Meno Stato uguale Meno Sovranità. E quindi meno Democrazia

di Diego Fusaro
Occorre, più che mai, tornare a prendere le mosse dal solo spazio in cui, storicamente, è esistita lungo l’arco della modernità la democrazia, per quanto densa di mancanze, contraddizioni e punti di criticità; dal solo spazio entro il quale le classi dominate, organizzandosi nel conflitto, sono riuscite a conquistare diritti e rappresentanza.
Come la democrazia greca trovò nello spazio solidale e comunitario della polis il proprio luogo geografico e politico di insediamento, così la democrazia moderna ha rinvenuto entro i confini dello Stato nazionale la propria sede peculiare. A tal punto che la si potrebbe icasticamente definire come la sovranità del popolo all’interno dello Stato nazionale. E se è vero che, lungo l’arco della modernità, il livello più alto – quando non quello esclusivo – in cui la democrazia si sia insediata, pur con tutte le sue imperfezioni e con i suoi macroscopici limiti, è stato lo spazio dello Stato sovrano nazionale, ne deriva una conseguenza del massimo rilievo…

Vai all’articolo

Nuovo Ordine Mondiale globalizzato ci vuol rendere tutti migranti!

di Diego Fusaro
Il profilo interessante, l’unico all’altezza del nuovo ordine mondiale globalizzato, è quello del migrante.
In prima serata nella trasmissione turbomondialista di Fabio Fazio, il messaggio passato è forte e chiaro: il profilo interessante, l’unico all’altezza del nuovo ordine mondiale globalizzato, è quello del migrante. Che il capitale finge di voler accogliere e integrare (vedi Riace), e che in realtà è il nuovo profilo antropologico ideale dell’homo globalis, senza cittadinanza e senza radicamento, schiavo ideale della mondializzazione infelice…

Vai all’articolo

Diego Fusaro: “Viviamo in un Totalitarismo Glamour”

di Alessandro Sansoni  
Diego Fusaro, 35 anni, docente all’Istituto Alti Studi Strategici e Politici (IASSP), è un filosofo che ha fatto del “pensare altrimenti e ostinatamente contro” il fondamento della sua riflessione, riuscendo però a scardinare il muro di gomma del pensiero unico imperante e del politicamente corretto.
La ragione c’è, ci spiega. Il sistema mediatico si configura come totalitarismo glamour, tratto tipico della società dei consumi, e deve dunque presentarsi ospitale per essere più convincente e, di conseguenza, tende ad accogliere tutti. Ha sempre funzionato così…

Vai all’articolo

“Homo precarius”: la classe delle solitudini a tempo determinato

di Diego Fusaro
L’uomo precario è la quintessenza dell’isolamento individualistico e del nesso sociale interrotto.
Ha spezzato ogni legame comunitario, di classe e solidale, aderendo al dogma dell’imprenditoria concorrenziale che lo vuole nemico di chi, nella medesima posizione di sfruttato, gli sta accanto. Egli è sempre pronto ad autocolpevolizzarsi in caso di insuccesso. E’ completamente indifeso e solo, strumento nelle mani del capitale absolutus, che può disporre illimitatamente del suo corpo e della sua mente, delle sue braccia e dei suoi neuroni.
Il diffuso sentire che il mondo in cui viviamo non dovrebbe essere com’è, sarebbe chiamato a porsi come base per il rifiorire della debole forza messianica evocata da Benjamin, come punto di connessione sentimentale tra gli io frammentati e, invece, resta oggi orfano di conseguenze politiche, perché non tracima mai dalla coscienza del singolo soggetto nomade e monadico, né trapassa nella figura della “rabbia appassionata” di gramsciana memoria…

Vai all’articolo

L’uomo senza identità, un “migrante” dalla sessualità precarizzata

di Diego Fusaro
Uno spettro si aggira per il mondo: lo spettro dell’uomo senza identità. L’uomo senza identità è, per sua natura, unisex e senza radici, senza storia e senza coscienza critica, senza progetti e senza futuro, erratico e fashion addicted.
Pura “materia non signata”, esso – il neutro è d’obbligo – risulta pronto a ricevere passivamente gli stimoli provenienti dall’ambito del consumo e della circolazione: vive nel puro presentismo aprospettico e asimbolico, senza sapere donde provenga e dove sia diretto. È una semplice funzione variabile delle strategie del consumo, figurando a un tempo come consumatore e come consumato dal consumo stesso…

Vai all’articolo

“Ius soli”, Diego Fusaro lancia l’allarme: “Così perderà la cittadinanza chi ce l’ha”

Diego Fusaro

Lo Ius soli è un pericoloso “grimaldello” per annientare il concetto di cittadinanza: non avremo più cittadini, ne avremo in realtà di meno, anzi non ne avremo più nessuno, visto che saremo tutti trasformati in consumatori-apolidi e sradicati, che hanno tanti diritti quanti possono comprarne.
È l’allarme che il filosofo Diego Fusaro lancia in un’intervista concessa a IntelligoNews.
Pensa che l’introduzione dello ius soli nel nostro ordinamento sia un fattore positivo di modernizzazione per l’Italia?
Il problema in questione – per ragionare non in astratto ma sul piano della concretezza storica, con Hegel e non con Kant – è che con lo “ius soli” non estenderanno la cittadinanza ma la negheranno a chi ce l’ha…

Vai all’articolo