L’UE si Sta Preparando al Conflitto con la Russia?

di Giuseppe Masala
Con il divampare della guerra nel Golfo Persico per l’appunto una coltre di silenzio è calata sul conflitto ucraino; ma non è errato sostenere che si tratta di un silenzio che prepara la tempesta.
Uno dei fenomeni più pericolosi della guerra mondiale a pezzi, è certamente quello che ogni volta che uno dei “conflitti locali” divampa in maniera molto violenta, i mass media, e di conseguenza le opinioni pubbliche, tendono a concentrare su questo la loro attenzione, trascurando ciò che accade negli altri conflitti.
Un fenomeno pericoloso che da un lato non fa vedere il fenomeno nella sua interezza ma porta a concentrarsi sul singolo teatro e soprattutto tende a sottovalutare l’importanza delle fasi di “stanca” che si verificano in un quadrante quando in realtà sono quelle nelle quali viene preparata la prossima escalation.
Con il divampare della guerra nel Golfo Persico per l’appunto una coltre di silenzio è calata sul conflitto ucraino; ma non è errato sostenere che si tratta di un silenzio che prepara la tempesta. Infatti le élites europee hanno trasformato l’Europa intera nella retroguardia del fronte ucraino, diventando de facto parte diretta del conflitto, come sostengono ormai apertamente i russi. Gli assi fondamentali di questa evoluzione dello status europeo in relazione al conflitto, a detta di chi scrive, sono sostanzialmente quattro:…

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L’Iran ha Distrutto un’Arma Meteorologica Usa-Israeliana Ponendo Fine alla Siccità?

Un articolo del sito economictimes.indiatimes.com. tratta delle voci che circolano secondo cui la situazione meteorologica in Iran sarebbe cambiata drasticamente in seguito alla distruzione di sistemi militari statunitensi da parte dell’Iran.
“Secondo quanto riportato sabato da NBC News, citando fonti attendibili, dall’inizio degli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran, il 28 febbraio, l’Iran avrebbe inflitto danni molto più ingenti alle basi e alle attrezzature statunitensi in Medio Oriente. Il rapporto afferma che i danni causati dagli attacchi di rappresaglia iraniani contro le basi militari statunitensi in sette paesi del Medio Oriente sono “di gran lunga più gravi di quanto ammesso pubblicamente e che le riparazioni dovrebbero costare miliardi di dollari”. L’Iran ha colpito decine di obiettivi, tra cui magazzini, quartier generali, hangar per aerei, infrastrutture di comunicazione satellitare, piste di atterraggio, sistemi radar di alta tecnologia e decine di velivoli, secondo quanto riportato”

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Emirati Arabi Uniti Via dall’Opec

Tra i maggiori produttori di greggio gli Emirati Arabi Uniti infliggono un duro colpo al cartello a guida saudita, puntando al doppio della produzione.
Inizia a diventare visibile la riorganizzazione del flusso energetico mondiale, dove Londra viene progressivamente tagliata fuori. Emirati Arabi Uniti (il terzo tra i produttori dell’organizzazione petrolifera, subito dopo Arabia Saudita e Iraq), fuori dall’OPEC e OPEC+
Queste mosse non sono mai casuali: seguono tempistiche ben precise dettate da coordinamenti ad altissimo livello.
Con questa mossa l’EAU potrà aumentare la produzione di petrolio senza dover rendere conto a nessuno. E se cresce la produzione, scende il prezzo. Londra e Ursula grugniscono (anche se per quest’ultima non vi sono differenze di espressione facciale) ma devono obbligatoriamente subire il cambiamento epocale che vi è in corso che li vede irreversibilmente e necessariamente perdenti…

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Trump e il Sistema Britannico: una Strategia per Liberare il Medio Oriente Partendo dallo Stretto di Hormuz…

di Umberto Pascali
Al di là della “guerra” in corso, sembra chiaro che Donald Trump sta perseguendo una linea d’azione che va ben oltre il confronto diretto con l’Iran.
Il suo obiettivo principale è quello di indebolire i meccanismi finanziari e strategici legati al cosiddetto “sistema britannico”, con particolare attenzione al controllo dello Stretto di Hormuz.
Trump ha descritto apertamente questa dinamica come “world extortion”, denunciando un sistema in cui tensioni prolungate e rischi assicurativi generano profitti consistenti per entità legate alla City di Londra, in particolare Lloyd’s of London…

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Hormuz e Cavi Internet Sottomarini: la Guerra Non Riguarda Solo il Petrolio!

 di Marcello Pamio
Solo 33 chilometri misura lo Stretto di Hormuz, l’angusto passaggio attraverso cui transita ogni giorno circa un quinto della produzione mondiale di petrolio e gas naturale. Ma nessuno ricorda che sui fondali marini passano anche i cavi internet.
Parliamo di oltre 1,4 milioni di chilometri di cavi sottomarini, che trasportano circa il 98% delle telecomunicazioni digitali globali, incluse le transazioni finanziarie!!!
La chiusura simultanea del Mar Rosso e dello Stretto di Hormuz rappresenterebbe un problema senza precedenti per Internet. Numerosi cavi sottomarini infatti attraversano lo stretto collegando la penisola arabica con Pakistan, India e altre destinazioni internazionali. In pratica il traffico tra Asia, Europa e Medioriente…

