La verità sull’Overshoot Day: chi sono i responsabili del tracollo del pianeta

L’Overshoot Day, la data simbolica dell’anno in cui la domanda di risorse dell’umanità oltrepassa, in quantità, quelle che la Terra può spontaneamente rigenerare, dice che l’umanità è “a debito”. Per il 2018, il calendario ha segnato il primo di agosto. L’anno scorso, invece, era stato il 2.
L’iniziativa, lanciata nel 2006 dal Global Footprint Network, un’organizzazione internazionale no-profit di ricerca ambientale, calcola il numero di giorni dell’anno in cui la biocapacità (cioè la capacità di rigenerare le risorse naturali) del Pianeta è sufficiente a sostenere la nostra impronta ecologica, ossia la domanda di quelle stesse risorse, e attraverso una media dei risultati di tutti i Paesi riporta il “break even”, il punto cioè, come si usa dire in economia aziendale, in cui le risorse sono in pareggio…

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Virunga, la guerra per salvare i Gorilla

di Carlo Terzano
Ogni giorno i ranger del Parco nazionale della Repubblica democratica del Congo, lottano per salvare questi primati e il loro habitat. Nel mirino dei bracconieri e degli affaristi stranieri.
Il Wwf li ha definiti “eroi della natura”. Sono i cinque ranger del “Parco nazionale dei vulcani Virunga”, nella Repubblica Democratica del Congo, massacrati da bracconieri senza scrupoli. Un sesto versa tutt’ora in gravissime condizioni. Ragazzi sotto i 30 anni che hanno votato la loro vita alla conservazione di ciò che resta della foresta equatoriale africana, continuamente minacciata dagli interessi economici di grandi latifondisti, cacciatori di frodo e dei signori del petrolio.
Oggi quel polmone verde, tra le più antiche giungle del Pianeta, per molti rappresenta un vero tesoro, mentre le guardie forestali sono di fatto l’unico ostacolo che si frappone tra gli affaristi senza scrupoli e guadagni molto facili, in uno Stato in cui politica e pubblica amministrazione sono altamente corrotte. Negli ultimi 20 anni, sono stati 175 i ranger caduti nelle imboscate dei nemici del Virunga. Ma le guardie forestali non sono le sole vittime di questa mattanza silenziosa…

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Biodiversità: entro il 2020 ci sarà un’estinzione di massa

gufo triste nella distruzione del bosco

Il rapporto Living Planet 2016 del WWF lancia l’allarme: entro 4 anni le popolazioni animali diminuiranno del 67% per colpa dello sfruttamento selvaggio dell’ambiente, della caccia di frodo e dell’inquinamento.
I numeri sono quelli di un’estinzione di massa in tempi brevissimi. Tra appena 4 anni, potrebbero scomparire due terzi delle popolazioni di specie animali che oggi vivono sulla Terra, una perdita di biodiversità senza precedenti che metterà a dura prova gli ecosistemi di tutto il globo. Lo affermano il WWF e la Zoological Society di Londra in un report appena pubblicato, dove indicano lo sfruttamento selvaggio dell’ambiente, la caccia di frodo e l’inquinamento come cause principali del disastro.

“Non siamo più un piccolo mondo su un grande pianeta – scrive nella prefazione il professor Johan Rockström del Stockholm Resilience Centre – ora siamo un grande mondo su un piccolo pianeta. Abbiamo raggiunto il punto di saturazione”

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