Record di Morti in Canada per Eutanasia nel 2024

di Redazione Provita e Famiglia
Ennesimo, drammatico, record di morti in Canada per eutanasia in un solo anno: 16.500
Nel 2024 il Canada ha raggiunto un triste primato: 16.499 persone hanno perso la vita per eutanasia, attraverso il programma di Medical Assistance in Dying (MAiD), che prevede l’intervento attivo del medico per provocare la morte di un paziente. Secondo il sesto rapporto annuale del governo canadese, questo numero rappresenta circa il 5,1% di tutti i decessi nel Paese nell’anno, cioè quasi una morte su venti è avvenuta tramite eutanasia.
Un Incremento Costante di Morti Assistite
Il dato di 16.499 decessi per eutanasia nel 2024 non è isolato: segnala una tendenza drammatica di crescita negli ultimi anni. Rispetto al 2023 si registra un aumento del 6,9%, un balzo decisamente significativo se consideriamo che già l’anno precedente il numero di morti per MAiD era assai elevato, circa 15mila. Dalla legalizzazione del programma nel 2016, le persone vittime di eutanasia in Canada sono oltre 76mila…

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Il “No” Annacquato della Consulta all’Eutanasia

di Piero Vietti
La Corte stabilisce che un malato che non può procedere da solo al suicidio assistito non può chiedere a un terzo di ucciderlo. Ma lo fa chiedendo al Servizio sanitario nazionale di intervenire e verificare tutte le possibilità.
Con sentenza pubblicata venerdì scorso e attesa da giorni, la Corte Costituzionale ha detto no all’intervento attivo di una terza persona nella somministrazione del farmaco letale a un malato che sia nelle condizioni di accedere al suicidio assistito ma non possa farlo per impossibilità fisica, indisponibilità dei mezzi o per avere scelto un’altra modalità che non è disponibile.
Il caso in esame era quello di una donna di Firenze che, priva dell’uso degli arti a causa della malattia, e impossibilitata a procurarsi uno strumento che le permettesse di suicidarsi autonomamente, chiedeva al giudice di autorizzare il proprio medico a somministrarle il farmaco…

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Eutanasia: in Canada Manifesti la Spingono per Minori “Maturi” Senza il Consenso dei Genitori

Può uno Stato offrire la morte come opzione a chi sta soffrendo, anziché un supporto concreto alla vita?
La denuncia arriva da Jasmin Laine, conduttrice del programma televisivo “Over Opinionated”, che ha pubblicato in un twitter dei volantini che ha trovato a Manitoba, in Canada. Su questi fogli si chiede di consentire l’eutanasia per i bambini e i giovani considerati “minorenni maturi” dal governo canadese.
“Ci vuole un tipo speciale di demone per sostenere il MAID (Medical Assistance In Dying) a favore di giovani vulnerabili e persone a rischio di suicidio”, ha scritto su Instagram. “Immaginate di andare in una clinica per chiedere aiuto e sentirvi dire che il mondo sarebbe un posto migliore senza di voi… che dovreste cedere alle bugie che vi racconta il diavolo sulla vostra spalla e che sarebbe più economico per il sistema sanitario canadese se non ci foste più”, commenta la giornalista…

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Non ci si deve rassegnare a questa “Nuova Normalità”

di Francesco Lamendola
Non potendo sottomettere fisicamente miliardi di persone, il potere globalista deve far sì che siano esse medesime a desiderare di esser poste sotto tutela, s’intende… per il loro bene.
Il progetto di dominio totale dei signori della grande finanza si sostiene su di un presupposto fondamentale: che la gente si abitui, un poco alla volta, a una Nuova Normalità fatta di diritti flessibili e revocabili, di emergenza permanente, di capovolgimento del senso morale, di azzeramento di ogni residuo senso critico, di indottrinamento capillare ottenuto non tanto mediante una pressione esplicita e frontale, bensì con una serie continua di sottintesi, di silenzi, di assenze, là dove invece le persone si aspettano legittimamente la parola, la presa di posizione, l’affermazione esplicita.
È così che il potere globalista si guadagna il consenso delle masse: non potendo sottomettere fisicamente miliardi di persone, deve far sì che siano esse medesime a desiderare di esser poste sotto tutela, s’intende per il loro bene; di essere sollevate da ogni decisione e responsabilità individuale; di sentirsi instradate e incoraggiate a fare ciò che il potere vuole, ma con l’illusione di aver fatto una libera scelta o, quanto meno, di aver fatto “la cosa giusta”, come usano dire gli americani…

