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Domande al Presidente Mattarella Dopo il Discorso di Fine 2023

di Weltanschauung Italia
A seguito della consueta emorragia retorica di fine anno…
Vorremmo chiedere al nostro beneamato Presidente:
1. Come si coniuga, ad esempio, l’elogio e l’appello alla pace con l’invio di armi a nazioni belligeranti, l’assenza di sanzioni a nazioni che fanno stragi di civili, l’astensione dal voto per risoluzioni ONU in vista del cessate il fuoco? In pratica con il finanziamento e l’incoraggiamento alla guerra?
2. Come si sposano le denunce delle condizioni disastrose della sanità e della mancanza di lavoro dignitoso e sicuro, con decenni di scelte politiche volte allo smantellamento dello stato sociale e improntate alla promozione del più cinico liberismo economico?…

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Una Repubblica fondata sull’Ideologia

di Stefano Fontana
Vista attraverso lo spettro realistico della Dottrina sociale della Chiesa, la Repubblica italiana che si festeggia oggi ha tutto l’aspetto di una ideologia più che di una realtà.
Per questo, nonostante le Frecce Tricolori che rombano nei cieli e la vacanza che permette a molti di andare al mare, la nostra Repubblica è cosa fragile, tolta la retorica politica. Prenderne coscienza può essere un buon servizio agli italiani.
I tratti della sua stessa origine si confondono nell’incertezza. La storiografia ha taciuto su molte cose, ci è stato raccontato un copione confezionato, sono stati creati molti miti utili politicamente: dal “fascismo male assoluto” fino alla democraticità del comunismo, e la Resistenza è stata un fenomeno sfaccettato, glorioso e inglorioso insieme. La scuola di Stato è ancora il principale veicolo di queste interpretazioni, comprese le loro versioni più aggiornate. Perfino il Ddl Zan pretende di rappresentare lo spirito della Resistenza, l’ANPI lo appoggia e chi la pensa diversamente sulla naturalità del genere maschile e femminile è ancora chiamato “fascista”…

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Le “Grandi Intese” non portano bene!

di Marco Bertoncini
La sintesi del programma annunciata da Giuseppe Conte non brilla per novità… anzi è un trionfo dell’ovvio: l’auspicio per “un Paese con una giustizia più equa ed efficiente dove le tasse le paghino tutti, ma proprio tutti, ma le paghino meno”.
Nell’insieme, un cumulo di retorica, di auguri (un po’ sullo stile dei vani appelli pontifìci), di genericità. In più, un palese falso: il governo non sarebbe “contro”. Invece il nuovo esecutivo nasce proprio con uno scopo, espresso da democratici di ogni corrente e pentastellati di ogni orientamento, più la stampa antisalviniana: eliminare Matteo Salvini. È sufficiente vedere la gioia del Foglio, che digerisce tutto e tutti, da Nicola Zingaretti a Luigi Di Maio, purché sparisca politicamente, non potendo fisicamente, il “Capitano”…

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