Chi era Ali Khamenei?

di Thierry Meyssan
Ali Khamenei era un erudito mussulmano. Difese ciò che aveva compreso della rivoluzione islamista di Ruhollah Khomeini e si ritagliò un potere su misura.
Iniziò la sua carriera all’ombra di Hachemi Rafsandjani – presidente del parlamento dal 1980 al 1989, che trasse beneficio personale dell’Irangate, e presidente della Repubblica dal 1989 al 1997. Fu con il suo aiuto che Khamenei venne nominato Guida della Rivoluzione. In quell’occasione utilizzò il concetto di Velayet-e-faqih, la “tutela del saggio”, o “governo, tutela del giurista” con cui privò il già alleato Rafsandjani di ogni potere. Contrariamente a un’idea diffusa, non si tratta di un antico articolo di fede sciita, ma di un’idea moderna, che formula in termini religiosi sciiti un concetto di Platone…

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Attacco all’Iran. Momento Decisivo per Tutti gli Oppositori del Regime

di Giancarlo Giojelli
Ucciso l’ayatollah Khamenei (sempre che sia vero… ). Aref al-Kaabi, leader della minoranza Ahwaz, ha affermato a Tempi: “Se questa guerra persiste e si intensifica, potremmo assistere a una fase di liberazione”
A pochi giorni dall’inizio dell’attacco all’Iran nel quale sembra sia stato eliminato anche l’ayatollah Ali Khamenei, guida suprema del regime di Teheran, il presidente americano Donald Trump si è rivolto direttamente alla popolazione: “Da anni chiedevate aiuto, nessun presidente americano ha voluto fare ciò che io ho deciso, impiegando il potere degli Stati Uniti per ascoltarvi”. Parole analoghe dal premier israeliano Benjamin Netanyahu (che però farebbe bene a chiudersi la bocca… nota di conoscenzealconfine): “Ora tocca gli iraniani liberarsi”

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L’Iran Chiude lo Stretto di Hormuz: Che Cosa Significa?

Teheran lancia il segnale più pericoloso degli ultimi anni: le unità del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica avrebbero intimato via radio alle navi commerciali di non attraversare lo Stretto di Hormuz, uno dei corridoi energetici più vitali al mondo.
Che cosa significa? Uno SHOCK ENERGETICO POTENZIALE. Attraverso Hormuz transitano circa 20 milioni di barili di petrolio al giorno, pari a circa il 20% della domanda globale. Un blocco reale e prolungato può innescare:
– impennata immediata del Brent,
– aumento dei carburanti in Europa,
– turbolenze finanziarie globali…

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Maria Zakharova Parla della Situazione in Iran

Risposta della portavoce del Ministero degli Affari Esteri russo, Maria Zakharova, a una domanda dei media sulla situazione in Iran (13 gennaio 2026)
Domanda: Da oltre due settimane si verificano in Iran proteste antigovernative che si sono trasformate in disordini. Potrebbe commentare la situazione attuale in questo Paese?
Maria Zakharova: “Le sanzioni illegali dell’Occidente, a cui la Repubblica Islamica dell’Iran è stata sottoposta per molti anni, ostacolano lo sviluppo del Paese e generano problemi economici e sociali, che colpiscono soprattutto i cittadini iraniani comuni.
Le crescenti tensioni sociali vengono sfruttate da ‘forze esterne’ ostili all’Iran per destabilizzare e distruggere lo Stato iraniano.
Vengono utilizzati i tristemente noti metodi delle ‘rivoluzioni colorate…

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Teheran: Oltre 100 Membri delle Forze di Sicurezza e di Polizia Sono Stati Uccisi da Rivoltosi Armati

Secondo l’agenzia di stampa Tasnim, il numero degli agenti di sicurezza uccisi nelle proteste delle ultime settimane ammonta a 109.
Tra questi ci sono otto membri delle unità delle forze speciali iraniane FARAJA. “I militari sono stati uccisi dopo che orde di violenti rivoltosi li hanno attaccati sparando proiettili e colpendo le forze dell’ordine con varie armi”, ha affermato il comandante delle forze speciali, il generale Masoud Mosaddeq. Nella sola Isfahan, durante le ultime rivolte sono stati uccisi 30 membri delle forze di sicurezza.
Qodratollah Mohammadi, capo dei vigili del fuoco di Teheran, ha dichiarato che “i rivoltosi armati hanno dato fuoco a 26 case e hanno lanciato attacchi incendiari contro 34 moschee, 40 banche, 15 centri commerciali, 13 edifici governativi e 50 veicoli, tra cui auto di servizio pubblico”.
Testimonianze di cittadini iraniani, trasmesse dai media locali, hanno rivelato come i rivoltosi armati abbiano attaccato violentemente i civili…

