È impossibile… non comunicare

di Laura Marzo 
È impossibile non comunicare. La comunicazione è parte integrante della vita di tutti i giorni e ci permette di relazionarci con gli altri, di esprimere le nostre emozioni e stati d’animo.
Tutto è comunicazione: ciò che diciamo, ciò che facciamo, ciò che siamo o che vogliamo dimostrare d’essere. Ogni parte del nostro corpo, oltre alle parole dette, comunica qualcosa.
In base al tipo di comunicazione, nel tempo, si sono sviluppati diversi studi: nello specifico la “cinesica”, scienza nata grazie al contributo dell’antropologo Ray L. Birdwhistell, che si occupa dello studio dei movimenti corporei; la “prossemica”, introdotta da Edward T. Hall, che studia l’utilizzo dello spazio e le distanze mantenute all’interno di una comunicazione; la “paralinguistica”, frutto dell’operato di G. Trager, che studia le particolarità e modulazioni della voce.
Oltre le parole “dette”, pertanto, è necessario analizzare la componente non verbale del linguaggio, per cercare di arrivare a cogliere quanto più in profondità le vere intenzioni, emozioni e pensieri del nostro interlocutore…

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La Piramide dell’Intimità

Dott. Duccio Baroni
Cos’è l’intimità? L’intimità è definita come un processo psicologico all’interno del quale una persona si sente profondamente validata, compresa e accolta dall’altro.
Il cuore dell’intimità è la condivisione di ciò che è più profondo con l’altro. Molti autori sostengono che la vicinanza psicologica sia una conseguenza di una progressiva self-disclosure, cioè dell’auto-apertura rispetto a temi personali profondi. Parlare dei propri gusti, della propria storia personale, dei propri problemi all’altro, costruisce una relazione e avvicina gli interlocutori.
Talvolta, però, costruire l’intimità può essere un obiettivo complesso e frustrante. Per raggiungerlo, infatti, è necessario sopportare l’incertezza e il timore di non piacere all’altro e quindi la possibilità di essere rifiutati. Nonostante sia del tutto normale provare un certo grado di paura nell’aprirsi all’altro, per le persone con ansia sociale questo risulta particolarmente difficile. Dal momento che l’intimità richiede un certo grado di condivisione, coloro che provano intensa ansia sociale hanno difficoltà a costruire e mantenere legami ad alta componente di vicinanza…

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Quando la Mente paralizza il Corpo

Monique Van Der Vorst, argento alle Paralimpiadi di Pechino nell’handbike, potrà inaspettatamente riprendere l’attività sportiva sulle proprie gambe.
Per spiegare la parabola della sua esistenza – di nuovo in piedi dopo 13 anni di vita inchiodata ad una carrozzina – ha tirato in ballo Nietzsche: “Ciò che non mi uccide mi rende più forte” ha annotato sulla home page del suo sito, felice perché a 26 anni, potrà riprendere l’attività sportiva sulle proprie gambe.
Ma mentre qualcuno grida già al miracolo, non è possibile trascurare il nesso profondo e sorprendente tra mente, emozioni e corpo. “Il cuore ha ragioni che la ragione non conosce”, scriveva Pascal nel lontano Seicento. Ragioni che a volte, in modo inconsapevole e imprevedibile, ti scavano in fondo all’anima, fino a renderti diverso da ciò che eri: Malato! …

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Stranieri a se stessi: la Depersonalizzazione

Quali sono i segnali che indicano un distrurbo di depersonalizzazione?
Negli Stati Uniti il 50 % degli adulti, almeno una volta nella vita, ha sofferto di “Depersonalizzazione”, intesa come episodio isolato o vero e proprio disturbo. Il Disturbo di Depersonalizzazione e i sentimenti di irrealtà (DPAFU) sono fenomeni complessi e la stessa condizione della malattia mentale, spesso, è mal diagnosticata. Per comprendere la depersonalizzazione, è necessario capire prima di tutto la “Dissociazione”.
La dissociazione è “un’interruzione” che si verifica nei vari elementi della coscienza, dell’identità, della memoria, delle azioni fisiche e/o dell’ambiente. È una disconnessione o assenza di una connessione tra cose che sono normalmente associate tra loro. Si tratta di uno scollamento tra l’esperienza e il senso di sé…

