Emmanuel Macron: l’inesorabile declino di un “incidente della storia”

di Davide Pellegrino
Un anno e mezzo fa, il mainstream europoide mostrava totale sprezzo del dovere di imparzialità. Emmanuel Macron era l’enfant prodige che avrebbe rinsavito l’Europa dalla psicosi sovranista.
La fresca e nuova voce occidental-globalista in grado di raccogliere consensi dal nulla e non mettere in discussione il ruolo della UE come servile cane da guardia del sistema unipolare a guida USA. Addirittura il Corriere della Sera, in quei giorni, se ne uscì con un test, dal titolo “Quanto sei Macron?“.
L’imbarazzante prodromo di quella demenza senile collettiva che, recentemente, ci ha regalato il “fascistometro” di Michela Murgia su l’Espresso. Una cosa terrificante. I tappeti rossi non sono mancati nemmeno in ambito politico…

Vai all’articolo

HAI MAI DATO UN'OCCHIATA ALLA NOSTRA SEZIONE DEI LIBRI SUPER-SCONTATI?

La rivoluzione della verità: Marcello Foa alla guida della Rai

di LibreIdee
Che succederebbe, se diventasse presidente della Rai l’uomo che più di ogni altro, in Italia, ha denunciato le malefatte quotidiane degli “stregoni della notizia”? La nomina di Marcello Foa nel Cda di viale Mazzini, caldeggiata dalla Lega e appoggiata dai 5 Stelle, sarebbe semplicemente qualcosa di favoloso.
Gli “stregoni” ovviamente sono già al lavoro: da quelli de “L’Espresso”, querelato da Foa per aver insinuato che il giornalista possa aver avuto un misterioso ruolo nella presunta sparizione in Svizzera del “tesoro-fantasma” del Carroccio, all’Enrico Mentana che, a caldo, in prima serata al Tg de La7, ha presentato Foa – liberale, anticomunista e noto estimatore di Trump – come un intellettuale “non amico” degli Usa.
Un benvenuto a colpi di “fake news”, dunque, per il giornalista italiano, allievo di Indro Montanelli, che dal suo blog sul “Giornale” ha additato senza esitazioni le notizie false spacciate regolarmente per vere dai media mainstream a reti unificate. Notizie pesanti: dalle armi chimiche in Siria (mai usate da Assad contro i civili), alla foto straziante del bambino messicano in lacrime, presentato come profugo separato ferocemente dai genitori per colpa del perfino Trump, pur essendo invece solo un piccolo attore, impegnato in una drammatica performance di protesta in Texas. Marcello Foa alla guida della Rai? L’impossibile, che diventa possibile: qualcuno finalmente comincerà a dire che “il re è nudo”, e lo farà dagli studi del Tg1?…

Vai all’articolo

SCOPRI I BENEFICI DERIVANTI DALL'ASCOLTO DI MUSICHE RILASSANTI TERAPEUTICHE

Ci siamo: la UE crea una rete di censori. La libertà d’opinione è in pericolo!

di Marcello Foa
È da un anno e mezzo che l’Unione europea e gli Stati Uniti preparano il terreno. E ora ci siamo: tra non molto avremo una rete di fact-checkers, naturalmente indipendenti, naturalmente rispettosi di un rigoroso codice etico e naturalmente dediti alla causa suprema: la lotta alle fake news ovvero del mostro che agita i sonni dell’establishment.
Tutto questo, in realtà, come ripeto da tempo, ha un solo scopo: legittimare l’introduzione della censura, limitare l’impatto e la diffusione di idee non mainstream, naturalmente negando che di censura si tratti.
Ma così sarà: non c’è vera democrazia quando qualcuno si arroga il diritto di decide cos’è vero e cos’è falso, e rendendo inviolabile e sacra, quella che in realtà è una pericolosissima forma di strabismo, perché si addita solo una parte del problema, le fake news veicolate dai social media, e si ignora il vero scandalo, che è rappresentato dalla manipolazione delle notizie creata all’interno dei governi, il cui impatto è infinitamente superiore.
Qualunque frottola sulla Siria, sull’Ucraina, sulla Grecia resta rigorosamente impunita, purché abbia origine dentro a un’istituzione, proprio quelle istituzioni che ora pretendono, per il nostro bene, di limitare i confini della libertà di espressione…

Vai all’articolo

Giornalisti, propaganda e guerra mediatica… è ora che la gente sappia la Verità!

