Bruxelles ha vinto… e Roma si allinea

di Roberto Arditti
La manovra italiana è costruita su un solo punto effettivo, cioè evitare l’aumento dell’Iva. Questo concede Bruxelles: niente di meno ma, soprattutto, niente di più.
Anche se Salvini ha concluso l’anno con una vittoria elettorale in Umbria, non può mutare l’esito della competizione “complessiva”, che vede un preciso vincitore di questa tornata, vale a dire Bruxelles ed il suo establishment “storico” fondato sull’asse Berlino-Parigi.
L’Europa di Christine Lagarde e Ursula von der Leyen è infatti il clamoroso trionfatore dell’annata politica, che doveva essere l’occasione per ribaltarne gli equilibri, per mano dei sovranisti e dei populisti e che invece ha finito per confermare, pur con numeri meno solidi, l’asse di potere tra popolari e socialisti.
Su questo impianto debbono essere lette anche le derivazioni italiane, che sono però di primaria importanza negli equilibri generali e che rappresentano il caso più interessante a livello continentale (insieme alla complessa vicenda UK su Brexit). Dalle nostre parti sono quattro i fatti di cui tenere conto, che vanno letti in sequenza temporale per essere compresi sino in fondo…

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Dalla fine dei contanti alla Morte della Libertà

di Francesco Carraro
Hanno avanzato, per l’ennesima volta, una proposta volta a limitare l’uso del contante. Non avendo ancora il coraggio di abolirlo in toto, hanno suggerito di tassare chi preleva dallo sportello e di beneficiare, con sconti fiscali, chi utilizza il bancomat.
Ora, l’idea è solo apparentemente idiota. O, meglio, è idiota se esaminata con lo sguardo ingenuo, e alieno da interessi inconfessati, del comunissimo uomo della strada. Ma è lucida e intelligente se vista dalla prospettiva della Matrice e dei grandi potentati economico finanziari. Non a caso, l’ultima trovata arriva da Confindustria, l’associazione di categoria degli imprenditori. Diciamo pure dei capitalisti, per usare un gergo marxiano, nella circostanza più che mai appropriato.
Fatevi un nodo al fazzoletto: la questione del contante, la crociata contro il contante, è una delle ultime trincee da difendere prima della capitolazione definitiva di ogni nostra ulteriore, e residua, libertà. Dicono serva a combattere l’evasione e fanno bene perché ogni disegno concepito in malafede necessita della “copertina di Linus”, di un alibi farlocco, di una motivazione etica, da dare in pasto alle masse beote. In realtà, la giustificazione fa ridere non i polli, ma persino i pulcini…

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Quello che i “bocconiani” non vi dicono…

Intervista di Luigi Tedeschi a Ilaria Bifarini
Tutto l’impianto dell’attuale modello economico neoliberista, perfettamente riprodotto dall’Unione europea, è basato su dogmi fallaci. Con il processo di globalizzazione e iperfinanziarizzazione in corso, la dottrina dei mercati diventa sempre più assoluta. Nel frattempo, le politiche di austerity nemiche della crescita fanno il resto…
D: Il sistema economico neoliberista si è imposto, in quanto legittimato da fondamenti scientifici. Ma ogni teoria scientifica necessita di una verifica nelle sue concrete realizzazioni. Sembra invece che le teorie neoliberiste debbano essere applicate all’economia, prescindendo dai risultati effettivi conseguiti. Ci si chiede dunque come possano essere perseguite politiche economiche che incidono in modo rilevante sulla vita della società, ma i cui principi vengono periodicamente smentiti dalla realtà. Forse perché gli equilibri spontanei dei mercati teorizzati non traggono origine dalle analisi della realtà economica e sociale dei popoli, ma vengono imposti alla realtà come dogmi ideologici assoluti ed astratti cui la realtà deve conformarsi?

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Marc Friedrich: “Prima o poi l’Italia abbandonerà l’Eurozona”

di Marina Tantushyan
Dopo mesi di minacce e intensi negoziati l’Italia ha miracolosamente trovato l’intesa con Bruxelles: la procedura per debito eccessivo non verrà avviata.
Secondo la versione ufficiale, il governo italiano ha dimostrato di poter ridurre il debito e rientrare nei parametri europei in maniera concreta e rapida, rispettando i vincoli del Patto di Stabilità per il 2020.
Come ha fatto l’Italia a convincere l’Europa? In che modo il governo intende muoversi per aumentare il potenziale dell’Italia di crescita? Cosa succede adesso? La partita negoziale con l’Ue, è definitivamente chiusa oppure si tratta della quiete prima della tempesta? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto il noto economista e analista tedesco Marc Friedrich.
Dott. Friedrich, a Suo avviso, come il governo italiano è riuscito a convincere l’Europa ed evitare la procedura di infrazione? Perché l’Ue ha deciso di fare retromarcia?

