iniziarono a fucilare la gente. Fu un massacro: 28 morti e centinaia di feriti.
Fu la madre di tutte le stragi e la Guerra non era ancora finita. La Guerra Fredda si scatenò più feroce, laddove la Resistenza contro i nazifascisti era stata più valorosa…

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“Enea, Dante e Superman erano migranti”, propaganda Unhcr nelle scuole

L’indottrinamento arriva da un libro dell’Onu che verrà diffuso anche nelle scuole. Si intitola: “Anche Superman era un rifugiato”, edito da Piemme, curato dalla scrittrice e attivista pro Ius Soli Igiaba Scego, e dall’Unchr, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.
La prefazione è di Carlotta Sami, portavoce italiana e per il sud Europa dell’agenzia Onu, che ha avuto il coraggio di negare le carte di credito pagate da Soros per i migranti.
Il lavaggio del cervello passa come un rullo compressore sui fumetti, sui padri nobili delle nostre lettere, sui miti e gli eroi dell’epica classica. Nel volume, si leggono cose ridicole ma pericolose, che tra i banchi potrebbero avere facile presa. Un piano subdolo…

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“Global Compact”, che cos’è e come funziona: quali sarebbero gli effetti sull’Italia

Si parla molto in questi giorni di Global Compact. Ma di cosa si tratta esattamente? E quali effetti potrebbe avere sul nostro Paese?
Il Global Compact è l’accordo voluto dall’ONU per dare una risposta globale al problema della migrazione. Nel 2016, nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di New York, è stato firmato da oltre 190 Paesi e per il luogo in cui è avvenuto l’incontro, è stato chiamato anche “Dichiarazione di New York”. I punti principali di questo accordo sono i seguenti:

  • la lotta alla xenofobia
  • la lotta allo sfruttamento
  • il contrasto del traffico di esseri umani
  • il potenziamento dei sistemi di integrazione
  • assistenza umanitaria
  • programmi di sviluppo
  • procedure di frontiera nel rispetto del diritto internazionale, a iniziare dalla Convenzione sui rifugiati del 1951

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Piano globalista per sterminare l’umanità: “i mangiatori inutili” devono essere eliminati!

Ben oltre le distrazioni dei battibecchi politici, ciò che si va delineando è un piano per sterminare il 90% dell’attuale popolazione umana al fine di “salvare” il pianeta, e proteggere solo quello che i globalisti considerano il futuro della sopravvivenza umana su scala cosmica.
Questo piano è ora in corso, grazie a due sviluppi molto importanti:
1) L’ascesa di sistemi robotici in grado di sostituire il lavoro umano, eliminando la necessità di “lavoratori umani” poveri, la cui unica ragione di esistenza – dal punto di vista dei globalisti – consisteva nello sfruttarli come lavoro a basso costo e serbatoio di voti manipolati.
Molte persone non sono ancora consapevoli che i robot stanno sostituendo il lavoro umano. Sono, infatti, già stati introdotti robot pesanti, che possono sostituire il lavoro umano nelle costruzione e altri lavori simili. Una volta che i robot sostituiranno gran parte degli operai, i globalisti non avranno più bisogno di esseri umani, ondate migratorie o popolazioni del Terzo Mondo…

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Le bufale del Rating, i referendum disattesi, le Lobby e la cessione di aziende

di Byoblu
Moody’s declassa l’Italia, e le agenzie di rating finiscono sulla bocca di tutti. I commentatori le dipingono come autorevoli docenti che distribuiscono “pagelle”, ma la realtà racconta una storia un po’ diversa.
Ad esempio: tutti sanno che Moody’s classificò come affidabile la Lehman Brothers, che invece fallì subito dopo; ma Moody’s classificò “A” anche la Enron, pochi giorni prima del clamoroso default. Inoltre, di recente Moody’s è stata condannata a pagare quasi un miliardo di dollari di multa, per aver gonfiato i suoi ratings. A breve poi sull’Italia cadrà anche la falce delle altre agenzie, S&P e Fitch, che appartengono a grandi gruppi media e che vantano anch’esse belle cantonate, dall’Argentina alla Parmalat.
l famoso “rating”, poi non descrive affatto la realtà di un Paese, come a volte si lascia intendere: ad esempio il Botswana, il Bangladesh e la Nigeria hanno un rating superiore all’Italia… A dimostrazione del fatto che le agenzie fotografano solo interessi finanziari, e non certo la qualità della vita…

