L’Inizio della Fine del Vecchio Ordine per la Sicurezza Europea

di Ricardo Martins
Dalla dinamica Washington-Mosca Nasce una Nuova Architettura Geoeconomica. Il quadro consolidato per la sicurezza in Europa sta subendo profonde tensioni, sempre più messo in ombra dagli strumenti economici che modellano l’influenza geopolitica.
Questa analisi esamina come le logiche geoeconomiche stiano rimodellando la posizione strategica dell’Europa e mettendo in discussione i fondamenti del suo tradizionale ordine per la sicurezza.
1. Lo Sgretolamento: Come l’Europa Ha Perso il Controllo della Propria Architettura di Sicurezza
La fotografia di Steve Witkoff con Vladimir Putin a Mosca non è solo un altro episodio nella lunga cronaca della diplomazia informale americana. È il simbolo di qualcosa di ben più significativo: la definitiva erosione dell’architettura per la sicurezza euro-atlantica che ha ancorato l’Europa dal 1945. L’Europa si ritrova ora spettatrice di un negoziato che riguarda direttamente il suo futuro, ma in cui non ha voce in capitolo.
Per decenni, i leader europei hanno dato per scontato che il loro ambiente di sicurezza fosse garantito da tre pilastri: la supremazia militare americana, la coesione della NATO e una Russia che potesse essere contenuta e contemporaneamente emarginata. La guerra in Ucraina ha temporaneamente alimentato questa illusione…

Vai all’articolo

Maledetto Sud Globale che Non Vuole Più Obbedire…

di Augusto Grandi
Imbarazzanti le reazioni dell’Occidente di fronte alle immagini del vertice SCO in Cina.
Imbarazzanti più ancora che imbarazzate. Perché è difficile sembrare più idioti e arroganti di così. Hanno cominciato gli statunitensi, choccati perché Modi, il leader indiano, si è mostrato felice e sorridente mentre incontrava i feroci dittatori Xi Jinping e Putin. Ma come, Modi che guida la più grande democrazia del mondo, si accorda con l’asse del male?
Ovviamente i buoni yankee ritengono che l’India dovesse accettare senza fiatare i dazi al 50% imposti dagli Usa. Perché erano dazi educativi, non punitivi…

Vai all’articolo

Siria in Fiamme, come l’Occidente Ha Creato l’Ennesimo Stato Fallito

di Vincenzo Brandi
Giungono notizie di scontri interreligiosi tra milizie sunnite e druse nel Sud della Siria, di cui immediatamente profitta Israele per estendere la sua influenza nella Siria meridionale ergendosi a “protettore” dei Drusi e bombardando persino i palazzi del potere a Damasco.
Si tratta in realtà solo di un ignobile conflitto tra avvoltoi (Israele, Turchia, USA) che cercano di spartirsi le spoglie di quel martoriato paese, noto un tempo per essere la sede di una pacifica convivenza tra gruppi religiosi ed etnici (dai Sunniti ai Cristiani, dagli Alawiti ai Drusi, dagli Arabi ai Curdi e le minoranze turcomanne e assire).
La Siria era l’ultimo baluardo di quel nazionalismo arabo laico, socialista ed antimperialista, che aveva destato tante speranze tra i popoli del Medio Oriente e del Nord.-Africa, ed aveva avuto i suoi più noti rappresentanti in Nasser, Gheddafi e Assad padre. Non si trattava di regimi perfetti, ma in Siria prima del 2011 erano stati raggiunti importanti risultati nel campo economico e sociale, e dei diritti umani, soprattutto delle donne che avevano raggiunto una piena parità. La pace interetnica e interreligiosa era stata assicurata nonostante qualche tentativo fallito di colpo di stato condotto da ambienti sunniti estremisti foraggiati dall’estero…

