Autoassoluzione: la Nuova Regola di Israele

di Massimo Mazzucco
Due belle notizie da Israele, una più edificante dell’altra…
La prima è che Netanyahu ha chiesto al presidente Herzog il perdono per i reati di cui è accusato in tre processi differenti (corruzione, frode e abuso di fiducia). Lo ha fatto, naturalmente, senza ammettere la propria colpevolezza. Netanyahu ha detto: “Nonostante il mio interesse personale nel portare a termine il processo e dimostrare pienamente la mia innocenza, credo che l’interesse pubblico imponga diversamente”.
Praticamente: dopo aver fatto rimandare i suoi processi con mille scuse infinite, lui rinuncia a provare la propria innocenza, e chiede il perdono (per qualcosa che ovviamente non ha fatto), nell’interesse di tutta la popolazione. Che tenero, è quasi commovente nel suo generoso altruismo. Quando si dice avere il senso della nazione…

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Knesset, il Monologo di Trump Interrotto dal Grido di Due Parlamentari: “Riconoscete la Palestina”

di Francesco Fustaneo
Mentre il tycoon rivendicava il suo ruolo nella tregua – da lui definita “pace” – trasformando la politica in una soap opera familiare (“Ivanka si è convertita per amore di Israele”), Ayman Odeh e Ofer Kassif hanno riportato tutti alla realtà: quella del genocidio e dell’apartheid.
Durante il suo discorso alla Knesset, il parlamento israeliano, Donald Trump ha proclamato al mondo il suo ruolo nell’accordo di “pace”, intrecciando armi, affari e racconti personali, arrivando persino a strumentalizzare la conversione all’ebraismo della figlia Ivanka come prova del suo “amore per Israele”. In quel momento, due parlamentari hanno riportato l’attenzione della platea alla realtà dei fatti…

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Le Sceneggiate sulla Pelle dei Palestinesi

di Salvo Ardizzone
L’obiettivo di questo ennesimo piano di pace articolato in 20 punti è la smilitarizzazione della Striscia con il disarmo dei militanti della Resistenza che Israele non si è riuscito a piegare in due anni di combattimenti. L’altro obiettivo è economico, ovvero, realizzare un colossale business.
In pratica, è una spregevole speculazione immobiliare e finanziaria presentata come un progetto umanitario. Netanyahu ha accettato perché il piano rispecchia l’essenza degli interessi israeliani. Dubbia è invece è l’approvazione della Resistenza, minacciata da Trump di sfracelli se non si suicida sottoscrivendo il piano. Resta sempre la possibilità di un nuovo attacco di Israele all’Iran nei prossimi mesi. 
A oggi, 157 stati su 193 riconoscono la Palestina, uno stato che non esiste, né può esistere nelle condizioni poste, ovvero, vivere disarmato accanto a un’entità che ne massacra la popolazione mentre annette progressivamente i suoi territori. Un non-stato privo di qualsiasi attribuzione di uno stato vero, in primis di una qualsivoglia sovranità.
E ciò perché da sempre “Due popoli due stati” è stato ed è uno slogan ipocrita, è servito a chiudere gli occhi dinanzi allo scempio dei palestinesi in corso da decenni, oggi al genocidio…

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A Netanyahu Non Crede Più Nessuno: gli Attacchi alla Flotilla Vengono da Israele

di Alessio Mannino
In queste ore, qualche marginale voce arriva senza vergogna a sostenere la tesi di un auto-attacco da parte della Global Sumud Flotilla.
Le azioni di disturbo di qualche giorno fa alle 51 imbarcazioni, in particolare alla nave “Alma” battente bandiera britannica (già colpita da un drone lo scorso 10 settembre), sono state senza dubbio un’altra intimidazione, il cui mittente non può essere che Israele.
A certificarlo è una fonte non sospettabile di simpatizzare per l’iniziativa politico-umanitaria che naviga in direzione Gaza: il nostro ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il titolare della Farnesina ha infatti rinnovato la richiesta al governo Netanyahu di “garantire la assoluta tutela del personale imbarcato”, fra cui ci sono molti italiani (tra i quali alcuni parlamentari del Pd, del M5S e di Avs).
Sui social, l’attivista tedesca Yasemin Acar ha definito “operazioni psicologiche” il sorvolo di droni con il lancio, questa volta, di petardi a scopo di stordimento, polveri urticanti e bombe sonore, al largo dell’isola greca di Creta…

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La “Guerra Santa” di Netanyahu Vacilla: Sette Fronti, Zero Vittorie

di Mohamad Hasan Sweidan
La “guerra su più fronti” di Israele, che dura da due anni e guidata dall’autoproclamata “missione storica e spirituale” di Benjamin Netanyahu, sta minando il sostegno internazionale e alimentando il riconoscimento palestinese, trasformando i guadagni militari a breve termine in un’imminente sconfitta strategica.
Da quasi due anni, Israele sta conducendo quella che Netanyahu definisce una “guerra su più fronti”. Questa guerra, oltre a Gaza, include Libano, Siria, Iraq, Yemen, Cisgiordania occupata e Iran. In una delle sue interviste, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha sottolineato di sentirsi impegnato in una “missione storica e spirituale” e di essere “profondamente legato” alla visione della Terra Promessa e del Grande Israele. Con queste parole, Netanyahu conferma che quella che definisce una “guerra su più fronti” è motivata da motivazioni sia religiose che politiche…