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Nuovo Ordine Mondiale globalizzato ci vuol rendere tutti migranti!

di Diego Fusaro
Il profilo interessante, l’unico all’altezza del nuovo ordine mondiale globalizzato, è quello del migrante.
In prima serata nella trasmissione turbomondialista di Fabio Fazio, il messaggio passato è forte e chiaro: il profilo interessante, l’unico all’altezza del nuovo ordine mondiale globalizzato, è quello del migrante. Che il capitale finge di voler accogliere e integrare (vedi Riace), e che in realtà è il nuovo profilo antropologico ideale dell’homo globalis, senza cittadinanza e senza radicamento, schiavo ideale della mondializzazione infelice…

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Uniformare la razza: le ragioni occulte dell’Immigrazione massiva

di Floriana Castro Agnello
Un biglietto aereo dalla Nigeria a Palermo costa dai 400 ai 450 Euro. Il passaggio via mare costa dai 5 ai 10 mila euro a testa (prezzo che si deve pagare ad uno scafista islamico). Ma se gli immigrati possedessero queste cifre non li userebbero certo per rischiare la vita, anzi non emigrerebbero neppure!
Chi paga queste cifre non sono, quindi, gli immigrati. Osservando da vicino queste ondate migratorie, si nota subito che sono composte per l’80 % da giovani uomini musulmani, di età compresa tra i 17 e i 25 anni; vestiti all’ultima moda, con cuffie alle orecchie e smartphone di ultima generazione, che fanno l’occhiolino alle donne e non parlano italiano… a parte “ciao bella”.
Li vedi andare in giro con aria baldanzosa: nei giardini pubblici, per le vie delle città, in tabaccheria a comprare stecche di sigarette o a giocare i numeri al lotto e di giorno e di notte a bivaccare per le vie della città. Ovviamente nessuno nega che siano sbarcate anche famiglie fuggite da guerre o persecuzioni e che magari avrebbero anche il diritto ad un asilo politico, ma si tratta di una assai esigua minoranza…

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Marchionne… la vera storia!

di Carlo Formenti
Marchionne guadagnava 453 volte lo stipendio medio dei suoi dipendenti (escluse le stock option): Scandaloso? No, replicano i menestrelli di regime, chi si adonta per queste disuguaglianze è un invidioso che rinnega il principio del merito: a decidere chi guadagna quanto, sono i “mercati”.
Non è il solo: la morte di un altro boss dell’industria contemporanea – il guru della Apple Steve Jobs – è stata celebrata con lodi funebri degne d’un faraone egizio. Ma Jobs non era uno “stinco di santo”. Al contrario: è stato un manager cinico e spietato, pronto a calpestare tutto e tutti pur di realizzare i propri obiettivi ma, almeno, ha inventato prodotti innovativi che hanno segnato un’epoca.
L’uomo di cui stiamo parlando, al contrario, non ha inventato nulla: si è limitato a rispolverare pratiche di repressione antisindacale che nel nostro Paese non si vedevano dagli anni Cinquanta, aggiornandole con i metodi importati dagli Stati Uniti, mentre l’altro suo “merito” è stato pompare denaro pubblico italiano, per poi scippare al Paese il controllo sulla più grande impresa che il nostro sistema economico abbia mai generato…

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Toscani, Benetton e i “Maletton”

di Marcello Veneziani
Fanno la morale e poi lucrano senza scrupoli. Sono il simbolo del capitalismo allo sfascio. E il fotografo è il loro profeta.
I Benetton non hanno prodotto solo maglioni e gestito autostrade, ma sono stati la prima fabbrica nostrana dell’ideologia global. Sono stati non solo sponsor ma anche precursori dell’alfabeto ideologico, simbolico e sentimentale della sinistra. Sono stati il ponte, è il caso di dirlo, tra gli interessi multinazionali del capitalismo global e dell’americanizzazione del pianeta, coi loro profitti e il loro marketing e i messaggi contro il razzismo, contro il sessismo, a favore della società senza frontiere, lgbt, trasgressiva e progressista.

