Il Salto Tecnologico e il Neo-Feudalesimo…

di Sergio Giraldo

Dal punto di vista economico, oggi sono in atto due tendenze principali: il Salto tecnologico e il Neo-feudalesimo.

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La prima e più notevole tendenza è quella del salto tecnologico indotto dalle politiche “Green”, che nasce storicamente dal fatto che il modello di sviluppo della seconda metà del novecento è giunto al termine. Esso era basato su sviluppo edilizio, infrastrutture (in gran parte finanziate dagli Stati) e automobile a combustibile fossile. Dunque, acciaio, cemento, mattoni, motori, petrolio. Un intero sistema complesso e intrecciato che si è sviluppato per sessant’anni e più.

Nei paesi avanzati tutto ciò, però, non regge più: le infrastrutture grosso modo ormai ci sono, più di tanto non si possono costruire nuove case e ormai abbiamo due automobili per famiglia. Il mercato è più che saturo e la crescita asfittica. Dunque, è necessario un salto tecnologico per creare mercati nuovi. Quella del salto tecnologico è un’ottima maniera di creare mercati in cui anche nuovi soggetti possono affacciarsi, vedi la telefonia cellulare a metà anni ’90, e allo stesso tempo per eliminare concorrenti incumbent molto ingombranti.

Il salto tecnologico può essere spontaneo, nel senso che esiste una domanda inevasa che l’offerta a un certo punto inizia a coprire, o può essere indotto, o meglio imposto. Nel caso del Green Deal, il salto tecnologico sarà imposto dagli accordi internazionali. Che l’influenza delle attività umane sul cambiamento climatico sia reale o meno poco importa, ai fini del business. Importante è che il salto tecnologico abbia luogo. Dagli incentivi per soluzioni “Green” largamente intese, infatti, si sta passando gradualmente ai divieti di fare o utilizzare prodotti non-Green. Dunque, divieto di Diesel significa comprare un’auto elettrica, per cui presto o tardi tutti dovremo cambiare auto. Un mercato gigantesco: in Europa ci sono 270 milioni di auto circolanti. Tutte da rottamare.

Efficienza energetica e “edilizia green”: oggi abbiamo il bonus 110% come incentivo, domani arriveranno gli obblighi, come quello di cambiare le caldaie condominiali. Nuove infrastrutture? Ecco le centrali grandi e piccole di produzione di energia rinnovabile e di idrogeno, altro elemento importantissimo dello shift tecnologico, con necessità di massicci investimenti sulle reti “intelligenti” per il dispacciamento dell’energia. In questo il 5G si inquadra perfettamente per le applicazioni della tecnologia, soprattutto pensando all’IoT (Internet of things – internet delle cose). Questo immenso cambio tecnologico è dunque necessario perché il sistema produttivo del ‘900 è finito e il grande capitale necessita di nuovi rendimenti.

La seconda tendenza importante è legata invece al rapporto tra la proprietà di un bene e il suo utilizzo. Ricalcando lo schema antico feudale, si va verso un sistema in cui le persone non possiederanno ciò che usano, sul modello Spotify, o Netflix, o monopattino elettrico in sharing. Non si compra più il film su DVD (dove sono finiti i DVD? In via di estinzione, sembra), cioè non si è più proprietari di un oggetto hard con un contenuto soft, ma ci si abbona continuativamente a una piattaforma, dalla quale si usufruisce del contenuto. Cessato l’abbonamento, non si ha nulla…

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Estendendo questo modello, il grande capitale sarà proprietario degli asset, che il consumatore utilizzerà pagandoli in base all’uso. Questo modello si può applicare a quasi tutto: dalle auto ai cellulari, alle case… un giorno, chissà, persino ai vestiti. Una sorta di leasing eterno. La proprietà da parte dei singoli, in questo modello, è scoraggiata, a vantaggio di chi invece diventa un super-proprietario che incassa una quota costante (tendenzialmente anzi in crescita) di reddito di milioni di “clienti”. La competizione sarà tra “piattaforme” per occupare una quota sempre maggiore del portafoglio di spesa dei clienti.

Questo apre diverse prospettive da discutere riguardo alle disparità di reddito. In parte, questo modello si inserisce nell’alveo del pensiero della “decrescita felice”, dove il possesso di beni prodotti, catalogati come “superflui” è altamente stigmatizzato.

Di doman non c’è certezza…

Articolo di Sergio Giraldo

Fonte: https://appelloalpopolo.it/?p=61496

VACCINI: VERITà, BUGIE E CONTROVERSIE
II edizione
di Peter C. Gotzsche

Vaccini: Verità, Bugie e Controversie

II edizione

di Peter C. Gotzsche

Questo libro è un aiuto a orientarsi nella sconcertante e spesso contraddittoria massa di informazioni sui vaccini. Le informazioni non sostituiscono i consulti medici, ma potrebbero darvi la possibilità di partecipare a discussioni significative e informate.

Alcuni vaccini sono così importanti che tutti dovremmo farli, mentre altri non dovrebbero essere utilizzati se non in circostanze particolari. Alcuni sono così controversi che molti medici, anche se ufficialmente raccomandati, non li somministrano nemmeno a se stessi, come per esempio i vaccini antinfluenzali.

Dobbiamo valutare attentamente ogni vaccino, uno per uno, valutando il rapporto tra rischi e benefici, proprio come facciamo per altri farmaci, e quindi farci un’opinione su quando pensiamo che il vaccino valga la pena di essere somministrato o raccomandato ad altre persone.

Le questioni chiave sono queste: qual è il rischio di infettarsi e qual è il rischio di subire gravi danni o di morire a causa dell’infezione? Qual è la possibilità di evitare un’infezione vaccinandosi e qual è invece il rischio di subire gravi danni o di morire a causa della vaccinazione?

Come per altre misure di prevenzione, può essere difficile fornire indicazioni basate su prove di efficacia sulle vaccinazioni e che siano universalmente applicabili, poiché la prevalenza della malattia è importante per il processo decisionale.

Tutti i farmaci hanno degli effetti collaterali, e se il rischio di contrarre un’infezione è molto basso, potrebbe non essere consigliabile correre il rischio di essere seriamente danneggiati da un vaccino anche se la percentuale di rischio è comunque molto ridotta. In altri casi, i benefici di un vaccino sono così evidenti comparati agli effetti collaterali che sono pochissime le persone che non dovrebbero essere vaccinate, ad esempio se soffrono di una grave immunodeficienza e viene utilizzato un vaccino vivo attenuato o se sono allergici ad alcuni dei suoi componenti.

Questi concetti sono molto semplici e non suscettibili di controversia, ma uno dei motivi per cui la questione dei vaccini confonde le persone è che è diventata un’arena dove combattono ideologie e interessi economici spesso non rivelati.

Con alcune osservazioni sulla pandemia di coronavirus del 2019.

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