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Quando ti ritrovi a dire “non cambia mai niente”

di Lino Fusco
Dopo tanto lavoro su di sé una persona può arrivare a dire “non cambia mai nulla”.
Magari ha fatto tanti cambiamenti importanti in diverse aree della sua vita, ha sviluppato nuovi modi di guardare alla realtà, ha smesso di lamentarsi in modo sterile e sta lavorando sui suoi obiettivi, ha imparato a comunicare in modo più efficace, ma alcune cose restano sempre le stesse…
Ad esempio, sono presenti pensieri quali: “non mi sento mai all’altezza di questa situazione”, “non mi sento mai adeguato al mio lavoro”, “non riesco mai a vivere una relazione con serenità”, “non riesco ancora a farmi rispettare”

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È possibile cambiare il proprio carattere?

“Cos’è il carattere? Da cosa dipende? È stabile e definito o plastico e mutabile? È la scusa utile per giustificare i nostri errori o, al contrario, è solo il risultato dei nostri comportamenti ripetuti nel tempo?” (Filippo Ongaro)
Aristotele diceva che noi siamo ciò che facciamo ripetutamente e che l’eccellenza non è un’azione ma un’abitudine. È una frase che fa riflettere, sia in senso negativo sia in senso positivo, perché se da un lato il mancato raggiungimento degli obiettivi, la pigrizia e i fallimenti non sono né azioni né destini sfortunati, bensì conseguenze dirette delle proprie abitudini, dall’altro sarebbe sufficiente cambiare un po’ ogni giorno, per dare una svolta alla propria vita.
A forgiare il nostro carattere sono le abitudini. Ma cambiare non è impossibile, basta sapere come fare e quali sono i 3 aspetti cardine su cui concentrarsi, per raggiungere ogni traguardo ambito. Cerchiamo di far nostra questa frase del dr. Filippo Ongaro – medico degli astronauti dal 2000 al 2007, primo italiano certificato in medicina anti-aging e performance coach: “se cambiamo abitudini, prima o poi cambierà anche il nostro carattere“…

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Casualità e Sincronicità

di Domenico Bumbaca
Dalla scienza ci arrivano continue conferme sul fatto che “il caso non esiste”, perchè ciò che sembra casuale, in realtà, ci viene da “un qualcosa” di molto profondo.
A riprova di questo fatto, che per i più sembrerebbe incontestabile, ognuno di noi può provare a ricordare certi fatti (apparentemente) inspiegabili, (che accadono a tutti) che poi, semplicemente vengono ignorati o bollati come mere coincidenze.
Però a pensarci bene, quando accadono quelle cose, ammettiamolo, un pò sorprendenti, si ha la sensazione che esistano, percepibili solo a tratti, una serie di fili invisibili che uniscono cose e persone. Insomma si ha l’impressione palpabile che tra gli avvenimenti, ci siano legami, che uniscono persone e informazioni. Ad esempio, cercate una casa e conoscete “per caso” una persona che gestisce un’agenzia immobiliare; cercate di risolvere un problema e, alla pagina successiva del libro che state leggendo, vi trovate la soluzione; cercate una persona al telefono e mentre vi accingete a chiamarla, vi squilla il telefono e guarda caso, è proprio quella specifica persona che vi chiama; vi trovate in un centro commerciale e incontrare, anche qui per caso, proprio la persona che dovevate assolutamente chiamare per dargli una cosa…

