La “Volkswagen” alle Armi!

La Volkswagen alle armi sarebbe pronta a riconvertire la fabbrica di Osnabruck. A sostegno della politica di rafforzamento militare del governo tedesco.
“Altro che conversione ecologica all’elettrico”, titola una delle più popolari testate olnine tedesche. Volkswagen potrebbe convertire il suo impianto di Osnabruck da atabilimenti per produrre auto a fabbrica di sistemi per missili.
Secondo il Financial Times, il colosso tedesco sta trattando con l’israeliana “Rafael Advanced Defence Systems”, società controllata dallo Stato israeliano, e nota negli ambienti militari per aver realizzato lo scudo anti-missili “Iron Dome”. Al momento, i dialoghi sarebbero ad un buon punto e avrebbero incassato il placet del governo tedesco…

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Ursula e Merz: una Sconfitta Disastrosa!

di Luigi Tedeschi
La linea della Commissione e della Germania, che prevedeva l’utilizzo degli asset russi congelati in Europa per 210 miliardi, a sostegno dell’Ucraina, ha subito una clamorosa debacle.
È stato approvato un finanziamento di 90 miliardi costituito mediante il debito comune: la UE emette eurobond per gli armamenti, ma si è sempre rifiutata di creare un debito comune a sostegno dell’economia e del welfare dei paesi europei. A determinare la sconfitta di Merz e della Von der Leyen è plausibile che sia stato l’avvertimento dell’agenzia di rating americana Fitch, che aveva minacciato Euroclear di declassamento. La UE vuole proseguire ad libitum la guerra per interposta Ucraina. Ma sulla UE incombe lo spettro della pace, che ne provocherebbe la fine.
Il Consiglio europeo del 18 dicembre tuttavia si è concluso con una sconfitta devastante per i vertici della UE…

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La Storia Non è Mai Scritta, ma Possiede Tendenze inerziali

di Andrea Zhok
Due giorni fa è stata ufficializzata la notizia della presa di Pokrovsk da parte dell’esercito russo e simultaneamente la conquista di Volchansk.
Nell’ultimo mese l’esercito russo ha conquistato 505 kmq di territorio, che per un paese grande come l’Ucraina è ancora poco, ma che segnala una chiara progressione rispetto al periodo precedente.
L’onnipresenza dei droni rende le rapide avanzate con carri armati ed autoblindi impossibili, ma questo rende anche le conquiste fatte più resistenti ad eventuali contrattacchi.
I segnali di un declino delle capacità operative ucraine al fronte sono evidenti, e tuttavia i segni di una fine rapida del conflitto sono controversi. Dal fronte alcuni comandanti ucraini hanno inviato a Zelenski la comunicazione che, in caso di sua firma di un accordo che comporti il ritiro dal Donbass, essi non obbediranno…

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Il Capitalismo Ha Bisogno della Guerra

di Sonia Savioli
Perché? Il capitalismo ha bisogno della guerra perché è attraverso la guerra che “progredisce”. Chi legge i miei libri e i miei articoli forse avrà capito che non ritengo che la parola “progresso” indichi necessariamente qualcosa di positivo.
“Progredire” vuol dire semplicemente “andare avanti” e, se sei avviato verso il baratro, come sembra ormai indubbio, faresti meglio a fermarti, voltarti e tornare sui tuoi passi per capire dove e quando hai sbagliato strada.
Il capitalismo è uno dei risultati dell’aver sbagliato strada; è il progresso del dominio e non è, per sua natura, in grado di fermarsi. Il capitalista che si ferma è perduto. Deve progredire.
Il dominio progredisce attraverso le guerre: perché non sempre i popoli e i loro governi rimangono inerti e passivi verso chi li vuole dominare; perché ha bisogno di nemici; perché è un sistema di competizione estrema; perché attraverso le guerre si fanno affari…

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I Resti della CIA, Uniti alla Rete di Intelligence Britannica, Creano Conflitti e Problemi in Tutta Europa

di Elena Panina
Centro serbo per gli studi geostrategici (CGS): l’Europa si sta trasformando in un campo di concentramento.
Sebbene gli attuali cambiamenti geopolitici abbiano già portato a una nuova realtà in cui l’Europa ha cessato di essere un fattore internazionale importante, l’establishment europeo si comporta come se nulla fosse cambiato, avverte Dragana Trifkovic, del think tank serbo Center for Geostrategic Studies (CGS).
Oltre alla crescente censura e alla crescente repressione, l’Europa si trova ad affrontare problemi profondi e complessi che mettono in discussione il futuro della sua stabilità e sicurezza. Pertanto, si può affermare che l’eccessiva sicurezza dell’establishment europeo e le politiche arroganti dell’UE sono fattori che possono causare conseguenze irreparabili per il continente europeo…

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Spese Militari, Meloni: “Economia Espansiva che Produce Risorse, Circolo Virtuoso!”

