Gaza: la Morte Arriva dal Cielo e dal Profondo della Terra

di Davide Malacaria
“Da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco lo scorso ottobre, 282 bambini e ragazzi sotto i 18 anni sono stati uccisi, una media di un bambino al giorno”. Così Ilana Hammerman su Haaretz.
Una parte rilevante dei 1.191 palestinesi uccisi in questo lasso di tempo, nel quale si sono registrati anche 3.853 feriti. Solo un aspetto del genocidio in corso, dove molti di più muoiono di stenti e malattie a causa delle condizioni in cui sono costretti i sopravvissuti, ristretti nel 30% del territorio originale della Striscia.
Per chi segue quanto si consuma a Gaza si tratta di cose note. Più interessante, nell’articolo della Hammerman, le citazioni. La prima è quella di Plestia Alaqad, ventiduenne di Gaza, che il 18 ottobre 2023, solo tre settimane dall’inizio della guerra, scriveva sul suo diario:
“Oggi la ‘guerra’ è finita. Questa non è più un’aggressione; è un genocidio. Non c’è altra parola che possa descrivere la portata della violenza che vedo davanti ai miei occhi”…

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Adesso è Nero su Bianco…

Il report Onu: “Infanzia cancellata. Israele ha preso di mira i bambini di Gaza, un genocidio”. L’ira dello Stato ebraico: “Una farsa calunniosa”.
Una nuova linea rossa per i diritti umani è stata calpestata nel vortice di morte in cui Gaza affoga da quasi tre anni. L’Idf “sta prendendo deliberatamente di mira e uccidendo i bambini palestinesi nella Striscia, cancellando la loro infanzia” al punto da compromettere “la stessa capacità di esistere e di determinare il proprio futuro”. A certificarlo è la Commissione indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite, secondo cui lo Stato ebraico “ha continuato a commettere un genocidio a Gaza”, approfittando del fragile cessate il fuoco in vigore dal 10 ottobre 2025.
Immediata la replica del ministero degli Esteri israeliano…

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Il “Giorno della Marmotta”

di Massimo Mazzucco
Se avete una strana sensazione di deja-vu, non è il vostro cervello che vi fa dei brutti scherzi: stiamo veramente entrando nel “giorno della marmotta” (*).
Cambiano gli elementi sul tavolo, ma il copione rimane lo stesso. Israele CREA un problema, coinvolge gli Stati Uniti nel tentativo di risolverlo, scatena il putiferio in Medio Oriente, e poi di fronte ai disastri che ha generato è obbligato a fermarsi, e cercare di rimettere le cose a posto. Di fronte alla pressione mondiale Israele accetta, ma solo temporaneamente, finchè non riesce a trovare una scusa per ricominciare.
Il problema si chiama sionismo. Ovvero la convinzione che una certa zona della terra debba essere assegnata agli ebrei per diritto divino, e che quindi ogni mezzo sia lecito per arrivare a ottenere questo risultato…

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Presentata Proposta di Legge per Vietare le Importazioni dalle Colonie Israeliane

di Stefano Baudino
Vietare in Italia l’importazione e la promozione di beni e servizi provenienti dagli insediamenti israeliani nel Territorio palestinese occupato, mettendo un argine a quella che viene descritta come una violazione sistematica del diritto internazionale, con effetti devastanti per l’economia e la popolazione palestinese.
È questo l’obiettivo della nuova proposta di legge depositata in Parlamento e sostenuta dai leader di M5S, PD e AVS, nata grazie all’impegno di una coalizione di 20 organizzazioni della società civile. Nello specifico, la proposta prevede che il ministero degli Esteri, insieme all’Agenzia delle Dogane, definisca criteri e controlli per individuare i prodotti provenienti dagli insediamenti. Secondo il dettato della norma, sarà inoltre compito degli esportatori israeliani dimostrare che le merci non arrivano dai Territori occupati, con possibilità di sequestro e confisca in caso di false dichiarazioni…

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Israele e l’Implosione da Guerra Permanente

di Lucio Caracciolo
Israele ha intrapreso un percorso di autodistruzione.
A muoverlo è il bisogno di sicurezza inteso come costante allargamento del proprio territorio. Imperativo esaltato dagli estremisti religiosi quale adempimento del mandato divino, che vorrebbe il popolo eletto titolare dello spazio tra Nilo ed Eufrate (Genesi, 15; 18-21).
Dio non essendo cartografo lascia agli ultrasionisti religiosi qualche libertà di interpretazione circa la forma della Terra di Israele. Certo non un sogno da realizzare nel tempo visibile, almeno per i sionisti che curano il senso del limite. Diversi però, non solo ebrei — per esempio l’ambasciatore americano a Gerusalemme, Mike Huckabee — ne fanno l’ideale di riferimento…

