La Controversa Collaborazione tra Italia e Israele: un Dilemma Morale e Giuridico

Nell’ambito dell’ordinanza che ha portato all’arresto di sette persone accusate di aver finanziato Hamas attraverso raccolte fondi in Italia, emergono numerosi dettagli relativi all’operato delle autorità israeliane e al loro peso nelle indagini condotte dalla magistratura italiana.
In particolare, un elemento centrale del processo investigativo è rappresentato dai documenti inviati da Israele agli inquirenti italiani, che sono stati utilizzati come prova cruciale per l’impianto accusatorio.
Secondo quanto riportato nell’ordinanza di custodia cautelare, questi documenti sono stati organizzati e catalogati in modo sistematico. Ogni documento proveniente da Israele è identificato dalla sigla “AVI” seguita da un codice alfanumerico univoco, che consente di risalire con precisione alla sua provenienza e al contenuto. In tutto, nelle 308 pagine dell’ordinanza si trovano ben 117 codici AVI, citati 236 volte, testimonianza dell’importanza di tali prove nel ricostruire le dinamiche dell’organizzazione…

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Gaza: Come si Pianifica un Genocidio

di Jonathan Cook (a cura di Davide Malacaria)
“La più efficace manipolazione che Israele ha messo in atto negli ultimi due anni è stata quella di imporre dei parametri del tutto infondati al ‘dibattito’ che si è svolto in Occidente riguardo la credibilità del bilancio delle vittime di Gaza, che ora ufficialmente ammonta a poco più di 70.000”.
“Non è solo che siamo rimasti impantanati in controversie senza fine sull’affidabilità delle autorità sanitarie di Gaza o su quanti di quei morti siano combattenti di Hamas (nonostante le campagne di disinformazione israeliane, l’esercito israeliano stesso ritiene che oltre l’80% dei morti siano civili); o che questi ‘dibattiti’ ignorino sempre il fatto che, fin dall’inizio, Israele ha distrutto la capacità di Gaza di contare i propri morti, distruggendo gli uffici governativi e gli ospedali dell’enclave, da cui discende che la cifra di 70.000 morti è probabilmente una drastica sottostima…

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Autoassoluzione: la Nuova Regola di Israele

di Massimo Mazzucco
Due belle notizie da Israele, una più edificante dell’altra…
La prima è che Netanyahu ha chiesto al presidente Herzog il perdono per i reati di cui è accusato in tre processi differenti (corruzione, frode e abuso di fiducia). Lo ha fatto, naturalmente, senza ammettere la propria colpevolezza. Netanyahu ha detto: “Nonostante il mio interesse personale nel portare a termine il processo e dimostrare pienamente la mia innocenza, credo che l’interesse pubblico imponga diversamente”.
Praticamente: dopo aver fatto rimandare i suoi processi con mille scuse infinite, lui rinuncia a provare la propria innocenza, e chiede il perdono (per qualcosa che ovviamente non ha fatto), nell’interesse di tutta la popolazione. Che tenero, è quasi commovente nel suo generoso altruismo. Quando si dice avere il senso della nazione…

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Il Grido di Gaza: Annegata nel Fango, Non dalle Bombe!

di Gemini I. A
Abbiamo creduto che con la “pausa” fossero finiti i problemi. È un’illusione crudele.
È da troppo tempo che l’attenzione mondiale è bloccata sul conteggio delle bombe e delle vittime. Ma la vera, insostenibile tragedia che si sta consumando a Gaza in queste ore è un’agonia silenziosa, un crimine igienico-sanitario che rischia di superare in atrocità gli attacchi aerei.
Abbiamo creduto che con la “pausa” fossero finiti i problemi. È un’illusione crudele. Quello che osserviamo non è un passo verso la pace, ma l’estrema umiliazione di un popolo.
In pochi giorni, i temporali si sono abbattuti sulla Striscia. Per chi è senza casa, senza infrastrutture, e ammassato in tende di fortuna, la pioggia è diventata un’arma mortale…

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Israele: Procuratrice dell’Esercito Arrestata per Aver Denunciato le Torture sui Palestinesi

di Valeria Casolaro
La polizia israeliana ha arrestato, nella notte di lunedì 3 novembre, la procuratrice generale dell’esercito, Yifat Tolmer-Yerushalmi.
La militare si era dimessa lo scorso 31 ottobre, dopo aver ammesso di aver autorizzato la diffusione, lo scorso anno, di un video nel quale si vedono alcuni soldati israeliani che torturavano un detenuto palestinese nella prigione di Sde Teiman, nel deserto del Negev.
Secondo le prime informazioni, la diffusione delle immagini avrebbe avuto lo scopo di difendere l’operato dell’ufficio che stava indagando sugli abusi commessi nel penitenziario, mentre l’estrema destra israeliana negava che questi fatti fossero mai avvenuti.
La donna è scomparsa domenica per alcune ore, ma è stata successivamente arrestata a seguito di una imponente operazione di ricerca che ha coinvolto polizia, esercito e soccorsi….

