Israele Verso l’Annessione di Terre in Cisgiordania

Il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato una proposta per dichiarare vaste aree della Cisgiordania come “proprietà statale”, una misura adottata per la prima volta dall’inizio dell’occupazione nel 1967, in seguito alla Guerra dei sei giorni.
La nuova decisione fa seguito a un provvedimento adottato dal governo lo scorso fine settimana, quando è stato semplificato l’acquisto di terreni in Cisgiordania da parte dei coloni ebrei ed è stata abrogata una legge risalente al periodo del controllo giordano sulla zona, che classificava i registri catastali come pubblici anziché privati.
La proposta è stata avanzata da esponenti nazionalisti intransigenti: il vice primo ministro e ministro della Giustizia Yariv Levin, il ministro della Difesa Israel Katz e il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich. I promotori hanno accolto l’approvazione come una svolta decisiva e una “vera rivoluzione” per accelerare il processo di insediamento.
“Il rinnovo della regolamentazione territoriale in Giudea e Samaria è una mossa fondamentale per la sicurezza e la governance, volta a garantire il controllo, l’applicazione e la piena libertà operativa di Israele nell’area”, ha dichiarato Katz in una nota, utilizzando i toponimi israeliani per riferirsi alla Cisgiordania…

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Il “Pacchetto Dmitriev”: Maxi‑Intesa USA–Russia per la Pace, Panico a Kiev

In questi ultimi giorni si è parlato con insistenza del cosiddetto “Pacchetto Dmitriev” ed esso ha rivelato molto più delle sole cifre in gioco.
Secondo Volodymyr Zelensky, l’intelligence ucraina gli avrebbe mostrato documenti su una proposta russa di cooperazione economica con gli Stati Uniti nell’ordine di 12 trilioni di dollari (12.000 miliardi), un pacchetto strutturato di progetti economici a lungo termine tra Washington e Mosca.
Questa proposta, presentata – a quanto riferito – dall’emissario del Cremlino Kirill Dmitriev, viene oggi descritta a Kiev come una minaccia esistenziale agli interessi ucraini. Ma letta in chiave geopolitica, essa è innanzitutto il sintomo di un possibile ri-orientamento strategico degli Stati Uniti: dal paradigma della guerra per procura al paradigma dell’integrazione economica e del compromesso…

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Il “Somaliland” è il Gioco Pericoloso di Israele nel Corno d’Africa

di Zela Santi
Israele è l’unico Paese a riconoscere il Somaliland: una mossa tutt’altro che simbolica.
Dietro c’è il controllo del Corno d’Africa, l’accerchiamento dell’Iran e una regione destinata a diventare il nuovo fronte della competizione globale.
Israele e il Somaliland: il Riconoscimento che Riscrive le Mappe
Israele è oggi l’unico Stato al mondo ad aver riconosciuto il Somaliland come entità “indipendente e sovrana”. Un gesto che, a prima vista, potrebbe sembrare marginale: un piccolo territorio del Corno d’Africa, privo di riconoscimento internazionale da oltre trent’anni, improvvisamente legittimato da una potenza regionale. In realtà, siamo di fronte a una mossa geopolitica di notevole portata, tutt’altro che simbolica…

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Groenlandia, Trump Offre 100mila Dollari a Ogni Abitante

La Groenlandia non è in vendita.
Lo ha affermato il rappresentante per la Groenlandia negli Stati Uniti e in Canada Jacob Isbosethsen incontrando alcuni esponenti del Congresso americano insieme all’ambasciatore danese negli Stati Uniti Jesper Moller Sorensen. “Non siamo in vendita. Il nostro paese appartiene ai groenlandesi”, ha aggiunto.
Il Prezzo di Trump
Il presidente degli Stati Uniti fissa il prezzo per accaparrarsi il favore dei groenlandesi: da 10 a 100 mila dollari ciascuno per convincerli a lasciare la Danimarca e sposare la causa degli Usa. La notizia arriva da fonti informate al sito della Reuters, ma che Washington abbia ipotizzato di acquistare la Groenlandia non è una novità. Per il vicepresidente americano JD Vance è addirittura “essenziale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti” e The Donald è “disposto a spingersi fino a dove è necessario” per risolvere il problema. “È lui a prendere la decisione finale”, ha detto Vance, invitando gli europei a “prendere sul serio” il tycoon. Quasi un messaggio dopo la dura dichiarazione dei leader del vecchio continente….

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Usa Intenzionati ad Attaccare l’Iran, Delta Force Schierata al Confine con l’Iraq,

di Redazione il Giornale d’Italia
La Delta Force sarebbe schierata ai confini con l’Iraq, in un chiaro segnale di preparazione operativa in vista di un possibile attacco per rovesciare il regime iraniano. Intanto la Russia evacua ambasciata in Israele.
Gli Usa sarebbero pronti per un attacco all’Iran. Secondo informazioni raccolte dal Giornale d’Italia, un attacco americano contro Teheran potrebbe avvenire a brevissimo per rovesciare il regime di Teheran, confermando quanto anticipato nelle scorse ore.
A conferma di ciò, 4 bombardieri stealth B-2 Spirit risulterebbero già schierati nell’area dell’Oceano Indiano, mentre circa 15 aerei cargo militari C-17 Globemaster III sarebbero partiti dalla base di Fairford, nel Gloucestershire, affiancati da C-5 Galaxy decollati da basi statunitensi, con destinazione Medio Oriente…

