Sergio Mattarella: Testimone Chiave

di Daniele De Luca
Quirra, Sardegna: per un decennio è stato teatro di ogni tipo di esplosione, il più grande poligono militare d’Europa. Un territorio unico e incontaminato che è stato avvelenato e distrutto. Ora, il processo a carico dei militari è a rischio prescrizione… Solo Mattarella potrebbe salvarlo.
12.000 ettari, il poligono militare più grande d’Europa. Ufficialmente doveva essere un campo di addestramento reclute. Nella realtà, una “terra di nessuno” dove per almeno dieci anni l’esercito italiano e la NATO hanno testato e fatto brillare migliaia di ordigni, rilasciando in aria, nel terreno e nel mare tonnellate e tonnellate di inquinanti. 
Una storia molto italiana, perché sarebbe potuta passare sotto silenzio per sempre, se non fosse stato per l’impegno della Procura di Lanusei che, con estrema fatica, da otto anni cerca di dare giustizia a un territorio martoriato. E alle vittime, tra i civili come tra i soldati…

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Soldati USA nel mondo? Generale dei marines svela la cifra: “300.000 in 177 Paesi”

di Fabrizio Verde  
“Gli Stati Uniti hanno oltre 300.000 soldati schierati in 177 paesi”, ha rivelato Il Presidente dello Stato Maggiore, Joe Dunford, generale del Corpo dei Marines.
Dopo aver ricevuto un prestigioso riconoscimento, il Premio “Dwight D. Eisenhower” per i veterani di guerra all’estero, ha svelato alcuni dati importanti durante il suo discorso di premiazione: “Oggi più di 300.000 americani sono schierati o stazionano in 177 paesi, e in totale oltre due milioni di statunitensi sono in armi”, ha dichiarato, cifre citate poi in un comunicato del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti…

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Uranio impoverito… una strage di Stato

di Cinzia Palmacci
Luciano Cipriani, maresciallo dell’Aeronautica militare, aveva 47 anni. Nel suo curriculum diverse missioni all’estero, Kosovo, Afghanistan. Aveva respirato a pieni polmoni l’aria di quei luoghi e calpestato le terre avvelenate da uranio impoverito, tutto senza protezioni.
Caschi, maschere, tute, guanti, tutto l’armamentario che in quei teatri di battaglia usano americani e inglesi, ma che i nostri comandi, alti e altissimi, ritengono inutili orpelli. E quel veleno gli era entrato in corpo, lentamente, ma in modo inesorabile. Aveva attaccato il suo fisico possente, lo aveva piegato alle sue ragioni, quelle di un tumore che ha un nome terribile e impronunciabile: glioblastoma multiforme di IV grado. Gli aveva reso la vita impossibile. Chiuso in un letto in attesa della morte. La fine del corpo come liberazione dalle sofferenze…

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