Propaganda mediatica

di John Pilger – traduzione di Cristina Bassi
Perché così tanto giornalismo si è arreso alla propaganda? Perché censura e distorsione sono diventate una pratica standard?
Perché la BBC è cosi spesso portavoce di un potere rapace? Perché il New York Times e il Washington Post ingannano i loro lettori? Perché ai giovani giornalisti non viene insegnato a comprendere le finalità dei media e a sfidare le affermazioni eclatanti e le basse intenzioni di una realtà fasulla?
E perché a loro non si insegna che l’essenza di gran parte di ciò che definiamo media mainstream non è informazione, ma potere?
Queste sono domande urgenti. Il mondo si trova di fronte all’eventualità di una grande guerra, forse addirittura nucleare, con gli Stati Uniti chiaramente determinati ad isolare e provocare la Russia e poi la Cina. Questa verità viene capovolta e messa sottosopra dai giornalisti, inclusi quelli che promossero le menzogne che portarono al bagno di sangue in Iraq, nel 2003…

Vai all’articolo

I decaloghi ai tempi del terrorismo e la pornografia dei media

Propaganda mediatica

di Antonio Cipriani
Seduto da sempre dalla parte del torto, dal momento che questa rubrica di fine settimana si chiama Polemos, e in qualche modo evoca il demone del conflitto, ho pensato di parlare dei media al tempo del terrorismo. Partendo dal buon senso smielato di un decalogo su come si fa informazione e che parte dal tasto dolente delle verifiche…
Girano in queste ore serissimi e apprezzatissimi decaloghi su come si fa giornalismo ai tempi del terrorismo. Manuali di stile che vanno per la maggiore e che partono tutti con la meravigliosa frase: “Ogni fatto che pubblicherete dovrà essere puntualmente verificato”. Puntualmente c’è sempre. Su verificato, sorrido.
Per prima cosa, penso che non sia necessario fare uno schemino in cui si parla di giornalismo ai tempi del terrorismo. Perché si potrebbe dire: in tempi di guerra? (E viene in mente Marc Bloch…) Ma poi io aggiungo: e in tempi di pace? O lungo le strade delle nostre città gentrificate nel silenzio, nell’epopea della distruzione culturale e sociale quotidiana, parlando di migranti, di lavoratori, dei nostri figli precari, della povertà, della privatizzazione feroce di ogni bene comune? In quei casi le verifiche servono? O basta ignorare i fenomeni per vivere sereni e contenti?…

Vai all’articolo

Cancro & Vaccini: il business intoccabile

Il business del cancro e dei vaccini

di Marcello Pamio
I media mainstream sono tacitamente uniti nella lotta contro la Verità e contro la corretta informazione. Tutti i giornali, i quotidiani nazionali ed i canali televisivi stanno eseguendo piroette e tuffi carpiati per attaccare, denigrare e distruggere tutto quello che esce dalla visione ufficialmente riconosciuta.
Il paradigma non si discute! L’equazione è sempre la solita: più le persone si risvegliano dall’offuscamento e dal torpore cerebrali e più il Sistema attacca! È una legge matematica.
Se genitori consapevoli decidono di non inoculare nel corpo del proprio figlio sostanze tossiche e velenose come i vaccini, vengono tacciati di essere irresponsabili e incoscienti. Se qualcuno decide di non seguire i dettami di una medicina fallimentare totalmente fagocitata da un’Industria farmaceutica avida e affamata di soldi, viene sistematicamente terrorizzato e trattato da idiota…

Vai all’articolo