Leonardo Apre in Ucraina! (Ma che Traguardo!)

di Sebastiano Lo Monaco
“Finché c’è guerra c’è speranza…”
“Finché c’è guerra c’è speranza”, questo era il titolo del film diretto ed interpretato da Alberto Sordi nel lontano 1974. Stessa filosofia vale per Leonardo S.p.A, leader globale nei settori aerospazio, difesa e sicurezza.
Stando alle ultime indiscrezioni il gruppo guidato dall’A.D. Lorenzo Mariani ha dato vita a “Leonardo Ukraine”.
È una Newco controllata al 100% da Leonardo International, la società ha sede nel centro di Kiev ed iscritta nel registro delle imprese dal 20 maggio del 2026. Non si tratta di una base commerciale o di un ufficio di rappresentanza, l’attività dichiarata è “la ricerca e lo sviluppo sperimentale in ambito scientifico ed ingegneristico”…

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Terrorismo Ucraino, “Minacce” Russe e… Nomine “Importanti”

di Giuseppe Salamone
Mentre la Russia “minaccia” la Gran Bretgna, droni ucraini colpiscono un autobus di civili nell’oblast’ di Luhans’k e Crosetto nomina Fedorov consulente alla Difesa.
Il terrorista Zelensky continua a fare strage di civili sotto il silenzio generale. Ormai è diventato come Netanyahu: può fare quello che vuole, tanto viene coperto a prescindere.
Nei giorni scorsi, con i droni, ha colpito l’ennesimo autobus di civili, che viaggiava da Lisichansk a Stakhanov: 9 persone uccise e sei feriti. Se voi cercate questa notizia sui grandi giornaloni, non la trovate.
Questo è terrorismo, che non sposta di un centimetro la situazione sul campo. Questo è terrorismo, fatto con i soldi e le armi occidentali. Uno che vuole la pace, come in questi giorni riporta la propaganda di casa nostra, non si mette a fare questi attentati terroristici…

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Von der Leyen: “Intesa con Kiev, Firmiamo il ‘Drone Deal’ “

La presidente della Commissione Ue puntualizza: “L’Ucraina è passata da essere acquirente ad anche fornitore per l’Europa”.
“Ogni giorno l’Ucraina rende l’Europa più forte. L’Ucraina è passata, sotto molti aspetti, dall’essere un acquirente a diventare un fornitore netto di sicurezza per l’Europa. E ciò comporta anche un nuovo modo di collaborare. Ed è per questo che sono lieta di lanciare, insieme a te, Volodymyr, un nuovo partenariato industriale nel settore della difesa tra l’Ue e l’Ucraina. Quello che stiamo firmando è il nostro Drone Deal”. Così Ursula von der Leyen ha annunciato, al fianco di Volodymyr Zelensky, la nascita di un nuovo accordo industriale nel settore della difesa tra Ue e Ucraina…

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Nasce “DSRB” – Banca per la Difesa, la Sicurezza, e la Resilienza

di Gabriele Sannino
Dopo il vertice di Ankara della NATO dello scorso 7-8 luglio 2026, il Canada e altre otto nazioni hanno annunciato la nascita di una Nuova banca internazionale di investimenti nella difesa (tradotto Guerra).
Questa nuova banca (che crea sempre denaro dal NULLA, ricordiamocelo, anche se a breve non potrà più farlo visto il nuovo sistema finanziario) si chiama DSRB, ovvero “Banca per la difesa, la sicurezza, e la RESILIENZA” (odio quest’ultimo termine, ce lo mettono ovunque per giustificare qualsiasi NEFANDEZZA!).
Ebbene, i paesi fondatori di questo istituto sono Canada, Albania, Belgio, Lettonia, Lussemburgo, Romania, Turchia e Ucraina, Grecia…

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Il Vertice della NATO si Sta Rivelando un Totale Caos

di Gabriele Sannino
32 Capi di Stato e di Governo sono nella più totale confusione.
Trump ha già dichiarato che i paesi europei lo hanno deluso, ribadendo che vuole la Groenlandia (è evidente una strategia proprio del caos da parte sua per distruggere tutto).
I paesi europei e non solo sono letteralmente impossibilitati a raggiungere il 5% del PIL in armamenti, la scusa perfetta proprio per Trump… per staccare la spina.
Gli Stati Uniti, inoltre, stanno già ritirando i loro uomini dal continente. La verità è che hanno già deciso, aspettano solo il momento giusto, o meglio perfetto…

