Von der Leyen: “Intesa con Kiev, Firmiamo il ‘Drone Deal’ “

La presidente della Commissione Ue puntualizza: “L’Ucraina è passata da essere acquirente ad anche fornitore per l’Europa”.
“Ogni giorno l’Ucraina rende l’Europa più forte. L’Ucraina è passata, sotto molti aspetti, dall’essere un acquirente a diventare un fornitore netto di sicurezza per l’Europa. E ciò comporta anche un nuovo modo di collaborare. Ed è per questo che sono lieta di lanciare, insieme a te, Volodymyr, un nuovo partenariato industriale nel settore della difesa tra l’Ue e l’Ucraina. Quello che stiamo firmando è il nostro Drone Deal”. Così Ursula von der Leyen ha annunciato, al fianco di Volodymyr Zelensky, la nascita di un nuovo accordo industriale nel settore della difesa tra Ue e Ucraina…

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Nasce “DSRB” – Banca per la Difesa, la Sicurezza, e la Resilienza

di Gabriele Sannino
Dopo il vertice di Ankara della NATO dello scorso 7-8 luglio 2026, il Canada e altre otto nazioni hanno annunciato la nascita di una Nuova banca internazionale di investimenti nella difesa (tradotto Guerra).
Questa nuova banca (che crea sempre denaro dal NULLA, ricordiamocelo, anche se a breve non potrà più farlo visto il nuovo sistema finanziario) si chiama DSRB, ovvero “Banca per la difesa, la sicurezza, e la RESILIENZA” (odio quest’ultimo termine, ce lo mettono ovunque per giustificare qualsiasi NEFANDEZZA!).
Ebbene, i paesi fondatori di questo istituto sono Canada, Albania, Belgio, Lettonia, Lussemburgo, Romania, Turchia e Ucraina, Grecia…

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Il Vertice della NATO si Sta Rivelando un Totale Caos

di Gabriele Sannino
32 Capi di Stato e di Governo sono nella più totale confusione.
Trump ha già dichiarato che i paesi europei lo hanno deluso, ribadendo che vuole la Groenlandia (è evidente una strategia proprio del caos da parte sua per distruggere tutto).
I paesi europei e non solo sono letteralmente impossibilitati a raggiungere il 5% del PIL in armamenti, la scusa perfetta proprio per Trump… per staccare la spina.
Gli Stati Uniti, inoltre, stanno già ritirando i loro uomini dal continente. La verità è che hanno già deciso, aspettano solo il momento giusto, o meglio perfetto…

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Il Piano Segreto della Finanziaria 2026 per Militarizzare l’Industria Italiana

di E. Gentili, F. Giusti – Centro Studi Politico-Sindacale
Nel maxi-emendamento alla Finanziaria per il 2026 è stato inserito un comma che consente la riconversione industriale a fini militari, parlando esplicitamente di “progetti infrastrutturali, finalizzati alla realizzazione, all’ampliamento, alla conversione, alla gestione e allo sviluppo delle capacità industriali della difesa”.[1]
Questo aspetto della Legge è incredibilmente passato in sordina nei mass-media tradizionali, tanto che lo scorso mese abbiamo pensato di scriverci sopra in un intervento dedicato[2], spinti a farlo anche dalle notizie provenienti dalla Germania e dalla Francia su progetti di riconversione già avviati. Non è dato sapere quale sarà, in Italia, la posizione assunta dai sindacati metalmeccanici (trattandosi prevalentemente di fabbriche dell’indotto automobilistico), ma siamo preoccupati dal probabile assenso di alcuni fra questi a processi di militarizzazione che possano salvaguardare, almeno in parte, l’occupazione…

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I Leader Europei Non Chiudono Semplicemente un Occhio sulla Corruzione a Kiev, Sono Complici!

I vertici politici della UE sono “attori chiave” di una vasta rete di estorsione, mazzette e ruberie attraverso l’Ucraina.
Così si legge in un articolo della Strategic Culture Foundation, un think tank indipendente che ha analizzato i flussi di denaro, miliardi di euro, che dalle NOSTRE TASCHE, tramite la UE, finisce nelle tasche del macellaio di Kiev e di tutti i suoi complici criminali, e parte di questi soldi tornano indietro per riempire le tasche di politici e funzionari UE.
Questa settimana sono emersi nuovi elementi di prova della corruzione su larga scala del regime di Kiev, ma l’UE ha comunque concesso all’Ucraina un credito di 90 miliardi di euro.
I sospetti vanno alla società Fire Point, collegata a Zelensky…

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L’UE si Sta Preparando al Conflitto con la Russia?