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Crescere di notte… attraverso gli incubi

di Noedimis 
Si spengono le luci, si spegne la giornata, si spegne la coscienza e l’inconoscibile multidimensionale emerge per poter parlare e animarsi, scioccarci e parlarci, portare immagini e significati che, da svegli, non abbiamo nessuna intenzione di sviscerare e analizzare.
E allora – per fortuna – arrivano i sogni, arrivano gli incubi, che ci porgono uno specchio più che limpido, ma di difficile  osservazione, ci mostrano niente poco di meno che i volti e i personaggi che siamo e che, durante la giornata, per coerenza della mente, non possiamo pienamente incarnare.
Gli incubi sono spesso visti come fastidiosi visitatori della notte, pieni di mostri che compaiono per infastidirci e distrarci dalla bellezza della nostra vita. Oggi, invece, vorrei spezzare una lancia a loro favore e parlarne come fossero dei fantastici alleati che ci permettono, non solo di renderci più consapevoli, ma anche di sciogliere vissuti problematici che, nelle restanti 17 -18 ore del giorno in cui siamo coscienti, non avremmo il tempo materiale (e forse anche emotivo) di elaborare e di risolvere…

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Gli adolescenti e il brivido del rischio

di Enrica Gaetano
Studi recenti hanno indagato quali siano i fattori che portano gli adolescenti ad adottare comportamenti rischiosi, promiscui e impulsivi. Oltre ai fattori neurobiologici sono emersi anche fattori di carattere sociale.
Alla luce degli studi recenti, sorge spontaneo chiedersi se davvero gli adolescenti siano delle inarrestabili e autolesive macchine in corsa o se invece ci siano altri fattori coinvolti nella propensione al rischio in adolescenza.
L’adolescenza è un periodo estremamente delicato: solo nel 2015 si stimano circa un milione e mezzo di morti di età compresa tra i 10 e i 19 anni.
Più precisamente si calcola che la percentuale mondiale di decessi tra i 15 e i 19 anni sia del 35% più alta rispetto alla fascia di età che va dai 10 ai 14 anni, soprattutto per il genere maschile; le morti si verificano soprattutto a seguito di incidenti stradali, violenza interpersonale, autolesionismo e abuso di alcol o tabacco (Telzer et al., 2015)…

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Il Narcisista e l’auto-lesionista: la coppia perfetta

Dottor Riccardo Coco
Una delle caratteristiche salienti della personalità narcisistica è l’arroganza di chi crede che tutto gli sia dovuto per “diritto di nascita”.
“Queste persone nell’infanzia erano trattate con un’adorazione incondizionata e con deferenza come fossero ‘Sua maestà il bambino’ “ (L.Benjamin).
Questo modo di fare, se continua nella crescita – specialmente dopo che il bambino comincia a gattonare e ad esplorare di più l’ambiente, periodo in cui dovrebbe iniziare a confrontarsi con la realtà – lo programma allo sviluppo di un disturbo narcisistico di personalità.
I genitori dovrebbero, quindi, nella prima infanzia, far capire al bambino che i suoi comportamenti hanno degli effetti su di loro e sulle persone e che di conseguenza non tutto gli è concesso o dovuto…

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“Gli opposti non si attraggono”: il vantaggio di essere simili

di Igor Vitale
Molto spesso è stato riscontrato, nei detti popolari, un fondamento scientifico. Non pare esser così per il famoso “gli opposti si attraggono”: la maggior parte degli studi di psicologia sociale, perlomeno, suggerisce che sono i simili ad attrarsi, e non gli opposti.
Tendiamo a valutare positivamente le persone simili a noi, sia per quanto riguarda la somiglianza fisica, sia per quanto riguarda la somiglianza nei termini della personalità, degli hobby e così via. Questa tendenza avviene per mantenere alta l’autostima, e anche perché naturalmente siamo più in grado di comprendere le persone a noi simili.
Per mantenere alta l’autostima abbiamo infatti diverse strategie:
1. valutare positivamente noi stessi. Questa strategia è molto esplicita, e tende proprio per questo ad essere poco utilizzata, proprio perché è molto esplicita. Per non apparire vanitosi pochi scelgono questa alternativa…