Le loro campagne, affidate a Oliviero Toscani, hanno cercato di unire il lato choc, che…

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Neoliberismo e… Povertà

di Ilaria Bifarini
Mentre una fascia ristretta della popolazione diventa sempre più ricca, la schiacciante maggioranza si impoverisce.
Ogni tanto, tra le varie notizie di propaganda che dipingono un paese irreale – in cui un aumento quasi impercettibile del Pil, peraltro solo stimato, e una diminuzione lievissima del tasso di disoccupazione attualmente alle stelle e perlopiù legata a fattori stagionali, vengono spacciati per crescita – trapela qualche dato reale sullo stato di salute del Paese…

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Benessere individuale e Sistemi di Controllo sociale

Dott. Roberto Slaviero
“L’amore è l’unica religione, tutto il resto è solo spazzatura”. (Osho Rajneesh)
Inizio questo questa mia riflessione citando questa frase del maestro spirituale indiano, che inoltre affermava: “la nuova religione dovrà essere una religione di amore e non di leggi, una religione della natura e non della disciplina, una religione di totalità e non di perfezione, una religione di sentimenti e non cerebrale”. “Ogni essere umano viene programmato dalla nascita ad essere cristiano, hindù, ebreo, mussulmano etc. Il bambino nasce innocente e viene appesantito da migliaia di concetti… Il mio lavoro fondamentale è renderti un individuo, non un semplice ingranaggio del sistema, voglio darti una libertà dell’anima… “.
Voi direte: cosa c’entra questo con lo stato di salute personale?…

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George Soros: chi sono i 14 deputati italiani al suo servizio…

Italia Oggi, ha fatto i conti in tasca al magnate e messo “nero su bianco” i nomi degli eurodeputati italiani al suo servizio.
Le elezioni europee del 2019 sono già nel mirino di George Soros, il finanziere è infatti il più potente lobbista al Parlamento europeo, dove tramite la sua fondazione “Open Society” controlla un gran numero di eletti.
Gli obiettivi politici di Soros sono chiarissimi: lotta dura a quello che bolla come “populismo”, paesi e confini aperti, frontiere spalancate. Ma Italia Oggi è riuscita a sapere quali sono i nomi degli eurodeputati italiani allineati a Soros. O al suo servizio… fate voi.
La lista è stata pubblicata da un sito di informazione: in totale si tratta di 14 nomi, 13 del Partito democratico più…

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“Manifesto dell’Antimodernità”

di Massimo Fini
Un modello di sviluppo atroce, sfuggito dal controllo anche di chi pretende di governarlo, ci sta schiacciando tutti, uomini e donne di ogni mondo.
Proiettandoci a una velocità sempre crescente, che la maggioranza non riesce più a sostenere, verso un futuro orgiastico che arretra costantemente davanti a noi – perché è lo stesso modello che lo rende irraggiungibile – crea angoscia, depressione, nevrosi, senso di vuoto e inutilità.
In occidente questo modello paranoico è riuscito nell’impresa di far star male anche chi sta bene (566 americani su mille fanno uso abituale di psicofarmaci). Esportato ovunque, per la violenza dei nostri interessi e quella, ancor più feroce, delle nostre buone intenzioni, il modello occidentale ha disgregato popolazioni, distrutto culture, identità, specificità, diversità, territori, tutto cercando di omologare a sé…

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Amazon fa i soldi, ma non con l’e-commerce. Vi spieghiamo il volto “nascosto” del colosso web

Amazon è il portale di riferimento del commercio elettronico mondiale: vero, ma non verissimo. Perchè i soldi veri, cioè gli utili, Amazon non li fa con l’e-commerce.
Non ci credete? Analizzando i bilanci del gigante, invece, si scopre che il grosso degli utili di Amazon provengono dalla vendita e intermediazione di servizi per il web: attività di calcolo ed elaborazione dati, fino all’analisi degli stessi o alla gestione di database (per citarne alcune). Il tutto offerto a imprese, agenzie governative, startup e istituzioni accademiche.
Cosa vuol dire? Vuol dire che Amazon sta via via completando la filiera…

