Come la Francia “fa la cresta” sull’Africa con i Franchi CFA

La Francia tramite i “Franchi CFA” controlla e impoverisce ben 14 ex colonie africane, costringendo molti africani ad emigrare altrove.

Il Colonialismo Francese è terminato solo in maniera formale, in quanto la Francia adotta un controllo finanziario su ben 14 ex colonie: Camerun, Ciad, Gabon, Guinea Equatoriale, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Guinea Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo, con un totale di popolazione di circa 160 milioni di abitanti.

Il controllo economico e monetario francese sulle ex colonie, tramite i Franchi CFA
La Francia adotta su questi un controllo economico e monetario, stampando e imponendo loro una moneta, i Franchi CFA, che garantiscono degli introiti per Parigi e tolgono del tutto la sovranità…

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Virunga, la guerra per salvare i Gorilla

di Carlo Terzano
Ogni giorno i ranger del Parco nazionale della Repubblica democratica del Congo, lottano per salvare questi primati e il loro habitat. Nel mirino dei bracconieri e degli affaristi stranieri.
Il Wwf li ha definiti “eroi della natura”. Sono i cinque ranger del “Parco nazionale dei vulcani Virunga”, nella Repubblica Democratica del Congo, massacrati da bracconieri senza scrupoli. Un sesto versa tutt’ora in gravissime condizioni. Ragazzi sotto i 30 anni che hanno votato la loro vita alla conservazione di ciò che resta della foresta equatoriale africana, continuamente minacciata dagli interessi economici di grandi latifondisti, cacciatori di frodo e dei signori del petrolio.
Oggi quel polmone verde, tra le più antiche giungle del Pianeta, per molti rappresenta un vero tesoro, mentre le guardie forestali sono di fatto l’unico ostacolo che si frappone tra gli affaristi senza scrupoli e guadagni molto facili, in uno Stato in cui politica e pubblica amministrazione sono altamente corrotte. Negli ultimi 20 anni, sono stati 175 i ranger caduti nelle imboscate dei nemici del Virunga. Ma le guardie forestali non sono le sole vittime di questa mattanza silenziosa…

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Thomas Sankara: l’ultimo discorso che gli costò la vita

30 anni fa, un piccolo uomo dalla pelle nera sfidò i potenti del mondo.

Disse che la politica aveva senso solo se lavorava per la felicità dei popoli. Affermò, con il proprio esempio personale, che la politica era servizio, non potere o arricchimento personale. Sostenne le ragioni degli ultimi, dei diversi e delle donne. Denunciò lo strapotere criminale della grande finanza. Irrise le regole di un mondo fondato su di una competività che punisce sempre gli umili e chi lavora. E che arricchisce sempre i burattinai di questa stupida arena. Urlò che il mondo era per le donne e per gli uomini, tutte le donne e tutti gli uomini e che non era giusto che tanti, troppi, potessero solo guardare la vita di pochi e tentare di sopravvivere.

Nel luglio del 1987, in occasione della…

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Le vedove del Kenya

le vedove del kenya

In Kenya, secondo un’antica tradizione, quando una donna resta vedova deve risposarsi con un parente del marito morto.
Secondo un’inchiesta presentata all’Onu alla fine del 2015, in Kenya, due delle pratiche tradizionali più pericolose sono la “pulizia della vedova” – cioè i rituali di “purificazione” a cui deve sottoporsi una donna appena morto il marito – e “l’eredità della vedova”. Può accadere, cioè, che le vedove siano “ereditate” dal fratello del marito, diventando la sua prima moglie o una delle sue spose, una tradizione diffusa in alcune zone dell’Africa, dell’Asia meridionale o del Medio Oriente…

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L’odiosa “caccia in scatola”

lions canned hunting

di Sara Bellini
Nei paesi africani nei quali è consentita la caccia, il turismo collegato ad essa funziona a piena velocità. Il Sudafrica offre accanto al tradizionale trofeo di caccia una variante ancora più crudele: il “canned hunting” ovvero la caccia in scatola (in pratica una caccia da dietro un recinto), in cui gli animali vengono serviti ai loro cacciatori su un piatto d’argento.
Ian Michler, è uno studioso di scienze naturali sudafricano, che vuole informare il pubblico e le autorità su una fiorente, orrenda pratica – una sottospecie della tradizionale caccia con…

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Perché la Cina sta costruendo “città fantasma” in Africa?

Città di Kilamba, Angola

di Bernadette Amante
Le città fantasma dell’Africa si moltiplicano: quali sono i veri interessi della Cina?

Di certo questo non è un fatto nuovo ma ciò che stupisce maggiormente è la rapidità e la capillarità del fenomeno: basti pensare che i palazzinari cinesi hanno costruito una moderna città africana ex novo in Angola, la Nova Cidade de Kalimba, composta da circa 750 edifici di otto piani. La città può accogliere circa 500 mila abitanti ma invece è stranamente vuota, una vera e propria città fantasma nuova fiammante.

Per la costruzione gli investitori hanno speso…

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