L’Italia è il terzo contributore assoluto tra tutti gli alleati Nato con un valore pari a 4,75. Il paese sta già contribuendo alla sicurezza Nato oltre le proprie possibilità economiche…
Sulla cifra che l’Italia dovrebbe spendere di più per ottemperare alla nuova regola del 5% sul Pil di spesa per la Nato “ho sentito molti numeri dati in questi giorni, un po’ dalla stampa un po’ dal Parlamento, che mi sembrano molto distanti dalla realtà. Dopodiché noi abbiamo ovviamente fatto i nostri calcoli per il 2026, non riteniamo che ci serva utilizzare la ‘escape clause’ e poi chiaramente per gli anni a venire si valuterà sulla base di quella che è la situazione economica”.
Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni rispondendo, in un punto stampa al termine dei lavori del summit della Nato a L’Aia, a una domanda sull’eventualità che l’Italia debba attivare una clausola di salvaguardia per uno scostamento di bilancio…

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A Genova il Corteo Contro la Nave delle Armi: “Grazie ai Portuali Marsigliesi è Arrivata Vuota”

I portuali francesi avevano già bloccato a Marsiglia 14 tonnellate di componenti per mitragliatrici destinate all’esercito israeliano. Sabato la manifestazione a Genova: “Neanche il nostro porto sarà complice del genocidio in Palestina”.
È arrivata vuota, al porto di Genova, la portacontainer Era della compagnia israeliana Zim, che avrebbe dovuto trasportare armi destinate all’esercito israeliano, grazie ad un’azione dei portuali francesi, che avevano già bloccato a Marsiglia 14 tonnellate di componenti per mitragliatrici.
A Genova, in ogni caso, ad attendere la nave in porto sabato mattina c’era un presidio di operai e cittadini al varco di Ponte Etiopia, una mobilitazione per ribadire il “no” della città al traffico di armi e per manifestare solidarietà al popolo palestinese…

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La Telefonata Putin-Trump e… le Bombe su Gaza

di Davide Malacaria
Israele riprende i bombardamenti su Gaza nel giorno della telefonata tra Putin e Trump. Tempistica non casuale.
Netanyahu rilancia e il genocidio di Gaza ricomincia: 400 i morti in un attacco che supera per brutalità molti di quelli che hanno preceduto la tregua. Non solo si voleva riprendere l’aggressione, ma si volevano scioccare i palestinesi e il mondo, tale la spiegazione dell’intensità degli attacchi.
Netanyahu ha motivato l’azione come dettata dalla necessità di forzare Hamas a rilasciare gli ostaggi. Sa perfettamente, ma non gli importa, che invece sta facendo l’esatto contrario, mettendoli ulteriormente a rischio, come ha dichiarato Hamas e come hanno urlato, disperati, i parenti degli ostaggi medesimi.
Ma l’importanza dell’attacco risiede in altro, cioè nella tempistica…

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Prestito Forzoso per Regalare 800 Miliardi a “Ursula von Guerrain”?

di Ala.de.granha
“Guerra, sola igiene del mondo”. Ursula von Guerrain ha scoperto Marinetti e si è appassionata.
Solo ad una frase del grande futurista. Il resto era troppo difficile da comprendere. Però le era ben chiaro che guerra significasse denaro pubblico da spendere per far felici i mercanti di morte. Purché amici e riconoscenti.
D’altronde in questa Europa del denaro l’unico denaro possibile è quello della speculazione finanziaria o del mercato delle armi. Per tutto il resto esistono i vincoli di bilancio. Servono più ospedali, più medici, salari adeguati? Non si può fare, ci sono limiti da non sforare, ci sono debiti da ripagare.
Invece per racimolare 800 miliardi di euro un sistema ci sarebbe: fregare i risparmi delle famiglie europee…

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Dal Verde alle Armi!

di Weltanschauung Italia
La strada dalla produzione di veicoli elettrici alla produzione di armamenti sembra sorprendentemente breve.
Tavolo sull’auto, Urso: “incentivi per riconvertirsi alla difesa”. “Rheinmetall, carri armati negli impianti Volkswagen: il riarmo tedesco è partito”. E John Elkann prepara l’audizione in Parlamento per Stellantis.
Se ricordate parecchi mesi fa, di fronte alle manifestazioni sindacali sulla crisi del settore auto, scrivevamo amaramente che sarebbe bastato spostarsi nel settore armi, d’altronde sappiamo che aziende come Leonardo stanno gongolando da anni per via delle guerre.
Probabilmente ci hanno ascoltato, in questi giorni davvero stanno proponendo questa riconversione…

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