I “Misteri” del Covid, dieci Domande senza Risposta

di Marcello Veneziani
Con la bella stagione l’Italia sta finalmente ritrovando un po’ di vita, di libertà e di fiducia. Ma restano irrisolti molti dubbi sulla pandemia che ci trasciniamo da mesi e che rischiamo di ritrovarci in futuro.
Ci sono almeno dieci domande senza una risposta compiuta.
1. Come è nato e da dove è partito il Covid?
Si fa sempre più strada la tesi che il covid non sia un errore della natura ma un errore di laboratorio; e non è fugato il sospetto che non sia un errore involontario. Dalla pandemia che ha patito in anticipo sugli altri e fronteggiandola coi mezzi efficaci di un regime totalitario e militarizzato, la Cina esce rafforzata, leader mondiale non solo nel commercio. E resta un mistero che le varianti siano identificate per nazione – variante inglese, indiana, brasiliana – mentre il virus originario non sia definito cinese.
2. Oltre il racconto dei Media quali sono stati in realtà i Paesi più colpiti?

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Quando il Gregge è troppo numeroso, ci vuole il macellaio…

di Marco Martix
Spiegazione elementare per dormienti…
L’età della mortalità si è alzata di almeno 10 anni. Nel giro di pochi anni si è passati da una media di 72 ad una media di 82. Calcolando che si va in pensione a circa 65 anni e moltiplicando per l’altissimo numero di anziani, l’INPS deve pagare una media di 10 anni in più di pensioni.
Ora provate a fare un calcolo approssimativo di quanto costa in più ogni anziano allo stato. Aggiungiamo i soggetti deboli che hanno sempre percepito la pensione e non hanno mai prodotto. State capendo finalmente perché lo Stato ha tutto l’interesse a far morire gli anziani ed i meno fortunati? Capite perché è stato creato questo virus?…

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Covid: Cure domiciliari efficaci subito

Una recente sentenza del TAR del Lazio ha scatenato la reazione rabbiosa dei virologi alla moda, sempre pronti a negare le possibilità di semplici “cure” domiciliari per fronteggiare il Covid (…e certo, se no come sta in piedi il loro “castello di carte”?)
Dopo la ‘storica’ ordinanza del Consiglio di Stato che ha consentito ai medici di famiglia l’uso dell’idrossiclorochica – fino a quel momento bandita dall’AIFA – per la cura del Covid al manifestarsi dei primissimi sintoni, eccoci ad un’altra sentenza che porta maggior chiarezza nelle giungle normative, allestite prima dal governo Conte 2 e poi dall’esecutivo Draghi, per alimentare appositamente un caos totale e un profondo disorientamento tra i cittadini.
Una recente sentenza del TAR del Lazio ha infatti scatenato la reazione rabbiosa dei ‘guardiani della rivoluzione’, dei virologi alla moda sempre pronti a negare le possibilità di ‘cure’ per fronteggiare il Covid. Ha demolito l’incredibile tesi governativa secondo cui, per curare il Covid, bisogna limitarsi all’uso del paracetamolo (vedi Tachipirina) e restare “in vigile attesa”, per poi mandare il paziente in pronto soccorso e quindi imboccare l’infernale tunnel ospedaliero, tante volte tragicamente senza ritorno (e chissà come mai…)…

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Basta attesa senza Cure: il Piemonte sfida le Linee guida Covid!

di Andrea Zambrano
Il Piemonte è la prima regione a sconfessare le linee guida ministeriali sulle cure a domicilio covid che prevedono vigile attesa e paracetamolo.
Nel nuovo protocollo licenziato dal Cts regionale entrano l’obbligo del medico di visitare il paziente positivo e le cure tempestive per evitare il ricovero in ospedale. Sdoganata anche l’idrossiclorochina. L’assessore Icardi: “La gente deve essere curata a casa, il Governo deve farsene carico”.
Nel nuovo protocollo medico licenziato dal Cts della Regione Piemonte presentato in questi giorni, troviamo sancito il principio della cura immediata del paziente. Addio vigile attesa e telemedicina con la somministrazione di solo paracetamolo. La decisione dell’assessore Luigi Icardi è una dichiarazione di guerra alle linee guida ministeriali che dal 30 novembre scorso non sono state ancora aggiornate nonostante ormai anche i sassi abbiano capito che la strategia della osservazione e attesa e della Tachipirina ai primi sintomi sia non solo fallimentare, ma anche dannosa, dato che se i ricoveri aumentano, buona parte di responsabilità sono da attribuire a questa indicazione…

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TAR del Lazio boccia l’AIFA

di Giuliano C.
Potrei stare qui a raccontarvi che è da maggio che certe cose si sapevano, che abbiamo riportato più volte le dichiarazione del Medico-sindaco Riccardo Szumsky, che chi doveva sapere non poteva ignorare certe informazioni e che se lo faceva o era per incompetenza o per malafede, e tra le due, ancora oggi, non sappiamo cosa sia peggio.
Le implicazioni della sentenza del TAR del Lazio sono, al momento, di una portata potenzialmente devastante per tutto il sistema sia sanitario che politico. Di seguito potete leggere, scaricare soprattutto diffondere ai quattro venti la sentenza in oggetto dell’articolo perché ne sono pressoché convinto non ne sentirete parlare in TV, né sui giornali o sulle radio se non con brevi accenni o come notizia “veloce” sulla quale meglio non soffermarsi troppo a pensare, che i pensieri si sa… fanno male…

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