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Il senso di fragilità personale: l’Ipocondria

di Simona Chiari
Cos’è l’ipocondria? L’ipocondria è un disturbo legato all’idea o al timore di avere una grave malattia, a volte anche mortale. Le persone che soffrono di questo disagio, tengono costantemente sotto controllo il loro organismo, verificando di continuo la presenza di eventuali segni di malattia.
La conoscenza produce forza, ma anche preoccupazione. I continui progressi della medicina scientifica ci hanno resi  più consapevoli dei mali che potrebbero colpirci, nel corpo e nell’anima. A dimostrazione di una cultura del presente che è però antica, in occidente siamo diventati ipocondriaci da almeno un paio di millenni: Ippocrate descrisse il concetto di ipocondria nel “Male degli ipocondrici”, come un disordine della mente e dello stomaco, che procurava problemi digestivi, grave melanconia e paura di morire. La connessione di stomaco e tristezza non ci sorprende: i greci pensavano, infatti, che nell’addome fosse situata la sede dei sentimenti e delle passioni umane…

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Famiglie tossiche: caratteristiche

Nella maggior parte dei casi nelle famiglie tossiche soffrono i figli, poiché più vulnerabili.
Le famiglie tossiche sono come delle piccole isole cariche di conflitti, comandi e dinamiche disfunzionali che interessano tutti i membri.
Sappiamo anche che l’aggettivo “tossico” va molto di moda. Tutti voi avrete sicuramente ascoltato o utilizzato espressioni del tipo “la mia relazione è tossica” o “ho un collega tossico”. È importante sottolineare che questa etichetta non corrisponde a nessuna descrizione clinica e che non esiste nessun manuale di psicologia che la definisca come una patologia o un disturbo. Tuttavia, il suo uso colloquiale, raggruppa un insieme di processi che si identificano alla perfezione con la parola “tossicità”…

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Solitudine di coppia: quando chi ci sta accanto non ci soddisfa a livello emotivo

Dobbiamo capire che sentirsi soli nonostante la presenza degli altri, non fa altro che consumarci e distruggerci poco alla volta. Avere il coraggio di ammetterlo e allontanarci da questo contesto, è il modo migliore per iniziare a vivere una vita più appagante ed emotivamente sana.
C’è una frase che a detta di tutti rivela una grande verità, anche se in pochi ci hanno davvero riflettuto e l’hanno messa in pratica, “meglio soli che male accompagnati”. È un chiaro riferimento alla solitudine di coppia, forse la più terribile di tutte.
Se l’idea di non avere nessuno accanto ci fa paura e ci spaventa, immaginiamo come dev’essere sentirsi soli anche in compagnia del partner. Purtroppo, però, si tratta di una situazione più comune di quanto pensiamo. E i problemi iniziano quando, pur sapendolo, non si fa nulla al riguardo…

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La dura “legge dello specchio”

di Catia Pierotti
Questo è un argomento che è appartenuto anche a me in epoche passate… adesso ci scherzo sopra, ma ricordo benissimo le sofferenze che ha portato, il senso di inadeguatezza e di bassa autostima del momento.
Nella stagione estiva più che mai siamo “dipendenti” dalla dura Legge dello Specchio; la prova costume che avanza, il non sentirsi adeguati ed in forma, il ricorrere a diete drastiche pur di perdere quei chiletti di troppo che non ci piacciono e molti altri stratagemmi affinché il nostro specchio ci restituisca l’immagine di noi che vogliamo vedere.
In realtà, quello che dobbiamo tenere sempre presente è che essendo sempre in cambiamento ed evoluzione, il nostro corpo va di pari passo con la nostra vita interiore e conseguentemente anche il girovita, i fianchi e quanto altro si muovono seguendo questo flusso…

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L’Adolescenza e l’amore tra eccitazione e paura

di Luisa Mariani
Anna Freud nel suo saggio “Adolescenza” confessa che quando si deve parlare di adolescenti ci si sente incerti. Questo vagare nell’incertezza da parte degli adulti, degli educatori, degli specialisti, non ci deve, tuttavia, meravigliare, né scandalizzare, perché si tratta di un assetto mentale proprio speculare alla quintessenza stessa dell’adolescenza: la confusione.
Gli adolescenti, dunque, vivono, per definizione, in un territorio dai confini mutevoli e imprecisi, nuotano nell’incertezza, e la confusione è il loro status fisiologico naturale, proprio perché in questa età di transito tutto è da scoprire, da sperimentare, da apprezzare o rifiutare, e il percorso verso l’adultità è carico di imprevisti, suscita eccitazione e paura…

