Il “Somaliland” è il Gioco Pericoloso di Israele nel Corno d’Africa

di Zela Santi
Israele è l’unico Paese a riconoscere il Somaliland: una mossa tutt’altro che simbolica.
Dietro c’è il controllo del Corno d’Africa, l’accerchiamento dell’Iran e una regione destinata a diventare il nuovo fronte della competizione globale.
Israele e il Somaliland: il Riconoscimento che Riscrive le Mappe
Israele è oggi l’unico Stato al mondo ad aver riconosciuto il Somaliland come entità “indipendente e sovrana”. Un gesto che, a prima vista, potrebbe sembrare marginale: un piccolo territorio del Corno d’Africa, privo di riconoscimento internazionale da oltre trent’anni, improvvisamente legittimato da una potenza regionale. In realtà, siamo di fronte a una mossa geopolitica di notevole portata, tutt’altro che simbolica…

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Sudan, l’Assordante Silenzio di Fronte alla Più Grande Tragedia Umanitaria del Mondo

di Eugenio Cardi
La catastrofe del Sudan può ora essere descritta solo con superlativi: è la più grande catastrofe umanitaria del mondo, ospita la più grande crisi di sfollamento del mondo e la più grande crisi alimentare del mondo.
“Un incubo vivente”. Così le Nazioni Unite descrivono ciò che sta accadendo in Sudan. Eppure, mentre il mondo dibatte su altre crisi internazionali, nel terzo Paese più grande dell’Africa si consuma in un conflitto che ha assunto le dimensioni di una catastrofe biblica. Una catastrofe che si svolge nell’indifferenza quasi totale della comunità internazionale.
I Numeri dell’Orrore
Le cifre sono agghiaccianti e continuano a peggiorare. Stime indicano che fino a 150.000 persone potrebbero essere morte dall’inizio del conflitto nell’aprile 2023, con oltre 61.000 vittime solo nella zona di Khartoum. La carestia da sola ha ucciso circa 522.000 bambini, mentre più di 14 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case, rendendola la peggiore crisi di sfollamento al mondo.
Oltre 635.000 persone, incluso il più grande campo profughi del Paese, vivono in condizioni di carestia con un rischio elevato di morte…

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La “Preghiera-Sfida” di Traoré a Papa Leone XIV

a cura di Leopoldo Salmaso
Una “contro-omelia della liberazione” dall’Africa che alza la testa
“A Sua Santità Papa Roberto Francesco.
Non le scrivo da un palazzo, né dalle comodità di ambasciate straniere, ma dal suolo della mia patria, la terra del Burkina Faso, dove la polvere si mescola al sangue dei nostri martiri e gli echi della rivoluzione sono più forti del ronzio dei droni stranieri sopra le nostre teste.
Non le scrivo come un uomo in cerca di approvazione, né come uno invischiato in convenevoli diplomatici. Le scrivo come un figlio dell’Africa, audace, ferito, indomito.
Ora lei è il padre spirituale di oltre un miliardo di anime, inclusi milioni qui in Africa. Lei eredita non solo una chiesa, ma una missione. E in questo momento di transizione, mentre il fumo bianco aleggia ancora sui tetti del Vaticano, devo inviare questa lettera attraverso mari e deserti, oltre guardie e cancellate, direttamente al suo cuore, perché la storia lo esige, perché la verità lo impone, perché l’Africa, ferita e in rivolta, ci sta guardando…

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Occhi sul Niger…

Occhio al medio oriente e all’Africa, soprattutto al Colpo di Stato nel Niger.
La Giunta Militare che ha preso il comando ha vietato l’esportazione di Oro e di Uranio in Europa, di fatto è una chiarissima presa di posizione contro la Francia, e una chiara messa al bando della moneta nazista Franco CFA.
È una notizia di dimensioni colossali. Significa un colpo mortale alla Francia, che non potrà più alimentare le sue Centrali Nucleari.
In Francia la produzione nazionale di energie elettrica è garantita soprattutto da 18 centrali nucleari, molte delle quali dislocate sul confine Italiano per un totale di circa 58 reattori di vecchia generazione, che forniscono ben il 76% dell’energia elettrica nazionale (dati del 2016).
Ora, la mancanza del combustibile nucleare a basso costo dal Niger, significa per la Francia un colpo pressoché mortale. E Macron ha un solo modo per risolvere la questione: riprendere il controllo del Niger militarmente. È possibile che Macron cerchi in tutti i modi di coinvolgere ONU e NATO, ma sarà difficile vedere un loro diretto coinvolgimento militare in una impresa del genere…

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“Gli Assassini di Muammar Gheddafi vogliono insegnarci la Democrazia?”

Fred M’membe: “Il paese che ha ucciso tanti dei nostri leader in Africa e in altre parti del mondo vuole insegnarci la democrazia?”
Il leader dell’opposizione dello Zambia, Fred M’membe, durante la visita di Kamala Harris nel Paese il 31/03/’23, ha affermato: “Un paese che ha rovesciato così tanti governi in Africa, che ha condotto così tanti colpi di stato in Africa e in altre parti del mondo.
Il paese che ha ucciso tanti dei nostri leader in Africa e in altre parti del mondo. Gli assassini di Patrice Lumumba, gli assassini di Kwame Nkrumah, gli assassini di Nasser, gli assassini di Muammar Gheddafi verranno oggi a insegnarci la democrazia!?
“Un paese che ha rovesciato così tanti governi in Africa, che ha condotto così tanti colpi di stato in Africa e in altre parti del mondo.
Il paese che ha ucciso tanti dei nostri leader in Africa e in altre parti del mondo. Gli assassini di Patrice Lumumba, gli assassini di Kwame Nkrumah, gli assassini di Nasser, gli assassini di Muammar Gheddafi verranno oggi a insegnarci la democrazia!?

