Il diritto alla città: da Lefebvre alle “Smart City”

di Luisa Cuccu
Henri Lefebvre è considerato ancora oggi uno dei maggiori esponenti del “marxismo non dogmatico” e tra i suoi lasciti più importanti ricordiamo “Le droit a la ville” del 1968. Il diritto alla città, ai giorni nostri, è un tema importante nelle strade e nei luoghi dei centri urbani.
Per diritto alla città, Lefebvre intende la possibilità di poter accedere alle risorse della città, il diritto all’attività partecipante, alla fruizione al di là del diritto di proprietà. Questo diritto viene rivendicato attraverso l’appropriazione dei tempi e degli spazi del vivere urbano. Lefebvre sosteneva che vi fosse la necessità di riformare le strutture sociali ed economiche e il bisogno di un cambiamento drastico dell’assetto decisionale (Lefebvre, 1972)…

Vai all’articolo

Lo Stato privato

La crisi economica scoppiata nel biennio 2006-2008 ha messo in luce le debolezze del Sistema-Italia e la capacità delle Istituzioni di far fronte all’indebolimento economico della classe media, ormai pressoché scomparsa. La crisi ha rappresentato la batosta finale, ma i presupposti c’erano ed erano sotto gli occhi di tutti: le privatizzazioni.
Quando uno Stato detiene il controllo dei servizi fondamentali e attua politiche tese a calmierare i prezzi dei servizi offerti, anche le peggiori crisi economiche possono essere superate, perché i cittadini possono comunque sempre contare su uno Stato Sociale che li tutela nei bisogni primari e nei servizi essenziali quali acqua, sanità, trasporti, energia, gas, ecc.

L’Italia, invece, ha scelto la strada dello smantellamento dello Stato…

Vai all’articolo

È giunta l’era del lavoratore povero, scemo e che non si ribella

Lavoratori poveri

di Valerio Lo Monaco
L’uomo è un animale adattabile: si adatta anche alle cose che dovrebbe ripudiare. Ci adattiamo a mangiare cibo spazzatura, a respirare veleni, a stare in coda un’ora al mattino in tangenziale per andare al lavoro e un’altra ora la sera per tornare a casa.
Ma gli adattamenti più subdoli sono quelli che riguardano stili di vita che inducono cambiamenti antropologici. Uno di questi riguarda una nuova figura sociale della nostra contemporaneità. Una figura sociale sconosciuta nella storia precedente: è la figura sociale del “lavoratore povero”.
Cioè di colui che, pur lavorando, si trova in uno stato di povertà. Pur lavorando e percependo uno “stipendio” – diciamo così – riesce a malapena a far fronte alle sue necessità di base…

Vai all’articolo

Il lavoro come mezzo di controllo sociale

Il Lavoro come mezzo di controllo sociale

di Mirco Mariucci 
In un mondo dominato dalle merci dove per sopravvivere si è costretti a procurarsi il denaro, il meccanismo di asservimento dei lavoratori si basa su di un semplice ricatto: o vendi la tua forza lavoro al capitale, oppure rischi di morire di fame.
La maggior parte degli individui non è libera di scegliere il lavoro che più gli piace e così, non avendo capitale a sufficienza per avviare l’attività che ha sempre sognato, è costretta a sottomettersi. Un normale contratto di lavoro consiste nella cessione di 8-10 ore al giorno della propria unica esistenza, che vengono messe a completa disposizione delle esigenze di profitto di altri esseri umani…

Vai all’articolo

La verità sugli “sbarchi dei profughi”: ci voleva un blogger per saperla!

La verità sugli sbarchi dei profughi

di Eresiarca
Da alcune settimane sta facendo il giro del web (circa 350.000 visualizzazioni solo sul suo canale) un filmato nel quale Luca Donadel smantella, pezzo per pezzo, la favola dei “migranti salvati nel Canale di Sicilia”.
I media mainstream s’arrampicano sugli specchi per minimizzare, banalizzare, ridicolizzare, criminalizzare (ebbene sì) chi ha osato sbugiardare quello che tutti, all’unisono e con la ramanzina incorporata per chi dissente, descrivono da anni ed anni come un’opera pia finalizzata al salvataggio di vite umane e niente più. Una cosa ineluttabile, perché quelli “scappano dalla guerra e dalla dittatura”.

Invece no: i “rifugiati” veri saranno sì e no il 20%, e per il resto è tutto un magna magna, che riempie la pancia a troppi soggetti. E…

Vai all’articolo

“Mani Pulite” fu un vero e proprio colpo di Stato

Mani pulite Starring

di Diego Fusaro

“Mani Pulite” continua ad essere agiograficamente celebrato come un evento decisivo, come una liberazione, vuoi anche come il trionfo della democrazia sulla corrottissima “Prima Repubblica”. Ma siamo davvero sicuri che sia questo il corretto modo di intendere quanto accaduto?

Mi permetto di dubitarne, sollevando il dubbio metodico di marca cartesiana. Il compito della filosofia, forse, risiede proprio nel problematizzare l’ovvio o, come diceva Heidegger, nel fare emergere come “in ogni cosa risaputa si celi ancora qualcosa degno di essere…

Vai all’articolo

La “Finta rivoluzione francese”

La presa della Bastiglia

La “Finta rivoluzione francese”, ovvero la truffa delle truffe, dove ebbe inizio la schiavitù moderna.
La rivolta spontanea del popolo francese del 14 luglio 1789, la cosiddetta rivoluzione Francese è una truffa! La Rivoluzione francese, fu un colpo di Stato ad opera dei club massonici (Jacobins) finanziati dai banchieri, tra gli altri Laborde de Méréville, Boscary, Dufresnoy, sostenuto dal partito del Duca d’Orléans, Gran Maestro del Grande Oriente di Francia e anche dall’Inghilterra, tramite l’ordine cavalleresco Saint-Georges…

L’obbiettivo era ribaltare tutto,…

Vai all’articolo

Supremazia dei popoli sul capitale… la Vera sfida del secolo!

Rafael Correa

“La supremazia dei popoli sul capitale, è questa la sfida del secolo”. Intervento di Rafael Correa in Vaticano.

Viviamo in un mondo che è ormai l’impero del capitale, la grande sfida del secolo è, quindi, quella di raggiungere la supremazia dei popoli sul capitale», così si è espresso Rafael Correa, presidente dell’Ecuador ed economista, in un discorso tenuto in Vaticano, dove leader cattolici, politici e accademici hanno discusso dei crescenti problemi del capitalismo e della disuguaglianza globale.

Nel corso del suo intervento imperniato sui cambiamenti politici avvenuti a…

Vai all’articolo

Quando il potere globale si mangia la politica

grande dittatore charlie chaplin

di Andrea Strozzi

La Politica è ormai robetta locale, è il Potere ad essere divenuto globale. Con queste parole, il più grande sociologo vivente, Zygmunt Bauman, è solito sintetizzare il processo di spoliticizzazione dell’economia, a favore di un potere transnazionale che detiene tra le sue mani le sorti dell’intero pianeta e dei suoi abitanti.

Alle parole del grandissimo sociologo, aggiungerei che il Potere è sì globale nei suoi effetti, ma è sempre più concentrato nelle sue determinanti. Cioè, nelle mani che lo esercitano. La concentrazione del Potere, infatti, procede…

Vai all’articolo