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Madri delle nostre madri. Perché ci sentiamo in colpa?

di Silvia Lo Vetere
La medicina, nell’arco di pochi decenni, sembra aver compiuto miracoli (o almeno così pare ad un occhiata superficiale): la verità è che le malattie sono in aumento, soprattutto quelle neurodegenerative; oggi però si prevengono, si diagnosticano precocemente, sono più curabili e consentono potenzialmente una vita più lunga.
Le “nuove genitorialità”
Purtroppo i risvolti di questo allungamento della vita non sono solo positivi. Allungandosi la vita, sono anche aumentate le malattie croniche e quindi i bisogni di cura e di assistenza si sviluppano oggi in un arco di tempo ineditamente allungato. Proprio in questo contesto, nasce un vero e proprio tipo nuovo di genitorialità: quella che vede sempre più figli, su per giù arrivati alla soglia della cinquantina, assistere e curare i propri genitori che si ammalano e perdono autonomia, per tempi potenzialmente protratti, mai esistiti nella storia dell’umanità…

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Come attivare specifiche risorse psicologiche variando i movimenti del corpo

La relazione mente-corpo è innegabile. Tuttavia, siamo più propensi a pensare che le nostre emozioni e i pensieri influenzino il nostro corpo, senza renderci conto che si verifica anche l’effetto opposto.
Il nostro cervello è continuamente alla ricerca di messaggi corporali e, basandosi su di essi, modula anche le nostre reazioni.
7 movimenti corporali che influiscono sul cervello
Pertanto, è possibile attivare determinate risorse psicologiche semplicemente variando alcuni movimenti del corpo. Come si raggiunge questo obiettivo? Talvolta sono sufficienti dei semplici movimenti o un cambiamento di postura…

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Attenti al Linguaggio che usate con voi stessi, l’Inconscio ascolta

Ogni nostra decisione, ogni stato d’animo, ogni malattia, ogni comportamento, ogni cambiamento fisiologico ecc. ha origine dalla comunicazione che abbiamo continuamente con noi stessi.
Se ci rivolgiamo a noi stessi con un linguaggio debilitante, il risultato sarà un comportamento e conseguenze debilitanti, mentre se ci rivolgiamo a noi stessi con un messaggio di potere e di possibilità, il nostro comportamento determinerà come risultato potere e successo.
Rivolgersi a se stessi con parole tipo: “io sono un fallito”, “che sbadato che sono”, “io sono una persona negativa”, “io sono sfortunato”, “io sono stressato”, “capitano tutte a me”, “non ce la farò mai”, “sono un incapace”, “che stupido che sono” ecc. significa gettare il seme di un malessere inconscio…

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Le 10 caratteristiche di una persona immatura

Una persona immatura è una persona a metà. Una persona che appare poco definita ed assume per questo una connotazione negativa.
Con queste premesse, appare logico che da una persona immatura deriva una psicologia incipiente ed incompleta che può (e deve, per il suo bene) cambiare e migliorare, facendosi più solida.
Grazie alla psicoterapia, è possibile determinare i punti chiave per arrivare alla destrutturazione e al miglioramento dell’essenza di una persona. Enrique Rojas, professore di psichiatria dell’Università di Extremadura (Spagna), ha riassunto in 10 punti gli ingredienti principali tipici delle persone immature, una realtà che i professionisti nell’ambito della salute mentale spesso si trovano ad affrontare.
Analizziamo brevemente ognuna delle 10 caratteristiche, facendo riferimento a come si ripercuotono sulla vita delle persone, sia sui “portatori” di questa iconica realtà, sia sulle “vittime” costrette a convivere con essi…

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Starai male finché non allontanerai certe persone dalla tua vita: ecco chi sono