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Le “Gretinate” di Bankitalia

di Gianfranco La Grassa
I cambiamenti climatici metteranno ancora più a rischio l’economia italiana. Chi ha detto questa “Gretinata”? Il Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. Da quando è iniziata la crisi ne abbiamo sentite di tutti i colori.
Colpa della paura, della sfiducia, dei cattivi banchieri, del parassitismo finanziario e ora anche dello scioglimento dei ghiacciai. Ci prendono per i fondelli e quanto più in alto stanno, con le loro cariche da megadirettore generale e deleghe alle panzane, tanto più grosse le sparano. Sono lupi mannari che si burlano del popolo facendo a loro volta la figura degli asini, ma a caro prezzo per i contribuenti, considerati i compensi che incamerano.
Visco, dal famigerato “Festival dello sviluppo sostenibile” (organizzato da insostenibili esseri verdi lontani dalla Terra quanto i marziani) ha dichiarato: “L’Italia sarà la nazione europea più esposta ai danni legati all’esondazione dei fiumi… ll progressivo aumento delle temperature potrebbe influire in modo permanente sulle capacità produttive del Paese”

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L’Economia tedesca… un “Morto che cammina”!

di Tom Luongo

La Germania è decisiva per l’economia UE. Non è una novità. La novità è che l’economia tedesca sta collassando. Non rallentando… nemmeno attraversando delle turbolenze. I tedeschi sono una potenza industriale ed esportatrice. E il trend di questi due paametri è in declino da più di un anno.

La bilancia commerciale degli ultimi due trimestri è stata la peggiore dal 2016. E l’euro si è deprezzato del 13% da gennaio 2018. Questo è possibile perché gran parte delle esportazioni tedesche sono dirette agli altri paesi UE e questi sono pieni di debiti fin sopra i capelli.
Inoltre, il dato di marzo del PMI tedesco (Indice gestionale per gli acquisti manifatturieri), ben al di sotto delle attese, è stato confermato questa settimana dai numeri di aprile 2019,…

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Come la Francia “fa la cresta” sull’Africa con i Franchi CFA

La Francia tramite i “Franchi CFA” controlla e impoverisce ben 14 ex colonie africane, costringendo molti africani ad emigrare altrove.

Il Colonialismo Francese è terminato solo in maniera formale, in quanto la Francia adotta un controllo finanziario su ben 14 ex colonie: Camerun, Ciad, Gabon, Guinea Equatoriale, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Guinea Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo, con un totale di popolazione di circa 160 milioni di abitanti.

Il controllo economico e monetario francese sulle ex colonie, tramite i Franchi CFA
La Francia adotta su questi un controllo economico e monetario, stampando e imponendo loro una moneta, i Franchi CFA, che garantiscono degli introiti per Parigi e tolgono del tutto la sovranità…

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30 anni di Maastricht hanno distrutto l’Italia…

di Thomas Fazi
La Recessione italiana può considerarsi una conseguenza del nuovo regime economico post-Maastricht, adottato dall’Italia a partire dai primi anni Novanta.
In un paper appena pubblicato, il noto economista olandese Servaas Storm, tutt’altro che radicale, si occupa delle cause della “lunga crisi” italiana. La sua conclusione è lapidaria: “Nello studio, dimostro empiricamente come la recessione italiana debba considerarsi una conseguenza del nuovo regime economico post-Maastricht, adottato dall’Italia a partire dai primi anni Novanta”.
Storm nota come fino ai primi anni Novanta l’Italia abbia goduto di trent’anni di robusta crescita economica, durante i quali è riuscita a raggiungere il Pil pro capite delle altre nazioni principali della futura zona euro (soprattutto Francia e Germania).
Da allora, però, “è iniziato un costante declino che ha letteralmente cancellato trent’anni di convergenza”

