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Fukushima: il Peggio deve ancora Arrivare

di Massimo Mazzucco

Forse non sarà necessario aspettare una guerra atomica fra russi e americani, per goderci le piacevoli conseguenze di una contaminazione nucleare…

Basterà aspettare che i giapponesi riversino in mare 1 milione e 300.000 tonnellate di acqua contaminata che fino ad oggi è stata stipata nelle centinaia di cisterne che circondano la vecchia centrale (le vedete tutte nella foto qui sopra).

I giapponesi sostengono che ormai le cisterne hanno raggiunto la capacità limite, e che bisognerà iniziare a rovesciare in mare il loro contenuto. Questo naturalmente ha scatenato le proteste dei cinesi, dei coreani, dei russi, e della confederazione delle isole del Pacifico, che saranno i primi paesi a vedere il proprio mare contaminato dalle acque radioattive. Si calcola infatti che nell’arco di tre anni l’intero oceano Pacifico sarà contaminato, mentre nell’arco di 10 anni la contaminazione dovrebbe raggiungere tutti gli altri oceani del mondo.

Le conseguenze disastrose sull’ecosistema possono essere solo vagamente immaginate.

La confederazione delle Isole del Pacifico accusa apertamente il Giappone di non voler condividere i dati scientifici sulle acque contaminate, come invece avevano promesso di fare.

E mentre le varie nazioni del Pacifico lamentano apertamente i rischi di questa operazione, tutto il mondo occidentale – di cui il Giappone è alleato – sembra voler ignorare questo pericolo.

Evidentemente la “comunità internazionale” esiste solo quando dobbiamo aggredire militarmente un paese che vogliamo depredare. Ma quando si tratta di mettere in difficoltà uno di noi, allora piuttosto si tace. Anche se il prezzo, in questo caso, rischia di essere un disastro ecologico di portata planetaria.

Articolo di Massimo Mazzucco

Fonte: https://www.luogocomune.net/23-energia-e-ambiente/6196-fukushima-il-peggio-deve-ancora-arrivare

LA CURA DELLA TERRA
Seminare, coltivare, vivere
di Francesca Della Giovampaola

La Cura della Terra

Seminare, coltivare, vivere

di Francesca Della Giovampaola

Curare la terra vuol dire anche curarsi.

I motivi per coltivare sono tantissimi. L’orto può essere passatempo, scoperta, gioco, sfogo all’aria aperta per chi trascorre ore davanti a un computer.

C’è chi coltiva per riconnettersi alla natura, chi lo sceglie come professione, chi vuole risparmiare sulla spesa. Ognuno ha le sue motivazioni per lavorare la terra, quel che è certo è che abbiamo tutti in qualche modo bisogno di coltivare; anche chi ancora non lo sa, semplicemente perché non ha provato.

Basta toccare la terra, per capire che è vita

Questo libro mette in luce e spiega le tantissime cose belle e importanti che si incontrano coltivando la terra, dalla poesia dei piccoli gesti quotidiani ai desideri più profondi che arrivano a cambiare la vita stessa di una persona. Prendersi cura della terra, infatti, significa stabilire una connessione profonda tra noi e la natura, cercando di evitare le consuetudini che possono indebolirla (pesticidi, cementificazione…) e recuperando le buone pratiche che invece possono arricchirla.

Francesca Della Giovampaola, con la sua scrittura chiara e appassionata, pagina dopo pagina dispensa tantissimi spunti pratici, incontri e approcci che nel corso della sua lunga esperienza le hanno permesso di sviluppare il suo metodo per una vera agricoltura naturale. Un metodo che non ha la pretesa di essere il migliore, ma che lascia la possibilità di scegliere le soluzioni più adatte per ogni terreno e per ogni coltivatore. Perché per un campo fertile e una vita sana è necessario ascoltare a cuore aperto le necessità che la terra stessa ci comunica.

La Cura della Terra non è solamente un manuale di agricoltura, ma diventa un percorso che facciamo per noi stessi, per riuscire a dare il giusto peso alle cose importanti della vita e per apprezzare e custodire tutta la bellezza che ci circonda.

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