Trump e il Sistema Britannico: una Strategia per Liberare il Medio Oriente Partendo dallo Stretto di Hormuz…

di Umberto Pascali
Al di là della “guerra” in corso, sembra chiaro che Donald Trump sta perseguendo una linea d’azione che va ben oltre il confronto diretto con l’Iran.
Il suo obiettivo principale è quello di indebolire i meccanismi finanziari e strategici legati al cosiddetto “sistema britannico”, con particolare attenzione al controllo dello Stretto di Hormuz.
Trump ha descritto apertamente questa dinamica come “world extortion”, denunciando un sistema in cui tensioni prolungate e rischi assicurativi generano profitti consistenti per entità legate alla City di Londra, in particolare Lloyd’s of London…

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Hormuz e Cavi Internet Sottomarini: la Guerra Non Riguarda Solo il Petrolio!

 di Marcello Pamio
Solo 33 chilometri misura lo Stretto di Hormuz, l’angusto passaggio attraverso cui transita ogni giorno circa un quinto della produzione mondiale di petrolio e gas naturale. Ma nessuno ricorda che sui fondali marini passano anche i cavi internet.
Parliamo di oltre 1,4 milioni di chilometri di cavi sottomarini, che trasportano circa il 98% delle telecomunicazioni digitali globali, incluse le transazioni finanziarie!!!
La chiusura simultanea del Mar Rosso e dello Stretto di Hormuz rappresenterebbe un problema senza precedenti per Internet. Numerosi cavi sottomarini infatti attraversano lo stretto collegando la penisola arabica con Pakistan, India e altre destinazioni internazionali. In pratica il traffico tra Asia, Europa e Medioriente…

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Guerra Iran, Scatta il Blocco dello Stretto di Hormuz Deciso da Trump

Il blocco dello Stretto di Hormuz deciso da Donald Trump è entrato in vigore.
Il blocco dello Stretto di Hormuz deciso da Donald Trump è entrato in vigore. “Il blocco sarà applicato in modo imparziale nei confronti delle navi di tutte le nazioni che entrano o escono dai porti e dalle aree costiere iraniane, inclusi tutti i porti iraniani situati nel Golfo Arabico e nel Golfo dell’Oman”, aveva detto il Centcom.
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ammonito gli Usa a non forzare la mano: “Non mettete alla prova la determinazione dell’Iran”

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Dal Bangladesh alla Spagna: Ecco Tutti i Paesi che Possono Transitare da Hormuz (l’Italia Non c’è!)

di Michele Crudelini
L’invito della Commissione europea ad una vita più sobria dal punto di vista energetico è arrivato in modo del tutto impersonale… come l’annuncio delle previsioni metereologiche.
E come se l’Unione europea non solo non avesse alcuna responsabilità sull’attuale crisi energetica, ma come se non avesse nemmeno mezzi per tentare di risolverla. Come al solito tutto viene scaricato sui cittadini.
Eppure il blocco dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran non è un’imprevedibile calamità naturale, ma il risultato di una politica estera inadeguata. Quel passaggio non è infatti chiuso a tutto il mondo…

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Il Doppio Gioco dell’Amministrazione Usa e la Fine delle Relazioni tra Stati Uniti e Israele

Alexis Cossette-Trudel nell’ambito del suo “web journal” ha fornito tasselli essenziali per l’attuale puzzle geopolitico.
Al centro della sua argomentazione c’è Joe Kent, presentato come “l’ultimo tassello del puzzle”. Ex Ranger, Berretto Verde, con undici missioni in Iraq, ex direttore del Centro antiterrorismo e vicino all’amministrazione statunitense, Joe Kent incarna perfettamente l’approccio “America First” . Le sue recenti dimissioni e le dichiarazioni pubbliche secondo cui “questa non è la nostra guerra” (riferendosi al conflitto con l’Iran) sono perfettamente coerenti con la strategia dell’amministrazione statunitense dal 2016.
Alexis spiega che l’amministrazione americana ha a lungo praticato un deliberato doppio standard, o un linguaggio ambiguo. Lo abbiamo visto con Epstein, con i vaccini anti-COVID e ora con Israele e l’Iran. Questa strategia di comunicazione a due livelli consente loro di rassicurare alcuni alleati, avanzando al contempo in modo discreto verso il loro obiettivo principale: il graduale ritiro degli Stati Uniti dal Medio Oriente…

