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Che Cos’è il Great Reset? “Vogliono Rendervi Tutti Schiavi!”

di Kim Dotcom
Che cos’è il “Grande Reset”? L’Occidente vuole sostituire il proprio sistema fallito con un nuovo sistema globale di controllo totalitario.
David Webb lo descrive meglio nel suo libro “The Great Taking”. È un collasso deliberato progettato dalle élite tramite il Deep State e le banche centrali per costringere le persone alla povertà e renderle dipendenti dalla loro nuova valuta digitale (CBDC) dando loro il controllo su tutto.
Il quadro giuridico per farlo esiste già. Molte persone in Europa e negli Stati Uniti si chiedono perché i loro governi adottino comportamenti che danneggiano i loro cittadini. Guerre, immigrazione incontrollata, restrizioni imposte agli agricoltori col pretesto del “cambiamento climatico”, attacchi ai valori familiari, creazione infinita di divisioni da parte dei media e destabilizzazione dell’industria…

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Il Piano dell’UE Contro Orban: il Terrorismo Finanziario di Bruxelles

di Cesare Sacchetti
Un articolo appena uscito in prima pagina del quotidiano principe dell’anglosfera, il Financial Times, firmato da tre nomi, quelli di Henry Foy, Andy Bounds e Martin Dunai, rivela un piano dell’Unione europea contro l’Ungheria.
È noto che da diversi mesi a questa parte Budapest abbia mostrato una certa riluttanza a sostenere gli aiuti al regime nazista ucraino che ormai si trova quasi esclusivamente dipendente da Bruxelles, visto che gli Stati Uniti ormai sembrano essersi fatti da parte anche sotto il lato economico, dopo non aver voluto avere alcun coinvolgimento militare attivo nella guerra contro la Russia.
Il venir meno della sponda europea di quella che un tempo era l’alleanza Euro-Atlantica accelererebbe ancora di più il declino di Zelensky, che negli ultimi mesi si trova a dover far fronte ad una crescente fronda di malcontento interno che è penetrata anche nel cuore delle forze armate.
È questa con ogni probabilità la motivazione che ha spinto il presidente ucraino a rimuovere dal comando il popolare generale Zaluzhny, che viene descritto come alquanto contrariato della strategia militare suicida di Kiev, che consiste sostanzialmente nel mandare al macello il numero più alto di uomini possibile, senza avere alcuna speranza di sovvertire le sorti del conflitto…

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La Mancata Adesione dell’Argentina ai BRICS

di Federico Giusti
Il governo argentino ha revocato l’adesione ai BRICS.
Milei potrà oggi beneficiare dell’aiuto interessato degli Usa e la benedizione del FMI che accorderà prestiti in cambio di una manovra finanziaria lacrime e sangue tra licenziamenti, privatizzazioni e l’apertura del paese alla speculazione straniera, statunitense in primis.
Una scelta politica folle, se preferiamo una sorta di merce di scambio “obbligata”, suggerita dagli organismi finanziari e dalla amministrazione Biden che dall’indebolimento dell’alleanza dei Brics trarrà vantaggi e prestigio politico, respingendo la minaccia di un asse commerciale tra paesi del sud America con Cina e Russia.
Alcuni analisti vedono nella rinuncia di Milei l’inizio di una offensiva politica Usa finalizzata a normalizzare il Giardino di casa statunitense…

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La Banca Mondiale e lo Studio che Annuncia l’Apocalisse Energetica dell’Europa

di Alessia C. F. (ALKA)
L’offensiva israeliana a Gaza ha implicazioni non solo per il Medio Oriente, ma anche per l’Europa occidentale. Una controffensiva del mondo arabo contro Tel Aviv potrebbe far precipitare il “Vecchio Continente” in una crisi energetica.
Se ne sta discutendo negli uffici statali occidentali, dove si teme che l’UE perderà un altro fornitore di petrolio e gas, dopo che le importazioni dalla Russia saranno state vietate per volere della Casa Bianca.
Lo Stretto di Hormuz è al centro dell’attenzione globale. Qui avviene infatti gran parte del commercio mondiale di petrolio greggio.
Scenari della Banca Mondiale
In seguito alla rappresaglia di Israele del 7 ottobre per l’attacco di Hamas, la Banca Mondiale ha condotto un’analisi del rischio geopolitico per valutare l’impatto di questo conflitto armato sui prezzi globali del petrolio…

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Israele ha già Perso la Partita Politica

di Gianmarco Landi
Il ministro degli esteri dell’Iran ha esortato il gruppo di nazioni BRICS a intervenire in modo attivo, costruttivo e responsabile per fermare i crimini di guerra del regime israeliano nella Striscia di Gaza.
L’Iran, potenza militare in Medioriente con 100 milioni di abitanti e ben 3 milioni di soldati, entrerà nei Brics da gennaio 2024, ma virtualmente è già una nazione alleata della Russia e della Cina.
Il potente senatore Lindsey Graham, aveva acclamato l’ipotesi di bombardare l’Iran in modo da concretizzare il sostegno alle politiche del Governo di Israele, attualmente intento a martoriare un paio di milioni di persone che pretende di spazzare via da territori che secondo l’ONU non sono israeliani.
C’è però un enorme problema a cui Graham non ha evidentemente pensato: il ministro degli esteri dell’Iran ha esortato il gruppo di nazioni BRICS a intervenire in modo attivo, costruttivo e responsabile per fermare i crimini di guerra del regime israeliano nella Striscia di Gaza…