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Il Piano Segreto della Finanziaria 2026 per Militarizzare l’Industria Italiana

di E. Gentili, F. Giusti – Centro Studi Politico-Sindacale
Nel maxi-emendamento alla Finanziaria per il 2026 è stato inserito un comma che consente la riconversione industriale a fini militari, parlando esplicitamente di “progetti infrastrutturali, finalizzati alla realizzazione, all’ampliamento, alla conversione, alla gestione e allo sviluppo delle capacità industriali della difesa”.[1]
Questo aspetto della Legge è incredibilmente passato in sordina nei mass-media tradizionali, tanto che lo scorso mese abbiamo pensato di scriverci sopra in un intervento dedicato[2], spinti a farlo anche dalle notizie provenienti dalla Germania e dalla Francia su progetti di riconversione già avviati. Non è dato sapere quale sarà, in Italia, la posizione assunta dai sindacati metalmeccanici (trattandosi prevalentemente di fabbriche dell’indotto automobilistico), ma siamo preoccupati dal probabile assenso di alcuni fra questi a processi di militarizzazione che possano salvaguardare, almeno in parte, l’occupazione…

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I Leader Europei Non Chiudono Semplicemente un Occhio sulla Corruzione a Kiev, Sono Complici!

I vertici politici della UE sono “attori chiave” di una vasta rete di estorsione, mazzette e ruberie attraverso l’Ucraina.
Così si legge in un articolo della Strategic Culture Foundation, un think tank indipendente che ha analizzato i flussi di denaro, miliardi di euro, che dalle NOSTRE TASCHE, tramite la UE, finisce nelle tasche del macellaio di Kiev e di tutti i suoi complici criminali, e parte di questi soldi tornano indietro per riempire le tasche di politici e funzionari UE.
Questa settimana sono emersi nuovi elementi di prova della corruzione su larga scala del regime di Kiev, ma l’UE ha comunque concesso all’Ucraina un credito di 90 miliardi di euro.
I sospetti vanno alla società Fire Point, collegata a Zelensky…

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L’UE si Sta Preparando al Conflitto con la Russia?

di Giuseppe Masala
Con il divampare della guerra nel Golfo Persico per l’appunto una coltre di silenzio è calata sul conflitto ucraino; ma non è errato sostenere che si tratta di un silenzio che prepara la tempesta.
Uno dei fenomeni più pericolosi della guerra mondiale a pezzi, è certamente quello che ogni volta che uno dei “conflitti locali” divampa in maniera molto violenta, i mass media, e di conseguenza le opinioni pubbliche, tendono a concentrare su questo la loro attenzione, trascurando ciò che accade negli altri conflitti.
Un fenomeno pericoloso che da un lato non fa vedere il fenomeno nella sua interezza ma porta a concentrarsi sul singolo teatro e soprattutto tende a sottovalutare l’importanza delle fasi di “stanca” che si verificano in un quadrante quando in realtà sono quelle nelle quali viene preparata la prossima escalation.
Con il divampare della guerra nel Golfo Persico per l’appunto una coltre di silenzio è calata sul conflitto ucraino; ma non è errato sostenere che si tratta di un silenzio che prepara la tempesta. Infatti le élites europee hanno trasformato l’Europa intera nella retroguardia del fronte ucraino, diventando de facto parte diretta del conflitto, come sostengono ormai apertamente i russi. Gli assi fondamentali di questa evoluzione dello status europeo in relazione al conflitto, a detta di chi scrive, sono sostanzialmente quattro:…

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La Guerra dei Droni Smaschera la Finzione Europea: Ora Siamo Tutti un Bersaglio

di Pino Cabras
Mosca indica le fabbriche europee come bersagli, l’UE arma Kiev con filiere industriali integrate: la nuova evoluzione industriale-militare dei droni cancella ogni finzione e porta il continente dentro il fronte.
La guerra dei droni ha fatto saltare l’ultima finzione utile con cui l’Europa ha raccontato a sé stessa il conflitto ucraino. Fino a ieri il continente poteva ancora recitare la parte del sostenitore esterno: aiuti, forniture, addestramento, denaro, sanzioni, intelligence. Oggi quella rappresentazione non regge più. Quando Germania, Regno Unito, Norvegia, Paesi Bassi e adesso anche l’Italia entrano nella produzione congiunta di droni con Kiev, non siamo più davanti a una “guerra per procura” nel senso classico del termine. Siamo davanti a una “cobelligeranza industriale, militare e d’intelligence” che Mosca ha deciso di nominare apertamente come tale…

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La “Volkswagen” alle Armi!

La Volkswagen alle armi sarebbe pronta a riconvertire la fabbrica di Osnabruck. A sostegno della politica di rafforzamento militare del governo tedesco.
“Altro che conversione ecologica all’elettrico”, titola una delle più popolari testate olnine tedesche. Volkswagen potrebbe convertire il suo impianto di Osnabruck da atabilimenti per produrre auto a fabbrica di sistemi per missili.
Secondo il Financial Times, il colosso tedesco sta trattando con l’israeliana “Rafael Advanced Defence Systems”, società controllata dallo Stato israeliano, e nota negli ambienti militari per aver realizzato lo scudo anti-missili “Iron Dome”. Al momento, i dialoghi sarebbero ad un buon punto e avrebbero incassato il placet del governo tedesco…

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