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Epstein e il “Bacon Kosher”: Riflessioni sull’Ideologia e la Religione nel Sionismo

di Lucas Leiroz
Israele è una parodia della fede ebraica, proprio come il “bacon kosher” di Epstein è una parodia delle leggi alimentari.
Tra le rivelazioni sconcertanti contenute nei documenti su Epstein recentemente resi pubblici, una in particolare spicca per le sue profonde implicazioni ideologiche e religiose: la notizia che Epstein intendeva finanziare un progetto di bioingegneria volto a creare “carne di maiale kosher”. (Il termine ebraico Kosher (o Kasher) significa “adatto”, “conforme” o “lecito”. Si riferisce a cibi e prodotti preparati nel rispetto delle rigide regole alimentari religiose ebraiche. La carne di maiale è proibita.)
Il caso, forse involontariamente, mette in luce alcuni errori analitici comuni nel modo in cui viene solitamente inquadrata la distinzione tra sionismo ed ebraismo. È corretto affermare che il sionismo non è ebraismo…

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Cadaveri e Macerie in Mare per Cancellare l’Orrore: Benvenuti nella Nuova Gaza Turistica

di Nello Scavo
Il piano visionato da “Avvenire” prevede di inabissare i detriti per ottenere un nuovo litorale (il doppio di Rimini). Tra le rovine anche armi e corpi. E fondi per allontanare 400mila gazawi.
Nelle immagini alcune delle illustrazioni contenute nel progetto “Great” che scommette sul trasferimento di quasi un quarto dei residenti e la realizzazione di edifici residenziali e alberghieri di lusso da offrire agli stranieri a Gaza.
Il quartiere che si affacciava sul mare si è accasciato sulla bassa scogliera. Era la vista migliore di Gaza. Tra la battigia e le rovine non saranno neanche dieci metri. Verde smeraldo da una parte, polvere grigia dall’altra. “Possiamo spingerle in acqua e avremo risolto due problemi: sgomberare le macerie, ampliare la superficie”. Il tecnico che nei giorni scorsi ci mostrava la bozza del piano Trump per Gaza metteva in guardia: “Non parleranno pubblicamente di inabissare i detriti, ma è quello che faranno”. È il modo più rapido ed economico per mettere a posto le cose. Come quando bisogna ripulire la scena di un delitto…

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La Controversa Collaborazione tra Italia e Israele: un Dilemma Morale e Giuridico

Nell’ambito dell’ordinanza che ha portato all’arresto di sette persone accusate di aver finanziato Hamas attraverso raccolte fondi in Italia, emergono numerosi dettagli relativi all’operato delle autorità israeliane e al loro peso nelle indagini condotte dalla magistratura italiana.
In particolare, un elemento centrale del processo investigativo è rappresentato dai documenti inviati da Israele agli inquirenti italiani, che sono stati utilizzati come prova cruciale per l’impianto accusatorio.
Secondo quanto riportato nell’ordinanza di custodia cautelare, questi documenti sono stati organizzati e catalogati in modo sistematico. Ogni documento proveniente da Israele è identificato dalla sigla “AVI” seguita da un codice alfanumerico univoco, che consente di risalire con precisione alla sua provenienza e al contenuto. In tutto, nelle 308 pagine dell’ordinanza si trovano ben 117 codici AVI, citati 236 volte, testimonianza dell’importanza di tali prove nel ricostruire le dinamiche dell’organizzazione…

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Gaza: Come si Pianifica un Genocidio

di Jonathan Cook (a cura di Davide Malacaria)
“La più efficace manipolazione che Israele ha messo in atto negli ultimi due anni è stata quella di imporre dei parametri del tutto infondati al ‘dibattito’ che si è svolto in Occidente riguardo la credibilità del bilancio delle vittime di Gaza, che ora ufficialmente ammonta a poco più di 70.000”.
“Non è solo che siamo rimasti impantanati in controversie senza fine sull’affidabilità delle autorità sanitarie di Gaza o su quanti di quei morti siano combattenti di Hamas (nonostante le campagne di disinformazione israeliane, l’esercito israeliano stesso ritiene che oltre l’80% dei morti siano civili); o che questi ‘dibattiti’ ignorino sempre il fatto che, fin dall’inizio, Israele ha distrutto la capacità di Gaza di contare i propri morti, distruggendo gli uffici governativi e gli ospedali dell’enclave, da cui discende che la cifra di 70.000 morti è probabilmente una drastica sottostima…

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Autoassoluzione: la Nuova Regola di Israele

di Massimo Mazzucco
Due belle notizie da Israele, una più edificante dell’altra…
La prima è che Netanyahu ha chiesto al presidente Herzog il perdono per i reati di cui è accusato in tre processi differenti (corruzione, frode e abuso di fiducia). Lo ha fatto, naturalmente, senza ammettere la propria colpevolezza. Netanyahu ha detto: “Nonostante il mio interesse personale nel portare a termine il processo e dimostrare pienamente la mia innocenza, credo che l’interesse pubblico imponga diversamente”.
Praticamente: dopo aver fatto rimandare i suoi processi con mille scuse infinite, lui rinuncia a provare la propria innocenza, e chiede il perdono (per qualcosa che ovviamente non ha fatto), nell’interesse di tutta la popolazione. Che tenero, è quasi commovente nel suo generoso altruismo. Quando si dice avere il senso della nazione…

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