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Iran, Centinaia di Morti e Migliaia di Arresti. Teheran: la Situazione è Ora Sotto Controllo

Ministro degli Esteri: presto Internet verrà ripristinato. Trump: “L’Iran vuole negoziare, ma potremmo attaccare prima”. Teheran: “Se attaccati colpiremo basi Usa e Israele”.
Araghchi: Siamo Pronti alla Guerra e al Dialogo Teheran è “pronta alla guerra e al dialogo”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto, a bordo dell’Air Force One, che “i leader iraniani hanno chiamato. Vogliono negoziare, una riunione è in corso di preparazione”.
Araghchi ha inoltre affermato che “elementi armati hanno preso parte alle manifestazioni e hanno aperto il fuoco sia contro le forze di sicurezza sia contro i manifestanti”

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Esternazioni di Lavrov

Alcune affermazioni di Lavrov riguardo diverse questioni…
Sull’Europa:
– Lavrov ha affermato che l’Europa moderna sta tentando di ripetere le azioni di Napoleone e Hitler, posizionandosi contro la Russia.
– Ha dichiarato che il congelamento e l’uso degli asset russi dimostrano che “il furto è radicato” nella cultura politica europea.
– Ha affermato che la Russia non vede alcun motivo di impegnarsi con l’attuale leadership europea.
– Secondo Lavrov, l’Europa sta ancora una volta combattendo contro la Russia “sotto le bandiere naziste”, questa volta utilizzando le forze ucraine.
– Ha aggiunto che l’Europa ha avuto molte opportunità di partecipare alla risoluzione del conflitto ucraino, ma ha scelto di non usarle.
Sull’Ucraina:…

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La Sconfitta Israeliana è Evidente

di Daniele Perra
Ad oggi, si può affermare con una certa cognizione di causa che l’operazione israeliana “Rising Lion” sia stata un totale fallimento.
Il programma nucleare iraniano è solo parzialmente scalfito. Il dominio aereo non è sufficiente. Netanyahu non è riuscito a spingere gli Stati Uniti ad entrare direttamente nel conflitto (nonostante l’attacco piuttosto debole, e molto di facciata, ad alcuni siti nucleari iraniani).
Israele non può colpire in modo pesante le infrastrutture petrolifere iraniane, troppo importanti per un “peso massimo” come la Cina, che non può essere indispettita più di tanto (visti i tanti interessi economici anche in Israele). Il “cambio di regime” a Teheran è ben lontano dal realizzarsi…

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Il Nuovo Paradigma dello “Scontro di Civiltà”

di Loretta Napoleoni
Dalla caduta del muro di Berlino abbiamo assistito al proliferarsi di conflitti armati; il vento di democrazia che dall’occidente soffiava intorno al mondo non è stato come ci si aspettava pacificatore, la globalizzazione non ci ha regalato la pace.
Conscio di questo fallimento Papa Bergoglio coniò la celeberrima frase: “la terza guerra mondiale a pezzi”. Ricomponendo sul mappamondo l’agghiacciante puzzle dei conflitti insorti negli ultimi trent’anni, torna in mente la tesi del professor Samuel Huntington riguardo allo scontro di civiltà. Una tesi che a distanza di tre decenni sembra descrivere l’evoluzione della guerra fredda, una guerra non più fredda ma calda, non più tra due blocchi ma tra diversi poli caratterizzati da differenze etnico-culturali. Ed infatti i fronti sembrano strutturarsi lungo linee di omogeneità etnica culturale con alcune nazioni intrappolate geograficamente tra i diversi blocchi.
L’Ucraina è uno di questi…

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Generale F. Mini: “la Guerra di Netanyahu è la Prova che Teheran Non Ha l’Atomica”

Intervista di Paolo Rossetti al Generale Fabio Mini
Israele vuole punire l’Iran perché è un contendente in Medio Oriente. Netanyahu vuole le armi USA ma la sua guerra non risolverà niente.
L’obiettivo di Israele è quello di affermarsi come potenza egemone nel Medio Oriente. E per farlo ha deciso di attaccare l’Iran, di destrutturarlo come Paese. Per portare a compimento il piano, però, spiega Fabio Mini, generale già capo di stato maggiore della NATO per il Sud Europa e comandante delle operazioni di pace della NATO in Kosovo (autore de “La Nato in guerra”, Dedalo, 2025), Netanyahu ha bisogno che Trump gli fornisca le armi adatte.
Così impostata, la guerra andrà avanti fino a che entrambe le parti non avranno finito le munizioni…

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