In Ucraina o nel Baltico, UE e NATO Vogliono la Guerra alla Russia

di Fabrizio Poggi
Gli hanno dato 90 miliardi di euro e pretendono risultati. E che i risultati siano spettacolari, così da poterci tinteggiare le prime pagine dei giornali.
Per il resto, coi droni che colpiscono autobus della linea Moskva-Simpferopol sterminando sette persone, o puntino su obiettivi cittadini a Simferopol ammazzando altri tre civili, lì i nazigolpisti di Kiev hanno campo libero: l’importante è che stiano agli ordini quando si tratta di puntare su bersagli che fanno scena e mostrano al pubblico che la Russia è ormai allo stremo, che “la favola dell’operazione Speciale si svela solo una grande illusione”, come certifica la signora Anna Zafesova su La Stampa.
Avanti così: noi vi diamo i miliardi di euro e voi continuate la guerra; a segnare le direttrici dei colpi più spettacolari ci pensano gli specialisti NATO; voi, ucraini, colpite dove più vi aggrada. Noi non siamo ancora pronti per entrare in campo direttamente e abbiamo bisogno che voi continuiate a mandare al macello i vostri uomini. Se non ne avete più a sufficienza, ci pensiamo noi: rimpatriamo in tutta fretta quei “codardi” che si sono imboscati in Europa; la legge è già pronta…

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Mosca e la Regione di Mosca Sono State Attaccate Massicciamente da Droni

di Biljana Stojanovic
Secondo le parole del sindaco di Mosca, 12 persone sono rimaste ferite, e ci sono anche delle vittime.
Si segnalano attacchi a oggetti infrastrutturali in diversi municipi della regione di Mosca. C’è stato anche un tentativo di colpire la raffineria di Mosca a Kapotnja. Alcune delle vittime sono operai di uno dei turni.
Le autorità della regione dichiarano che nelle ultime 24 ore sono stati abbattuti oltre 120 droni che si avvicinavano a Mosca.
A Mytišči due uomini sono morti dopo che detriti hanno colpito un edificio in costruzione. A Chimki un drone ha colpito un’abitazione privata: una donna è deceduta, un’altra persona si trova sotto le macerie…

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Dichiarazioni Chiave del Ministero della Difesa Russo sulla Situazione in Mali

Quanti dei soldi e delle armi che la UE e l’Italia da a Kiev finiscono nelle mani di gruppi Terroristici?
“Gruppi armati illegali e terroristi hanno tentato un colpo di Stato armato in Mali il 25 Aprile. Quattro città principali sono state attaccate durante il tentativo di colpo di Stato e il ministro della Difesa è stato ucciso in un attentato suicida con autobomba vicino alla sua residenza.
I terroristi hanno poi tentato di impadronirsi di strutture chiave nella capitale, incluso il palazzo presidenziale. Tuttavia le unità della ‘Wagner – Africa Corps’ hanno impedito il colpo di Stato e scongiurato massicce vittime civili, infliggendo pesanti perdite ai militanti…

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La Guerra dei Droni Smaschera la Finzione Europea: Ora Siamo Tutti un Bersaglio

di Pino Cabras
Mosca indica le fabbriche europee come bersagli, l’UE arma Kiev con filiere industriali integrate: la nuova evoluzione industriale-militare dei droni cancella ogni finzione e porta il continente dentro il fronte.
La guerra dei droni ha fatto saltare l’ultima finzione utile con cui l’Europa ha raccontato a sé stessa il conflitto ucraino. Fino a ieri il continente poteva ancora recitare la parte del sostenitore esterno: aiuti, forniture, addestramento, denaro, sanzioni, intelligence. Oggi quella rappresentazione non regge più. Quando Germania, Regno Unito, Norvegia, Paesi Bassi e adesso anche l’Italia entrano nella produzione congiunta di droni con Kiev, non siamo più davanti a una “guerra per procura” nel senso classico del termine. Siamo davanti a una “cobelligeranza industriale, militare e d’intelligence” che Mosca ha deciso di nominare apertamente come tale…

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Non Solo Paesi UE, Ora Anche l’Ucraina Importa Gas da Mosca!

di Nico Combattelli
L’Ucraina importa gas da Mosca in barba alle sanzioni: è ora che l’Italia riapra i rubinetti…
L’ha detto chiaramente il leader di “Futuro Nazionale” Roberto Vannacci: “È necessario riaprire i canali di approvvigionamento di gas russo”. Non per il solo gusto di dirlo, ma perché dietro vi è un ragionamento chiaro: il prezzo del gasolio, che in futuro potrebbe aumentare.
Il 16 marzo 2026 Vannacci ha espresso la volontà di riaprire i rubinetti con la Russia: “Tutto questo influisce sul costo del gasolio, perché invece di pagare il prezzo reale paghiamo le tasse. La soluzione migliore sarebbe togliere l’impianto sanzionatorio e, ad oggi, questo non sarebbe impossibile perché molti Stati europei continuano a importare gas dalla Russia

