Perchè la Svezia si sta suicidando?

di Robert Bridge
Fermamente convinto di essere il rappresentante della “superpotenza morale” del mondo, il popolo svedese continua i suoi pericolosi flirt con tutti i possibili nuovi esperimenti culturali e sociali. Questa politica è veramente “progressista” o è la strada per la rovina nazionale?
In Svezia, tutto sembra possibile, tranne il dissenso: dissenso dall’onnipresente messaggio sociale che dice ai suoi cittadini che devono essere tolleranti verso ogni nuova moda culturale, dal farsi impiantare un microchip sotto la pelle, al permettere che i bambini di quattro anni vengano indottrinati alla scuola materna, con le ultime teorie sul transgenderismo.
Migliaia di svedesi si sono già fatti inserire un minuscolo microchip sotto la pelle, di solito nella mano sinistra, che offre il “vantaggio” di non dover più armeggiare nelle tasche o nella borsetta per carte di credito, documenti di identità e chiavi. Molte delle informazioni personali sono memorizzate sul chip, che ha le dimensioni di un chicco di riso.
Sorprendentemente, nonostante la possibilità per il governo, per le multinazionali o per altri pericolosi soggetti di hackerare questi dispositivi, questa eventualità non sembra essere presente nella mentalità svedese. “Gli Svedesi sono diventati molto favorevoli all’utilizzo dei microchip e non c’è praticamente dibattito sulle problematiche relative al suo utilizzo, in un paese appassionato alle nuove tecnologie e dove la condivisione delle informazioni personali, è considerata il simbolo di una società trasparente”, osserva AFP…

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L’Unione Europea, un Regime oligarchico dominato da Massoni

di Luciano Lago
Chiariamo subito un concetto: l’Europa non ha niente a che vedere con quella costruzione artificale capziosa e oligarchica denominata UE.
L’Europa ha una sua Storia, un insieme di culture e tradizioni che non hanno nulla in comune con l’attuale apparato tecno burocratico che viene chiamato Unione Europea. La Storia dell’Europa, come continente e come singole nazioni, è stata fatta dai popoli, orgogliosi della loro cultura, e gli Stati europei quella cultura l’hanno difesa per millenni dalle ondate “migratorie” ostili, a partire dalle battaglie contro le invasioni.
Alle origini della Storia d’Europa abbiamo avuto la Battaglia delle Termopili e la vittoria di Salamina (480 a.C.), nell’epoca romana la vittoria sugli invasori che venivano dal nord Africa, vedi la Seconda guerra punica contro Annibale (218-202 a.C.) Lo stesso avvenne nella Battaglia di Poitiers (732 d.C.) ove Carlo Martello sconfisse Abd al-Rahaman, frenando l’espansione musulmana verso l’Europa occidentale, dando inizio alla dinastia che conobbe il suo massimo splendore con Carlo Magno…

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Lasciate che noi… veniamo ai bambini!

di Barbara Tampieri (Lameduck)
Marcello Veneziani ha già detto tutto, ma io ci provo lo stesso ad aggiungere qualche ragionamento, perché la sua è una visione persino troppo ottimistica dell’abuso, più che uso, pretestuoso dell’infante, in quella che chiamo la “Pedo-propaganda del regime Novordomondialista”.
Per saperne riconoscerne il significato ancora più oscuro, che oramai si appalesa sempre più sfrontatamente in questa battaglia finale della hỳbris dei volonterosi maggiordomi di Satana, occorre averne appreso il linguaggio, essere passati attraverso il fuoco.
La sacerdotessa frigida del riscaldamento globale Greta, è stata messa momentaneamente nel congelatore, metaforicamente, s’intende, forse in attesa di un restyling di immagine o prepensionamento, visto lo scarso appeal che ha dimostrato. Greta, con le trecce totalitarie tirate allo spasimo e con malagrazia da una mamma-frigorifero (“vedete che l’autismo è colpa della mamma?” suggeriscono), è stata smascherata. Accostarla agli Juncker e alle Lagarde ha svelato il trucco degli sceneggiatori…

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La nausea per un Mondo “corretto”

di Marcello Veneziani
Ma quando finirà la dittatura del politicamente corretto? Passano gli anni, cambiano i governi, insorgono i popoli. Ma da Hollywood a Sanremo, dalla tv ai premi letterari, dai fatti di cronaca alla storia adattata al presente, la dominazione prosegue incurante della vita, della verità e della realtà. Il copione si ripete, all’infinito.
Serpeggia da tempo la nausea verso quella cappa asfissiante, a volte la parodia prende il posto del canone. Lo deplorano in tanti, il politically correct, persino i suoi agenti, quelli che somministrano ogni giorno i suoi sacramenti; e questo è il segno che invecchia, scricchiola, si fossilizza. Ma alla fine, la dominazione resta e il vero mistero a questo punto è l’assenza di alternative: la rabbia c’è ma non ci sono mai opzioni diverse. Eppure basta cercarle…