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L’UE Aumenta Silenziosamente le Importazioni di GNL Russo Nonostante i Piani di Divieto

di Renovatio 21
L’UE ha aumentato notevolmente gli acquisti di gas naturale liquefatto (GNL) russo nel primo trimestre del 2026, pur ribadendo l’intenzione di eliminare gradualmente l’energia russa entro la fine del prossimo anno. Lo riporta il Financial Times.
Secondo i dati di Kpler citati dalla testata, le importazioni dell’UE dal progetto russo Yamal LNG in Siberia sono aumentate del 17% su base annua, raggiungendo i 5 milioni di tonnellate nel primo trimestre, con una spesa stimata di 2,9 miliardi di euro (3,1 miliardi di dollari). L’UE ha ricevuto 69 delle 71 spedizioni, ovvero il 97%, di cui 25 solo a marzo, rispetto alle 59 delle 68 spedizioni (87%) registrate nello stesso periodo del 2025…

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Pasdaran Iraniani: Controllati da Londra!

Quando sembrava fatta per la pace in Iran, la parte estremista controllata da Londra (Pasdaran), quella che ha in mano anche l’ala militare del paese, dice no ad un accordo con gli USA di Trump.
Per capire cosa sta accadendo in Iran bisogna comprendere che questo paese è formato da due blocchi. Esiste un potere duale formato dai Pasdaran (ala estremista e militare) e quella formata dal governo civile (Presidenza e Parlamento). Sopra tutti c’è la guida suprema Mojtaba Khamenei, il figlio di Ali Khamenei subentrato il 9 Marzo 2026. Mojtaba è ancora più legato ai Pasdaran di quanto lo fosse suo padre. Il blocco degli estremisti, Pasdaran (Guardiani della Rivoluzione) è controllato da Londra…

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Guerra Iran, Scatta il Blocco dello Stretto di Hormuz Deciso da Trump

Il blocco dello Stretto di Hormuz deciso da Donald Trump è entrato in vigore.
Il blocco dello Stretto di Hormuz deciso da Donald Trump è entrato in vigore. “Il blocco sarà applicato in modo imparziale nei confronti delle navi di tutte le nazioni che entrano o escono dai porti e dalle aree costiere iraniane, inclusi tutti i porti iraniani situati nel Golfo Arabico e nel Golfo dell’Oman”, aveva detto il Centcom.
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ammonito gli Usa a non forzare la mano: “Non mettete alla prova la determinazione dell’Iran”

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Poca Benzina e Vigile Attesa

di Saura Plesio (Nessie)
Peggio della guerra… c’è la UE.
A ben rifletterci, la UE è sempre stata in guerra contro i suoi cittadini anche quando non c’erano bombe sul Golfo Persico. Lo stato d’eccezione, per Bruxelles, è ormai diventata la regola e l’emergenza è diventata la quotidianità.
Perciò, riecco apparire i chiusuristi del confinamento coatto, delle misure restrittive in nome di qualche ignobile causa. Il nome anglo è già bell’e pronto: lockdown energetico. E c’è pure un eurokomiSSar all’energia, un socialdemocratico danese a nome Dan Jorgensen, che è stato il primo a parlare  di razionamenti, di limitare viaggi e spostamenti (tiè!), di “stare a casa”, ma con riscaldamento abbassato, magari cucinando poco, limitando l’uso dei fornelli a gas…

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Per Trump cosa c’è di meglio di una Guerra per tirarsi fuori dai guai ed essere rieletto?

di Paolo Ermani
Che coincidenza incredibile! C’è un presidente in piena fase di impeachment nell’anno delle elezioni presidenziali e come per miracolo, ecco arrivare in suo soccorso la possibile guerra con l’Iran. Per sperare nella rielezione.
Nel 2011 l’attuale presidente degli USA Donald Trump affermava pubblicamente che l’allora presidente Obama voleva fare scoppiare una guerra con l’Iran per essere rieletto. Ma, ironia della sorte, Obama non ha fatto una guerra con l’Iran e invece sembra che ci riesca, provocandola direttamente, proprio il militarista convinto che crede all’uso della forza, come si autodefinisce lo stesso Trump.
Che coincidenza incredibile! C’è un presidente in piena fase di impeachment nell’anno delle elezioni presidenziali e come per miracolo ecco arrivare in suo soccorso la possibile guerra con l’Iran. Che poi sia una guerra combattuta in maniera tradizionale o fatta con attacchi mirati a diversi obiettivi dislocati anche al di fuori dei due paesi, poco importa, l’importante è alzare la tensione e distogliere quella dell’opinione pubblica dai guai del presidente in carica. In fondo è un vecchio classico, una storia che si ripete puntuale. Nel 1997 ci fecero pure un film le star di Hollywood su un argomento simile e si intitolava “Wag the dog”, tradotto in italiano maldestramente con “Sesso e potere”…

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