Per essere finalmente felici, dovremo evitare tutti gli elementi di tossicità che ci trascinano giù… mi riferisco alle persone sempre pronte a spettegolare, a scoraggiarti, a suggerirti gli scenari più catastrofici, agli approfittatori, ai pigri, ai manipolatori ecc.
A volte ci serve cambiare aria, persone, giro di amici per potere ricominciare da zero la propria vita. Le cosiddette persone “tossiche” non hanno la capacità di apprezzare gli aspetti positivi e sono sempre intenti a rendere tutto più complicato. Per questo motivo è fondamentale allontanarle dalla nostra vita, dato che hanno la capacità di diventare un ostacolo quando dobbiamo risolvere situazioni difficili.
Allontanare le persone sgradite è come abbandonare a poco a poco una zavorra che vi portavate dietro solo per la paura di rimanere da soli…

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Come riusciamo a renderci infelici!

 di Simona Casati 
“Perché ad ammalarsi non è solo la nostra anima ma anche le nostre idee, che quando sono sbagliate intralciano e complicano la nostra vita, rendendola infelice”. (Paul Watzlawick)
Con questa frase Paul Watzlawick riassume un vissuto che certo ciascuno di noi avrà sperimentato: quello di leggere ed assaporare gli eventi e le persone, non con gli occhi obiettivi e con il sentire autentico, ma con la sola mente, che a volte non ci presenta la realtà ma una nostra idea infelice di questa.
Ecco un estratto divertente dal suo testo “Istruzioni per rendersi infelici”, in cui ciascuno di noi si può riconoscere:
“Un uomo vuole appendere un quadro. Ha il chiodo, non il martello il vicino ne ha uno, così decide di andare da lui è di farselo prestare a questo punto gli sorge un dubbio

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Panico: quando manca la terra sotto i piedi

di Franco Bianchi
L’attacco di panico può capitare in strada, all’aperto, ma anche alla fila della cassa di un supermercato. Lo si sente arrivare, si blocca il respiro, il sudore arriva insieme alla paura con una grande voglia di scappar via.
Viene definito attacco di panico una patologia collegata all’ansia, inserito nei più comuni disturbi psichiatrici, con una sintomatologia complessa, poiché si presenta con numerose sfaccettature e modalità. Si calcola che circa dieci milioni di italiani lo abbiano subito almeno una volta nella vita. Si presenta in adolescenza ed in età più matura, con un’incidenza maggiore nelle donne di circa tre volte rispetto agli uomini, con differenti modalità e la durata è di solito breve: scompare in poco tempo così come rapidamente sono arrivati i sintomi…

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Specchi

Un uomo pieno di sé fece ricoprire di specchi le pareti e il soffitto della sua stanza più bella. Spesso vi si rinchiudeva, contemplava la propria immagine, si ammirava minuziosamente, sopra, sotto, davanti, dietro. Si sentiva così tutto ringagliardito e pronto ad affrontare il mondo.
Un mattino, lasciò la stanza senza chiudere la porta. Vi entrò il suo cane che, vedendo altri cani, li annusò; dato che essi lo annusavano, ringhiò; dato che essi ringhiavano, li minacciò; dato che essi minacciavano, abbaiò avventandosi su di essi. Fu una lotta spaventosa: le battaglie contro se stessi sono le più terribili che ci siano! Il cane morì, sfinito.
Un asceta passava di là, mentre il padrone del cane, desolato, faceva murare la porta della stanza degli specchi…

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La Realtà non è uguale per tutti: la percezione degli eventi condizionata dalla psiche

di Raffaele Avico
L’analisi dell’esperto: il problema non è cosa ci succede, ma come viviamo l’evento.
Che senso ha parlare di “misura” quando si parla di psicologia clinica? Saper prendere le giuste misure dei problemi è un’operazione complessa da farsi, infatti non è l’entità di un certo problema a spaventarci, ma la rappresentazione che ce ne facciamo. Il problema non è cosa ci succede, ma come lo viviamo. Quindi uno stesso evento, di qualsiasi tipo, viene visto in modi diversi da persone con storie diverse.
La realtà osservata con “lenti” diverse
È come se ognuno indossasse un paio di occhiali – diverso per tutti – che gli desse una certa prospettiva sulla realtà. Gli eventi che ci succedono sono, più o meno e generalizzando, gli stessi per tutti: tutti…