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Un’Escalation in Israele Potrebbe Innescare una Reazione a Catena

di Aleksandr Dugin
I palestinesi non hanno alcuna possibilità in una guerra del genere, perché non possono distruggere Israele o infliggergli una sconfitta militare significativa, ma anche Israele non ha nulla per cui combattere.
La Palestina è tecnicamente territorio israeliano che non controlla e non può controllare in nessun caso. È altrettanto impossibile distruggere fisicamente tutti i palestinesi.
Se fossimo in una situazione internazionale diversa, i palestinesi potrebbero contare sulla compassione della sinistra internazionale, ma gli Stati Uniti sono guidati da neocons e globalisti. Di certo non si preoccupano dei palestinesi, anche se non sono nemmeno troppo vicini alle politiche nazionaliste di Israele.
Ma è la reazione a catena – e soprattutto il comportamento degli Stati islamici (in primo luogo Iran, Turchia, Arabia Saudita, altri Stati del Golfo ed Egitto) – che potrebbe essere la logica continuazione. O almeno, questo è ciò che gli strateghi di Hamas potrebbero aver avuto in mente quando hanno deciso di iniziare il conflitto…

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Hanno Disperatamente Bisogno della Nuova Pandemia: gli Indizi portano al 2025!

di Enzo Di Frenna
Il Nuovo Ordine Mondiale dei Rothschild & Rockefeller ha disperatamente bisogno di una nuova pandemia ed emergenza mondiale. Tutti gli indizi recenti portano al 2025, ma il loro assalto potrebbe scattare anche nel 2024 e stavolta potrebbero indurre anche una carestia alimentare.
L’élite impazzita sta perdendo terreno con la sconfitta in Ucraina della NATO da parte della Russia, l’avanzata dei paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) che sta favorendo la distruzione del dollaro (da sempre moneta di oppressione dei banchieri Rothschild); intanto Donal Trump è in netto vantaggio nei sondaggi per le nuove elezioni presidenziali a novembre 2024, le politiche green faticano a decollare e la verità sui vaccini velenosi sta venendo a galla in tutto il mondo. Vediamo quindi di capire cosa sta succedendo, cosa possiamo fare per metterci in salvo, ed infine quando finirà questo calvario iniziato nel 2020…

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Il Nuovo Ordine Mondiale e i BRICS: Analisi dell’Inganno

di Giuseppe Rago
In questo articolo si analizza l’inganno rappresentato dai BRICS in un’epoca di disperazione e paura, in cui i media mainstream e quelli di pseudo controinformazione pilotano l’opinione pubblica.
Si cerca di avallare i piani del nemico attraverso un consenso artificialmente creato. La verità rappresenta l’unica cosa che può liberare la popolazione mondiale dalle grandi menzogne.
Fox Allen (l’autore di questo articolo https://mirrortruthblog.wordpress.com/2023/08/01/brics-come-e-perche-dellennesimo-inganno/), analizza come i BRICS siano solo un altro inganno perpetrato dal Nuovo Ordine Mondiale. Viviamo in un’epoca di disperazione e paura, in cui i media mainstream e quelli di pseudo controinformazione governano l’opinione pubblica a loro piacimento. Ciò porta a un consenso artificiale che avalla i piani del nemico. Solo la verità può liberare la popolazione mondiale dalle grandi menzogne…

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Il Mondo è Multipolare!

di Margherita Furlan
La notizia è di quelle epocali. Yalta non esiste più!
Il mondo ora è multipolare. A riconoscerlo è persino Matteo Renzi, di colpo divenuto esperto di politica estera nel salotto televisivo, se così si può definire, di Giuseppe Brindisi.
La notizia è di quelle epocali. Yalta non esiste più. Questa volta è ufficiale e alla luce del Sole. Argentina, Egitto, Iran, Etiopia, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti entreranno a far parte dei BRICS dal 1° gennaio 2024, durante la presidenza russa dell’organizzazione oramai più importante al mondo, contro cui l’ex potente Impero cerca invano, attraverso la NATO e i servizi d’intelligence, di esalare gli ultimi respiri, portando con sé, tra i rantoli, tutti i Paesi che hanno a Washington ceduto sovranità e dignità, in cambio dello snaturamento dell’essere umano.
Ad annunciarlo nei giorni scorsi al 15° summit dell’organizzazione, il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, che ha aggiunto: “Apprezziamo l’interesse di altri Paesi nella costruzione di una partnership con i BRICS. Abbiamo quindi incaricato i nostri ministri degli Esteri per sviluppare ulteriormente il modello dei Paesi partners”

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Occhi sul Niger…

Occhio al medio oriente e all’Africa, soprattutto al Colpo di Stato nel Niger.
La Giunta Militare che ha preso il comando ha vietato l’esportazione di Oro e di Uranio in Europa, di fatto è una chiarissima presa di posizione contro la Francia, e una chiara messa al bando della moneta nazista Franco CFA.
È una notizia di dimensioni colossali. Significa un colpo mortale alla Francia, che non potrà più alimentare le sue Centrali Nucleari.
In Francia la produzione nazionale di energie elettrica è garantita soprattutto da 18 centrali nucleari, molte delle quali dislocate sul confine Italiano per un totale di circa 58 reattori di vecchia generazione, che forniscono ben il 76% dell’energia elettrica nazionale (dati del 2016).
Ora, la mancanza del combustibile nucleare a basso costo dal Niger, significa per la Francia un colpo pressoché mortale. E Macron ha un solo modo per risolvere la questione: riprendere il controllo del Niger militarmente. È possibile che Macron cerchi in tutti i modi di coinvolgere ONU e NATO, ma sarà difficile vedere un loro diretto coinvolgimento militare in una impresa del genere…

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