Come il Capitalismo sta sfruttando il Cambiamento climatico per fare soldi

di Silvia Granziero
La Groenlandia sarà sempre di più un punto nevralgico nei commerci mondiali tra Europa e Asia, lungo le rotte del Polo Nord. Ancora una volta, l’avidità di un ristretto gruppo di persone – investitori, mossi solo dalle possibilità di guadagno a breve termine – sta condannando il futuro di tutto il Pianeta e dei suoi sette miliardi di abitanti.

Il 2019 è stato il secondo anno più caldo mai registrato nella storia. Più ci si avvicina ai Poli e più gli effetti sono drammatici: al Circolo Polare Artico, il livello di surriscaldamento può essere anche doppio rispetto alle nostre latitudini, perché senza neve solo il 5% dell’energia solare viene riflessa, contro il normale 85-95%.
Le immagini satellitari della Groenlandia raccolte tra il 1992 e il 2018, hanno evidenziato un ritmo di scioglimento dei ghiacci nella regione di molto superiore alle previsioni. Nella finestra temporale considerata, la Groenlandia ha perso circa 3.800 miliardi di tonnellate di ghiacciai – riporta uno studio pubblicato su Nature – con un conseguente innalzamento globale del livello dei mari di circa 10 millimetri…

Vai all’articolo

Ambientalismo: le Élite contrattaccano

di Daniele Velicogna
Non c’è nulla di inaspettato nel fatto che le élite – intese come l’universo di coloro che in Occidente detengono le principali leve del potere, riconoscendosi più o meno nettamente nel paradigma liberale e globalista – messe sotto pressione dalla ventata populista e sovranista degli ultimi anni, dopo un iniziale smarrimento, siano passate al contrattacco.
Esse possono vantare svariate armi nel loro arsenale, arroccate come sono nel deep state e nei gangli dell’apparato degli stati. Tuttavia, repressioni, offensive giudiziarie, minacce di impeachment, artificiosi Russiagate e ribaltoni parlamentari non bastano: alle élite servono nuove icone da gettare nella mischia, da dare in pasto a quel popolo così riottoso e disamorato, giacché le manovre di palazzo possono essere fondamentali per mantenere o ristabilire lo status quo, ma certamente non infiammano l’entusiasmo delle masse.
Il vero asso della manica si chiama ambientalismo. Esso, con il suo eterogeneo calderone ideologico, è in grado di raccogliere la sfida sovranista mietendo consensi, cosa che ai tradizionali partiti espressione delle élite riesce ormai molto difficile.

Vai all’articolo

La Russia sotto attacco, insieme all’intero pianeta

I roghi nella taiga siberiana si stanno sviluppando più rapidamente di quanto si riesca a spegnerli.
I roghi nella taiga siberiana si stanno sviluppando più rapidamente di quanto si riesca a spegnerli. Gli uomini messi in campo dall’agenzia forestale russa sono riusciti nell’ultima settimana a liberare dal fuoco 750.000 ettari di taiga. Nello stesso tempo, però, l’area interessata dai roghi è passata da 3 milioni a 4,5 milioni di ettari: una superficie estesa quanto Lombardia e Veneto messi insieme. O quanto la Danimarca, se preferite. Acqua o barriere sono efficaci solo parzialmente e molti incendi si trovano in zone praticamente irraggiungibili.
Al momento non è possibile risolvere il problema con le sole forze umane. L’unico modo perché questo disastro abbia fine è un periodo di piogge intense, che però generalmente in Siberia cade in ottobre. Nello scenario peggiore gli incendi potrebbero quindi durare mesi. La CO2 emessa in atmosfera ha raggiunto le 166 milioni di tonnellate, un valore pari all’emissione annuale di tutte le 36 milioni di auto presenti in Italia…

Vai all’articolo

Con l’aumento delle temperature terrestri… sale la violenza nel mondo

Global warming

di Valentina Ierrobino
Mentre i governi di tutto il Mondo sono impegnati, chi più e chi meno, a fermare i cambiamenti climatici e il global warming, uno studio pubblicato sulla rivista ‘Science’ informa che ben presto gli Stati dovranno combattere contro un altro aspetto legato all’aumento delle temperature terrestri: la violenza.
Dalla ricerca condotta da un gruppo di studiosi delle Università di Princeton e Berkley, è emerso che bastano pochi e piccoli aumenti della temperatura media, per far crescere il tasso di violenza tra le pareti di casa, fino all’aumento della violenza a livello nazionale e globale. Con il surriscaldamento globale la temperatura del Pianeta potrebbe aumentare di 2 gradi nei prossimi anni e questo, dati alla mano, potrebbe far crescere del 50% le guerre civili nel mondo…

Vai all’articolo

Scudo Solare Chimico: l’alibi per la guerra climatica

Scie chimiche e geoingegneria

«Se partiamo dal presupposto che nel 2025 la nostra strategia di sicurezza nazionale includerà la modificazione del clima, il suo uso nella nostra strategia militare nazionale sarà la naturale conseguenza».
Modificare il clima: era l’orizzonte a cui già nel lontano 1996 puntava la Air University, una dépendance dell’aviazione USA, con sede nella base aerea di Maxwell, in Alabama.
A quanto pare, avvertono Giulietto Chiesa e Paolo De Santis, citando fonti delle Nazioni Unite, la “conquista” del clima è già cominciata: per l’Ipcc, il panel scientifico dell’Onu sul clima, la creazione di uno “scudo termico” per proteggere la Terra dall’irraggiamento del sole, sarebbe l’unica possibilità di scongiurare la catastrofe del surriscaldamento globale.
Lavori già in corso da tempo? «Nessuno di noi ne deve sapere nulla, perché evidentemente la missione è stata interamente delegata ai militari». E mentre i “debunker” tentano di ridicolizzare chi parla di “scie chimiche”, il Palazzo di Vetro squarcia un velo sulle nuove frontiere della geo-ingegneria. E ammette: nessuno è in grado di valutarne gli “effetti collaterali” sul pianeta…

Vai all’articolo