Le foreste della Terra stanno andando a fuoco

di Michael Snyder
Un mondo senza foreste sarebbe un mondo apocalittico, ed in questo momento ne stiamo perdendo ad un ritmo sconcertante.
Al momento della stesura di questo articolo, oltre 10.000 incendi si stanno diffondendo nelle aree boschive del Sud America e dell’Africa. I leader mondiali non sembrano però voler fare alcunché al riguardo. Gran parte dell’attenzione dei media è stata rivolta agli orribili incendi nella foresta pluviale amazzonica. Ci viene detto che il numero di incendi in Brasile è aumentato dell’85% rispetto allo scorso anno. Tale cifra, in realtà, in Africa è ben più elevata. È stato infatti riferito che ci sono “circa cinque volte più incendi in Africa che in Amazzonia” a questo punto. Il nostro pianeta viene letteralmente distrutto davanti ai nostri occhi, ma l’opinione pubblica sembra non curarsene affatto.
Occupiamoci prima di quanto sta accadendo in Amazzonia. Quest’anno sono scoppiati più di 72.000 incendi in Brasile, con relativa distruzione di almeno 640 milioni di acri. La CNN ha inviato un aereo sopra alcune delle aree maggiormente danneggiate, e ciò a cui hanno assistito coloro che erano a bordo era orribile a dirsi…

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La Russia sotto attacco, insieme all’intero pianeta

I roghi nella taiga siberiana si stanno sviluppando più rapidamente di quanto si riesca a spegnerli.
I roghi nella taiga siberiana si stanno sviluppando più rapidamente di quanto si riesca a spegnerli. Gli uomini messi in campo dall’agenzia forestale russa sono riusciti nell’ultima settimana a liberare dal fuoco 750.000 ettari di taiga. Nello stesso tempo, però, l’area interessata dai roghi è passata da 3 milioni a 4,5 milioni di ettari: una superficie estesa quanto Lombardia e Veneto messi insieme. O quanto la Danimarca, se preferite. Acqua o barriere sono efficaci solo parzialmente e molti incendi si trovano in zone praticamente irraggiungibili.
Al momento non è possibile risolvere il problema con le sole forze umane. L’unico modo perché questo disastro abbia fine è un periodo di piogge intense, che però generalmente in Siberia cade in ottobre. Nello scenario peggiore gli incendi potrebbero quindi durare mesi. La CO2 emessa in atmosfera ha raggiunto le 166 milioni di tonnellate, un valore pari all’emissione annuale di tutte le 36 milioni di auto presenti in Italia…

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Sergio Mattarella: Testimone Chiave

di Daniele De Luca
Quirra, Sardegna: per un decennio è stato teatro di ogni tipo di esplosione, il più grande poligono militare d’Europa. Un territorio unico e incontaminato che è stato avvelenato e distrutto. Ora, il processo a carico dei militari è a rischio prescrizione… Solo Mattarella potrebbe salvarlo.
12.000 ettari, il poligono militare più grande d’Europa. Ufficialmente doveva essere un campo di addestramento reclute. Nella realtà, una “terra di nessuno” dove per almeno dieci anni l’esercito italiano e la NATO hanno testato e fatto brillare migliaia di ordigni, rilasciando in aria, nel terreno e nel mare tonnellate e tonnellate di inquinanti. 
Una storia molto italiana, perché sarebbe potuta passare sotto silenzio per sempre, se non fosse stato per l’impegno della Procura di Lanusei che, con estrema fatica, da otto anni cerca di dare giustizia a un territorio martoriato. E alle vittime, tra i civili come tra i soldati…

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Nei boschi trentini, la “Caporetto” dei Sionisti

Quella che pochi giorni fa si è schiantata sul suolo italiano non era solo una perturbazione, non era solo un ciclone, non erano solo nuvole, pioggia e aria a 150 chilometri orari, era una vera e propria “dichiarazione di guerra”.
Quello che ha colpito, principalmente il Trentino, ma anche il Veneto ed il Friuli in maniera particolare, è stata una perturbazione anomala, che solo chi ha degli interi prosciutti dinnanzi agli occhi può credere normale. Intere distese boschive rase al suolo, come la “piana della Marcesina” quasi del tutto sparita, i boschi della Val di Fiemme rovinati e intere vallate al buio per oltre 24 ore, allagamenti, frane, crolli, ecc. ecc.
Persino i fatti di Savona cercano di farceli passare come “normali”: centinaia di auto posteggiate vicine alla costa, sarebbero bruciate perché la mareggiata bagnandole gli avrebbe fatto esplodere le batterie(!?)…

