Regno Unito: il SSN offre interventi di cambio genere a bambini di 3 anni

Una divisione del National Health Service (NHS – servizio sanitario nazionale) del Regno Unito, offre ora servizi di transizione di genere a bambini di età compresa tra tre e quattro anni.
Il Gender Identity Development Service tratta i bambini con presunta “disforia di genere” su Internet, offrendo loro terapia, diagnosi e persino farmaci che alterano gli ormoni. Va da sé che diagnosticare un bambino di cinque anni come transgender è ridicolo. La decisione del SSN di adottare tali pratiche probabilmente porterà a problemi psicologici duraturi per migliaia di bambini.
Più di 2.500 bambini sono già stati indirizzati alla divisione servizi transgender del programma sanitario nazionale. Medici “professionisti” stanno diagnosticando i bambini con disforia di genere su Skype e altri servizi software di teleconferenza…

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Perchè la Svezia si sta suicidando?

di Robert Bridge
Fermamente convinto di essere il rappresentante della “superpotenza morale” del mondo, il popolo svedese continua i suoi pericolosi flirt con tutti i possibili nuovi esperimenti culturali e sociali. Questa politica è veramente “progressista” o è la strada per la rovina nazionale?
In Svezia, tutto sembra possibile, tranne il dissenso: dissenso dall’onnipresente messaggio sociale che dice ai suoi cittadini che devono essere tolleranti verso ogni nuova moda culturale, dal farsi impiantare un microchip sotto la pelle, al permettere che i bambini di quattro anni vengano indottrinati alla scuola materna, con le ultime teorie sul transgenderismo.
Migliaia di svedesi si sono già fatti inserire un minuscolo microchip sotto la pelle, di solito nella mano sinistra, che offre il “vantaggio” di non dover più armeggiare nelle tasche o nella borsetta per carte di credito, documenti di identità e chiavi. Molte delle informazioni personali sono memorizzate sul chip, che ha le dimensioni di un chicco di riso.
Sorprendentemente, nonostante la possibilità per il governo, per le multinazionali o per altri pericolosi soggetti di hackerare questi dispositivi, questa eventualità non sembra essere presente nella mentalità svedese. “Gli Svedesi sono diventati molto favorevoli all’utilizzo dei microchip e non c’è praticamente dibattito sulle problematiche relative al suo utilizzo, in un paese appassionato alle nuove tecnologie e dove la condivisione delle informazioni personali, è considerata il simbolo di una società trasparente”, osserva AFP…

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Microchip e altri esperimenti sociali… ecco cosa sta succedendo in Svezia

di Roberto Bridge
In Svezia è boom di esperimenti sociali: tra Microchip e Transgender, la Svezia è sulla via rapida per il suicidio nazionale.
Fiduciosi della convinzione di essere rappresentanti della “superpotenza morale” del mondo, gli svedesi continuano il loro pericoloso flirt con ogni nuovo esperimento culturale possibile. Questa politica è davvero ‘progressista’, oppure è la strada per la rovina nazionale?
In Svezia tutto sembra possibile tranne che esercitare il dissenso; dissenso verso l’onnipresente messaggio sociale che dice ai suoi cittadini di essere tolleranti verso ogni nuova moda culturale.
Si va dall’impiantare microchip sotto la pelle per permettere ai bambini di quattro anni di essere indottrinati in età prescolare, al nuovo concetto di transgenderismo.
Migliaia di svedesi sono già stati sottoposti all’impianto di piccoli microchip, tipicamente inseriti nella mano sinistra, che permetteranno loro la “comodità” di non portarsi più dietro le loro carte di credito, d’identità e le chiavi…

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La moderna “Inquisizione svedese”

Due pericolosi sovversivi

Quella che segue è la descrizione di una vicenda assurda, che solo pochi anni fa avremmo ritenuto impossibile potesse accadere in Europa. Eppure… Ancora una volta si parla della Svezia, di questo straordinario laboratorio a cielo aperto di ingegneria sociale, sempre più strisciante verso il totalitarismo. Quella forma particolarmente subdola che si esprime nel “politicamente corretto”.

Ce la racconta oggi sul suo blog “The Truth Barrier” Celia Farber, giornalista svedese-americana. Riassumo brevemente la storia, che avrebbe sicuramente entusiasmato Franz Kafka, e quindi vi propongo la traduzione in italiano dell’articolo, perché offre una visione straordinariamente vivida della catastrofe socialdemocratica, attraverso gli occhi e il racconto di due suoi diretti

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