“Rockefeller Foundation”: cancellato il Documento che anticipava Pandemia e Lockdown!

Articolo di Ilaria Bifarini
Nel maggio 2010 la Rockefeller Foundation, in collaborazione con il Global Business Network, ha pubblicato il rapporto “Scenari per il futuro della tecnologia e dello sviluppo internazionale”. Vengono prospettati quattro scenari che ipotizzano il verificarsi di catastrofi naturali e altre configurazioni apocalittiche, di cui il primo è uno scenario pandemico.
Per sensibilizzare l’attenzione verso la necessità di imparare a guardare al futuro in modo differente, lo studio utilizza lo strumento degli scenari per immaginare e simulare diverse strategie, al fine di essere più preparati per il futuro o, più ambiziosamente, per plasmarlo.
Vengono prospettati quattro scenari – Lock Step, Clever Together, Hack Attack e Smart Scramble…

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Sorpresa: Putin toglie le Restrizioni Covid!

di Boris Karpov
Andando contro la paranoia dei governi occidentali, Vladimir Putin ha appena annunciato il ritorno alla normalità in Russia.
“In Russia la situazione con il coronavirus si sta stabilizzando; le restrizioni imposte in relazione alla pandemia possono essere gradualmente eliminate. In generale, la situazione epidemiologica nel paese si sta via via stabilizzando. Questa mattina ho ascoltato le segnalazioni: abbiamo già più persone guarite rispetto al numero dei malati. Il numero di persone infette sta diminuendo, è inferiore al 20 per mille. Ciò consente di rimuovere con attenzione le restrizioni imposte”

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Rapporto Censis: per la Maggioranza degli italiani ok a Restrizioni e a Carcere per chi viola la Quarantena

di Alessandra Benignetti
Più di un italiano su due, secondo il 54esimo rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese, è disposto a rinunciare alle proprie “libertà personali in nome della tutela della salute collettiva”. E il 56,6 per cento chiede che i contagiati che non rispettano l’isolamento vadano in carcere.
Se c’è una parola per descrivere il 2020 è “paura”. È questo, secondo il 54esimo rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese, il sentimento prevalente per il 73,4 per cento degli italiani.
“In questi mesi, il 77% ha visto modificarsi in modo permanente almeno una dimensione fondamentale della propria vita: lo stato di salute o il lavoro, le relazioni o il tempo libero”, denuncia il rapporto, che descrive un’Italia “spaventata, dolente, indecisa”, che oscilla “tra risentimento e speranza”.
Proprio la paura dell’ignoto spinge il 57,8 per cento degli italiani, più della metà della popolazione, a “rinunciare alle libertà personali in nome della tutela della salute collettiva, lasciando al Governo le decisioni su quando e come uscire di casa, su cosa è autorizzato e cosa non lo è, sulle persone che si possono incontrare, sulle limitazioni della mobilità personale”

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È nata l’Alleanza Mondiale dei Medici: “La “Pandemia” è finita”

di Denise Baldi
È nata l’Alleanza Mondiale dei Medici, un gruppo indipendente di dottori, infermieri, professionisti sanitari e scienziati che hanno come unico scopo quello di dire la verità sulla pandemia.
Il 10 ottobre 2020 hanno fatto una conferenza stampa a Berlino per presentare il progetto e alcuni dei partecipanti. Anche il dottor Heiko Schöning fa parte dell’Alleanza Mondiale dei Medici. Partecipò alla manifestazione di Berlino insieme a Robert F. Kennedy Junior e parlò sul palco riscuotendo molti consensi.
Il medico tedesco ha spiegato: “Non vogliamo questa ‘nuova normalità’. E non vogliamo tornare alla vecchia normalità, perché ha creato questa situazione. Vogliamo una normalità migliore e la vogliamo insieme a te”

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Covid: gli Asintomatici positivi al Tampone non devono lavorare nemmeno da casa!

di Riccardo Rocchesso
Persone in Quarantena, non potranno lavorare nemmeno in smart working.
Ad inizio pandemia, i tamponi venivano realizzati solo a chi aveva sintomi compatibili al Covid. Ma ora, con l’estensione del numero di tamponi, dovuta da una decisa spinta da parte del governo e degli “esperti”, ci sono migliaia di persone senza alcun sintomo (una volta si chiamavano sani), portatrici di Covid da mettere in quarantena dopo il risultato del test, per “salvaguardare gli altri”.
Bene. Ma queste persone, allontanate dal posto di lavoro per la quarantena, non potranno lavorare neanche con lo smart working

