Ucraina, gli Orrori del Reggimento “Skala”

di Paolo Mossetti
Violenze, torture, reclutamento forzato di vulnerabili e 26 morti sospette coperte da certificati medici falsi.
L’indagine è partita dal giornale indipendente ucraino Babel, e poi ripresa anche da testate locali come Kyiv Independent – a dimostrazione che pur nel clima plumbeo una certa libertà di stampa da quelle parti c’è – e ha squarciato il velo su una delle realtà taciute del conflitto in corso: la gestione interna del 425° reggimento autonomo d’assalto, universalmente noto come Skala o Skelia.
Sevizie, violenze sistematiche e persino torture che hanno portato alla morte delle reclute sono tra le accuse mosse contro la leadership dell’unità, guidata dal tenente colonnello Yuriy Harkavyi, recentemente sospeso dalle sue funzioni. Sarebbero addirittura 26 i militari morti per cause non legate al combattimento tra la fine del 2025 e la primavera del 2026…

Vai all’articolo

In Ucraina o nel Baltico, UE e NATO Vogliono la Guerra alla Russia

di Fabrizio Poggi
Gli hanno dato 90 miliardi di euro e pretendono risultati. E che i risultati siano spettacolari, così da poterci tinteggiare le prime pagine dei giornali.
Per il resto, coi droni che colpiscono autobus della linea Moskva-Simpferopol sterminando sette persone, o puntino su obiettivi cittadini a Simferopol ammazzando altri tre civili, lì i nazigolpisti di Kiev hanno campo libero: l’importante è che stiano agli ordini quando si tratta di puntare su bersagli che fanno scena e mostrano al pubblico che la Russia è ormai allo stremo, che “la favola dell’operazione Speciale si svela solo una grande illusione”, come certifica la signora Anna Zafesova su La Stampa.
Avanti così: noi vi diamo i miliardi di euro e voi continuate la guerra; a segnare le direttrici dei colpi più spettacolari ci pensano gli specialisti NATO; voi, ucraini, colpite dove più vi aggrada. Noi non siamo ancora pronti per entrare in campo direttamente e abbiamo bisogno che voi continuiate a mandare al macello i vostri uomini. Se non ne avete più a sufficienza, ci pensiamo noi: rimpatriamo in tutta fretta quei “codardi” che si sono imboscati in Europa; la legge è già pronta…

Vai all’articolo

Vergogna su Tutte le Istituzioni

di Augusto Sinagra
La strage di ragazzini in uno studentato in Russia ad opera di un deliberato attacco dei nazisti ucraini è qualcosa che supera ogni più ignobile crimine di guerra.
Non si è trattato di un errore anche perché l’eroico e coraggioso attacco ai giovani studenti che dormivano si è svolto attraverso tre ondate di droni. Si può commettere un errore una volta, ma non tre errori uno di seguito all’altro.
Al di là dell’osceno sostegno finanziario e in armi ai nazisti ucraini emblematicamente rappresentati nel volto ebetoide del verme tossico di Kiev, e al di là delle forniture di armamento apprestate dal governo italiano sempre a sostegno dei nazisti a guida NATO e UE, c’è da precisare che alcune delle componenti essenziali dei droni utilizzati per la strage sono di fabbricazione e fornitura italiana…

Vai all’articolo

Leone XIV al Senato: il Giudizio sulla Guerra che i Media Non Hanno Voluto Raccontare

L’articolo di Paolo Del Debbio intitolato “Non è Francesco: l’incredibile censura sul Papa che contesta la corsa al riarmo”, pubblicato su La Verità di sabato 20 dicembre 2025, denuncia un “doppio standard” mediatico nel trattamento riservato all’attuale Pontefice, Leone XIV.
Secondo Del Debbio, i media stanno applicando una forma di “censura selettiva” sulle parole scomode del nuovo Papa, coprendo con enfasi la forma istituzionale della sua visita al Senato, ma oscurando la sostanza politica e morale delle parole pronunciate dal Papa in quei giorni, in particolare la sua durissima condanna al riarmo europeo e alla gestione del conflitto ucraino.
Ho pensato quindi di fare un approfondimento su ciò che Papa Leone XIV ha effettivamente detto e giudicato, basato sui contenuti citati nell’articolo e sui testi integrali del concomitante “Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2026” (“La pace sia con tutti voi: verso una pace disarmata e disarmante”), che fa da sfondo alle polemiche…

Vai all’articolo

Orban Contro la “Rete Mafiosa di Guerra” Legata a Zelenskyj

L’Unione Europea ha elargito ingenti somme a una “rete mafiosa bellica” collegata a Volodymyr Zelenskyj, ha denunciato il premier ungherese Viktor Orban, bollando come “follia” la strategia di Bruxelles nei confronti di Kiev.
Le sue parole sono giunte all’indomani di un clamoroso caso di corruzione nella capitale ucraina. Lunedì, il Bureau Nazionale Anticorruzione dell’Ucraina (NABU), supportato dall’Occidente, ha avviato un’inchiesta sull’ente statale nucleare “Energoatom” per un sospetto piano di malversazioni.
A seguito delle accuse, il ministro della Giustizia e quello dell’Energia ucraini hanno rassegnato le dimissioni, mentre un indagato di primo piano, intimo di Zelensky, è riuscito a espatriare prima dell’arresto…