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“Mangerete vermi e sarete felici!”

di Roberto Pecchioli
Ci sono momenti in cui non se ne può più e si dice tutto quello che si pensa. Sarà il tempo che passa, sarà l’interminabile emergenza della pandemia, sarà l’insofferenza per un mondo impossibile, inabitabile, insopportabile, ma una mattina ti svegli e non riconosci più la tua città e la tua gente.
Gli occhi non sono più collegati con il cuore, e allora decidi che non ne puoi più. Arrangiatevi voi, io non ci sto più. “Non avrete nulla, mangerete vermi e insetti e sarete felici”, recitano in coro il Foro di Davos e l’Agenda 2030. È per il bene del pianeta, dicono. Buon pro vi facciano. Per digerirli meglio, berrete acqua ricavata dalle feci, come ha fatto Bill Gates, il genio che vi vuole tutti contenti e vaccinati. A Davos, la montagna incantata, laboratorio dei padroni di tutto, fanno sapere che indosseremo i dispositivi mediante i quali ci sorveglieranno h. 24. È la trasparenza… ne sarete felici, vedrete.
Sarete gioiosi anche da morti: nello Stato americano di Washington i resti umani, anziché seppelliti, possono essere conferiti come compostaggio. Una gran bella soddisfazione, finire come concime biologico ecosostenibile…

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Il Dr. Richard Day (insider dei Rockefeller) nel 1969 disse: “In Futuro viaggiare sarà limitato e ci saranno Malattie incurabili”

di Cristina Bassi
Dr. Richard Day: “I viaggi diventeranno molto limitati. La gente avrà bisogno di un permesso per viaggiare. Successivamente verrà sviluppato una sorta di dispositivo da impiantare sotto la pelle per identificare l’individuo”.
Del Dr. Richard Day (a ds. nella foto) avevo già parlato in questo articolo, una mia traduzione da una newsletter di David Icke del 2012. Ne riporto un passaggio: “Ho spiegato nel mio ‘Remember Who You Are’ come nel 1969 un insider della famiglia Rockefeller, il Dr Richard Day, capo della Planned Parenthood (Pianificazione parentale), fondata dai Rockefeller, inspiegabilmente disse ai medici in un evento pediatrico a Pittsburgh, in Pennsylvania, come il mondo stesse andando verso un grandissimo cambiamento secondo un piano SEGRETO

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Cade l’ultimo paletto, in Olanda eutanasia anche per i bimbi sotto i 12 anni

di Caterina Giojelli
In Olanda, il governo lavora alla legalizzazione della morte assistita nell’ultima zona franca dell’esistenza, quella dei bambini che non sono in grado di autodeterminarsi.
Uccidere i bambini tra gli 1 e i 12 anni per “aiutarli”. È con motivazioni raggelanti, che il ministro della Salute olandese Hugo de Jonge ha annunciato l’accordo nella maggioranza per estendere l’eutanasia legale anche ai bambini. “C’è bisogno di un’interruzione di vita intenzionale”, aveva scritto al Parlamento dopo aver commissionato uno studio ad hoc sulla sofferenza dei piccoli, per aiutare “un piccolo gruppo di bambini malati terminali che soffrono senza speranza e in modo insopportabile” e “garantire maggiori tutele legali ai medici che procedono con azioni di fine vita di bambini di quell’età”.
Un film già visto: è motivandola con i risultati di una ricerca commissionata dal governo stesso lo scorso anno, che l’Olanda punta anche ad approvare ora l’eutanasia per gli over 75 in buona salute ma stanchi di vivere…