Vai all’articolo

Verso il Mondo Post-Occidentale

di Vincenzo Costa
Molti temono, e anche io ho temuto per un lungo periodo, un conflitto globale. Ma credo adesso che questo non sia probabile, anche se ovviamente resta possibile.
La Russia non cercherà escalation, cioè non cercherà di allargare il conflitto. Risponderà colpo su colpo, ma mantenendo basso il profilo. E la Cina non forzerà sulla questione di Taiwan. Manterrà la giusta pressione, ma non procederà a operazioni militari.
Perché non lo faranno? Perché è oramai evidente che l’Occidente collettivo è entrato in una fase critica. Critica è quella fase in cui qualsiasi cosa tu faccia, ogni azione per risolvere le criticità interne produce più problemi di quelli che risolve. In maniera molto breve e poco argomentata:
1. Cina, Russia e molti altri paesi stanno oramai procedendo, coi tempi necessari, a una situazione di “disaccoppiamento”. Per i paesi dei BRICS si tratta di continuare a fare affari con gli USA e con la UE, ma senza fare dipendere le loro economie da USA e UE….

Vai all’articolo

Generale F. Mini: “la Guerra di Netanyahu è la Prova che Teheran Non Ha l’Atomica”

Intervista di Paolo Rossetti al Generale Fabio Mini
Israele vuole punire l’Iran perché è un contendente in Medio Oriente. Netanyahu vuole le armi USA ma la sua guerra non risolverà niente.
L’obiettivo di Israele è quello di affermarsi come potenza egemone nel Medio Oriente. E per farlo ha deciso di attaccare l’Iran, di destrutturarlo come Paese. Per portare a compimento il piano, però, spiega Fabio Mini, generale già capo di stato maggiore della NATO per il Sud Europa e comandante delle operazioni di pace della NATO in Kosovo (autore de “La Nato in guerra”, Dedalo, 2025), Netanyahu ha bisogno che Trump gli fornisca le armi adatte.
Così impostata, la guerra andrà avanti fino a che entrambe le parti non avranno finito le munizioni…

Vai all’articolo

La Promessa

di Lorenzo Merlo
Le espressioni che arrivano dalla Russia, dalla Cina e, in generale, dalla cosmogonia Brics dedicate al multipolarismo e al rispetto delle politiche che emergono dalle culture fiorite sulla terra, sono viste dalla parte di noi che considera la modalità ingerente irrinunciabile stella polare di quella statunitense-occidentale come mortifera, alla stregua di una promessa salvifica.
La base su cui appoggia la speranza che tale promessa possa comportare la realizzazione di un mondo più rispettoso e meno travestito di giustizia, non più governato dal padre padrone statunitense, si radica sul plinto della crescente e diffusa consapevolezza che la freccia scoccata dall’arco della modalità egemonica, appesantita da assurdità antropologica, sociologica e psicologica prima ancora che politica, geopolitica, come l’esportazione della democrazia, e ammorbata da un debito pubblico sintomo di un sistema immunitario allo sfacelo, sia prossima al suo punto di schianto, ben lontano dal centro del bersaglio di dominio assoluto che voleva colpire…

Vai all’articolo

Una UE Senza Europa è un Generatore Automatico di Conflitti

di Marquez
Il continuo allargamento UE è solo un atto servile verso gli USA, privo di logica politica o economica. Nuovi membri entrano per fondi e in chiave bellica antirussa. L’identità europea collassa, ridotta a costola NATO, lontana dallo spirito fondante di Ventotene.
La Nuova UE… Senza Europa
Ormai la UE è un generatore automatico di conflitti. Al momento ci sono nove paesi ufficialmente candidati all’adesione: Turchia (candidata dal 1999), Macedonia del Nord (candidata dal 2004), Montenegro (candidato dal 2010), Serbia (candidata dal 2012), Albania (candidata dal 2014), e questi sono i casi in sospeso da anni per valutazioni tecniche ed economiche.
Poi ci sono gli ultimi casi, su spinta politica ed atlantica, i più spinosi: Ucraina, Moldavia e Bosnia ed Erzegovina (tutte e tre candidate dal 2022) e Georgia (candidata dal 2023).
Caso a parte il Kosovo, altra situazione instabile e di potenziale conflitto, che ha firmato l’accordo di stabilizzazione e associazione necessario prima che possa candidarsi per l’adesione, ed è considerato “potenziale candidato”.
L’attuale espansione dell’Unione Europea appare priva di una logica coerente, sia dal punto di vista politico che economico. Sembra dettata esclusivamente dal desiderio di sfidare la Russia, intensificando e aggravando i conflitti, senza alcun reale vantaggio per sé. È un’operazione che trasuda servilismo nei confronti degli Stati Uniti…

