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La Fine era Nota… di “Città 30” a Bologna Non si Parla più

di Sergio Gioli
Di Città 30 a Bologna non si parla più perché, com’era prevedibile, a 30 chilometri all’ora non va più nessuno, nemmeno i tassisti e gli autisti dei bus.
Ad essere generosi, il rispetto del divieto è durato tre o quattro settimane. Accade con tutte le leggi irragionevoli: vengono ignorate e finiscono nel limbo. Esiste un solo modo per farle rispettare: un controllo ferreo, da stato di polizia, e non è questo il caso.
Tutt’altro. Anche i posti di blocco dei vigili urbani sono durati poco, e comunque erano posti di blocco simbolici, annunciati con centinaia di metri d’anticipo da segnali lampeggianti. Così a Bologna si va a 30 chilometri orari solo dentro le mura, esattamente come accadeva prima, nel rispetto del codice della strada e senza bisogno di ulteriori iniziative da parte dell’amministrazione. Perché non sempre è necessario obbligare la gente a fare qualcosa, purché si tratti di qualcosa di sensato…

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L’Universtà di Yale e la Propaganda LGBT

di Enrico Ildebrando Nadai
L’Università di Yale supporta e sostiene ancora una volta le folli richieste LGBT.
Non ha purtroppo fatto notizia la preoccupante decisione dell’Università, di non finanziare coloro che vogliono compiere uno stage presso organizzazioni che non piacciono agli attivisti Lgbt. L’ateneo ha poi deciso di precisare che la regolamentazione andrà a castigare gli universitari che presteranno servizio presso associazioni che rifiutano l’assunzione di omosessuali e trans. In altre parole, lo studente, prima di svolgere gli incarichi lavorativi, è tenuto a preoccuparsi del grado di tolleranza che le organizzazioni in questione dimostrano nei confronti di gay, lesbiche e trans.
Un esempio lampante di imposizione ideologica…

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La nausea per un Mondo “corretto”

di Marcello Veneziani
Ma quando finirà la dittatura del politicamente corretto? Passano gli anni, cambiano i governi, insorgono i popoli. Ma da Hollywood a Sanremo, dalla tv ai premi letterari, dai fatti di cronaca alla storia adattata al presente, la dominazione prosegue incurante della vita, della verità e della realtà. Il copione si ripete, all’infinito.
Serpeggia da tempo la nausea verso quella cappa asfissiante, a volte la parodia prende il posto del canone. Lo deplorano in tanti, il politically correct, persino i suoi agenti, quelli che somministrano ogni giorno i suoi sacramenti; e questo è il segno che invecchia, scricchiola, si fossilizza. Ma alla fine, la dominazione resta e il vero mistero a questo punto è l’assenza di alternative: la rabbia c’è ma non ci sono mai opzioni diverse. Eppure basta cercarle…

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I fanatici dello “Ius Soli”

Fanatismo “liberal”, laicista e politicamente corretto

di Martino Mora
Non esiste soltanto il fanatismo islamico. Esiste anche un fanatismo “liberal”, laicista e politicamente corretto.  E’ il fanatismo del pensiero unico. Da noi ha contaminato tutti, ma il Partito Democratico (che già nel nome scelto e nel simbolo dell’asinello è emblema dell’americanismo più bovino, anzi asinino) ne è la massima espressione italica.
La legge sullo Ius Soli, come le unioni (in)civili, dimostra che il Pd non è un partito moderato, ma un partito estremista a fortissima componente ideologica. Un partito di fanatici dell’ideologia. E’ il Partito radicale di massa profetizzato da Augusto Del Noce.
Il Pd passa per un partito moderato, di centrosinistra, soltanto perché non è più comunista, e nemmeno socialdemocratico, ma “liberal”. Accetta il capitalismo e addirittura si è legato ai mostri della finanza mondiale. Sostiene l’atlantismo e le “guerre umanitarie” decise da Washington. Fa dell’Unione europea un riferimento irrinunciabile. È quindi parte integrante del Sistema, anzi in Italia è il Sistema…

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