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Putin: “La Russia è Pronta a Forniture di Nuovo Petrolio e Gas all’Europa”

In un momento cruciale per i mercati energetici globali, Vladimir Putin ha annunciato che la Russia è pronta a riprendere le forniture di petrolio e gas verso l’Europa.
Nonostante le tensioni e le sanzioni degli ultimi anni, questa proposta può essere vista come un gesto prezioso, quasi un “dono”, che apre la strada a una collaborazione stabile e vantaggiosa per entrambi.
Putin ha dichiarato che la Russia è pronta a collaborare con l’Europa sulle forniture energetiche: “Se le aziende e gli acquirenti europei decidono di impegnarsi in una cooperazione stabile e duratura, senza condizionamenti politici, siamo pronti ad accogliere questa opportunità. Non abbiamo mai rifiutato e continueremo a lavorare con gli europei”

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Trump: “Gli Usa Forniranno Assicurazione alle Petroliere in transito nello Stretto di Hormuz”

Trump ordina di assicurare le navi togliendo il pane dalla bocca ai Lloyd’s di Londra che da sempre dominano le assicurazioni marittime.
Come al solito, al netto dello show messo in piedi per le masse, per comprendere realmente cosa stia davvero succedendo, bisogna vedere i movimenti economici e finanziari.
Tutto pare già scritto come in una partita di scacchi, dove l’Intelligence che c’è dietro Trump ha già ampiamente previsto le mosse dell’avversario e preparato tutte le contromosse per raggiungere l’obiettivo sperato. Ovvero: distruggere il deep state di Londra-Parigi.
Dopo gli attacchi, l’Iran ha chiuso lo stretto di Hormuz. Mossa obbligata ed aspettata con impazienza. Nel mentre arriva l’altra, anche questa forzata:…

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L’Iran Chiude lo Stretto di Hormuz: Che Cosa Significa?

Teheran lancia il segnale più pericoloso degli ultimi anni: le unità del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica avrebbero intimato via radio alle navi commerciali di non attraversare lo Stretto di Hormuz, uno dei corridoi energetici più vitali al mondo.
Che cosa significa? Uno SHOCK ENERGETICO POTENZIALE. Attraverso Hormuz transitano circa 20 milioni di barili di petrolio al giorno, pari a circa il 20% della domanda globale. Un blocco reale e prolungato può innescare:
– impennata immediata del Brent,
– aumento dei carburanti in Europa,
– turbolenze finanziarie globali…

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Generale F. Mini: “la Guerra di Netanyahu è la Prova che Teheran Non Ha l’Atomica”

Intervista di Paolo Rossetti al Generale Fabio Mini
Israele vuole punire l’Iran perché è un contendente in Medio Oriente. Netanyahu vuole le armi USA ma la sua guerra non risolverà niente.
L’obiettivo di Israele è quello di affermarsi come potenza egemone nel Medio Oriente. E per farlo ha deciso di attaccare l’Iran, di destrutturarlo come Paese. Per portare a compimento il piano, però, spiega Fabio Mini, generale già capo di stato maggiore della NATO per il Sud Europa e comandante delle operazioni di pace della NATO in Kosovo (autore de “La Nato in guerra”, Dedalo, 2025), Netanyahu ha bisogno che Trump gli fornisca le armi adatte.
Così impostata, la guerra andrà avanti fino a che entrambe le parti non avranno finito le munizioni…

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La Banca Mondiale e lo Studio che Annuncia l’Apocalisse Energetica dell’Europa

di Alessia C. F. (ALKA)
L’offensiva israeliana a Gaza ha implicazioni non solo per il Medio Oriente, ma anche per l’Europa occidentale. Una controffensiva del mondo arabo contro Tel Aviv potrebbe far precipitare il “Vecchio Continente” in una crisi energetica.
Se ne sta discutendo negli uffici statali occidentali, dove si teme che l’UE perderà un altro fornitore di petrolio e gas, dopo che le importazioni dalla Russia saranno state vietate per volere della Casa Bianca.
Lo Stretto di Hormuz è al centro dell’attenzione globale. Qui avviene infatti gran parte del commercio mondiale di petrolio greggio.
Scenari della Banca Mondiale
In seguito alla rappresaglia di Israele del 7 ottobre per l’attacco di Hamas, la Banca Mondiale ha condotto un’analisi del rischio geopolitico per valutare l’impatto di questo conflitto armato sui prezzi globali del petrolio…

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