La Bolivia con le Nazionalizzazioni consegna un bonus agli studenti da ben 12 anni

Anche quest’anno ha avuto inizio in Bolivia il pagamento del bonus “Juancito Pinto”, che da ben 12 anni viene consegnato agli studenti boliviani.
Questo bonus serve come incentivo affinché i ragazzi frequentino regolarmente le scuole e ai loro genitori perché possano avere un piccolo reddito aggiuntivo, per acquistare materiale scolastico necessario all’istruzione.
Il bonus del valore di 200 pesos boliviani è destinato a 2,2 milioni di studenti, che frequentano la scuola primaria e secondaria in Bolivia. Secondo i dati forniti dal ministero della Pubblica Istruzione il bonus Juancito Pinto, istituito da dodici anni, è riuscito a ridurre il tasso di abbandono scolastico nella scuola primaria dal 6,5% all’1,8%; mentre nella scuola secondaria dal’8,5% al 4%.
“Questo bonus è possibile grazie alla nazionalizzazione degli idrocarburi”, ha spiegato attraverso il proprio account Twitter, il presidente Evo Morales…

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Argentina, con il neoliberista Macri la povertà colpisce 11 milioni di persone

Le politiche neoliberiste sono fallimentari e deleterie per quelle nazioni che hanno la sventura di adottarle.
La narrazione propinata dal circuito informativo mainstream, martella sulla presunta crisi umanitaria che starebbe vivendo il Venezuela, dove il popolo sarebbe letteralmente ridotto alla fame, a causa delle politiche di segno socialista adottate dal governo Maduro. Ovviamente si tratta solo di bassa propaganda, per mascherare gli effetti nefasti delle dure sanzioni unilaterali imposte dagli Stati Uniti al governo di Caracas.
La narrazione propinata dal circuito informativo mainstream, martella sulla presunta crisi umanitaria che starebbe vivendo il Venezuela, dove il popolo sarebbe letteralmente ridotto alla fame, a causa delle politiche di segno socialista adottate dal governo Maduro. Ovviamente si tratta solo di bassa propaganda, per mascherare gli effetti nefasti delle dure sanzioni unilaterali imposte dagli Stati Uniti al governo di Caracas…

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Neoliberismo e… Povertà

di Ilaria Bifarini
Mentre una fascia ristretta della popolazione diventa sempre più ricca, la schiacciante maggioranza si impoverisce.
Ogni tanto, tra le varie notizie di propaganda che dipingono un paese irreale – in cui un aumento quasi impercettibile del Pil, peraltro solo stimato, e una diminuzione lievissima del tasso di disoccupazione attualmente alle stelle e perlopiù legata a fattori stagionali, vengono spacciati per crescita – trapela qualche dato reale sullo stato di salute del Paese.
Uno di questi, è quello divulgato a fine luglio 2018 dall’Istat – e precedentemente anche dall’OCSE – sul livello di disuguaglianza economica interno alla popolazione: mentre una fascia ristretta della popolazione diventa sempre più ricca la schiacciante maggioranza si impoverisce…

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Governo “giallo-verde”: al di là dei risultati concreti, è in atto un cambio di paradigma

di Massimiliano Greco
Quali sono i risultati ottenuti dal governo, durante le sue prime settimane di vita? A parte lo stop alle navi scafiste, e il “decreto dignità”, in apparenza poco. Ma in realtà ha conseguito quello che forse è il risultato più importante: ha imposto un cambio di paradigma.
Ha dimostrato l’inconsistenza di alcuni tabù, a cominciare da quello dell’accoglienza illimitata, per arrivare a quello dell’ineluttabilità del super-stato europeo a guida tedesca.
Il governo giallo-verde al momento ha concentrato la propria azione su alcuni temi chiave: immigrazione, lavoro, lotta al gioco d’azzardo, e welfare. I risultati, per ora, in apparenza sono limitati (gli immigrati arrivano lo stesso, anche se non portati dalle navi delle ONG) il “jobs act” viene fortemente ridimensionato ma non eliminato, il gioco d’azzardo viene limitato, ma non proibito del tutto, e in quanto al welfare ancora il “reddito di cittadinanza” è di là da venire.
Tuttavia, mentre le opposizioni accusano il governo, alternativamente, di essere nazista, liberista, totalitario, e razzista, Salvini da una parte, Di Maio dall’altra, le hanno costrette a inseguirli sul loro stesso terreno…

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Di rigore si muore. Lo sanno… e quindi insistono!

“Pura idozia? No, peggio: è sadismo. Sanno benissimo che i tagli sono una catastrofe, ma insistono col rigore di bilancio: è il loro unico programma, il loro dogma”.
Lo ricorda la “bocconiana redenta” Ilaria Bifarini, autrice del saggio “Neoliberismo e manipolazione di massa”. “I danni dell’austerity sono noti allo stesso FMI” scrive su Twitter. “Il consolidamento del debito aumenta il livello di disoccupazione di lungo termine e il tasso di disuguaglianza. Eppure continuano a prescrivere la stessa letale ricetta. È come somministrare un farmaco letale a un paziente moribondo”, dichiara l’economista, intervistata da “Lospeciale”…

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Miracolo economico boliviano: anche la BBC si accorge della crescita economica della Bolivia

