Narcisismo Patologico e aggressività: tra invidia e ingratitudine

 Dott.ssa Silvia Michelini

Il grande auto-inganno: “Io non ho bisogno di nessuno“. Chi si relaziona (o si è relazionato con una persona affetta da NP) ha imparato a sue spese, che i narcisisti sono incapaci di provare gratitudine verso la vita e ancora meno verso le persone, a meno che queste persone si pongano nella relazione come umili servitori infaticabili e, soprattutto, muti.

I narcisisti sono ciechi rispetto all’oggetto (inteso come persona, situazione o cosa con cui ci si relaziona), possono mostrarsi gentili e umili, ma solo come strategia di manipolazione finalizzata a raggiungere un proprio obiettivo. Il paradosso è molto chiaro: “se tu mi aiuti, io mi irrito intimamente e devo svalutarti, perché il tuo aiuto conferma che io non sono invulnerabile e che quindi ho bisogno degli altri per sopravvivere”.

La negazione dell’implicita dipendenza nelle relazioni (uomo/donna, amicali, genitoriali..) è la base dell’inganno narcisistico. Se io ho ottenuto qualcosa grazie a te, la mia integrità è minacciata. Per questo non è raro, che ad un gesto di gentilezza e cortesia di affetto segua un agito aggressivo verso l’altro (dinamica di contro-dipendenza).

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Ciò è rinforzato dal fatto che i narcisisti sono scissi… essi cioè sono ambivalenti verso l’oggetto. Da un lato ne hanno bisogno e dall’altro ne approfittano, vorrebbero avere il controllo su di esso e per questo sviluppano anche inconsci sentimenti persecutori e paranoidi verso l’altro (vuole fregarmi, lo fa solo perché gli serve qualcosa…) , così da giustificare internamente la loro invidia inconscia verso chi dona amore e, in tal senso, esprime senza problemi e con naturalezza una “vulnerabilità emotiva” alla cui base c’è il piacere di vedere l’altro felice, di aiutare, di “fare del bene” disinteressato.

Queste motivazioni affettive sono sconosciute al narcisista, che da un lato ricerca disperatamente quella mamma/papà (o entrambi a turno dipende dalla gravità della ferita edipica) che non lo ha mai amato/amata, ma dall’altro non appena questa simbolica madre/padre lo/la ama, si sente intrappolato/a e matura inconsciamente sentimenti di profonda inadeguatezza ed invidia.

Per questo, invece di riconoscere il valore di quella persona nella sua vita, il/la NP adotterà comportamenti diametralmente opposti a quelli socialmente attesi, ad esempio, attaccherà l’altro sospettando riguardo la sua affidabilità o lamentandosi del suo comportamento scorretto in determinate occasioni condivise.

Se siete in relazione con un/una NP avrete la sensazione costante di camminare sui gusci delle uova, sono solo i secondi che vi separano dal commettere madornali errori imperdonabili al cospetto di sua maestà il/la NP. L’aggressività è un canale attraverso il quale il/la NP esprime il suo disagio interiore e la vergogna verso la propria inadeguatezza relazionale, proiettandolo interamente sulla persona verso la quale dovrebb invece provare gratitudine. I narcisisti non sono capaci di amare e quindi invidiano chi ci riesce, vorrebbero farcela, ma poi mollano alla prima difficoltà, che in genere combacia con una vostra esigenza affettiva… se è la loro, invece, va tutto bene.

La Sfida perpetua

I NP sono in perenne sfida con tutto e tutti, perché devono distribuire la loro quantità di odio, rancore, verso l’esterno, per alleggerire il loro fortissimo senso di oppressione ed ansia dato dalla rabbia narcisistica interna. Per farlo ricercano o causano conflitti con gli altri, per battersi e ottenere molti vantaggi narcisistici:

  • sfogarsi,
  • distruggere,
  • svalutare l’altro affermandosi invulnerabile,
  • vincere e guadagnare un momentaneo senso di sollievo rispetto alla loro scarsa autostima (ferita narcisistica).

Perché i NP non provano Gratitudine?

Alla base dell’ingratitudine c’è il disconoscimento del valore affettivo del gesto d’aiuto e della persona che lo ha compiuto; questo handicap è il risultato di un’immaturità affettiva cronica, derivata da deficit di integrazione delle esperienze affettive precoci; i NP sono fermi ad uno stadio di sviluppo affettivo definito “schizo-paranoide”.

La guarigione/maturazione affettiva (almeno per i bambini) avviene invece, quando il bambino/NP esce dalla fase schizo-paranoide in cui percepisce sua madre/gli altri come scissi: da un lato buoni/disponibili e cattivi/egoisti/distaccati e riesce ad accedere alla fase “Depressiva” in cui emerge il senso di colpa, ovvero il dispiacere per aver maturato sentimenti di possesso, egoismo, sfiducia e voracità verso la madre/gli altri.

In questo senso accetta che amare la madre/gli altri (madre come oggetto simbolico d’amore) implica considerare che è una persona a se stante, “un oggetto intero scisso” verso cui provare gratitudine e voglia di ricambiare, ma anche fiducia qualora non sia immediatamente disponibile. Ci si sposta così dalla logica del “possesso avaro/paranoide” a quella del “dono/libero” e della pace interiore.

I NP vi attaccano quindi perché vi temono e si sentono dipendenti da voi… non credete quindi alle loro strategie manipolatorie (sei nulla senza dime…), perché magari è l’esatto opposto. È importante ricordare, inoltre, che dietro questo “handicap relazionale” si cela anche un forte complesso d’inferiorità (bassa autostima), che il/la NP non vuole assolutamente vedere ed affrontare e che quindi proietta all’esterno in modo “overt” (io sono meglio di te a gareggiare) oppure in modo “covert” (a me non interessa gareggiare)… “Tutti mi invidiano… Non faccio l’università perché è un posto per figli di papà, io sono uno che si fa da solo… Non mi faccio bella per controtendenza… I miei vestiti quello se li sogna… etc.”

Se siete in relazione con un/una NP o vi riconoscete in questo quadro, è il momento giusto per intraprendere un percorso di maturazione affettiva.

Articolo della Dott.ssa Silvia Michelini

Fonte: http://www.vittimedinarcisismo.com/narcisismo-patologico-e-aggressivita-tra-invidia-e-ingratitudine/

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