Un “Albero dei Miracoli” per frenare gli incendi e la deforestazione in Amazzonia

di Vincenzo Giardina
In un solo anno, nel principale Paese del bacino amazzonico, il Brasile, il tasso di deforestazione è aumentato di oltre l’80 per cento.
Si chiama “Inga”, è una pianta tropicale della famiglia delle Leguminose e con i suoi fiori bianchi e le capacità azotofissatrici, può costituire un nuovo argine a incendi e deforestazione in Amazzonia. Le sue proprietà sono state evidenziate sul portale d’informazione scientifica ‘Phys.org’ dai responsabili di un progetto di rimboschimento nel cosiddetto “arco della distruzione”, al confine meridionale dell’Amazzonia brasiliana, nello Stato di Randonia.
“È un albero miracoloso” ha detto Toby Pennington, professore di biogeografia e biodiversità tropicale presso la University of Exeter, intervistato dall’emittente inglese ‘Bbc’: “Alcune specie possono crescere davvero velocemente, su suoli molto poveri, anche molto degradati, dove gli alberi sono stati tagliati”. Il contributo dell’Inga è stato evidenziato anche da Saulo De Souza, del centro brasiliano Instituto Ouro Verde. Secondo l’esperto, “queste piante possono favorire anche la fauna creando nuovi habitat o punti di passaggio verso la foresta”. Il progetto di rimboschimento sarà finanziato da un fondo britannico per la ricerca e l’innovazione, il Global Challenges Research Fund (Gcrf), per l’equivalente di 712mila euro…

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La devastazione dell’Amazzonia, tra passato e presente

di Julia Blunck
Gli incendi che stanno devastando l’Amazzonia in questi giorni sono solamente l’ultimo tassello di una devastazione che parte da lontano, affondando le sue radici nell’economia coloniale e neo-coloniale.
L’attuale Presidente Jair Bolsonaro, sta portando all’estremo questa devastazione, avendola inserita nel suo programma strategico che prevede, al contempo, la guerra alle popolazioni indigene e il rilancio dell’agro-industria. È palese, infatti, che gli incendi di questi giorni rispondano a queste esigenze; altrettanto palese è che la squallida ironia con cui il Presidente brasiliano li ha affrontati nel discorso pubblico, sia espressione del più becero negazionismo climatico e ambientale che già lo ha abbondantemente contraddistinto nei mesi passati.
In questo articolo, tratto dal blog Sottolequerce, la giornalista e scrittrice brasiliana Julia Blunck parla del devastante sfruttamento del “polmone del mondo” tra passato e presente. A pochi giorni dal “Venice Climate Camp”, appare chiaro come la sfida climatica si arricchisca di nuovi elementi di discussione e conflitto…

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Cattura Battisti, Napolitano accusa Lula: “Lasciato il merito alla destra”

di Adolfo Spezzaferro
Anche il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano interviene sulla cattura di Cesare Battisti, esprimendo soddisfazione per l’arresto del terrorista e congratulandosi con le forze di polizia per il decisivo contributo. Tuttavia, “Re Giorgio”, in una lettera alla Stampa, ha voluto dire la sua…
Ha voluto dire la sua sul fatto che quando era presidente lui qui in Italia e Lula in Brasile (sì, quel Lula che ha protetto il terrorista comunista pluriomicida per anni e fino all’ultimo), non sarebbe riuscito a farselo consegnare.
“Durante gli anni della mia presidenza, la questione Battisti è stata sempre al centro dell’attenzione mia e dei governi italiani: ricordo in particolare le mie iniziative di protesta e di sollecitazione

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La millenaria “Città delle Termiti” in Brasile, visibile anche dallo spazio

di Elisabetta Intini
Oltre 200 milioni di cumuli di terra: sono il risultato del millenario lavoro di costruzione di questi insetti sociali, ora scoperto grazie a Google Earth.
Una delle più grandi e complesse megalopoli terrestri è pressoché sconosciuta, e non è stata costruita dall’uomo: un gruppo di scienziati ha appena calcolato, con l’aiuto di immagini satellitari, la reale estensione della distesa dei tumuli di terra innalzati dalle termiti nella foresta di Caatinga, nel nord-est del Brasile. Hanno così scoperto che è formata da circa 200 milioni di coni di terra (murundus, in portoghese) alti fino a 2,5 metri e larghi fino a 9, che insieme ricoprono un’area di circa 233.000 km quadrati: più o meno quanto la Gran Bretagna…

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