Dalla nazionalizzazione degli idrocarburi avvenuta nel 2006, la Bolivia guidata dal socialista Evo Morales, fa registrare buone performance economiche.
L’edizione in lingua spagnola della BBC, si accorge finalmente che in America Latina c’è uno Stato che cresce. Nonostante la caduta del prezzo delle materie prime. Dalla nazionalizzazione degli idrocarburi avvenuta nel 2006, la Bolivia guidata dal socialista Evo Morales, fa registrare buone performance economiche con aumenti del Prodotto Interno Lordo.
L’anno scorso la Bolivia è cresciuta del 4,3%, seguita dal Paraguay (4,1%) e dal Perù (4%). L’elenco continua con Colombia (2%), Cile (1,6%) e Uruguay (1,5%). Secondo il media britannico, sono 3 i punti chiave che hanno reso possibile il “miracolo economico boliviano”: nazionalizzazioni, investimenti pubblici e stabilità…

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Spagna: la povertà colpisce milioni di persone, nonostante la crescita

Vittime dell'austerità in Spagna

Nella Spagna che guida la “ripresa” dell’eurozona, la povertà non accenna a diminuire e anzi, diventata cronica, interessa sempre più parte della classe media, che si ritrova intrappolata nella condizione di working poor tra lavori precari e intermittenti e la disoccupazione.
Sicché, mentre il perimetro dello stato si riduce lasciando che le lacune del welfare vengano colmate da organizzazioni caritatevoli private, che alleviano la condizione di indigenza di persone un tempo benestanti, anche nella “Spagna in ripresa” strombazzata dai media mainstream appare sempre più evidente che questo sistema distrugge molti posti di lavoro, approfondendo le disuguaglianze in tempi di crisi, senza essere capace di ridurle in tempi di ripresa economica…

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Storico discorso di Viktor Orban: “Esiste un piano contro l’Europa”

il primo ministro dell’Ungheria Viktor Orban

Storico discorso di Viktor Orban: “Esiste un piano per realizzare una Europa nelle mani di una popolazione cosmopolita con preminenza mussulmana”. 
“Circa 27 anni addietro, avevamo pensato che il nostro futuro fosse in Europa. Attualmente, noi siamo il futuro dell’Europa”, ha dichiarato il primo ministro dell’Ungheria Viktor Orban, durante un discorso all’Università Libera di Tusnádfürdő.
Nel suo discorso annuale, Orban ha manifestato l’idea che le elezioni parlamentari che si svolgeranno la prossima primavera nel paese, avranno una importante dimensione europea. “Quello che accadrà in Ungheria avrà importanti implicazioni per l’insieme dell’Europa, perchè oggi una Ungheria forte gioca un ruolo decisivo nella battaglia per evitare la scristianizzazionedell’Europa”, ha segnalato…

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Democrazia totalitaria

Dittatura finanziaria

di Tommaso Segantini
Alcune caratteristiche tipiche dei regimi totalitari del passato, sono tuttora presenti nelle nostre società occidentali.
Quando si parla di totalitarismo o di regimi totalitari, oggi, si fa generalmente riferimento al fascismo, al nazismo o al comunismo sovietico del Novecento. Sono stati scritti infiniti libri sulle caratteristiche di queste società etichettate, giustamente, totalitarie. Alcune di queste caratteristiche sono, per esempio, la repressione dei dissidenti (basti pensare ai gulag sovietici), l’uso della violenza per creare terrore, o l’uso massiccio della propaganda, in grado di controllare il pensiero e quindi le vite degli individui.
Lo scopo di questo articolo è di mostrare come alcune caratteristiche tipiche dei regimi totalitari appena citati, che ci appaiono lontani, appartenenti ormai solo alla storia passata, siano invece tuttora presenti nelle nostre società occidentali. È importante sottolineare che

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Finita l’indignazione non resta che l’impotenza!

Sottomissione dei popoli

di Eugenio Orso
Non resta che scegliere fra una nuova comunità di amici che non si occupa di politica e di Stato e un ampio portico cosmopolita sotto il quale ripararsi, sognando la città universale. Se ci fossero, naturalmente.
Il “riflusso nel privato” si compie in tutta la sua tragicità, l’individuo è solo e ripiega in se stesso anziché ribellarsi. Tutti i movimenti, negli ultimi decenni, sono falliti miseramente, schiacciati sotto il peso della globalizzazione finanziaria neocapitalista, che predilige gli individui impotenti, impossibilitati ad aggregarsi e reagire, docilmente soggetti alla legge di mercato.
Pacifisti, altermondisti e infine indignados hanno fatto un buco nell’acqua e sono scomparsi quasi del tutto, senza lasciare traccia. Cornuti e mazziati, si potrebbe dire, perché il loro “nemico”, guerrafondaio, globalista, liberista come non mai, ha vinto su tutta la linea…

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Supremazia dei popoli sul capitale… la Vera sfida del secolo!

Rafael Correa

“La supremazia dei popoli sul capitale, è questa la sfida del secolo”. Intervento di Rafael Correa in Vaticano.
Viviamo in un mondo che è ormai l’impero del capitale, la grande sfida del secolo è, quindi, quella di raggiungere la supremazia dei popoli sul capitale», così si è espresso Rafael Correa, presidente dell’Ecuador ed economista, in un discorso tenuto in Vaticano, dove leader cattolici, politici e accademici hanno discusso dei crescenti problemi del capitalismo e della disuguaglianza globale.
Nel corso del suo intervento imperniato sui cambiamenti politici avvenuti a livello planetario dopo il 1991, Correa ha evidenziato che «le democrazie occidentali dovrebbero essere definite democrazie mercantili», dopo aver condannato duramente il neoliberismo e la forte concentrazione dei media nelle mani di pochi, che così possono dettare l’agenda politica ai governi…

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