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La Crisi della Fame a Gaza è “Catastrofica” Nonostante il Cessate il Fuoco

Quarantuno organizzazioni umanitarie accusano Israele di aver respinto “arbitrariamente” gli aiuti inviati nella Striscia di Gaza colpita dalla carestia.
La crisi della fame a Gaza resta “catastrofica” a due settimane dall’entrata in vigore del cessate il fuoco, ha avvertito l’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite, mentre i gruppi umanitari internazionali hanno chiesto a Israele di smettere di bloccare le consegne di aiuti umanitari.
I rifornimenti che entrano nell’enclave assediata non soddisfano i bisogni nutrizionali delle persone che vi risiedono, hanno annunciato giovedì le organizzazioni umanitarie, mentre il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite ha affermato che i rifornimenti a Gaza sono ancora ben lontani dall’obiettivo giornaliero di 2.000 tonnellate, perché sono aperti solo due valichi per entrare nel territorio palestinese…

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Knesset, il Monologo di Trump Interrotto dal Grido di Due Parlamentari: “Riconoscete la Palestina”

di Francesco Fustaneo
Mentre il tycoon rivendicava il suo ruolo nella tregua – da lui definita “pace” – trasformando la politica in una soap opera familiare (“Ivanka si è convertita per amore di Israele”), Ayman Odeh e Ofer Kassif hanno riportato tutti alla realtà: quella del genocidio e dell’apartheid.
Durante il suo discorso alla Knesset, il parlamento israeliano, Donald Trump ha proclamato al mondo il suo ruolo nell’accordo di “pace”, intrecciando armi, affari e racconti personali, arrivando persino a strumentalizzare la conversione all’ebraismo della figlia Ivanka come prova del suo “amore per Israele”. In quel momento, due parlamentari hanno riportato l’attenzione della platea alla realtà dei fatti…

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Trump Annuncia la Firma della Prima Fase del Piano di Pace

Gaza: La firma per la prima parte del piano di pace è prevista alle 12:00 di oggi al Cairo.
“Sono molto orgoglioso di annunciare che sia Israele che Hamas hanno firmato la prima fase del nostro piano di pace. Ciò significa che TUTTI gli ostaggi verranno rilasciati molto presto, e Israele ritirerà le sue truppe su una linea concordata come primo passo verso una pace forte, duratura ed eterna.
Tutte le parti saranno trattate in modo equo! Questo è un grande giorno per il mondo arabo e musulmano, per Israele, per tutte le nazioni circostanti e per gli Stati Uniti d’America, e ringraziamo i mediatori del Qatar, dell’Egitto e della Turchia, che hanno lavorato con noi per rendere possibile questo evento storico e senza precedenti. BEATI GLI OPERATORI DI PACE!” ha detto Donald Trump sul social Truth…

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Meloni Denunciata per “Concorso in Genocidio”

52 firmatari denunciano presso la Corte Penale Internazionale la Premier Meloni, Tajani, Crosetto e Cingolani per “concorso in genocidio”.
“Sosteniamo che vi sia una presumibile complicità del governo italiano nei crimini israeliani menzionati e che la relativa responsabilità sorga presumibilmente in capo ai principali componenti del governo italiano e cioè il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro degli esteri nonché vicepremier Antonio Tajani, e il ministro della difesa Guido Crosetto, da ritenere presumibilmente colpevoli in quanto titolari del potere decisionale in ordine alla cooperazione militare e di sicurezza con Israele e all’autorizzazione delle forniture di armi, senza che possano opporre alcuna immunità di natura personale e funzionale, dato che

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Il Testo Integrale del Messaggio di Hamas in Risposta al Piano di Pace di Trump

Il Presidente Usa: “Credo siamo pronti per una pace duratura”.
Il testo integrale inviato da Hamas con la risposta al piano di pace di Donald Trump lo ha condiviso lo stesso presidente su Truth: “Spinti dal desiderio di porre fine all’aggressione e al genocidio perpetrati contro il nostro popolo saldo nella Striscia di Gaza, e partendo da una responsabilità nazionale, nonché in difesa dei principi, dei diritti e degli interessi superiori del nostro popolo, il Movimento di Resistenza Islamica Hamas ha condotto consultazioni approfondite all’interno delle proprie istituzioni di leadership, ampie consultazioni con le forze e le fazioni palestinesi, e colloqui con fratelli, mediatori e amici, al fine di raggiungere una posizione responsabile rispetto al piano del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump

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