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L’inganno della “Scarsità Monetaria”

di Davide Mura
La logica che muove le Elite neoliberiste consiste nel creare scarsità monetaria, con lo scopo di dominare il mondo e sottomettere le masse.
La logica che muove le élite neoliberiste è questa: se noi facciamo finta che la moneta è scarsa, possiamo limitare l’elevazione sociale degli strati più poveri della popolazione, possiamo negare la sanità gratuita e dunque il benessere psico-fisico universale, possiamo negare l’istruzione gratuita, e dunque la conoscenza e la consapevolezza di quello che ci circonda. Se noi, in altre parole, rendiamo scarsa la moneta, possiamo dominare il mondo, sottomettendo le masse, a cui si offrono le briciole in un contesto di feroce concorrenza tra poveri, mentre noi acquisiamo privilegi e ricchezze reali (patrimoni, concessioni, preziosi).
La scarsità della moneta viene realizzata in un modo abbastanza semplice:…

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Importiamo Dequalificazione ed esportiamo Eccellenze

di Davide Mura
Persino il lavoro qualificato in Italia risponde alla logica della domanda esterna. Formiamo, a spese nostre, laureati e persone altamente qualificate che poi emigrano all’estero. In più nessuno ci paga per farlo. Politiche predatorie “allo stato puro”.
Il rovescio della medaglia è la massa di immigrati economici che arrivano dall’Africa; per lo più gente dequalificata, che finisce per ingrossare le fila della malavita straniera e italiana, e di quell’economia sommersa fatta di sfruttamento, disumanità e lavoro nero.
È un fenomeno questo che rende il nostro paese più povero, economicamente, culturalmente e professionalmente. Importiamo dequalificazione, decompetenze e consumatori di welfare, ed esportiamo eccellenze, professionalità e inventiva. E la domanda è: fin quanto potremo sopportarlo?…

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Folkerts Landau: “L’Italia, è il paese più virtuoso in Europa”!

di Fabio Lugano
“L’Italia, è il paese più virtuoso in Europa”, almeno secondo l’economista Folkerts Landau, capo della Deutsche Bank a Londra.
Folkerts Landau, economista e capo della Deutsche Bank a Londra, interviene spesso, come commentatore della situazione economica e dei mercati, su Bloomberg TV. Il 18 ottobre scorso, nel suo intervento ha parlato anche dell’Italia, sempre sul medesimo canale.
Nel video sotto potere ascoltare direttamente il suo intervento in inglese, questa è la traduzione: “L’Italia ha un surplus, se non per il pagamento degli interessi. La cosa più straordinaria è che lo sforzo fiscale dell’Italia è oltre ciò che chiunque altro ha fatto in Europa, ed ha accumulato surplus primari per il 13% del PIL, mentre la Germania solo il 5%

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Sulle privatizzazioni dobbiamo invertire la rotta

di Luca Pinasco
Perché le privatizzazioni hanno rovinato la nostra economia? Perché si fanno? Quale funzione hanno? Occorre prima comprendere le ragioni del declino industriale italiano, per potervi porre rimedio.
Il processo di “privatizzazione” è un meccanismo attraverso il quale la proprietà di un ente o di un azienda viene spostata dallo Stato al privato attraverso la cessione, in tutto o in parte, di quote di proprietà dello stesso.
Oltretutto la privatizzazione può essere di tipo “formale”, ovvero il mutamento dello status giuridico di un ente o azienda pubblica, in una delle svariate forme che può assumere un soggetto di diritto privato. Questa fase del processo di privatizzazione è stata avviata dal governo Amato con il decreto del 1992 n° 333, il quale ha trasformato in S.p.A le aziende strategiche di Stato, tra cui IRI, ENI, INA ed ENEL, stessa sorte toccata successivamente ad altre grandi società e a taluni istituti bancari.
Poi a quello formale segue il processo di privatizzazione “sostanziale”, ovvero il reale passaggio della titolarità della proprietà e di conseguenza del potere di controllo, dalla mano pubblica a quella privata…

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Una radicale teoria su di un Futuro più equo

Solo la distruzione apocalittica può eliminare il divario tra ricchi e poveri, afferma lo storico Stanford Walter Scheidel.
Uno non deve essere un genio per vedere che c’è molta ingiustizia sul nostro pianeta. I ricchi stanno diventando sempre più ricchi e le persone povere hanno spesso pochissime possibilità di migliorare la loro vita. Uno storico, a questo proposito, ha avanzato una teoria radicale che suggerisce che solo la distruzione apocalittica può eliminare il divario tra ricchi e poveri.
È una visione pessimista, ma perfino alcuni scienziati credono che questo sia l’unico modo per “salvare” il mondo. Nel suo libro “The Great Leveler: Violenza e storia dell’ineguaglianza dall’età della pietra al ventunesimo secolo”, Stanford Walter Scheidel sostiene che la violenza di massa e le catastrofi possono seriamente ridurre la disuguaglianza economica. Secondo Scheidel, i documenti storici mostrano che le società sono “livellate” solo da eventi enormemente distruttivi: la guerra di mobilitazione di massa, le rivoluzioni radicali, i fallimenti dello stato e le pandemie mortali…