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Il Grande Freddo

di Il Simplicissimus
Il clima geopolitico è caldissimo, però il clima meteorologico è parecchio freddo.
Il clima geopolitico è caldissimo e mentre Zelensky delira in compagnia degli europei, armi russe e specialisti cinesi affluiscono in Iran per dare una calorosa accoglienza all’armata di Trump. Però il clima meteorologico è parecchio freddo.
Mosca ha registrato la nevicata più intensa degli ultimi 203 anni e in Nord America ci sono ancora centinaia di migliaia di cittadini senza elettricità a causa di nevicate e freddo eccezionale. Per duemila chilometri dall’Arkansas al New England, si stende una coltre di neve di oltre un metro che ha abbattuto alberi e linee elettriche, mentre il panorama generale anche negli stati del Sud è costituito da scuole chiuse, voli cancellati, studenti che ritornano alla didattica a distanza come a New York. Peggio che a Kiev. E anche il centro Europa è attanagliato dal freddo, tanto che in Germania e Austria è stato lanciato l’allarme per le tubature che potrebbero gelare e rompersi…

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Corruzione in Ucraina, Verso la Fine del Mito Zelensky

di Mario Nawfal
Per quasi 4 anni, Zelensky è stato trattato dai media occidentali come un intoccabile, un’icona di guerra, un simbolo morale, un moderno Churchill. Quell’era sta finendo… E il segnale non arriva da Mosca o da critici marginali, ma dal New York Times stesso.
Quando il NYT riporta che il governo di Zelensky ha sabotato la supervisione, riempito i consigli di sorveglianza di fedelissimi, riscritto gli statuti per impedire la responsabilità e permesso che centinaia di milioni di dollari venissero spesi senza controllo, non si tratta di una critica di routine. È una rottura narrativa. Una rottura che suggerisce che i potenti attori occidentali non sono più disposti, o in grado, di proteggerlo…

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Il Silenzio è d’Oro

di Marco Travaglio
La notizia che a Kiev, mentre i soldati vengono mandati al macello senza più uno scopo, i fedelissimi di Zelensky rubano tutto il rubabile dai fondi e dalle armi inviati da Nato e Ue senz’alcun controllo, viene accolta in Italia e nel resto d’Europa con un misto di sorpresa e incredulità.
Ma come: noi paghiamo, gli ucraini crepano e il regime sguazza tra mazzette e water, bidet e rubinetti d’oro massiccio? Ma Zelensky non era il “nuovo Churchill” (Nancy Pelosi e Messaggero), il “De Gaulle ucraino” (Prospect Magazine), il redivivo “Scipione l’Africano” (Minzolini, Giornale)? E la sua Ucraina non era “incorruttibile” (Zafesova, Stampa)?…

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Piano Europeo per Utilizzare le Riserve Auree e Valutarie Russe “Congelate”

di Alexey Paramonov
Commento di Alexey Paramonov, Ambasciatore della Federazione Russa in Italia.
Sui media italiani si moltiplicano le notizie, secondo cui l’Italia parteciperebbe all’elaborazione del piano della Commissione Europea per utilizzare le riserve auree e valutarie russe “congelate” all’interno delle giurisdizioni europee per destinare al regime di Kiev il cosiddetto “credito d’indennità”.
Se c’è da credere a tali pubblicazioni, di null’altro si tratta, in sostanza, se non dell’intento della UE di compromettere gli sforzi profusi a livello internazionale per giungere a una risoluzione pacifica della crisi in Ucraina e di provocare una nuova escalation nei rapporti con la Russia.
Tutto lascia pensare che, quanto più per Kiev è disperata la situazione sul campo, e quanto più evidente diventano le condizioni di bancarotta in cui versa lo Stato ucraino, tanto più difficile sarà per l’Occidente preservare il consenso dell’opinione pubblica in merito alle insensate spese multimiliardarie devolute alla corrotta Ucraina; e, di conseguenza, tanto più sale nei burocrati europei la voglia di mettere mano alle tasche altrui e risolvere i propri problemi grazie agli asset russi “congelati”…

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Russofobi col Broncio

di Marco Travaglio
Il ministero degli Esteri russo pubblica una lista di proscrizione con gli “esempi di russofobia”: Mattarella, Crosetto e Tajani.
Scandalo, orrore, raccapriccio: il ministero degli Esteri russo copia i migliori quotidiani italiani e pubblica una lista di proscrizione con gli “esempi di russofobia”, fra cui alcune perle di Mattarella, Crosetto e Tajani. Il quale convoca l’ambasciatore Paramonov per chiedere “spiegazioni”.
Noi vorremmo essere una mosca o – se mosca è troppo russofilo – una zanzara, per assistere allo storico incontro. Tajani redarguisce da par suo il diplomatico russo: “Come vi permettete di darci dei russofobi?”. E quello se la ride: “Pensavamo che per voi l’aggettivo russofobo non fosse un insulto, ma un complimento”

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