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Italia: mari esplosivi!

di Gianni Lannes
Crimini contro l’umanità ad un soffio dalla catastrofe ecologica: la colonia Italia è circondata da un mare di bombe alleate che disperdono in acqua il loro micidiale contenuto. Armi per lo sterminio di massa, che uccidono senza dare nell’occhio a distanza di generazioni. Un’altra pagina di verità negata. E nessuna traccia sui libri di storia.
Le navi nordamericane cariche di iprite affondate nel 1943 e nel ’45 a Bari, gli arsenali gettati sempre dagli alleati anglo-americani nel Golfo di Manfredonia, nel Golfo di Napoli e dinanzi all’isola di Ischia, e poi le testate chimiche inabissate dai soldati tedeschi tra Fano e Pesaro. Ma ci sono anche ordigni NATO che pullulano nell’Adriatico e nel Tirreno, sepolti dall’oblio…

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Nelle grandi dighe brasiliane annegano i diritti umani delle tribù amazzoniche

Nelle grandi dighe brasiliane annegano i diritti umani delle tribù amazzoniche

Disastro ambientale sul fiume Madeira: l’arteria dell’Amazzonia è stata interrotta da due gigantesche dighe che hanno inondato 36 mila ettari di foresta, abitata da tribù ancora incontattate.

Le dighe lungo il fiume Madeira, nel Brasile occidentale, hanno invaso 36.100 ettari di foresta pluviale, costringendo alla fuga decine di migliaia di persone appartenenti a tribù indigene anche incontattate, che vivevano lungo il corso d’acqua, dal quale dipendevano.

L’impatto dei due nuovi impianti di Jirau e Santo Antonio, potrebbe inoltre estendersi oltre il Brasile, fino al Perù…

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Groenlandia: se si sciolgono i ghiacci sarà disastro ambientale

Groenlandia

di Agnese Tondelli
Rifiuti radioattivi in Groenlandia: se si sciolgono i ghiacci sarà disastro ambientale

Lo US Army Corps of Engineers ha seppellito rifiuti radioattivi e altri rifiuti speciali in una base in Groenlandia, sotto il ghiaccio: il riscaldamento globale ora mette a rischio tutta la zona.

Si tratta di rifiuti radioattivi seppelliti in Groenlandia durante la Guerra Fredda, che ora tornano a turbare i sogni di coloro che li hanno seppelliti (o, più probabilmente, dei loro discendenti): è questo il pericolo che alcuni scienziati della York University del Canada, hanno…

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Cibi radioattivi: fate attenzione a funghi, latte e pesce

funghi radioattivi del Piemonte

Chernobyl, Fukushima… ancora oggi rischiamo di portare in tavola alimenti contaminati da particelle radioattive.

Quello che successe a Chernobyl trent’anni fa, è storia vecchia e conosciuta, ma a causa di ciò che è accaduto qualche anno fa a Fukushima, si è tornati a parlare molto del nucleare. Purtroppo, quello che non si dice, o meglio, che si dice ma chissà perché si preferisce subito dimenticare, è che ancora oggi rischiamo di portare in tavola alimenti contaminati da particelle radioattive.

E ogni tanto purtroppo questo rischio diventa realtà: uno dei casi più…

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Fukushima a 5 anni dal disastro

Fukushima disastro

di Paolo Di Sia
L’11 marzo 2011 a Fukushima uno dei più forti terremoti registrati in Giappone ha portato a conseguenze impensabili.
A seguito del terremoto si è creato uno tsunami, una doppia forza scatenante che ha portato ad effetti devastanti: un grave incidente nucleare presso l’impianto di Fukushima Daiichi, la morte di oltre 15.000 persone e la distruzione di gran parte delle infrastrutture e delle abitazioni.
Quanto accaduto ha avuto ampie conseguenze per le politiche giapponesi ed energetiche internazionali, l’ambiente, l’opinione pubblica in materia di energia nucleare e la stessa gestione delle catastrofi. Le vibrazioni del terremoto hanno causato l’arresto automatico di 11 centrali elettriche in tutto il paese, tra cui tre reattori della centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Lo tsunami che ha colpito la costa circa 50 minuti più tardi ha causato una catena senza precedenti di eventi devastanti negli impianti della centrale. I generatori diesel di emergenza che avrebbero dovuto sostituire gli impianti elettrici danneggiati sono stati allagati e si sono fermati interrompendo il raffreddamento; così tre dei noccioli dei reattori dell’impianto hanno iniziato a fondere e il materiale radioattivo è stato rilasciato nell’ambiente in seguito anche ad alcune esplosioni…

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