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Diego Fusaro: “Viviamo in un Totalitarismo Glamour”

di Alessandro Sansoni  
Diego Fusaro, 35 anni, docente all’Istituto Alti Studi Strategici e Politici (IASSP), è un filosofo che ha fatto del “pensare altrimenti e ostinatamente contro” il fondamento della sua riflessione, riuscendo però a scardinare il muro di gomma del pensiero unico imperante e del politicamente corretto.
La ragione c’è, ci spiega. Il sistema mediatico si configura come totalitarismo glamour, tratto tipico della società dei consumi, e deve dunque presentarsi ospitale per essere più convincente e, di conseguenza, tende ad accogliere tutti. Ha sempre funzionato così…

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Il Governo illegittimo mondiale

di Alfredo Lissoni
Nonostante le numerosissime voci di dissenso, Paesi come l’Italia sono dovuti entrare forzatamente nell’Unione Europea, con il pretesto, sbandierato con fervore, dell’eliminazione delle diversità.
“Un esempio molto inquietante”, ha ribadito la dottoressa Crociani, “lo ha fornito la saggista Ida Magli in un saggio intitolato ‘Contro l’Europa’, che a questo proposito ha scritto che il Parlamento di Bruxelles ha fatto del suo meglio per confermare quale sarà la strada concreta dell’uguaglianza: ha emanato una legge per la soppressione di 70 razze canine! Per ragioni eugenetiche, s’intende: c’è chi ha le zampe troppo corte e chi ha le orecchie troppo lunghe! Gli italiani, ovviamente, non ne hanno saputo nulla”

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“L’uomo nuovo” e asservito, è ormai una realtà

di Marco Cedolin
Globalizzazione: la strada più veloce per ottenere l’asservimento dei popoli.
Quando intorno alla metà del secolo scorso, l’elite mondialista che di fatto gestisce le sorti del pianeta e dei suoi abitanti, iniziò a strutturare le basi per la costruzione di un Nuovo Ordine Mondiale o comunque lo si voglia chiamare, di una nuova società che potesse risultare funzionale ai propri interessi, comprese immediatamente come la globalizzazione fosse la strada migliore da percorrere per ottenere il risultato voluto.
Al termine di tutto questo percorso… o meglio all’apice, oggi, l’uomo nuovo e asservito che ne è scaturito, è ormai diventato una realtà concreta, che risulta del tutto aderente al disegno che l’elite mondialista aveva in mente, quando più di mezzo secolo fa iniziò a costruirlo con pazienza…

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La globalizzazione ha fallito: se ne stanno rendendo conto tutti

Tutti quanti in coro, politici, economisti, banchieri ed esperti di ogni risma e colore, hanno decantato per anni la bellezza del processo di globalizzazione mondialista, vantandone le improbabili virtù taumaturgiche e millantando un futuro migliore, senza più confini e diseguaglianze, nel quale l’uomo nuovo avrebbe potuto vivere serenamente, sgravato da tutto il peso dei retaggi del passato.
Hanno continuato a farlo mentre l’opinione pubblica, abbandonati i sogni con cui si era tentato di vestire l’immaginario collettivo, iniziava a prendere coscienza di una realtà fatta di guerra fra poveri, di lavoro precario, di accentramento della ricchezza, di atomizzazione dell’individuo, di perdita dell’identità. E di fronte a questo stato di cose, prima sommessamente e poi man mano con maggior vigore, iniziava a guardare alla globalizzazione scoprendone il vero volto, costituito dall’appiattimento dell’essere umano e delle sue peculiarità, sull’altare di un progresso utile solamente per ingrassare a dismisura le già pingui fatture della misera élite deputata a gestirla…

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Il diritto alla città: da Lefebvre alle “Smart City”

di Luisa Cuccu
Henri Lefebvre è considerato ancora oggi uno dei maggiori esponenti del “marxismo non dogmatico” e tra i suoi lasciti più importanti ricordiamo “Le droit a la ville” del 1968. Il diritto alla città, ai giorni nostri, è un tema importante nelle strade e nei luoghi dei centri urbani.
Per diritto alla città, Lefebvre intende la possibilità di poter accedere alle risorse della città, il diritto all’attività partecipante, alla fruizione al di là del diritto di proprietà. Questo diritto viene rivendicato attraverso l’appropriazione dei tempi e degli spazi del vivere urbano. Lefebvre sosteneva che vi fosse la necessità di riformare le strutture sociali ed economiche e il bisogno di un cambiamento drastico dell’assetto decisionale (Lefebvre, 1972)…

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