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Ue e Uk hanno Finanziato le Indagini della Corte dell’Aia contro Putin

di Giulia Burgazzi

La Ue e il Regno Unito hanno finanziato le indagini della Corte penale internazionale dell’Aia sfociate nel mandato d’arresto contro il presidente della Russia Vladimir Putin.

Il Ruolo di UE e UK

L’Unione europea ha infatti collaborato attivamente con le indagini e soprattutto ha fornito il quadro complessivo entro cui si sono svolte: ricercare i crimini di guerra compiuti dalla Russia in Ucraina. Solo quelli, e non tutti i crimini di guerra in Ucraina. A questo scopo la Commissione europea ha stanziato 7,25 milioni di euro nel giugno 2022.

La Gran Bretagna ha contribuito con un altro milione di sterline, ma è stata più elegante. Il suo comunicato stampa parla infatti genericamente di indagini sui crimini di guerra in Ucraina, pur aggiungendo che così Putin sarà inchiodato alle sue responsabilità, eccetera.

Il “Silenzio” degli Usa

Non risulta che gli Stati Uniti abbiano tirato fuori il becco di un quattrino. Essi infatti (come peraltro la Russia e perfino l’Ucraina) non riconoscono la giurisdizione della Corte. Temono inoltre che una qualsiasi forma di collaborazione possa creare un precedente utile alla messa in stato di accusa di cittadini americani.

Il Mandato di Arresto contro Putin

La Corte penale internazionale ha trovato esattamente ciò che stava a cuore ai suoi finanziatori e collaboratori europei. Lo scorso venerdì 17 marzo 2023  ha emesso un mandato di arresto internazionale contro Putin. Sarebbe responsabile del trasferimento illegale di bambini dall’Ucraina alla Russia. La Corte ha spiccato un uguale ordine di arresto nei confronti della commissaria russa per i Diritti dei bambini, Maria Alekseyevna Lvova-Belova.

Non si è svolto un processo, ma la Corte – come dice il suo comunicato stampa –  ritiene fondato il sospetto che i due si siano macchiati di questa colpa. Potranno così essere arrestati se si recheranno in uno dei Paesi che riconoscono la giurisdizione della Corte stessa. Il comunicato stampa della Corte non fornisce dettagli sui bambini ucraini trasferiti in Russia.

I Bambini Trasferiti in Russia

Qualcosa in più è sul quotidiano britannico Guardian. In gran parte si tratta di bambini affidati a istituti statali perché privi di genitori o di una famiglia in grado di crescerli. Vengono essenzialmente da aree che la Russia, dopo i referendum per l’annessione, ritiene parte del proprio territorio nazionale.

Praticamente, si può mettere la cosa in questi termini: nei territori conquistati, la Russia ha cominciato a prendersi cura – al posto dell’Ucraina – dei bambini che vivevano negli orfanotrofi e li ha portati via dalle zone di guerra.

Sempre secondo il Guardian, le imputazioni ai danni di Putin e di Maria Alekseyevna Lvova-Belova sono relative anche a bambini portati dall’Ucraina in Russia con il consenso dei genitori per partecipare a “campi di rieducazione”e in piccola percentuale non sarebbero più stati restituiti alle famiglie. I “campi di rieducazione” sono così definiti – lo scrive lo stesso Guardian – in base ad una descrizione presente in uno studio dell’Università di Yale. Ma non risulta che i ricercatori di Yale vi si siano recati. Soprattutto, non si riesce a capire se le famiglie dei bambini non più restituiti abbiano avuto le case distrutte dalla guerra, si siano sfasciate, abitino in luoghi in cui si vive in cantina per timore delle bombe.

La Collaborazione tra Organismi UE e AIA

I principali protagonisti di questa indagine della Corte penale internazionale hanno identità curiose. Le ha svelate la stessa Commissione europea, contestualmente all’annuncio dei 7,25 milioni stanziati per trovare i crimini di guerra russi: e solo quei crimini.

Infatti Eurojust, l’agenzia Ue per la collaborazione nel campo della giustizia criminale, ha unito le proprie forze a quelle della Corte dell’Aia, formando una squadra di investigazione congiunta.

Questa squadra ha coinvolto anche il procuratore generale dell’Ucraina, che a sua volta ha ricevuto aiuto dalla missione consultiva Ue in Ucraina. Nella squadra si sono inseriti anche Europol, l’agenzia Ue per la lotta alla criminalità organizzata, e alcuni Stati Ue. Si citano esplicitamente Polonia, Lituania, Estonia, Lettonia e Slovacchia. Incidentalmente, hanno in comune una politica da falchi anti-russi.

Articolo di Giulia Burgazzi

Fonte: https://visionetv.it/ue-e-uk-hanno-finanziato-le-indagini-aia-contro-putin/

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