Il Capitalismo Ha Bisogno della Guerra

di Sonia Savioli
Perché? Il capitalismo ha bisogno della guerra perché è attraverso la guerra che “progredisce”. Chi legge i miei libri e i miei articoli forse avrà capito che non ritengo che la parola “progresso” indichi necessariamente qualcosa di positivo.
“Progredire” vuol dire semplicemente “andare avanti” e, se sei avviato verso il baratro, come sembra ormai indubbio, faresti meglio a fermarti, voltarti e tornare sui tuoi passi per capire dove e quando hai sbagliato strada.
Il capitalismo è uno dei risultati dell’aver sbagliato strada; è il progresso del dominio e non è, per sua natura, in grado di fermarsi. Il capitalista che si ferma è perduto. Deve progredire.
Il dominio progredisce attraverso le guerre: perché non sempre i popoli e i loro governi rimangono inerti e passivi verso chi li vuole dominare; perché ha bisogno di nemici; perché è un sistema di competizione estrema; perché attraverso le guerre si fanno affari…

Vai all’articolo

Le Uniche Parole Sensate Vengono dal Gen. della Folgore Marco Bertolini

Il Regno Unito vuole portarci tutti in guerra per realizzare il suo obiettivo storico: distruggere la Russia e depredarne le immense risorse.
“Rendiamocene conto prima, soprattutto per il bene dei nostri figli e di chi verrà dopo di noi, perché dopo sarà troppo tardi. La UE di Ventotene, di Spinelli e della Pace, non esiste più, se mai fosse esistita. È morta con il sostegno guerrafondaio dato all’Ucraina e con la guerra contro la Federazione Russa.
Ora è nelle mani di luridi avventurieri che, per proprio tornaconto e vile danaro, si riuniscono sotto il comando di una nazione, il Regno Unito, che ha ripudiato l’Europa unita fuoriuscendone con un referendum ed ora, mettendosi a capo dei restanti Paesi europei, vuole portarci tutti in guerra per realizzare il suo obiettivo storico, quello di distruggere la Russia per smembrarla in tanti piccoli stati vassalli e depredarne con il loro classico spirito colonialista le sue immense risorse…

Vai all’articolo

L’ “Anello di Gige” e l’Orizzonte della Violenza Illimitata

di Andrea Zhok
Dopo l’aggressione a freddo di Israele all’Iran e la robusta risposta iraniana, e prima che eventi ulteriori ci travolgano, alcuni bilanci possono essere già tratti.
In particolare credo che due considerazioni possano essere fatte. La prima considerazione da fare è che il fallimento conclamato della politica di Donald Trump è l’ultima definitiva conferma che niente può modificare la rotta di collisione dell’Occidente a guida americana col resto del mondo. Trump non è mai stato un cavaliere bianco mosso da ideali di pacificazione, ma si è ritrovato a incarnare il ruolo di rappresentante di quell’America profonda che non ha interesse a proiezioni di potenza internazionale e vorrebbe mettere a posto le cose a casa propria…

Vai all’articolo

Le Valchirie Ucraine Possono Morire…

di Manlio Lo Presti
Possono morire con il colpevole silenzio dei movimenti femministi genderisti woke.
Tra la massa di notizie sullo stato del conflitto russo-ucraino, è emerso di recente il racconto sull’abbassamento dell’età di arruolamento di uomini ucraini da inviare al fronte. Nel flusso manicomiale dettato da una fretta ossessiva, focalizzata al lancio di notizie di cui è diventato superfluo valutare la veridicità, è opportuno e necessario ricordare un articolo del 20/12/2023 con il titolo “A Kiev le valchirie ucraine si preparano alla guerra“.
Il titolo è decisamente altisonante, e ricorda i retorici proclami della propaganda di guerra dell’ultimo conflitto mondiale. I suoi contenuti sono in aperta contraddizione rispetto all’ammissione sempre più aperta di una guerra perduta dagli ucraini, nonostante l’appoggio della anglosfera…

Vai all’articolo