Omaggio ai Vaccinati

Occhi che luccicano. Sorriso stampato dietro la mascherina… ben tirata su. Sono emozionati. Non vedono l’ora di dirtelo di aver ricevuto la “grazia”.
Non vedono l’ora di chiedertelo se sei dei loro. Per loro è una missione. Vogliono indagare. Vogliono capire se anche tu sei stato “battezzato”, sei sei entrato nella razza eletta. Cercano di comprendere se e perché hai ancora delle resistenze. Perché non ti sei piegato. Per quale motivo continui a rifiutare la salvezza. Si sentono superiori, intelligenti, protetti.
Li senti conversare al bar, al supermercato, al parco giochi con i figli, in strada. Discutono su quale intruglio sia il migliore. Odiano chi vuole conservare intatta la possibilità di scegliere. Vogliono l’obbligo per tutti. Per lavorare, per viaggiare. Per il cinema, il ristorante, la palestra. Per vivere…

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Generale Portolano: “Pronti a Vaccinazione porta a porta”

Generale Portolano: “Potremmo anche supportare l’attività di vaccinazione nelle scuole, negli uffici, e dove sarà necessario su tutto il territorio nazionale”.
Il generale Luciano Portolano, come comandante del Coi (il Comando Operativo di vertice Interforze) gestirà i militari che il ministro Lorenzo Guerini ha schierato per contrastare la pandemia. Intervistato da il Messaggero, ha rilasciato alcune dichiarazioni.
D: Gli ultimi dati parlano di un continuo aumento dei contagi. È possibile immaginare, così come è avvenuto in Israele, di poter effettuare anche una vaccinazione “porta a porta”?
“L’operazione Eos, naturale evoluzione dell’Operazione Igea, disciplina proprio il ‘piano di vaccinazione nazionale’. Molti dei Dtd già in campo sono stati rimodulati per effettuare le somministrazioni del siero. E ciò viene fatto su indicazione delle Aziende sanitarie locali. Siamo andati nelle Rsa, negli ospedali civili. E su richiesta del ministero della Salute, potremmo anche supportare l’attività di vaccinazione nelle scuole, negli uffici, e dove sarà necessario…

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Rapporto Censis: per la Maggioranza degli italiani ok a Restrizioni e a Carcere per chi viola la Quarantena

di Alessandra Benignetti
Più di un italiano su due, secondo il 54esimo rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese, è disposto a rinunciare alle proprie “libertà personali in nome della tutela della salute collettiva”. E il 56,6 per cento chiede che i contagiati che non rispettano l’isolamento vadano in carcere.
Se c’è una parola per descrivere il 2020 è “paura”. È questo, secondo il 54esimo rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese, il sentimento prevalente per il 73,4 per cento degli italiani.
“In questi mesi, il 77% ha visto modificarsi in modo permanente almeno una dimensione fondamentale della propria vita: lo stato di salute o il lavoro, le relazioni o il tempo libero”, denuncia il rapporto, che descrive un’Italia “spaventata, dolente, indecisa”, che oscilla “tra risentimento e speranza”.
Proprio la paura dell’ignoto spinge il 57,8 per cento degli italiani, più della metà della popolazione, a “rinunciare alle libertà personali in nome della tutela della salute collettiva, lasciando al Governo le decisioni su quando e come uscire di casa, su cosa è autorizzato e cosa non lo è, sulle persone che si possono incontrare, sulle limitazioni della mobilità personale”

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