Il registro elettronico dei docenti: il dominio del “tecnonichilismo” educativo

di Chiara Pepe
Riceviamo e volentieri pubblichiamo il commento di un’insegnante all’introduzione del registro elettronico nella scuola pubblica italiana.
Tra le tante innovazioni che si sono succedute vorticosamente negli ultimi anni in tema di istruzione, vi è la cosiddetta “dematerializzazione” delle procedure amministrative in materia di istruzione e ricerca e dei rapporti con la comunità dei docenti, degli studenti e delle famiglie: è stato introdotto un dispositivo digitale che sostituisce o affianca il tradizionale giornale cartaceo redatto dall’insegnante.
Nell’attuale ottica del pensiero unico economicistico che il trionfante neoliberismo impone e che sta destrutturando e stritolando la scuola pubblica nelle sue maglie sempre più strette, la diffidenza di alcuni lavoratori della scuola nei confronti di tali “rivoluzioni tecnologiche e tecnocratiche” è più che legittima, perché il problema che si pone non è certo soltanto legato all’introiezione di procedure informatiche e di abilità esecutive, ma è soprattutto squisitamente di natura pedagogica e sociale…

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La “buonascuola” e la “neolingua di Orwell”

War is Peace, Freedom is Slavery, Ignorance is Strength

Siamo ormai in una situazione a tutti gli effetti “orwelliana”.

I bombardamenti sono detti “missioni di pace”, le distruzioni dei diritti sono pudicamente chiamate “riforme”, la dittatura dei mercati è ipocritamente salutata come “democrazia”, il dominio delle banche e la violenza economica sono definite “Unione Europea”… e, dulcis in fundo, la devastazione della cultura e della scuola è detta “la buona scuola”. Non vi sarebbe altro da aggiungere. Né, in verità, vi sarebbe da stupirsi.

La recente “riforma” (sit venia verbo) della scuola è, infatti, del…

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