di Giuseppe Masala
Con il divampare della guerra nel Golfo Persico per l’appunto una coltre di silenzio è calata sul conflitto ucraino; ma non è errato sostenere che si tratta di un silenzio che prepara la tempesta.
Uno dei fenomeni più pericolosi della guerra mondiale a pezzi, è certamente quello che ogni volta che uno dei “conflitti locali” divampa in maniera molto violenta, i mass media, e di conseguenza le opinioni pubbliche, tendono a concentrare su questo la loro attenzione, trascurando ciò che accade negli altri conflitti.
Un fenomeno pericoloso che da un lato non fa vedere il fenomeno nella sua interezza ma porta a concentrarsi sul singolo teatro e soprattutto tende a sottovalutare l’importanza delle fasi di “stanca” che si verificano in un quadrante quando in realtà sono quelle nelle quali viene preparata la prossima escalation.
Con il divampare della guerra nel Golfo Persico per l’appunto una coltre di silenzio è calata sul conflitto ucraino; ma non è errato sostenere che si tratta di un silenzio che prepara la tempesta. Infatti le élites europee hanno trasformato l’Europa intera nella retroguardia del fronte ucraino, diventando de facto parte diretta del conflitto, come sostengono ormai apertamente i russi. Gli assi fondamentali di questa evoluzione dello status europeo in relazione al conflitto, a detta di chi scrive, sono sostanzialmente quattro:…

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La Guerra dei Droni Smaschera la Finzione Europea: Ora Siamo Tutti un Bersaglio

di Pino Cabras
Mosca indica le fabbriche europee come bersagli, l’UE arma Kiev con filiere industriali integrate: la nuova evoluzione industriale-militare dei droni cancella ogni finzione e porta il continente dentro il fronte.
La guerra dei droni ha fatto saltare l’ultima finzione utile con cui l’Europa ha raccontato a sé stessa il conflitto ucraino. Fino a ieri il continente poteva ancora recitare la parte del sostenitore esterno: aiuti, forniture, addestramento, denaro, sanzioni, intelligence. Oggi quella rappresentazione non regge più. Quando Germania, Regno Unito, Norvegia, Paesi Bassi e adesso anche l’Italia entrano nella produzione congiunta di droni con Kiev, non siamo più davanti a una “guerra per procura” nel senso classico del termine. Siamo davanti a una “cobelligeranza industriale, militare e d’intelligence” che Mosca ha deciso di nominare apertamente come tale…

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La “Volkswagen” alle Armi!

La Volkswagen alle armi sarebbe pronta a riconvertire la fabbrica di Osnabruck. A sostegno della politica di rafforzamento militare del governo tedesco.
“Altro che conversione ecologica all’elettrico”, titola una delle più popolari testate olnine tedesche. Volkswagen potrebbe convertire il suo impianto di Osnabruck da atabilimenti per produrre auto a fabbrica di sistemi per missili.
Secondo il Financial Times, il colosso tedesco sta trattando con l’israeliana “Rafael Advanced Defence Systems”, società controllata dallo Stato israeliano, e nota negli ambienti militari per aver realizzato lo scudo anti-missili “Iron Dome”. Al momento, i dialoghi sarebbero ad un buon punto e avrebbero incassato il placet del governo tedesco…

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Ursula e Merz: una Sconfitta Disastrosa!

di Luigi Tedeschi
La linea della Commissione e della Germania, che prevedeva l’utilizzo degli asset russi congelati in Europa per 210 miliardi, a sostegno dell’Ucraina, ha subito una clamorosa debacle.
È stato approvato un finanziamento di 90 miliardi costituito mediante il debito comune: la UE emette eurobond per gli armamenti, ma si è sempre rifiutata di creare un debito comune a sostegno dell’economia e del welfare dei paesi europei. A determinare la sconfitta di Merz e della Von der Leyen è plausibile che sia stato l’avvertimento dell’agenzia di rating americana Fitch, che aveva minacciato Euroclear di declassamento. La UE vuole proseguire ad libitum la guerra per interposta Ucraina. Ma sulla UE incombe lo spettro della pace, che ne provocherebbe la fine.
Il Consiglio europeo del 18 dicembre tuttavia si è concluso con una sconfitta devastante per i vertici della UE…

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La Storia Non è Mai Scritta, ma Possiede Tendenze inerziali

di Andrea Zhok
Due giorni fa è stata ufficializzata la notizia della presa di Pokrovsk da parte dell’esercito russo e simultaneamente la conquista di Volchansk.
Nell’ultimo mese l’esercito russo ha conquistato 505 kmq di territorio, che per un paese grande come l’Ucraina è ancora poco, ma che segnala una chiara progressione rispetto al periodo precedente.
L’onnipresenza dei droni rende le rapide avanzate con carri armati ed autoblindi impossibili, ma questo rende anche le conquiste fatte più resistenti ad eventuali contrattacchi.
I segnali di un declino delle capacità operative ucraine al fronte sono evidenti, e tuttavia i segni di una fine rapida del conflitto sono controversi. Dal fronte alcuni comandanti ucraini hanno inviato a Zelenski la comunicazione che, in caso di sua firma di un accordo che comporti il ritiro dal Donbass, essi non obbediranno…

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