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Lo Stato privato

La crisi economica scoppiata nel biennio 2006-2008 ha messo in luce le debolezze del Sistema-Italia e la capacità delle Istituzioni di far fronte all’indebolimento economico della classe media, ormai pressoché scomparsa. La crisi ha rappresentato la batosta finale, ma i presupposti c’erano ed erano sotto gli occhi di tutti: le privatizzazioni.
Quando uno Stato detiene il controllo dei servizi fondamentali e attua politiche tese a calmierare i prezzi dei servizi offerti, anche le peggiori crisi economiche possono essere superate, perché i cittadini possono comunque sempre contare su uno Stato Sociale che li tutela nei bisogni primari e nei servizi essenziali quali acqua, sanità, trasporti, energia, gas, ecc.
L’Italia, invece, ha scelto la strada dello smantellamento dello Stato Sociale e della privatizzazione di tutto, anche di ciò che compete ad uno Stato, come la Sanità e la Giustizia. Ma perché oggi ci troviamo a pagare (salato) qualsiasi servizio pubblico e a vederci negato persino l’accesso alla Giustizia e ai servizi minimi essenziali? Facciamo un salto indietro…

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I “salotti buoni” con lo sporco sotto il tappeto

di Roberto Musacchio e Riccardo Petrella
Sembra proprio che per certa sinistra tutto ciò che è successo e succede nel Mondo e nell’Europa, dominati dalla finanza globalizzata, non esista o non abbia insegnato niente.
La realtà è che il sistema bancario nel suo complesso e quello delle Banche Centrali nello specifico, hanno assunto un ruolo di primo piano nei disastri causati dalla finanziarizzazione. Disastri economici, sociali e democratici.
Le banche hanno acquisito un predominio totalizzante in un processo di privatizzazione dell’economia e dello stesso strumento monetario e di messa in mora delle sedi di decisione democratica. E le Banche centrali non sono più, se mai lo sono state, garanti di valori istituzionali. Al contrario, assumono la funzione di imposizione dei rapporti di forza dominanti e degli interessi sempre più incontrollati e incontrollabili della finanza globale…

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Il potentato delle Lobby della Ricerca contro Francesco Celani

di Alberto Zei
Boicottaggi, sabotaggi e ostacoli di ogni genere all’interno delle nostre Istituzioni più prestigiose, che arrivano fino alla distruzione di documenti in occasione del Premio Nobel.
Sarebbe interessante portare finalmente allo scoperto da una parte, chi dispone a chi distribuire le risorse economiche nazionali già assegnate dal Governo per la ricerca; dall’altra, dove sono finiti i fondi della ricerca scientifica, destinati ai laboratori più promettenti di risultati utili e utilizzabili per l’interesse di tutti cittadini.
Il caso specifico in cui il potentato delle lobby nostrane ha operato in modo contrario agli interessi nazionali, è quello del Dott. Francesco Celani, noto ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati (INFN)…

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Giulio Tremonti: “Oggi come 10 anni fa, siamo alla vigilia di una crisi finanziaria”

Giulio Tremonti: "Oggi come 10 anni fa, siamo alla vigilia di una crisi finanziaria"

“Sarebbe un miracolo se la bolla non ci fosse”. Non c’è spazio per l’ottimismo acritico nelle parole di Giulio Tremonti. L’ex ministro dell’Economia del governo Berlusconi, intervistato dal Corriere della Sera, avverte tutti: “a 10 anni dalla grande crisi finanziaria che ha messo in ginocchio il mondo, partendo dagli Usa (e che ancora blocca la ripresa in Italia), il pericolo di ricaduta è più concreto che mai”.
“Dal 2007 a oggi le cause della crisi sono ancora tutte lì – spiega Tremonti. Se allora c’erano numeri eccessivi, oggi sono esplosivi. La liquidità eccessiva che ha causato la crisi dieci anni fa, oggi è esponenzialmente superiore. La finanza sta subendo una mutazione genetica spaventosa. Ci sono tutti gli elementi in cui nascono le famigerate bolle”

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