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L’Inizio della Fine del Vecchio Ordine per la Sicurezza Europea

di Ricardo Martins
Dalla dinamica Washington-Mosca Nasce una Nuova Architettura Geoeconomica. Il quadro consolidato per la sicurezza in Europa sta subendo profonde tensioni, sempre più messo in ombra dagli strumenti economici che modellano l’influenza geopolitica.
Questa analisi esamina come le logiche geoeconomiche stiano rimodellando la posizione strategica dell’Europa e mettendo in discussione i fondamenti del suo tradizionale ordine per la sicurezza.
1. Lo Sgretolamento: Come l’Europa Ha Perso il Controllo della Propria Architettura di Sicurezza
La fotografia di Steve Witkoff con Vladimir Putin a Mosca non è solo un altro episodio nella lunga cronaca della diplomazia informale americana. È il simbolo di qualcosa di ben più significativo: la definitiva erosione dell’architettura per la sicurezza euro-atlantica che ha ancorato l’Europa dal 1945. L’Europa si ritrova ora spettatrice di un negoziato che riguarda direttamente il suo futuro, ma in cui non ha voce in capitolo.
Per decenni, i leader europei hanno dato per scontato che il loro ambiente di sicurezza fosse garantito da tre pilastri: la supremazia militare americana, la coesione della NATO e una Russia che potesse essere contenuta e contemporaneamente emarginata. La guerra in Ucraina ha temporaneamente alimentato questa illusione…

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“La Pace Giusta”: l’Europa Sbraita Mentre USA e Russia Apparecchiano il Tavolo

L’Europa appare smarrita mentre USA e Russia si spartiscono il tavolo della pace.
Il venir meno dell’iniziativa diplomatica europea sulla guerra in Ucraina ha riportato al centro della scena i due protagonisti effettivi del conflitto: Stati Uniti e Russia. Il ritiro della delega relativa alla proposta di un piano di cessazione delle ostilità ha reso evidente ciò che molti osservatori avevano già intuito: lo spazio politico dell’Unione è limitato, spesso puramente simbolico, e non incide realmente sugli equilibri strategici che determinano la prosecuzione o l’interruzione della guerra.
La retorica delle capitali europee appare dissonante rispetto alla realtà. Da un lato, si rivendica un ruolo imprescindibile del continente nei processi di pace e di sicurezza; dall’altro, le continue oscillazioni politiche, le divisioni interne e una dipendenza strutturale dagli Stati Uniti impediscono all’Europa di configurarsi come un attore autonomo. Le reazioni scomposte di figure istituzionali e leader nazionali alla nuova fase del negoziato internazionale mettono in luce questa contraddizione…

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Sorpresa a Minsk: Ufficiali USA alle Esercitazioni Russo-Bielorusse. Trump Sta Scavalcando l’Europa?

di Fabio Lugano
Un’inattesa apertura diplomatica a Minsk: ufficiali americani osservano le manovre militari russo-bielorusse. La mossa a sorpresa di Trump potrebbe cambiare le carte in tavola nel conflitto ucraino, lasciando l’Europa a guardare.
Un colpo di scena che sembra uscito da un romanzo di Le Carré, ma che si è consumato sotto il cielo grigio della Bielorussia. Lunedì mattina, mentre i carri armati e le truppe di Russia e Bielorussia davano il via alle imponenti esercitazioni militari “Zapad-2025”, tra gli osservatori internazionali sono comparsi, a sorpresa, degli ufficiali dell’esercito statunitense. Un evento impensabile fino a pochi mesi fa, in un clima di tensione ai massimi storici con la NATO.
Ad accoglierli, il Ministro della Difesa bielorusso, Viktor Khrenin, che con un gesto di plateale apertura ha dichiarato: “Vi mostreremo tutto ciò che vi interessa. Qualsiasi cosa vogliate. Potete andare lì, vedere, parlare con la gente”. Una cortesia quasi surreale, se si considera che solo due giorni prima la Polonia, membro NATO, aveva abbattuto droni russi che avevano violato il suo spazio aereo…

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La “Guerra Santa” di Netanyahu Vacilla: Sette Fronti, Zero Vittorie

di Mohamad Hasan Sweidan
La “guerra su più fronti” di Israele, che dura da due anni e guidata dall’autoproclamata “missione storica e spirituale” di Benjamin Netanyahu, sta minando il sostegno internazionale e alimentando il riconoscimento palestinese, trasformando i guadagni militari a breve termine in un’imminente sconfitta strategica.
Da quasi due anni, Israele sta conducendo quella che Netanyahu definisce una “guerra su più fronti”. Questa guerra, oltre a Gaza, include Libano, Siria, Iraq, Yemen, Cisgiordania occupata e Iran. In una delle sue interviste, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha sottolineato di sentirsi impegnato in una “missione storica e spirituale” e di essere “profondamente legato” alla visione della Terra Promessa e del Grande Israele. Con queste parole, Netanyahu conferma che quella che definisce una “guerra su più fronti” è motivata da motivazioni sia religiose che politiche…

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Maledetto Sud Globale che Non Vuole Più Obbedire…

di Augusto Grandi
Imbarazzanti le reazioni dell’Occidente di fronte alle immagini del vertice SCO in Cina.
Imbarazzanti più ancora che imbarazzate. Perché è difficile sembrare più idioti e arroganti di così. Hanno cominciato gli statunitensi, choccati perché Modi, il leader indiano, si è mostrato felice e sorridente mentre incontrava i feroci dittatori Xi Jinping e Putin. Ma come, Modi che guida la più grande democrazia del mondo, si accorda con l’asse del male?
Ovviamente i buoni yankee ritengono che l’India dovesse accettare senza fiatare i dazi al 50% imposti dagli Usa. Perché erano dazi educativi, non punitivi…

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