Il “Grande Reset”? Dall’Emergenza sanitaria al Nuovo Ordine Mondiale

di Federico Nicola Pecchini
“La storia c’insegna che l’umanità evolve in misura significativa solo quando ha davvero paura… Una pandemia di grandi dimensioni farà quindi nascere… molto più rapidamente di quanto avrebbe fatto la sola ragione economica… un vero governo mondiale”. (Jaques Attali, 06/05/2009)
Mentre questa pazza primavera volge finalmente al termine e il mondo occidentale è ancora intento a leccarsi le ferite dopo uno dei periodi più traumatici della storia recente, i potenti del pianeta stanno già pensando a come trarre vantaggio dall’emergenza in corso. “Mai lasciare che una buona crisi vada sprecata” – recita il vademecum del buon governante, e allora poco male le centinaia di migliaia di morti, o i milioni di persone che hanno perso il lavoro e sono ora ridotte sul lastrico: la pandemia potrebbe rivelarsi una straordinaria occasione per ripensare il mondo dalle sue stesse fondamenta…

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Come il Capitalismo sta sfruttando il Cambiamento climatico per fare soldi

di Silvia Granziero
La Groenlandia sarà sempre di più un punto nevralgico nei commerci mondiali tra Europa e Asia, lungo le rotte del Polo Nord. Ancora una volta, l’avidità di un ristretto gruppo di persone – investitori, mossi solo dalle possibilità di guadagno a breve termine – sta condannando il futuro di tutto il Pianeta e dei suoi sette miliardi di abitanti.

Il 2019 è stato il secondo anno più caldo mai registrato nella storia. Più ci si avvicina ai Poli e più gli effetti sono drammatici: al Circolo Polare Artico, il livello di surriscaldamento può essere anche doppio rispetto alle nostre latitudini, perché senza neve solo il 5% dell’energia solare viene riflessa, contro il normale 85-95%.
Le immagini satellitari della Groenlandia raccolte tra il 1992 e il 2018, hanno evidenziato un ritmo di scioglimento dei ghiacci nella regione di molto superiore alle previsioni. Nella finestra temporale considerata, la Groenlandia ha perso circa 3.800 miliardi di tonnellate di ghiacciai – riporta uno studio pubblicato su Nature – con un conseguente innalzamento globale del livello dei mari di circa 10 millimetri…

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Gli oceani sempre più blu… ma non è una buona notizia

di Alessandro Fioroni
Entro la fine del secolo l’acqua degli oceani cambierà colore. Sarà più blu o verde, ma non si tratta di una buona notizia. Il cambiamento cromatico sarà diretta conseguenza di quello climatico.
L’innalzamento delle temperature determinerà un impoverimento dei microorganismi che popolano gli oceani, con pesanti ricadute sulla catena alimentare almeno per un miliardo di persone. Entro la fine del secolo gli oceani del pianeta potrebbero aver cambiato colore. Saranno più blu o di un verde più intenso. Ma la colorazione brillante, che fino ad ora poteva essere sinonimo di limpidezza e pulizia dell’acqua, rivela invece una brutta sorpresa. Il cambiamento cromatico sarà determinato da quello climatico. Lo spostamento verso l’alto delle lancette del barometro porterà quindi conseguenze non troppo rassicuranti…

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La verità sull’Overshoot Day: chi sono i responsabili del tracollo del pianeta

L’Overshoot Day, la data simbolica dell’anno in cui la domanda di risorse dell’umanità oltrepassa, in quantità, quelle che la Terra può spontaneamente rigenerare, dice che l’umanità è “a debito”. Per il 2018, il calendario ha segnato il primo di agosto. L’anno scorso, invece, era stato il 2.
L’iniziativa, lanciata nel 2006 dal Global Footprint Network, un’organizzazione internazionale no-profit di ricerca ambientale, calcola il numero di giorni dell’anno in cui la biocapacità (cioè la capacità di rigenerare le risorse naturali) del Pianeta è sufficiente a sostenere la nostra impronta ecologica, ossia la domanda di quelle stesse risorse, e attraverso una media dei risultati di tutti i Paesi riporta il “break even”, il punto cioè, come si usa dire in economia aziendale, in cui le risorse sono in pareggio…

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Geoingegneria: ora apertamente sostenuta dagli scienziati di Harvard per alterare il clima

La Geoingegneria, a lungo denunciata come “teoria del complotto”, ora è apertamente sostenuta dagli scienziati di Harvard, con lo scopo di alteare il clima del Pianeta.
Sembra che i complici sostenitori della geoingegneria, si stiano rendendo conto che non possono nascondere per sempre i loro piani sinistri, dietro la maschera delle “teorie della cospirazione”, e ora stiano scegliendo di persuadere le masse che le scie chimiche siano qualcosa di accettabile, raccontando loro che tutto faccia parte di un piano per proteggere la terra.
Come tutti sappiamo, quelli di noi che sono stati a conoscenza delle scie chimiche e della geoingegneria, per un certo periodo di tempo sono stati costantemente denigrati e messi a tacere. Ora, invece di continuare a negare l’esistenza di queste azioni, gli scienziati hanno fatto ricorso ai media per dichiarare che stanno da poco iniziando a sperimentare spruzzi di aerosol nell’atmosfera, presumibilmente per combattere il “cambiamento climatico”…

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