Vai all’articolo

Le Uniche Parole Sensate Vengono dal Gen. della Folgore Marco Bertolini

Il Regno Unito vuole portarci tutti in guerra per realizzare il suo obiettivo storico: distruggere la Russia e depredarne le immense risorse.
“Rendiamocene conto prima, soprattutto per il bene dei nostri figli e di chi verrà dopo di noi, perché dopo sarà troppo tardi. La UE di Ventotene, di Spinelli e della Pace, non esiste più, se mai fosse esistita. È morta con il sostegno guerrafondaio dato all’Ucraina e con la guerra contro la Federazione Russa.
Ora è nelle mani di luridi avventurieri che, per proprio tornaconto e vile danaro, si riuniscono sotto il comando di una nazione, il Regno Unito, che ha ripudiato l’Europa unita fuoriuscendone con un referendum ed ora, mettendosi a capo dei restanti Paesi europei, vuole portarci tutti in guerra per realizzare il suo obiettivo storico, quello di distruggere la Russia per smembrarla in tanti piccoli stati vassalli e depredarne con il loro classico spirito colonialista le sue immense risorse…

Vai all’articolo

Ucraina, Zelensky Non Ritira i Soldati: C’è Rischio Strage a Pokrovsk

di Maurizio Boni
Durante un incontro con la stampa avvenuto a Kiev il 28 ottobre, il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in risposta a domande sulla situazione delle truppe ucraine a Pokrovsk e Mirnograd, ha smentito qualsiasi accerchiamento.
“I nostri combattenti – parola di Zelensky – non sono circondati a Pokrovsk; la situazione è difficile, ma sotto controllo”. Tuttavia, alcune testate giornalistiche non proprio filorusse, come la tedesca Berliner Zeitung o i britannici The Telegraph e, Spectator, riportano nelle loro analisi della scorsa settimana, una situazione decisamente differente. Il titolo di quest’ultimo settimanale è eloquente: “Chi salverà le truppe ucraine a Pokrovsk?” dove l’autore supplica le autorità ucraine di salvare le truppe lì, piuttosto che lasciarle massacrare come negli accerchiamenti passati, dove i comandanti ucraini, sempre a detta dell’autore, si sono rifiutati di ritirarsi a costo delle truppe.
Il comando militare ucraino non è sempre riuscito a mantenere questo equilibrio, si dice nell’articolo, a volte permettendo che le sue truppe venissero circondate e massacrate piuttosto che ordinare una ritirata tempestiva. Oggi, la stessa scelta tra territori e vite viene fatta a Pokrovsk…

Vai all’articolo

“La Guerra Continua”

di Marco Travaglio
Se non ci fossero almeno un milione fra morti e mutilati, la guerra in Ucraina sembrerebbe puro cabaret.
Come se avesse iniziato a leggere il Fatto con tre anni di ritardo, Zelensky scopre che “l’Ucraina non ha forze sufficienti per riconquistare il Donbass e la Crimea controllati dai russi. Possiamo contare solo sulla pressione diplomatica internazionale per costringere Putin a sedersi al tavolo delle trattative”. E lo dice poche ore dopo che il suo regime, come captatio benevolentiae, ha fatto saltare col tritolo un generale russo e il suo vice a Mosca. Ma soprattutto lo dice chi ha firmato nell’ottobre 2022 un decreto che proibisce ogni negoziato con Putin, organizzando poi “conferenze di pace” senza la Russia…

Vai all’articolo

Nato, l’Italia Diventa Quartier Generale dell’ “Alleanza”

L’Italia, con il suo Comando Nato a Reazione Rapida (Nrdc-Ita) e multinazionale con sede operativa a Solbiate Olona (Varese), è da oggi il quartier generale della nuova forza di reazione della Nato, ovvero l’Arf, Allied Reaction Force.
Si tratta di un ampliamento dell’assetto operativo di intervento dell’Alleanza, nato da una decisione politica in seno al summit Nato di Vilnius 2023, con l’obiettivo per l’Alleanza di aumentare la propria capacità di deterrenza e difesa, prevenzione e gestione della crisi, sicurezza cooperativa.
Il nuovo assetto operativo vedrà crescere il numero di soldati, che arriveranno a 300 mila unità, oltre a mezzi e tecnologie, cambiamento resosi necessario a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia…

Vai all’articolo

“Errare Humanum est, Diabolicum est Perseverare”. Il Caso Ucraino

di Claudio Martinotti Doria
Continuare questa guerra per gli ucraini è un suicidio collettivo, l’Ucraina rischia di scomparire dalle carte geografiche.
Ho scritto poco ultimamente, perché il passare dei mesi ha purtroppo confermato, seppur gradualmente e lentamente, quasi tutto quello che avevo previsto e riportato nei miei articoli precedenti, quindi mi domandavo: a che pro scrivere ancora col rischio di ripetermi?
I media mainstream con coerenza continuano nella loro propaganda e mistificazione secondo le direttive dei loro padroni, perdendo sempre più credibilità, al punto che ormai li seguono solo più i decerebrati o i pigri annoiati che non vogliono fare alcuno sforzo per informarsi seriamente. Se ci fosse veramente un libero mercato, tutti i media mainstream sarebbero già falliti da tempo, reggendosi solo coi finanziamenti pubblici e dei loro padroni privati.
Quello che mi duole è rilevare che anche nella cosiddetta informazione alternativa, libera e indipendente (si presume, ma non per tutti), si persista ancora su certe errate convinzioni, che dopo così tanti mesi (anche anni) non sono più giustificabili con la buona fede, ma rientrano nell locuzione del titolo di questo mio intervento…

Vai all’articolo