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Netanyahu Arruola gli Influencers: Gaza Trasformata in Set di Propaganda

di Zela Santi
A Gaza i giornalisti sono esclusi, ma il governo Netanyahu paga influencers milionari per diffondere una realtà fittizia. Una propaganda volutamente falsa che mira a dissociare coscienza e percezione, trasformando il genocidio in rumore di fondo “normale”.
Netanyahu Arruola gli Influencers
A Gaza i giornalisti non possono entrare. Le telecamere indipendenti, gli inviati di guerra, i cronisti che potrebbero documentare i massacri e raccontare con onestà la vita sotto le bombe, sono esclusi (o uccisi… ). Al loro posto, il governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu ha deciso di aprire le porte a un gruppo selezionato di influencer, pagati a caro prezzo per raccontare una realtà fittizia: quella di una Gaza pacifica, generosamente sostenuta da Israele, in cui la vita scorrerebbe “quasi normalmente”…

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L’Assassinio della Memoria da Parte di Israele

di Chris Hedges
La distruzione di Gaza da parte di Israele non riguarda solo la Pulizia Etnica. Riguarda la Cancellazione di un popolo, di una cultura e di una storia che smascherano le menzogne ​​usate per giustificare lo Stato israeliano.
Mentre Israele continua a spuntare la sua lista di atrocità di stampo Nazista contro i palestinesi, tra cui la Fame di Massa, si prepara a compierne un’altra: la demolizione di Gaza, una delle città più antiche del mondo. Pesanti macchinari e giganteschi bulldozer blindati stanno abbattendo centinaia di edifici gravemente danneggiati. Autobetoniere sfornano cemento per riempire i tunnel. Carri armati e aerei da combattimento israeliani bombardano i quartieri per spingere i palestinesi rimasti tra le rovine della città verso Sud.
Ci vorranno mesi per trasformare Gaza in un parcheggio. Non ho dubbi che Israele replicherà l’efficienza del Generale Nazista delle SS Erich von dem Bach-Zelewski, che supervisionò la distruzione di Varsavia. Trascorse i suoi ultimi anni in prigione. Che la storia, almeno per quanto riguarda questa nota a margine, si ripeta…

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Crosetto: “Netanyahu Ha Perso la Ragione e Va Fermato”, il Governo Farà Finalmente Qualcosa?

di Stefano Baudino
Per la prima volta, un membro del governo italiano ha duramente attaccato il premier israeliano Benjamin Netanyahu per i massacri a Gaza e ipotizzato conseguenze per le sue azioni.
Si tratta del ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, che ha rilasciato un’intervista a La Stampa dai toni molto accesi. “A Gaza siamo di fronte alla pura negazione del diritto e dei valori fondanti della nostra civiltà” ha dichiarato il capo del dicastero di via XX Settembre, aggiungendo che “non convince piùla motivazione della legittima difesa di una democrazia di fronte a un terribile attacco terroristico”, e che “contro l’occupazione di Gaza e alcuni atti gravi in Cisgiordania” occorre “prendere decisioni che obblighino Netanyahu a ragionare”

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Il Sionismo Non è Ebraismo

a cura di Armando Savini
I rabbini più importanti hanno apertamente respinto l’affermazione del premier israeliano Benjamin Netanyahu secondo cui Israele combatte per tutti gli ebrei.
Essi hanno messo in luce la profonda divisione col  sionismo – il movimento per stabilire e mantenere una patria ebraica più grande attraverso la colonizzazione di altre terre.
Rabbi Yaakov Jacobowitz:
– Il popolo ebraico non è un sinonimo del governo israeliano;
– I sionisti stanno letteralmente calpestando il nome dell’intero collettivo religioso;
– Il sionismo è un grave FURTO DI IDENTITÀ.
Rabbino Yakov Shapiro:
– Il sionismo è una minaccia esistenziale al popolo ebraico e alla sua religione. Gli ebrei non sono responsabili delle azioni o dell’ideologia dello Stato di Israele…

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La Spinta per Chiudere la Guerra di Gaza Rafforzata dal Confronto con Teheran

di Davide Malacaria
Trump ribadisce che la carneficina di Gaza finirà “entro una settimana”. Possibile che, come in altre circostanze, la tempistica indicata dal presidente Usa sia troppo ristretta rispetto alla realtà, ma la sollecitazione serve a urgere Netanyahu a muoversi in tal senso. E sembra avere una certa efficacia.
Netanyahu Pronto alla Pace?
I media israeliani informano che Netanyahu si sta confrontando con i suoi collaboratori sulla questione. Sul punto, le dichiarazioni di Aryeh Deri, membro del gabinetto di sicurezza di Netanyahu: “Ora più che mai sono state create le condizioni per porre fine alla guerra a Gaza”.
Le ha riportate il Washington Post, commentandole con le osservazioni di  Shira Efron, dell’Israel Policy Forum, secondo la quale la “vittoria” nella guerra contro l’Iran ha conferito nuova popolarità al premier israeliano, “un capitale politico necessario per poter accettare un cessate il fuoco a Gaza”

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