Quando si estinsero gli italiani

di Marcello Veneziani
Gli italiani erano una popolazione subeuropea che si estinse per eccesso di furbizia e difetto di natalità.
Mangiarono per anni pane e volpe e restarono intossicati dai loro stessi veleni, il malaffare per i regnanti e il malanimo per i sudditi.
Non nascevano più opere né imprese, perché tanta era la cresta che finivano i budget prima di partire. E non nascevano più figli perché gli italiani si autosterilizzarono per amor di sé; praticavano il sesso figurato o col selfie, copulavano col tablet procreando microchip, si fecero trans o single, si accoppiavano con lo stesso sesso o abortivano appena per errore si profilava una creatura.
Sostituirono i figli coi cani e i gatti. Usarono il seme per farsi creme di bellezza e i feti per rigenerarsi la pelle. Dopo le labbra si siliconarono il cervello. Passarono dalla dolce vita alla dolce morte; ma col dolcificante, perché lo zucchero fa male. Al culto preferirono i paraculti, di cui erano maestri…

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La Guerra contro i Bambini

di Marcello Veneziani
Omofobia, xenofobia, islamofobia… E se l’emergenza dei nostri giorni fosse invece la puerofobia? Non sopportiamo più i bambini, li maltrattiamo, li usiamo e li abusiamo, calpestiamo i loro affetti primari, la loro natura e la loro indole infantile. Meglio i cani o i gatti che avere bambini tra i piedi. Siamo alla guerra civile contro l’infanzia.
La triste storia di Bibbiano dei bambini sottratti con la forza e la menzogna alle loro famiglie è la punta di un iceberg inquietante, ma anche l’emblema di una guerra ai bambini e alla famiglia naturale. Su altri piani, sono quotidiani i casi di violenze e sevizie, anche mortali, inflitte ai bambini nella più tenera età. Genitori solitamente tossici si accaniscono coi loro figli con crudeltà inumana, insofferenti alle loro minime turbolenze.
Nello stesso tempo emergono periodicamente siti pedofili, traffici di bambini e tentativi di adescarli su strada. Intanto perdura inattaccabile l’industria dell’aborto, la soppressione dei bambini indesiderati. E il racket delle adozioni, le battaglie contro la fertilità, la maternità e le famiglie naturali. Storie diverse, piani differenti, ma vanno tutte in una direzione: la guerra molecolare contro i bambini. È ormai a pieno regime l’Opera Nazionale contro la Maternità e l’Infanzia…

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La nausea per un Mondo “corretto”

di Marcello Veneziani
Ma quando finirà la dittatura del politicamente corretto? Passano gli anni, cambiano i governi, insorgono i popoli. Ma da Hollywood a Sanremo, dalla tv ai premi letterari, dai fatti di cronaca alla storia adattata al presente, la dominazione prosegue incurante della vita, della verità e della realtà. Il copione si ripete, all’infinito.
Serpeggia da tempo la nausea verso quella cappa asfissiante, a volte la parodia prende il posto del canone. Lo deplorano in tanti, il politically correct, persino i suoi agenti, quelli che somministrano ogni giorno i suoi sacramenti; e questo è il segno che invecchia, scricchiola, si fossilizza. Ma alla fine, la dominazione resta e il vero mistero a questo punto è l’assenza di alternative: la rabbia c’è ma non ci sono mai opzioni diverse. Eppure basta cercarle…

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Benvenuti su “Mamazon”, dove i figli si comprano (e non si fanno)

di Marcello Veneziani
Nel cuore dell’Europa, a due passi dall’Europarlamento, a Bruxelles, si svolge la fiera più bestiale e assurda che io conosca. Si vendono bambini…
Si vendono bambini per coppie omosessuali. La fiera si chiama inequivocabilmente “Men having baby”, è alla quarta edizione e si svolge in un hotel Hilton. I pupi virtuali sono in mostra, li puoi scegliere sul catalogo, li puoi ordinare tramite una specie di “Mamazon”.
Un tempo per indicare un cinico disposto a tutto, si diceva che si venderebbe la madre pur di conseguire il suo vantaggio. Quel cinico virtuale è stato superato da centinaia di cinici reali, che si venderebbero i figli insieme alla loro madre: c’è un’industria per il peggioramento della specie, che prostituisce uteri e vende i figli a coppie dello stesso sesso.
E questa sarebbe civiltà, e questa sarebbe l’unione europea, e questa sarebbe modernità?…