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Scuola: con un Alunno positivo tutta la classe va in Quarantena!

di Andrea Carlino
Con un alunno positivo tutta la classe va in quarantena per 14 giorni!
Sono giorni decisivi per la firma del protocollo di sicurezza. Secondo le ultime indiscrezioni, riportate da La Stampa, ecco cosa dovrebbe accadere in caso di contagio, in base a quanto previsto dai tecnici: con un alunno positivo tutta la classe va in quarantena per 14 giorni e, a discrezione della Asl, gli alunni vengono sottoposti al tampone. Test che a campione può essere esteso anche ai ragazzi delle altre classi. In caso di più contagi in uno stesso istituto la Asl potrà ordinarne la chiusura e far proseguire le lezioni a distanza…

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L’Umanità sull’orlo di una crisi di nervi

di Marcello Veneziani
L’umanità è sull’orlo di una crisi di nervi cosmica. È atroce la mancanza assoluta di verità e le versioni ufficiali paiono persino meno credibili delle fake news: è assoluto il mistero interno a quel che è accaduto, sta accadendo, accadrà.
Se Vittorio Colao dice: “col 5G si potrà iniettare o rilasciare una sostanza medica in remoto, quasi istantaneamente” voi che reazione avete? Lo ritenete un pazzo, uno che si è espresso male, uno che non capisce pur essendo stato ai vertici del settore; o uno che vi sta dicendo con orgoglio che sarà possibile in modi a noi sconosciuti “iniettare” un farmaco (o anche un veleno) a distanza?
Non saprei come, non mi azzardo a fare congetture, dico solo che è inquietante, anche se i saputelli ironizzano: non hai capito tu, non si può trasmettere da remoto una sostanza, lo faranno i medici; e allora quale sarebbe la novità col 5G? Scusate ma continuo a non capire e resto turbato.
L’umanità è sull’orlo di una crisi di nervi cosmica…

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Che noia, siamo diventati tutti cupi e ordinati come la Quarantena!

di Simonetta Sciandivasci
Aver trasportato online tutte le cose di prima non si rivelerà per forza una buona idea. Non aver messo in pausa niente, esserci affannati a traslocare l’aperto nel chiuso, renderà molto più difficile tornare alla normalità.
Si è incupito tutto, e come potrebbe non esser così… Non succede soltanto perché le buone notizie sono poche e, le volte che ce le danno, ci ricordano che non vogliono dire granché, non sono stabili, né durature, domani potrebbero peggiorare, e bisogna continuare a comportarsi come se si fosse al buio anche se s’è accesa la luce (esiste qualcosa di più innaturale? Ma allora non datecele le buone notizie, cosa accendete a fare la luce se poi ci dite di tenere gli occhi chiusi?).
S’è incupito tutto perché ogni cosa ha preso a funzionare in conseguenza della pandemia. Tutto ha preso la sua forma, tutto le coincide, e non c’è nessun margine di libertà, nessuno spazio che sia rimasto incontaminato dai suoi allarmi, dai suoi rischi, dai suoi dettami, nessun momento d’evasione, nessun carnevale possibile, nessuna catarsi…

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Il peso dell’Isolamento sulla nostra Salute fisica e mentale

di Laura Tonon
Chiudere le scuole e gli spazi pubblici, passare allo smart working, imporre ai cittadini di evitare gli spostamenti non indispensabili e gli assembramenti, invitare tutti a rimanere il più possibile isolati, chiusi in casa. Sono le misure del cosiddetto “distanziamento sociale” adottati in Italia e in molti altri paesi per rallentare la diffusione del nuovo coronavirus pandemico.
Lo scopo è quello di distribuire le infezioni su un arco temporale più lungo, per riuscire a curare le persone, evitare il collasso del sistema sanitario e per guadagnare tempo in attesa di un vaccino (ma non è un virus che appartiene alla stessa categoria del raffreddore? Un virus che muta continuamente e quindi… non può esserci vaccino) o di terapie di dimostrata efficacia. Le misure di distanziamento sociale, necessarie vista l’emergenza, possono però avere conseguenze psicologiche negative sulle persone.
“La diffusione del coronavirus in tutto il mondo ci obbliga a reprimere il nostro bisogno di relazione, un impulso profondamente umano radicato nell’evoluzione: vedere gli amici, aggregarsi in gruppi, stare l’uno vicino all’altro”

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