Unimpresa: dal 17 agosto rischio boom licenziamenti

Secondo il Centro studi dell’organizzazione è probabile che al termine del blocco imposto dal “Decreto rilancio”, si aprano le condizioni per un vero e proprio boom dei licenziamenti da parte delle aziende.
È assai probabile che dal 17 agosto, al termine del blocco imposto dal decreto rilancio, si aprano le condizioni per un vero e proprio boom dei licenziamenti da parte delle aziende. È quanto prevede il Centro studi di Unimpresa secondo cui la situazione complessiva dell’occupazione, durante questa emergenza legata al Covid-19, è peggiore di quella di 10 anni fa: le ore di cassa integrazione usate nell’ultimo bimestre sono pari a 1,7 miliardi, da confrontare agli 1,3 miliardi di ore del 2010. Il congelamento dei licenziamenti prorogato dal decreto rilancio dal 17 maggio al 17 agosto 2020, si avvicina sempre più al capolinea e l’aspirina degli ammortizzatori sociali sta terminando i suoi tiepidi effetti, poiché si tratta di indennizzi pari a 4,2 euro l’ora, peraltro pagati con ritardi di oltre tre mesi…

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Sabino Cassese stronca il Governo: “Decreto Rilancio? Chi lo ha scritto non conosce il diritto”

Un’estrema sintesi del “Decreto Rilancio” varato dal governo? Mille commi, 111 mila parole, 620 rimandi ad altre leggi e 103 rimandi ad altri provvedimenti attuativi. E nella sostanza? Praticamente nulla…

Non siamo noi a dirlo, ci mancherebbe altro, ma il giudice emerito della Corte di Cassazione, Sabino Cassese, il quale esprime un giudizio per niente morbido nei confronti dell’ultimo parto del governo Conte: “Chi lo ha scritto – dice al Sole 24 Orenon conosceva il diritto, la logica e il buon senso”. Nei 1051 commi del Decretone Rilancio si può trovare di tutto: numeri da record, che fanno impallidire anche la Finanziaria del 2007, che si era fermata a 217 articoli.

Questo “corpaccione” ha già fatto sobbalzare più di un giurista e numerosi esperti delle tecniche…

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Libertà limitata da App, A.I. e caccia ai dati personali

di Gian Luca Barbero
Ora che gli italiani possono tornare a muoversi tra regioni, può valer la pena riflettere sulla libertà parecchio limitata nelle ultime settimane.
Si sente spesso dire “niente sarà più come prima”, oppure “non torneremo mai più come prima”: frasi così inflazionate da risultare fastidiose. Francamente, non saprei cosa ci riserva il futuro, benché, a mio avviso, in forte antitesi con il “prima” ci sia una realtà ormai compromessa: l’economia è in ginocchio e la gente è psicologicamente provata, pressoché assente, almeno all’apparenza; ciò è sufficiente a distanziare il “prima”, confinandolo in una specie di passato remoto. Credo ci sia un fattore, però, rimasto in chiaroscuro nei discorsi e nelle riflessioni di tanti: la Libertà…

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