I Tagli alla Sanità che ci costano migliaia di morti…

di Flaminia Camilletti
In questo clima di guerra cui siamo costretti, vi siete mai chiesti per quale motivo ci è vietato uscire di casa? Molti di voi crederanno che rimanere a casa servirà a sconfiggere il famoso Coronavirus (che poi può essere pericoloso solo per certe fasce a rischio… come lo sono moltissime altre affezioni di cui però nessuno parla… e chiediamoci una buona volta, perché…) ma, purtroppo per voi, questa non è la risposta esatta.
Noi stiamo a casa perché i governi degli ultimi 40 anni non hanno fatto altro che smantellare uno dei sistemi sanitari miglioridel mondo, pezzo dopo pezzo. Come successo già in altri settori del nostro Welfare, l’Italia non ha fatto che copiare le politiche anglosassoni, nello specifico quelle di Margaret Thatcher, che hanno portato l’eccellente sanità britannica a diventare un business per privati.
Già nel 1989, in Italia si guardava alle riforme inglesi con interesse, considerato che i due sistemi sanitari erano molto simili tra loro, ma il vero spartiacque si ebbe ben dieci anni prima. I primi anni ’80, con l’avvento del neoliberismo di Ronald Reagan e di Margaret Thatcher, hanno cambiato profondamente il modo di pensare lo Stato: fino a quel momento tutti i Paesi europei ritenevano giusto che istruzione e sanità fossero tirati fuori dal mercato e gestiti dal pubblico in quanto di fondamentale interesse strategico. Questo cambiò quando si cominciò a notare che le spese per la sanità stavano lievitando….

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Quando si estinsero gli italiani

di Marcello Veneziani
Gli italiani erano una popolazione subeuropea che si estinse per eccesso di furbizia e difetto di natalità.
Mangiarono per anni pane e volpe e restarono intossicati dai loro stessi veleni, il malaffare per i regnanti e il malanimo per i sudditi.
Non nascevano più opere né imprese, perché tanta era la cresta che finivano i budget prima di partire. E non nascevano più figli perché gli italiani si autosterilizzarono per amor di sé; praticavano il sesso figurato o col selfie, copulavano col tablet procreando microchip, si fecero trans o single, si accoppiavano con lo stesso sesso o abortivano appena per errore si profilava una creatura.
Sostituirono i figli coi cani e i gatti. Usarono il seme per farsi creme di bellezza e i feti per rigenerarsi la pelle. Dopo le labbra si siliconarono il cervello. Passarono dalla dolce vita alla dolce morte; ma col dolcificante, perché lo zucchero fa male. Al culto preferirono i paraculti, di cui erano maestri…

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30 anni di Maastricht hanno distrutto l’Italia…

di Thomas Fazi
La Recessione italiana può considerarsi una conseguenza del nuovo regime economico post-Maastricht, adottato dall’Italia a partire dai primi anni Novanta.
In un paper appena pubblicato, il noto economista olandese Servaas Storm, tutt’altro che radicale, si occupa delle cause della “lunga crisi” italiana. La sua conclusione è lapidaria: “Nello studio, dimostro empiricamente come la recessione italiana debba considerarsi una conseguenza del nuovo regime economico post-Maastricht, adottato dall’Italia a partire dai primi anni Novanta”.
Storm nota come fino ai primi anni Novanta l’Italia abbia goduto di trent’anni di robusta crescita economica, durante i quali è riuscita a raggiungere il Pil pro capite delle altre nazioni principali della futura zona euro (soprattutto Francia e Germania).
Da allora, però, “è iniziato un costante declino che ha letteralmente cancellato trent’anni di convergenza”

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