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Ucraina e Africa sono una Formula esplosiva per l’UE, di cui pare non avere Consapevolezza alcuna

di Claudio Martinotti Doria
L’Europa sta rischiando una deflagrazione mai vista nella sua storia precedente e deve ringraziare la sua classe dirigente mediocre, incompetente, corrotta e iniqua.
Premetto che non mi ripeterò rispetto a quanto ho già scritto in precedenza, perché francamente ho poca voglia di scrivere, ritenendo che chi è sinceramente desideroso di sapere, capire e interpretare la realtà che ci circonda e prevedere quella che si approssima, dovrebbe ricercare fonti attendibili d’informazione e non abbeverarsi ai media mainstream che fanno solo propaganda di regime, non dovrebbe fare scelte comode e omologate o far finta di nulla e rifiutarsi di sapere come realmente stanno le cose, ma semmai assumersi le proprie responsabilità individuali cercando di fare scelte consapevoli.
Dopo questa breve premessa veniamo all’oggetto di questo mio sintetico intervento: Ucraina (intesa come situazione complessiva in corso e sue ripercussioni) e Africa, e la loro stretta correlazione geopolitica, economica e antropologico culturale…

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Pigmei pestati con l’avallo del WWF? La denuncia di Survival

I “Pigmei” Baka rischiano arresti e pestaggi, torture e morte per mano dei guardaparco che li accusano di “bracconaggio”.
Succede in Africa dove gran parte delle loro terre sono state trasformate in “aree protette”. A causa delle restrizioni sulla caccia, i Baka vengono spesso criminalizzati come “bracconieri”, quando cacciano per nutrire le loro famiglie. Come i Baka sono decine le altre tribù in Camerun, nella Repubblica Centrafricana e nella Repubblica del Congo che rischiano ogni giorno, da anni, la stessa sorte.
Per fermare questa “mattanza umana” Survival International ha presentato un’Istanza formale all’OCSE in merito alle attività del WWF che, secondo il movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni, da oltre 15 anni sarebbe a conoscenza degli abusi subiti dai Baka da parte delle guardie in Camerun…

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Sahel, il rischio di un Nuovo Califfato… l’ombra Jihadista sull’Africa

Mentre tutti stanno parlando di Libia, c’è una profonda crisi terroristica in Sahel.
La crisi in Libia è al centro dell’attenzione diplomatica mondiale, ma in tal modo eclissa quella in atto nei Paesi confinanti del Sahel: questi sono ostaggio di una crescente instabilità, alimentata proprio dall’annoso conflitto libico, ma sul quale finora non hanno voce in capitolo. Eppure, i gruppi armati jihadisti attivi a sud del Sahara dal 2012 puntano a costruire un nuovo califfato, proprio alle porte della Libia e dell’Europa. Negli ultimi giorni è stato il presidente francese Emmanuel Macron ad evidenziare il collegamento tra i due scenari e l’urgenza di arginare la minaccia terroristica nel Sahel.
La scorsa settimana il ministro della Difesa francese, Florence Parly, è stata nel Sahel, accompagnata dai suoi omologhi di Portogallo, Svezia e Estonia, Paesi impegnati nella nascente forza Takuba – che in tamashek, la lingua dei Tuareg, significa “spada” – ovvero un raggruppamento di forze speciali europee che dovrebbe essere operativo in estate. La visita ha seguito di una settimana il vertice di Pau, in Francia, dove i governi di Parigi e del G5 Sahel (Mali, Niger, Burkina Faso, Ciad e Mauritania) hanno annunciato una serie di misure per recuperare il terreno sui gruppi armati, tra cui la creazione di una “coalizione per il Sahel”

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Vescovi africani: “Fermare l’emigrazione, aiutare gli africani a restare”

di Federico Cenci
La voce dei vescovi africani riecheggia ormai di frequente. L’appello dei presuli ai propri giovani è fin troppo chiaro: basta emigrazione, basta diventare carne da macello per trafficanti d’esseri umani e imprenditori senza scrupoli, che in Europa sfruttano la mano d’opera straniera per abbassare il costo del lavoro.
Al contrario, bisogna che le forze giovani restino in Africa, è l’unica opportunità per quelle terre di riscattarsi. Non basta, però, la buona volontà dei giovani. Serve l’impegno politico, dei Paesi africani certo, ma anche e soprattutto della comunità internazionale. In tal senso si colloca il Programma “Hungary Helps”, iniziativa del governo magiaro che prevede aiuti concreti in Africa e che finora ha dato sostegno a migliaia di persone…

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Come la Francia “fa la cresta” sull’Africa con i Franchi CFA

La Francia tramite i “Franchi CFA” controlla e impoverisce ben 14 ex colonie africane, costringendo molti africani ad emigrare altrove.

Il Colonialismo Francese è terminato solo in maniera formale, in quanto la Francia adotta un controllo finanziario su ben 14 ex colonie: Camerun, Ciad, Gabon, Guinea Equatoriale, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Guinea Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo, con un totale di popolazione di circa 160 milioni di abitanti.

Il controllo economico e monetario francese sulle ex colonie, tramite i Franchi CFA
La Francia adotta su questi un controllo economico e monetario, stampando e imponendo loro una moneta, i Franchi CFA, che garantiscono degli introiti per Parigi e tolgono del tutto la sovranità…

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