“Microchip sottocutaneo umano”: vorranno renderlo obbligatorio per tutti!

di Gaglione Danilo
Le tecnologie progettate specificamente per monitorare gli esseri umani sono in sviluppo da almeno due decenni. Tra queste il microchip sottocutaneo umano.
Secondo ricerche condotte su microchip umani integrati, è solo questione di tempo prima che questi sistemi raggiungano un’accettazione diffusa. In alcuni Paesi, molti già portano impiantato un microchip RFID sotto pelle, e stanno inviando un numero di 15 cifre che li identifica. Quel numero può essere letto da quello che viene chiamato uno “scanner” conforme ISO. E sono ovunque anche questi, persino nei cellulari tramite la fotocamera digitale.
La tua reazione iniziale a questa idea potrebbe essere di incredulità. In nessun modo la società accetterebbe un simile dispositivo. Perché qualcuno dovrebbe voler impiantare questo microchip sottocutaneo nel suo corpo?…

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Mamma incontra la figlia morta… mostruosità della Realtà virtuale

di Paolo Vites
Grazie alla tecnologia, con un apposito visore è possibile rivedere le persone morte: il “mostro” della realtà virtuale.
Mostruoso. Difficile trovare espressioni più adeguate per definire quello che la scienza è ormai in grado di fare. Realtà virtuale è già un ossimoro, un controsenso: se è realtà, non può essere virtuale, ma deve essere “reale”, cioè in grado di rendersi concreta, toccabile, sensibile, odorosa, udibile. Se non fa queste cose, o almeno alcune di queste, allora non è realtà, è finzione.
Da tempo con apposita strumentazione è stato reso possibile vedere una “realtà” alterata, tramite appositi occhiali, ad esempio, uscire dal mondo concreto in cui ci troviamo per provare la sensazione di star camminando tra due grattacieli altissimi. Ma sono appunto solo sensazioni. Fino a quando ci si limita a questi effetti, degni di un gioco, ok, ci si può anche stare. Diventa invece mostruoso quando si vuole rendere reale ciò che non potrà mai esserlo, ad esempio, incontrare una figlia morta…

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