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Eutanasia in diretta Facebook, un copione già scritto

di Tommaso Scandroglio
Il caso di Alain Cocq, l’uomo francese immobilizzato a letto che non potendo ottenere l’eutanasia legalmente ha dichiarato di volersi lasciare morire in diretta Facebook, rispetta un canovaccio ben collaudato nelle battaglie ideologiche.
Cocq è un militante pro-death ed è da ben 30 anni che lotta per ottenere l’eutanasia e ora rendere più permissiva la legge francese. La sua vicenda non è dunque solo un caso di eutanasia, ma anche e soprattutto l’esecuzione di un protocollo di carattere culturale-operativo ben studiato e ben preparato al fine di raggiungere alcuni precisi obiettivi.
Storia di una nouvelle euthanasie. Alain Cocq, residente a Digione, è da anni affetto da una grave patologia assai rara che lo ha ormai immobilizzato a letto da tempo. Ora ha deciso che vuole staccare la spina. Questo suo ferale desiderio però non potrà essere soddisfatto secondo i termini di legge. Infatti, la normativa Claeys-Leonetti del 2016 permette “una sedazione profonda e continua fino alla morte”, ma solo se ricorrono alcuni requisiti…

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Ora l’Olanda punta all’Eutanasia per i bambini sotto i 12 anni

di Caterina Giojelli
Dopo gli anziani, i disabili, gli incapaci, i neonati e gli adolescenti, anche l’ultimo “paletto” sta per cadere: si discute l’introduzione dell’iniezione letale nell’ultima fascia d’età protetta dalla legge.
Anche i bambini sotto i 12 anni hanno diritto all’eutanasia: a fine settembre tre ospedali universitari olandesi hanno presentato alla camera bassa del parlamento, un rapporto che afferma che l’84 per cento dei pediatri olandesi ritiene necessario introdurre la morte assistita nell’ultima zona franca dell’esistenza, quella dagli 1 ai 12 anni. Si tratta dell’unica fascia di età dove l’eutanasia non è ammessa, in quanto i bambini non sarebbero ritenuti legalmente in grado di autodeterminarsi e optare consapevolmente per la morte.
L’ultima fascia “protetta” dalla legge
Oggi in Olanda “grazie” al “Protocollo di Groningen”, elaborato dal professor Eduard Verhaegen, sulla soppressione dei neonati “affetti da malattie gravi”, dal 2004 è possibile uccidere un bambino tra gli 0 e i 12 mesi (anche se ha una aspettativa di vita di 10 anni). Ed è possibile uccidere un bambino tra i 12 e i 16 anni previo consenso dei genitori. Ma la fascia d’età compresa tra 1 e 12 anni è sempre stata per i persuasori della buona morte una cortina dura da oltrepassare. Fino ad oggi…

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“Magari muori”: la Banalizzazione della Morte come inizio di una rivoluzione dirompente

di Enzo Pennetta
Non è solo un marketing spregiudicato ma l’apertura di una nuova “Finestra di Overton” che può trasformare radicalmente le questioni sulla morte.
Da qualche tempo una insolita campagna di marketing sta cambiando il modo di proporre i servizi funebri, sta ribaltando l’approccio verso il tema della morte, che da sempre e in tutte le culture è stato affrontato nel modo più profondo e serio.Dalle piramidi egizie ai mausolei, dai dolmen megalitici alle sepolture etrusche, dal Carme 101 di Catullo ai Sepolcri di Foscolo, dalla solennità cupa e sublime della Morte di Sigfrido di Wagner a quella struggente del Requiem K 626 Lacrimosa di Mozart, da sempre la morte ha rappresentato un momento di fronte al quale tutti hanno chinato il capo in un estremo segno di rispetto, che riassume in sé il rispetto stesso per il dramma dell’esistenza umana e al tempo stesso della sua grandezza.
Il senso della morte con la sua drammaticità, ha unito in una fratellanza senza tempo tutte le popolazioni che si sono succedute in ogni luogo della Terra dalla preistoria ad oggi, mai la fine della vita è stata rappresentata in modo meno che rispettoso. Solo in un libro distopico si suggeriva che in un “Mondo nuovo” questo sarebbe stato diverso, si sarebbe dovuta cambiare la sensibilità verso la morte, si sarebbe dovuto ridicolizzare il momento estremo per far accettare la riduzione dell’esperienza umana a ciclo operativo come quello di un qualsiasi utensile…

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