Mirko Busto: “L’olio di palma non fa male? Andatelo a dire ai bambini indonesiani”

di Mirko Busto
100.000 morti in un anno. E’ questo l’ammontare dei decessi causati dagli effetti diretti e indiretti degli incendi appiccati in Asia equatoriale nel solo 2015.
Lo rivela uno studio delle università di Harvard e Columbia, pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters. Secondo gli esperti in salute pubblica e modelli atmosferici, questi roghi, appiccati di proposito dalle multinazionali dell’olio di palma nelle foreste dell’Indonesia, sarebbero la causa di oltre 90mila morti premature in Indonesia, più di 6mila in Malesia e 2.200 a Singapore.
A questa già tragica realtà, si aggiungono 500 mila casi di infezione alle vie respiratorie, quasi 50 milioni di persone esposte a fumi tossici 24 ore al giorno per settimane, voli annullati, scuole chiuse anche a Singapore e in Malesia…

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“Abbiamo trovato microplastiche in ogni cozza, dall’Artico alla Cina”

di Ilaria Betti 
Le cozze sono spesso utilizzate dai ricercatori come indicatori dell’inquinamento da microplastiche nei mari, dal momento che non si muovono ma risiedono nel fondale, dove molti dei rifiuti vanno a finire.
Un nuovo studio ha però rivelato qualcosa di inquietante proprio a proposito di questi molluschi: sembra che sia stata trovata della plastica nel 76,6% delle cozze analizzate. Stando a quanto sostenuto da altri report, le microplastiche sono state rintracciate in centinaia di esemplari sparsi per il mondo, dall’Artico alla Cina…

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La criminalità ambientale minaccia le ultime foreste incontaminate europee e la fauna selvatica

I bracconieri dei Carpazi e del Danubio vendono gli uccelli ai ristoranti, soprattutto in Italia e Malta.
È stato presentato al Parlamento europeo il nuovo rapporto “Combating Wildlife and Forest Crime in the Danube-Carpathian Region” di United Nations environment programme (Unep – UN Environment), Wwf ed Eurac Research, che avverte che “Il disboscamento illegale, il commercio illegale di caviale, l’uccisione di massa di uccelli selvatici e il bracconaggio di orsi, lupi e linci minacciano la biodiversità e i mezzi di sussistenza nella regione del Danubio-Carpazi, che si estende in 15 Paesi europei”…

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Amazzonia: al via il più grande progetto di riforestazione della storia

di Francesca Mancuso 
È il progetto di riforestazione più grande e importante di sempre. Nel cuore dell’Amazzonia brasiliana verranno piantati 73 milioni di alberi coprendo un’area di oltre 28mila ettari. Una bella notizia, che per una volta bilancia le più tristi, riguardanti la deforestazione selvaggia.

Il nuovo progetto dovrebbe aiutare a prevenire – o almeno rallentare – i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale. Entro i prossimi sei anni Conservation International darà luogo al più grande progetto di ripopolamento tropicale della storia.

E il luogo in cui i 73 milioni di alberi saranno piantati è davvero significativo. È il cosiddetto “arc of deforestation”, un’area a cavallo di alcuni stati del Brasile, tra cui Amazonas, Acre, Pará, Rondônia e in…

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Yanomami, tribù amazzonica incontaminata

di Luisa Perego
Eccoli! Sono stati individuati dall’alto e fotografati. Sono gli Yanomami, comunità “incontaminata” che vive nella foresta Amazzonica brasiliana.
Questa comunità è sempre più a rischio: sono minacciati dai minatori illegali che continuano a devastare la foresta e dai fondi governativi brasiliani che diminuiscono. Una tribù incontaminata che vive in un’area del Brasile, al confine con il Venezuela, senza avere contatti con il resto del mondo. Sono indigeni che vivono nel profondo della foresta amazzonica brasiliana.
Era da più di un anno che nessuno aveva avuto tracce di loro. Ed ecco invece alcune foto che li ritraggono. Sono stati fotografati dall’alto, in una grande “maloca” o “yano”, struttura di capanne circolare…

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Record di incendi… tremila anni fa

