“Mine antiuomo”: Trump le riammette tra le armi dell’Esercito americano

Donald Trump ha riammesso l’uso delle mine antiuomo nella dotazione dell’esercito americano. “I nostri soldati non possono essere svantaggiati in nessun campo rispetto al nemico”.
La decisione invertirà una scelta politica di Obama del 2014, che limitava l’uso dei dispositivi esplosivi alla penisola coreana. “Questa politica autorizzerà i comandanti combattenti, in circostanze eccezionali, a impiegare mine terrestri, mine auto-distruttive e non persistenti, specificamente progettate per ridurre i danni involontari ai civili e alle forze partner”, ha affermato la Casa Bianca.
Le mine persistenti sono quelle che, una volta inserite nel terreno, devono essere disattivate manualmente, le più letali e le più diffuse. Le mine antiuomo non persistenti, invece, si autodistruggerebbero. Ma molti esperti contestano questo assunto, dichiarandone l’estrema letalità…

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Per Trump cosa c’è di meglio di una Guerra per tirarsi fuori dai guai ed essere rieletto?

di Paolo Ermani
Che coincidenza incredibile! C’è un presidente in piena fase di impeachment nell’anno delle elezioni presidenziali e come per miracolo, ecco arrivare in suo soccorso la possibile guerra con l’Iran. Per sperare nella rielezione.
Nel 2011 l’attuale presidente degli USA Donald Trump affermava pubblicamente che l’allora presidente Obama voleva fare scoppiare una guerra con l’Iran per essere rieletto. Ma, ironia della sorte, Obama non ha fatto una guerra con l’Iran e invece sembra che ci riesca, provocandola direttamente, proprio il militarista convinto che crede all’uso della forza, come si autodefinisce lo stesso Trump.
Che coincidenza incredibile! C’è un presidente in piena fase di impeachment nell’anno delle elezioni presidenziali e come per miracolo ecco arrivare in suo soccorso la possibile guerra con l’Iran. Che poi sia una guerra combattuta in maniera tradizionale o fatta con attacchi mirati a diversi obiettivi dislocati anche al di fuori dei due paesi, poco importa, l’importante è alzare la tensione e distogliere quella dell’opinione pubblica dai guai del presidente in carica. In fondo è un vecchio classico, una storia che si ripete puntuale. Nel 1997 ci fecero pure un film le star di Hollywood su un argomento simile e si intitolava “Wag the dog”, tradotto in italiano maldestramente con “Sesso e potere”…

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Ecco le Stazioni H.A.A.R.P. Mobili per modificare il Clima

di Angela Francia
Esistono stazioni H.A.A.R.P. mobili, impiegate dalla Marina degli Stati Uniti d’America.
L’immagine, che correda l’articolo, ritrae il “Sea based H.A.A.R.P”. X-band radar (S.B.X.), una di queste piattaforme usate a complemento dei vari impianti H.A.A.R.P. dislocati in vari paesi del pianeta (Stati Uniti, Norvegia, Russia, Francia…) [1]. Sul ponte della S.B.X. è installata una particolare struttura, componente chiave della “Missile Defense Agency”(M.D.A.), sistema G.M.D.
La “nave” militare include una centrale per la produzione di energia elettrica, un ponte, sale di controllo, alloggi per il personale, aree di stoccaggio e le infrastrutture necessarie a sostenere l’enorme radar in banda X.
Il radar S.B.X. è un apparato molto sofisticato. Il sistema radioricevente “phased array antenna” è costituito da migliaia di antenne azionate da moduli di rice-trasmissione. Il radar è progettato e costruito dalla “Raytheon Integrated Defense Systems” (si ritiene che la “Raytheon”, una delle magiori industrie belliche mondiali, sia controllata, attraverso società di comodo, dal Vaticano, n.d.t.) per la “Boeing”, il più importante appaltatore per il progetto negli Stati Uniti, attuato dalla “Missile Defense Agency”…

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L’odore dei soldi

Gentiloni con leader arabi

di M. Tringale
“Finalmente una buona notizia per l’economia italiana”, annunciava con grande entusiasmo la cronista del Tg. “Nel 2016 l’autorizzazione all’export di armi è cresciuta vertiginosamente, arrivando a 14,6 miliardi di euro: +85% rispetto al 2015″…
Anche se discendiamo dagli antichi latini, che con “pecunia non olet” (i soldi non puzzano) hanno coniato una sorta di manifesto ante litteram del liberalismo, per noi l’odore dei soldi ha la sua importanza.
Gli armamenti più venduti all’estero dalla nostra industria bellica sono bombe, siluri e missili, ma gran parte dell’incremento in questione è dovuto alla fornitura al Kuwait di 28 ‘Eurofighter’, prodotti dalla Leonardo, il cui maggiore azionista è il Ministero dell’economia e delle finanze italiano.
Si tratta di un caccia di ultima generazione protagonista di numerose missioni di ricognizione e bombardamento durante l’intervento militare in Libia del 2011. Non bisogna essere convinti militanti pacifisti, per interrogarsi sull’impiego e la destinazione di tutte queste armi che vendiamo all’estero…

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