Vai all’articolo

Caos Globale e Riciclaggio in Cloud Banking

di Manlio Lo Presti
Un metodo efficace per non essere condizionati dal racconto meccanico di una alluvione di fatti, spesso travisati nei contenuti e nei significati, è quello dell’approccio panoramico, seguendo le rotte del danaro che è alla base dell’orizzonte degli eventi.
Valutare a distanza consente di collegare notizie provenienti da zone e date diverse. Visualizzando la situazione geopolitica attuale da un punto di vista globale, le economie emergenti e quelle che intendono liberarsi dall’egemonia dell’anglosfera preferiscono la stabilità politica ed economica per diffondere e pianificare a lungo termine la propria produzione commerciale.
L’anglosfera – e una parte dell’Occidente in gran parte trainato a strascico – è guidata dalla finanza speculativa. Questo settore tossico si alimenta diffondendo caos con rivoluzioni colorate, disordini, omicidi, sterminio di massa, povertà, ricusazione di elezioni “non gradite”, guerre locali, pandemie…

Vai all’articolo

Gli Esperti Occidentali Hanno Sbagliato Tutto ma Non si Pentono

di Luciano Lago
Sappiamo che, nel campo della geopolitica non è facile fare previsioni ed avere una visione chiara dei processi di cambiamento che sono in corso nel mondo, tuttavia balza agli occhi la macroscopica incapacità degli analisti occidentali di saper prevedere ed interpretare la logica degli avvenimenti che si sono verificati negli ultimi anni a livello planetario.
Si può pensare che gli analisti e gli strateghi occidentali manchino di una esatta percezione della realtà e di conseguenza non riescano a interpretare i cambiamenti ciclici quando questi avvengono in forma troppo rapida, ma lo scollamento dalla realtà risulta talmente forte da fornire l’impressione che l’incapacità di questi esperti sia dovuta ad una deformazione della propaganda.
Non è possibile altra interpretazione quando si pensi a quanto questi presunti “esperti” hanno vaticinato a proposito della Russia che, secondo loro, sarebbe stata presto “schiacciata dalle sanzioni” dell’occidente, insieme a tutta una serie di restrizioni definite senza precedenti, che avrebbero messo la Russia sotto assedio, spingendola verso un assoluto isolamento e costringendola a cercare una accordo con le potenza occidentali che patrocinano l’Ucraina…

Vai all’articolo

Kazan 2024, la Resa dei Media Occidentali: Chi ha Isolato Chi?

di Leonardo Sinigaglia
Dall’inizio dell’Operazione Militare Speciale russa in Donbass e Ucraina, uno dei mantra preferiti dalla propaganda occidentale è stato quello del preteso isolamento della Russia.
Secondo i nostri politici e giornalisti, Mosca sarebbe stata “isolata” dalla “comunità internazionale” a causa della sua “improvvisa e immotivata invasione di un paese pacifico”.
Questa narrazione, già debole finanche nei convulsi giorni seguiti a quel 22 febbraio, ha mostrato col passare dei mesi di essere una mera fandonia, un pio desiderio delle classi dirigenti euro-atlantiche a cui la realtà, nonostante tutte le conferenze stampa e le colonne sui giornali, si ostinava a non conformarsi.
La più grande e feroce campagna sanzionatoria della Storia non è riuscita a piegare l’economia russa, con i paesi del mondo, finanche occidentali, impegnati in un complesso gioco di triangolazioni ed espedienti per garantirsi il collegamento con i mercati russi. Similmente…

Vai all’articolo