Avv.to Reiner Fuellmich: “Questa è un’Agenda, è tutto premeditato. E ci sarà da parlare anche del Genocidio in corso…”

di John Cooper
Avv.to Reiner Fuellmich: “Questi non sono effetti collaterali, è fatto tutto di proposito. In futuro ci sarà da parlare anche della questione del genocidio in atto”.
Il 23 gennaio 2022, si è tenuta a Bruxelles la conferenza stampa dal titolo “Il futuro dei nostri bambini è in gioco”, organizzata da Europeans United International, Children’s Health Defense Europe, con diversi relatori preoccupati per l’attuale svolta politica e il futuro che attende le nostre giovani generazioni, fra i quali l’avvocato Reiner Fuellmich.
Durante la pandemia, la maggior parte degli Stati membri dell’UE ha preso decisioni di vasta portata, spesso cieche nei confronti della salute, del benessere fisico e mentale di bambini e giovani, mettendo al primo posto le agende politiche e gli interessi acquisiti.
L’Unione Europea oggi sta valutando la possibilità di continuare e centralizzare queste misure imposte dallo stato di emergenza…

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Il peso dell’Isolamento sulla nostra Salute fisica e mentale

di Laura Tonon
Chiudere le scuole e gli spazi pubblici, passare allo smart working, imporre ai cittadini di evitare gli spostamenti non indispensabili e gli assembramenti, invitare tutti a rimanere il più possibile isolati, chiusi in casa. Sono le misure del cosiddetto “distanziamento sociale” adottati in Italia e in molti altri paesi per rallentare la diffusione del nuovo coronavirus pandemico.
Lo scopo è quello di distribuire le infezioni su un arco temporale più lungo, per riuscire a curare le persone, evitare il collasso del sistema sanitario e per guadagnare tempo in attesa di un vaccino (ma non è un virus che appartiene alla stessa categoria del raffreddore? Un virus che muta continuamente e quindi… non può esserci vaccino) o di terapie di dimostrata efficacia. Le misure di distanziamento sociale, necessarie vista l’emergenza, possono però avere conseguenze psicologiche negative sulle persone.
“La diffusione del coronavirus in tutto il mondo ci obbliga a reprimere il nostro bisogno di relazione, un impulso profondamente umano radicato nell’evoluzione: vedere gli amici, aggregarsi in gruppi, stare l’uno vicino all’altro”

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