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Il “Politicamente Corretto” al servizio delle Élites

di Saint Simon
Sommerso dalla lotta alle fake news e dai pruriti censori delle élites, il dibattito sul politicamente corretto sembra sprofondato negli abissi dell’irragionevolezza.
La radice di questi fenomeni sta nella volontà dell’élite di mantenere lo status quo, da un lato depotenziando ogni critica tramite l’adozione di parole d’ordine progressiste, politicamente corrette, e dall’altro cercando di mantenere il monopolio della narrazione mediatica con la censura (cioè la lotta alle fake news).
Ce lo ricorda questo articolo di Charles Hugh Smith su Zero Hedge, che lega l’ascesa del politicamente corretto a quella della finanziarizzazione dell’economia. E così mentre i redditi e i diritti delle classi lavoratrici si comprimono, i cosiddetti progressisti si prestano meccanicamente a manifestare la propria virtù sui social media, in un’orgia di conformismo a buon mercato. Naturalmente qui si parla di Stati Uniti, ma da noi, in Europa, che subiamo supinamente questa globalizzazione, valgono le medesime logiche e metodiche.
Ecco l’articolo di Charles Hugh Smith:…

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Toscani, Benetton e i “Maletton”

di Marcello Veneziani
Fanno la morale e poi lucrano senza scrupoli. Sono il simbolo del capitalismo allo sfascio. E il fotografo è il loro profeta.
I Benetton non hanno prodotto solo maglioni e gestito autostrade, ma sono stati la prima fabbrica nostrana dell’ideologia global. Sono stati non solo sponsor ma anche precursori dell’alfabeto ideologico, simbolico e sentimentale della sinistra. Sono stati il ponte, è il caso di dirlo, tra gli interessi multinazionali del capitalismo global e dell’americanizzazione del pianeta, coi loro profitti e il loro marketing e i messaggi contro il razzismo, contro il sessismo, a favore della società senza frontiere, lgbt, trasgressiva e progressista.

Le loro campagne, affidate a Oliviero Toscani, hanno cercato di unire il lato choc, che…

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La “Chicco” e il delirio dei Progressisti

di La Spina nel Fianco
Oggi promuovere una politica demografica significa essere “fascisti”, fare figli significa essere “fascisti”, sposarsi (ovviamente con l’altro sesso) significa essere “fascisti”.
L’ultima assurdità del progressismo? La “Chicco”, noto marchio di articoli per bambini e neonati, ha avuto la “terribile” colpa di aver prodotto uno spot pubblicitario dove, con toni assolutamente scanzonati e appunto con volontà soltanto pubblicitarie, incita apertamente gli italiani a fare più figli: “Abbiamo bisogno di bambini! Migliaia, milioni, trilioni di bambini che ci aiuteranno a crescere, portando l’Italia dove è giusto che stia. Facciamolo per l’Italia ecc”.
Si salvi chi può dalle bocche da fuoco del progressismo: sulla pagina facebook dell’azienda si sono moltiplicate in senso esponenziale offese di ogni genere… già, perché oggi in questo mondo spurio di qualsiasi legame e propensione verso il futuro, incitare alla procreazione in una dimensione addirittura nazionale, basta per essere tacciati indovinate un po’, di Fascismo!…

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Multinazionali pro gender e migranti: la Silicon Valley patria del Neo-Comunismo

di Adriano Scianca
Qualche decennio fa, Giorgio Locchi e Alain de Benoist fecero scalpore con il loro saggio su “Il Male americano”, in cui arrivarono a definire Washington come “la capitale del neomarxismo”. All’epoca si poteva sorriderne, forse, ma oggi quell’intuizione ci sembra geniale.
Dovendo rifare oggi il punto della situazione, ci sarebbe solo da fare una piccla correzione: non Washington, ma la Silicon Valley è oggi il punto di riferimento del progressismo più spinto. Non è del resto un caso se esso coincida con il quartier generale del capitalismo globale.

È di pochi mesi fa la notizia che James Damore, ingegnere di Google, è stato licenziato in tronco dalla multinazionale, per aver pubblicato un documento di 10 pagine in cui ha affermato che donne e uomini sono…

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