Il Grande Freddo

di Il Simplicissimus
Il clima geopolitico è caldissimo, però il clima meteorologico è parecchio freddo.
Il clima geopolitico è caldissimo e mentre Zelensky delira in compagnia degli europei, armi russe e specialisti cinesi affluiscono in Iran per dare una calorosa accoglienza all’armata di Trump. Però il clima meteorologico è parecchio freddo.
Mosca ha registrato la nevicata più intensa degli ultimi 203 anni e in Nord America ci sono ancora centinaia di migliaia di cittadini senza elettricità a causa di nevicate e freddo eccezionale. Per duemila chilometri dall’Arkansas al New England, si stende una coltre di neve di oltre un metro che ha abbattuto alberi e linee elettriche, mentre il panorama generale anche negli stati del Sud è costituito da scuole chiuse, voli cancellati, studenti che ritornano alla didattica a distanza come a New York. Peggio che a Kiev. E anche il centro Europa è attanagliato dal freddo, tanto che in Germania e Austria è stato lanciato l’allarme per le tubature che potrebbero gelare e rompersi…

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Corruzione in Ucraina, Verso la Fine del Mito Zelensky

di Mario Nawfal
Per quasi 4 anni, Zelensky è stato trattato dai media occidentali come un intoccabile, un’icona di guerra, un simbolo morale, un moderno Churchill. Quell’era sta finendo… E il segnale non arriva da Mosca o da critici marginali, ma dal New York Times stesso.
Quando il NYT riporta che il governo di Zelensky ha sabotato la supervisione, riempito i consigli di sorveglianza di fedelissimi, riscritto gli statuti per impedire la responsabilità e permesso che centinaia di milioni di dollari venissero spesi senza controllo, non si tratta di una critica di routine. È una rottura narrativa. Una rottura che suggerisce che i potenti attori occidentali non sono più disposti, o in grado, di proteggerlo…

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Il Silenzio è d’Oro

di Marco Travaglio
La notizia che a Kiev, mentre i soldati vengono mandati al macello senza più uno scopo, i fedelissimi di Zelensky rubano tutto il rubabile dai fondi e dalle armi inviati da Nato e Ue senz’alcun controllo, viene accolta in Italia e nel resto d’Europa con un misto di sorpresa e incredulità.
Ma come: noi paghiamo, gli ucraini crepano e il regime sguazza tra mazzette e water, bidet e rubinetti d’oro massiccio? Ma Zelensky non era il “nuovo Churchill” (Nancy Pelosi e Messaggero), il “De Gaulle ucraino” (Prospect Magazine), il redivivo “Scipione l’Africano” (Minzolini, Giornale)? E la sua Ucraina non era “incorruttibile” (Zafesova, Stampa)?…

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Piano Europeo per Utilizzare le Riserve Auree e Valutarie Russe “Congelate”

di Alexey Paramonov
Commento di Alexey Paramonov, Ambasciatore della Federazione Russa in Italia.
Sui media italiani si moltiplicano le notizie, secondo cui l’Italia parteciperebbe all’elaborazione del piano della Commissione Europea per utilizzare le riserve auree e valutarie russe “congelate” all’interno delle giurisdizioni europee per destinare al regime di Kiev il cosiddetto “credito d’indennità”.
Se c’è da credere a tali pubblicazioni, di null’altro si tratta, in sostanza, se non dell’intento della UE di compromettere gli sforzi profusi a livello internazionale per giungere a una risoluzione pacifica della crisi in Ucraina e di provocare una nuova escalation nei rapporti con la Russia.
Tutto lascia pensare che, quanto più per Kiev è disperata la situazione sul campo, e quanto più evidente diventano le condizioni di bancarotta in cui versa lo Stato ucraino, tanto più difficile sarà per l’Occidente preservare il consenso dell’opinione pubblica in merito alle insensate spese multimiliardarie devolute alla corrotta Ucraina; e, di conseguenza, tanto più sale nei burocrati europei la voglia di mettere mano alle tasche altrui e risolvere i propri problemi grazie agli asset russi “congelati”…

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Russofobi col Broncio

di Marco Travaglio
Il ministero degli Esteri russo pubblica una lista di proscrizione con gli “esempi di russofobia”: Mattarella, Crosetto e Tajani.
Scandalo, orrore, raccapriccio: il ministero degli Esteri russo copia i migliori quotidiani italiani e pubblica una lista di proscrizione con gli “esempi di russofobia”, fra cui alcune perle di Mattarella, Crosetto e Tajani. Il quale convoca l’ambasciatore Paramonov per chiedere “spiegazioni”.
Noi vorremmo essere una mosca o – se mosca è troppo russofilo – una zanzara, per assistere allo storico incontro. Tajani redarguisce da par suo il diplomatico russo: “Come vi permettete di darci dei russofobi?”. E quello se la ride: “Pensavamo che per voi l’aggettivo russofobo non fosse un insulto, ma un complimento”

