L’omofobia? Non c’entra nulla con gli omosessuali: è solo un trucco per limitare la libertà (di tutti)

Omofobia

Breve storia di uno psicoreato: l’omofobia da invenzione terminologica ad etichetta discriminatoria.
L’omofobo è il nemico. Come abbiamo fatto a lasciarci ingannare in questo modo? Da quando il termine “omofobia” è stato introdotto su larga scala, entrando nel linguaggio comune, le cose si sono via via fatte più chiare. Oggi sono chiarissime: l’omofobia è un trucco, nient’altro che un inganno introdotto nel contesto sociale, con un fine ben diverso da quello che vorrebbero farci credere.
Hanno preparato il terreno, per anni. Mentre le sentinelle a difesa della libertà dormivano. Adesso siamo pronti: nella percezione comune l’equazione è già impressa: “omofobo = nemico“. L’omofobo è il nemico da combattere. Nessuno sa spiegare perché o per come, ma siamo giunti a questo punto. Uscite, sperimentate voi stessi. Ditelo in pubblico, che siete omofobi. Provateci, anche per scherzo. Poi chiedetevi: ne avete visti, di omofobi? Dove sono? Cosa fanno per esistere, in quanto omofobi?…

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IL PERCORSO DI RINASCITA SPIRITUALE DI UN'ALLIEVA VICINA A MAMANI, CURANDERO ANDINO!
Hernàn Huarache Mamani, Curandero e grande divulgatore della cultura andina, ci ha lasciato importanti insegnamenti. Tra questi, il legame intenso con Pachamama (la madre Terra), la sacralità dell'elemento femminile, la donna come maestra dell'amore, la capacità di dirigere l'energia e la connessione con le proprie radici.
Lisa Corrao, l'allieva a lui più vicina, ripercorre in questo nuovo libro il proprio percorso di rinascita spirituale grazie agli insegnamenti del maestro.
È un percorso di iniziazione al seguito degli insegnamenti di Mamani.
È un invito, rivolto a tutti coloro che cercano la guarigione emotiva, mentale e spirituale, ad avvicinarsi al patrimonio di sapienza antica che costituisce la preziosa eredità ricevuta da Mamani... ›››

Nelle grandi dighe brasiliane annegano i diritti umani delle tribù amazzoniche

Nelle grandi dighe brasiliane annegano i diritti umani delle tribù amazzoniche

Disastro ambientale sul fiume Madeira: l’arteria dell’Amazzonia è stata interrotta da due gigantesche dighe che hanno inondato 36 mila ettari di foresta, abitata da tribù ancora incontattate.

Le dighe lungo il fiume Madeira, nel Brasile occidentale, hanno invaso 36.100 ettari di foresta pluviale, costringendo alla fuga decine di migliaia di persone appartenenti a tribù indigene anche incontattate, che vivevano lungo il corso d’acqua, dal quale dipendevano.

L’impatto dei due nuovi impianti di Jirau e Santo Antonio, potrebbe inoltre estendersi oltre il Brasile, fino al Perù…

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