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Imparare ad accettare le Ombre dentro noi stessi

di Valeria Bonora
“Sono responsabile di quello che dico e non di quello che capiscono gli altri”. Questa è un’ottima filosofia di vita, una frase sola che racchiude il senso di quello che io voglio sia la mia vita.
Tutti abbiamo pregi e difetti e dobbiamo imparare ad accettarli entrambi per vivere completamente e non a pezzi; capita a volte di sentirsi in qualche modo “rotti”, con qualche mancanza, qualche pezzo che non è al suo posto, e questo accade perché non siamo in grado di accettare le ombre della nostra vita.

Guardando solo la luce si rischia di perdere dei frammenti per strada, di sgretolarsi pian pianino e inesorabilmente… per evitare questo c’è solo una cosa da fare, ed è amarsi interamente per quello che si è, con tutte le ombre e tutti gli errori…

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Quanto vale la prima impressione?

di Emanuela Cruciano
Bastano un libro e uno chignon per dare un’impressione diversa della stessa persona. Nella vita di tutti i giorni il rischio di dare, o ricevere, una prima impressione ingannevole è sempre presente. Il problema è che ci mettiamo pochi istanti a etichettare le persone. E infatti spesso sbagliamo.
Un decimo di secondo. Poco più di un battito di ciglia. È il tempo che impieghiamo a farci un’idea di una persona, “etichettarla” in un determinato modo e formulare un giudizio di massima che probabilmente non cambieremo più.
Una modalità di socializzazione tutta umana che la scienza indaga da tempo, che molti professionisti conoscono (manager, professori, direttori del personale devono saper dare di sé la giusta impressione ed essere capaci di giudicare…

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Essere accomodanti

di Donatella Coda Zabetta
Quante volte ci è capitato di lasciar correre ed essere accomodanti per non dover affrontare situazioni scomode?
Quante volte abbiamo permesso all’indifferenza di passare sopra a quello che provavamo? Quante volte abbiamo avuto paura di proferire dei salvifici no o di esprimere il nostro sentire? Quante volte abbiamo ingoiato rospi, convinti fosse la cosa migliore da farsi, in modo inconsapevole prima e in modo consapevole successivamente?
Quando a dirigere l’agire è l’inconsapevolezza, solitamente la vita ci porta a prendere delle sonore legnate per farci crescere e stimolare una presa di coscienza. Che la nostra passività sia supportata da mille…

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30 criteri per smascherare un Manipolatore

Manipolazione

di Mickael Tussier
Ecco alcuni parametri utili per capire se si è in presenza di un manipolatore, figura purtroppo assai diffusa in vari ambiti e contesti. Oggi la manipolazione più o meno consapevole è molto diffusa e porta dietro di sé una scia di “vittime”… anch’esse più o meno inconsapevoli.
Come si comporta il manipolatore?
1. Colpevolizza gli altri in nome del legame familiare, dell’amicizia, dell’amore, dell’etica professionale.
2. Non si prende le proprie responsabilità o cerca di farle ricadere su altri.
3. Non comunica chiaramente le sue richieste, i suoi bisogni, sentimenti e opinioni.
4. Risponde molto spesso in modo sfocato e poco chiaro.
5. Cambia le sue opinioni, i suoi comportamenti e sentimenti a seconda delle persone o delle situazioni…

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La vera attrazione va oltre il fisico e il carattere

La vera attrazione va oltre il fisico e il carattere, così difficile da definire. La magia autentica tra due persone è scritta in una lettura emotiva di cuori che collassano ed entrano in armonia, che si comprendono. È quel tipo di attrazione da cui non ci si libera nemmeno chiudendo gli occhi.
Si sa che per la scienza è molto complesso isolare le variabili e stabilire delle correlazioni per capire meglio l’amore, l’affetto o l’attrazione. Tuttavia, lo studio più recente sembra fare chiarezza: il segreto dell’attrazione potrebbe trovarsi nella comprensione reciproca tra due persone…

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