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Il Ministro degli Esteri Israeliano Sa’ar in Ucraina

di Davide Malacaria
Si sta palesando una realtà inconfessabile: il legame profondo tra il genocidio palestinese e quello realizzato da Kiev per conto dei suoi sponsor d’Occidente.
La visita del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar in Ucraina, in sé forse secondaria nel panorama degli avvenimenti recenti, ha però un alto significato simbolico, dal momento che appare un momentum di disvelamento di quanto finora relegato nell’occulto, l’appalesarsi, seppur fugace, di una realtà inconfessabile. E cioè il legame profondo tra il genocidio palestinese e quello realizzato da Kiev per conto dei suoi sponsor d’Occidente, i quali gli hanno commissionato questa guerra per procura contro la Russia fino all’ultimo ucraino.
Due guerre parallele contro lo stesso nemico, l’Oriente, nel caso ucraino la Russia e in quello mediorientale i Paesi in qualche modo influenzati dall’Iran, con il genocidio palestinese come necessario alla Grande Israele…

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La Guerra Continua Perché l’Ucraina… Non Esiste

di Il Simplicissimus
Una pace in Ucraina non è raggiungibile per un semplice motivo: l’Ucraina non esiste e meno esiste più deve fingere di essere in vita.
A parte la questione della Crimea che non c’entra nulla, che fu regalata alla repubblica socialista da Kruscev negli anni ’60, e che ora invece viene spacciata come suolo sacro, il fatto è che l’apparato statale è composto da poche migliaia di persone con alla testa Zelensky. Esse fanno riferimento, anzi spesso lavorano quasi sotto contratto, con una varietà di organizzazioni mafiose che, a loro volta, sono possedute e gestite da una serie di gruppi globalisti che controllano gran parte dell’Ue e sono ancora forti negli Stati Uniti…

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Kazan 2024, la Resa dei Media Occidentali: Chi ha Isolato Chi?

di Leonardo Sinigaglia
Dall’inizio dell’Operazione Militare Speciale russa in Donbass e Ucraina, uno dei mantra preferiti dalla propaganda occidentale è stato quello del preteso isolamento della Russia.
Secondo i nostri politici e giornalisti, Mosca sarebbe stata “isolata” dalla “comunità internazionale” a causa della sua “improvvisa e immotivata invasione di un paese pacifico”.
Questa narrazione, già debole finanche nei convulsi giorni seguiti a quel 22 febbraio, ha mostrato col passare dei mesi di essere una mera fandonia, un pio desiderio delle classi dirigenti euro-atlantiche a cui la realtà, nonostante tutte le conferenze stampa e le colonne sui giornali, si ostinava a non conformarsi.
La più grande e feroce campagna sanzionatoria della Storia non è riuscita a piegare l’economia russa, con i paesi del mondo, finanche occidentali, impegnati in un complesso gioco di triangolazioni ed espedienti per garantirsi il collegamento con i mercati russi. Similmente…

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Ospedale Pediatrico di Kiev: Quello che Sappiamo Finora e a Chi Giova il “Terrorismo dell’Indignazione”

di Alberto Fazolo
I tragici fatti dell’ospedale pediatrico di Kiev impongono una ferrea presa di posizione e il netto rifiuto di ogni strumentalizzazione. Proprio per questo motivo bisogna analizzare i fatti e disarticolare le narrazioni distorte.
La quasi totalità dei media mainstream ha parlato di una giornata di bombardamenti su Kiev in cui sarebbe stato colpito un’ospedale pediatrico causando decine di morti. I media più spregiudicati hanno raccontato di decine di bambini ricoverati uccisi dai russi. Ciò è assolutamente falso.
La notizia corretta è che c’è stato un attacco missilistico russo su Kiev che ha causato decine di morti, quasi tutti addetti di una industria militare (colpita e distrutta), poi un missile – che al momento non si sa se sia russo o della contraerea ucraina ricaduto al suolo dopo aver mancato l’obiettivo – ha colpito dei locali tecnici di un complesso ospedaliero. In questo secondo episodio (ben distinto dall’altro, cioè il bombardamento dell’industria militare) sono morti due tecnici dell’ospedale e sono rimasti feriti tre bambini ricoverati. Nessun bambino ricoverato nell’ospedale è morto. I media italiani che dicono il contrario stanno mentendo…

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Nato, l’Italia Diventa Quartier Generale dell’ “Alleanza”

L’Italia, con il suo Comando Nato a Reazione Rapida (Nrdc-Ita) e multinazionale con sede operativa a Solbiate Olona (Varese), è da oggi il quartier generale della nuova forza di reazione della Nato, ovvero l’Arf, Allied Reaction Force.
Si tratta di un ampliamento dell’assetto operativo di intervento dell’Alleanza, nato da una decisione politica in seno al summit Nato di Vilnius 2023, con l’obiettivo per l’Alleanza di aumentare la propria capacità di deterrenza e difesa, prevenzione e gestione della crisi, sicurezza cooperativa.
Il nuovo assetto operativo vedrà crescere il numero di soldati, che arriveranno a 300 mila unità, oltre a mezzi e tecnologie, cambiamento resosi necessario a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia…

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