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Toscani, Benetton e i “Maletton”

di Marcello Veneziani
Fanno la morale e poi lucrano senza scrupoli. Sono il simbolo del capitalismo allo sfascio. E il fotografo è il loro profeta.
I Benetton non hanno prodotto solo maglioni e gestito autostrade, ma sono stati la prima fabbrica nostrana dell’ideologia global. Sono stati non solo sponsor ma anche precursori dell’alfabeto ideologico, simbolico e sentimentale della sinistra. Sono stati il ponte, è il caso di dirlo, tra gli interessi multinazionali del capitalismo global e dell’americanizzazione del pianeta, coi loro profitti e il loro marketing e i messaggi contro il razzismo, contro il sessismo, a favore della società senza frontiere, lgbt, trasgressiva e progressista.

Le loro campagne, affidate a Oliviero Toscani, hanno cercato di unire il lato choc, che…

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I dieci danni che ci lasciò il ’68

di Marcello Veneziani 
Mezzo secolo fa, l’arroganza del (presunto) contropotere generò la dittatura chiamata “politicamente corretto”.
Sono passati cinquant’anni dal ’68, ma gli effetti di quella nube tossica così mitizzata si vedono ancora. Li riassumo in dieci eredità che sono poi il referto del nostro oggi.
SFASCISTA. Per cominciare, il ’68 lasciò una formidabile carica distruttiva: l’ebbrezza di demolire o cupio dissolvi, il pensiero negativo, il desiderio di decostruire, il Gran Rifiuto. Basta, No, fuori, via, anti, rabbia, contro, furono le parole chiave, esclamative dell’epoca. Il potere destituente. Non a caso si chiamò Contestazione globale perché fu la globalizzazione destruens, l’affermazione di sé tramite la negazione del contesto, del sistema, delle istituzioni, dell’arte e della storia. Lo sfascismo diventò poi il nuovo collante sociale in forma di protesta, imprecazione, invettiva, e infine di antipolitica. Viviamo tra le macerie dello sfascismo…

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L’Imbecille globale è al potere

Pensiero unico

di Marcello Veneziani
Ogni mattina, pomeriggio e sera, ovunque tu sei e a qualunque fonte d’informazione ti colleghi – video, radio, giornali, web ma anche film, concerti, omelie, lezioni a scuola o all’università, discorsi istituzionali – c’è un Imbecille Globale che ripete sempre lo stesso discorso: “Abbattiamo i muri, niente più frontiere tra popoli, fedi, razze, sessi e omosessi, non più chiusure in nazioni, generi, famiglie, tradizioni ma aperti al mondo”.
Te lo dice come se stesse esprimendo un’acuta e insolita opinione personale, originale; finge di ribellarsi al conformismo della chiusura e al potere del fascismo (morto da 72 anni) mentre lui, che coraggioso, che spregiudicato, è aperto, non si conforma, ha la mente aperta, il cuore aperto, le braccia aperte, è cittadino del mondo. Sfida i potenti, lui, che forte…

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Il grigio Pensiero Unico che uccide la nostra civiltà

Globalizzazione e pensiero unico

di Marcello Veneziani
Siamo rimasti senza miti ed eroi. Per la prima volta nella storia, non abbiamo una vera Visione del Mondo.
Ogni civiltà è animata e sorretta da una visione del mondo che si esprime attraverso alcuni miti di fondazione. La “Weltanschauung” è una concezione della vita in relazione al cosmo e alle cose visibili e invisibili, concrete e spirituali.
Proviene dal senso religioso, attinge dall’arte e dal pensiero, si lega ai caratteri, i costumi e le tradizioni, si riconosce nella storia e si esprime in una piramide di miti. La visione del mondo funge da modello e da idea fondativa, riferimento comunitario e orientamento per la vita; è il punto di coesione di ogni civiltà, la sua koinè…

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