#andràtuttobene: prove generali di Falsa Libertà

di Lorenzo Maria Pacini

Non so se vi siete accorti che, a suon di decreti e provvedimenti, il Governo italiano sta privando i cittadini di un numero sempre maggiore di libertà. Tutto questo viene operato in nome della sicurezza, della sanità pubblica, di un fantomatico bene comune.

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E se invece si stesse trattando di prove generale di violazione e negazione della libertà, in nome, appunto, di una presunta sicurezza che tanto viene bramata dalla massa? Se stessero testando fino a che punto siamo disposti a lasciarci privare dei nostri diritti, in virtù di alcune presunte garanzie per il nostro vivere?

Queste domande sorgono lecitamente dal momento in cui il Governo ha prima limitato gli spostamenti liberi – guardandosi bene dall’assumersi la responsabilità dei lavoratori facenti parte di quelle classi per le quali non è stato applicato nessun rispetto e riserbo per la loro salute e che sono costretti ad andare a lavorare come se niente fosse – poi ha imposto sanzioni e creato una sorta di legge marziale, per finire a controllare i nostri spostamenti tramite i supporti digitali che abbiamo praticamente sempre con noi, come gli smartphone, i tablet, i computer.

Libri e varie...

Dall’altro lato, persiste l’angoscia di quei cittadini che avendo dovuto lasciare il loro lavoro di liberi professionisti, si trovano villanamente minacciati di dover pagare le tasse posticipatamente, quasi il Governo gli stesse facendo un favore, un atto di pietà, quando invece la maggior parte di essi sono costretti già da giorni a guardare bene quanti spiccioli sono rimasti nel portafoglio. Un’angoscia che crea paura, amplifica la sofferenza, inasprisce il nervosismo evidente dappertutto. E, si sa, una mente distratta e presa da mille pensieri negativi, è più facile da controllare, rispetto ad una serena, lucida e disposta alla riflessione.

Ecco che, con la scusa della necessità di uno spirito unitario sotto la bandiera nazionale, è diventato un tabù criticare il Governo di persone – non elette democraticamente – che ci ritroviamo, il quale già si gode il merito che gli verrà attribuito al termine dell’emergenza sanitaria, mentre prosegue la sua opera di distruzione della sovranità nazionale (sancita all’art. 1 della Costituzione) e dell’economia italiana.

Un governo liberista che governa non il mercato ma per il mercato, non per la comunità ma contro la comunità, non per il bene comune vero, ma per interessi oligarchici di entità transnazionali mosse dalle peggiori etiche del profitto e della violenza. L’impiego dello stato di emergenza con fini politici è palese, a chi è capace di leggere le dinamiche geopolitiche, ma il problema è che la massa dei cittadini preferisce bersi lo sciroppo dell’indottrinamento che i mezzi di comunicazione di massa stanno propinando da settimane, finendo così nel drammatico giro del virus della infodemia, l’epidemia delle informazioni, come è facile riscontrare navigando nei social network, presi d’assalto in questo tempo di noia imposta.

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Se certamente talune misure precauzionali sotto il profilo sanitario sono doverose ed elogiabili, anche se giunte troppo tardi e incomplete (ad esempio, abbiamo ancora i porti spalancati e le frontiere aperte), sono da condannare duramente le violazioni silenziose che questo Governo sta compiendo verso i diritti fondamentali della persona, verso la libertà, verso la Costituzione stessa che tanto odia e calpesta.

Il 17 marzo, festa del tricolore, anniversario della “unità” d’Italia, avrebbe dovuto essere una data nella quale il popolo riscattava la propria sovranità e sbatteva alla gogna la classe criminale che dirige il Paese; invece, le bandiere sono state appese solo per proseguire gli ormai ridicoli eventi quotidiani delle ore 18:00, bieca autoconsolazione di una massa inerme affetta dalla “sindrome di Stoccolma”, che ama farsi torturare fino all’inverosimile, sottomettendosi con compunta obbedienza alle autorità illegittime e mefistofeliche.

Come pecore incapaci di fare scelte libere e di ribellarsi al male, restiamo a casa… ci dicono che “tutto andrà bene. Adesso è così, ci “accontentiamo” di non poter uscire di casa, di dover comunque pagare le ingenti tasse e di stare sotto i dettami della psicopolizia; poi creeranno le condizioni per cui o si farà come dicono loro, o saremo fatti fuori, esclusi, ostracizzarti; poi faranno sorgere su un trono qualcuno che, come falso messia, sarà acclamato quale salvatore delle nostre vite materiali, dandogli onore e culto pur di avere un pezzo di pane ed un tetto sopra la testa.

Ma tranquilli, #andràtuttobene.

Articolo di Lorenzo Maria Pacini

Fonte: http://www.ilpensieroforte.it/italia/3234-andratuttobene-prove-generali-di-falsa-liberta

Libri e varie...
LA DITTATURA DEI BANCHIERI
L'economia usuraia, l'eclissi della democrazia, la ribellione populista
di Emidio Novi

La Dittatura dei Banchieri

L'economia usuraia, l'eclissi della democrazia, la ribellione populista

di Emidio Novi

La turbofinanza è la negazione dell'economia reale, del lavoro produttivo, della stessa democrazia. E un mercato universale che abbatte tutti i confini, che con la globalizzazione vuol rendere tutti gli uomini uguali nella povertà, nella perdita della libertà e della loro identità e storia. Alla fin fine, questo mercato non realizza proprio il modello della società sovietizzata, burocratizzata, priva di sogni e di speranza?

E cosa resta di veramente antagonista al mercato universale se non i popoli, la loro identità, la loro religione e le tradizioni e le comunità solidali?

Un pugno di oligarchi esercita un dominio irrazionale, illimitato, prevaricatore, odioso: è la dittatura dei banchieri. In Grecia e in Italia stanno sperimentando governi tecnici con sistemi di coercizione e manipolazione senza precedenti.

E una fase di eclissi della democrazia, di perdita della sovranità nazionale, monetaria e popolare. E un momento di difficile comprensione. In cui però si ripresentano i rischi di un precedente disegno totalitario, quello comunista. Il comunismo, come capitalismo di Stato, alla fine del suo percorso storico conosce lo stesso destino di dominio tecnocratico e burocratico del capitalismo finanziario. Il collettivismo radicale comunista e le privatizzazioni radicali del capitalismo finanziario portano al medesimo epilogo di povertà diffusa, di standardizzazione e di infelicità egualitaria.

L'unica risposta antagonista alla dittatura dei banchieri è il populismo.

"La globalizzazione ha prodotto un mostro, il turbocapitalismo finanziario e corsaro. Questo turbocapitalismo sta creando un anomalo sistema comunista, che vede i popoli impoveriti, ingrigiti, rassegnati, dominati da burocrazie tecnocratiche e bancocentriche, da una nomenclatura senza anima e senza cuore, che amministra il governo e governa per conto di un politburo invisibile. Ma il muro di menzogne, di iniquità e di neoschiavitù imposto ai popoli prima o poi crollerà".

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