Incendi nell'Antropocene

di Redazione Galileo
Già 3000 anni fa l’uomo potrebbe aver avuto un’influenza importante sull’ambiente, appiccando vastissimi incendi per far posto a insediamenti e campi agricoli.
(Università Ca’ Foscari) Da quanto tempo l’umanità ha cominciato a influenzare le dinamiche ambientali e climatiche? Per capirlo, alcuni scienziati dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e dell’Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Cnr (Idpa-Cnr), hanno “interrogato” calotte polari, ghiacciai alpini e himalayani, fondali di laghi in Asia, Americhe, Europa Oceania e Africa…

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Tutti pazzi per la Facelia, pianta “salva-api”

Una distesa viola, l’effetto creato dalla coltivazione di facelia, la pianta nota anche come “salva api”

Nel Vicentino è esplosa la “facelia mania”. Ovvero l’interesse per il fiore “salva-api”, con una spettacolare infiorescenza violacea, che funziona anche come concime naturale una volta sfiorito.
Il Comune di Arcugnano si è fatto promotore da qualche mese, in collaborazione con Coldiretti e Sis, Società Italiana Sementi con sede a San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna, di divulgare la coltivazione della facelia. E la risposta del territorio è andata oltre le attese. Ad Arcugnano sono arrivate chiamate da tutta la Provincia, da Breganze a Sossano, da Trissino a Zovencedo, e i 200 chili di sementi a disposizione ai magazzini comunali di Torri per circa 20 ettari di terreno, forniti gratuitamente dalla Sis, sono praticamente già assegnati o prenotati…

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Un’isola disabitata in mezzo al Pacifico: la più inquinata al mondo!

(Jennifer L. Laversa e Alexander L. Bond, via PNAS)

Le correnti oceaniche hanno portato oltre 18 tonnellate di rifiuti lungo la costa di Henderson, un tempo considerata un “paradiso naturale” dall’UNESCO.
L’isola di Henderson, nel mezzo dell’oceano Pacifico meridionale, è uno dei posti più remoti della Terra: è disabitata, eppure è il posto con la più alta densità di rifiuti di plastica registrata. L’immondizia ha invaso le sue spiagge dopo essere stata spostata per migliaia di chilometri dalle correnti oceaniche, generate soprattutto dal “vortice del Pacifico meridionale”, una sorta di grande nastro trasportatore naturale dei rifiuti generati dall’attività umana…

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Australia: la Grande Barriera corallina è stata dichiarata morta

Grande barriera corallina

Si estende per oltre 2.000 chilometri su una superficie di circa 344.400 chilometri quadrati lungo la costa del Queensland, dalla città costiera di Port Douglas fino a Bundaberg, ma la Grande Barriera Corallina australiana è stata dichiarata morta dopo 25 milioni di anni.

Meta sognata dai sub di tutto il mondo per ammirare il più vasto sistema corallino del mondo, con la sua variopinta fauna marina, era visibile anche dallo Spazio. Ma il processo si sbiancamento ha ormai definitivamente intaccato il sistema.

Grande Barriera Corallina: il processo di sbiancamento
Già nel 2016 era scattato l’allarme tra gli studiosi e gli ambientalisti. I rilevamenti dei ricercatori della James Cook University, infatti, avevano evidenziato la situazione più grave mai registrata sulla Great…

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Fast Fashion: l’impatto ambientale della moda

Fast fashion

di Paolo Amato
Il settore della moda e del tessile rappresenta la seconda industria più inquinante del mondo, seconda soltanto a quella del petrolio.
Dall’acquisizione delle materie prime, passando per la produzione tessile, fino ad arrivare allo smaltimento del prodotto, l’impatto ambientale della fast fashion e del ciclo produttivo dei prodotti della moda è molto alto.
Sostanze chimiche ed inquinanti legati ai prodotti della moda
Secondo il Fashion Danish Institute, un quarto di tutte le sostanze chimiche prodotte in tutto il mondo sono utilizzate nel settore tessile. Molte di queste si presentano sotto forma di poliestere e altre fibre sintetiche che richiedono grandi quantità di petrolio grezzo. E non è finita: nomi complicati quali ftalati e formaldeide nascondono una subdola minaccia anche per la nostra salute…

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